Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

Il Frankenstein del PD. da sinistrainrete.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Settembre 2014 15:21 Scritto da Sandro Lunedì 15 Settembre 2014 15:16

Il Frankenstein del PD

di Valerio Guizzardi

In Emilia Romagna c’è una guerra, ormai da tempo, che oppone il Pd a una parte consistente e maggioritaria della Procura e della magistratura giudicante. Per il momento il secondo “esercito” pare vincente: ha detronizzato il Presidente Vasco Errani e ora si avvia, a colpi di avvisi di garanzia, a mettere mano alle primarie per l’elezione del prossimo Presidente. Infatti Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, due dei tre candidati avatar di Renzi, sono stati colpiti e affondati. Vedremo in seguito che si deciderà del terzo candidato Roberto Balzani.

Per non perderci in chiacchiere e senza scomodare analisi raffinate potremmo riassumere così: il Pd sta alla Magistratura come gli Usa stanno all’Isis. Prima li hanno creati, organizzati e armati scagliandoli contro il nemico di turno. Poi autonomizzatisi, gli “amici” di un tempo si sono rivolti contro i loro creatori in una strategia di comando e potere propria. Con gli stessi metodi: la decapitazione pubblica mediatizzata.

Questa tattica suicida del Pd è però una storia antica: rimanda infatti almeno ai “favolosi Settanta” quando Pci e Cgil usarono la fazione Picista di Magistratura Democratica contro l’autonomia di classe, nella sua caleidoscopica composizione politica. L’intento, purtroppo riuscito, era di sbarazzarsi non solo delle forme autonome che in quegli anni agivano un conflitto volto ad “abolire lo stato delle cose presenti” ma anche della sua stessa base sociale in continuità strategica con il Compromesso Storico, e la consegna dell’intera classe al modo capitalistico di produzione, allora in piena transizione verso l’era neoliberista.

Oggi hanno cambiato il nome ma non il metodo: sbarazzarsi del nemico, che sia Berlusconi o i movimenti, usando la magistratura come una clava. Ma qualcosa è cambiato. Sì, perché quando si crea un Frankenstein e poi se ne perde il controllo si va incontro a grossi guai. Infatti hanno spinto di fatto la Magistratura a evolversi da un Ordine dello Stato a un Potere autonomo vero e proprio, che ha come obiettivi strategici l’autoconservazione corporativa, anche a mezzo di utili torsioni del Codice penale, comando e privilegi. Ma soprattutto il monopolio della verità in sentenza, la quale viene misurata in ragione della sua utilità alla piena conservazione dello status quo. Che, tra l’altro, sono anche i mezzi di selezione utili ad ottenere di volta in volta, di elezioni dopo elezioni, una “qualità” di governo più morbida e accomodante verso se stesso.

Altrimenti sono guai: infatti, per esempio, ogni volta che il Governo di turno annuncia la riforma di quel Potere partono grappoli di arresti o avvisi di garanzia a scopo dissuasivo verso chiunque voglia provarci. Tattica di guerra si direbbe fino ad ora ben riuscita, visti i risultati.

Ma torniamo da dove eravamo partiti: il piano regionale. Certo qui si gioca una partita importante, foriera di risvolti nazionali di non poco conto. Pare evidente che la Magistratura locale stia tentando di modificare gli antichi equilibri che hanno garantito – dal Pci al Pd – il monopolio del potere dal 25 aprile 1945. E, attraverso questo, il regno incontrastato dei potentati economici di diretto riferimento: il cosiddetto Modello cooperativo emiliano. Quest’ultimo ha, incontestabilmente, trasformato nel tempo quello che dalla seconda metà dell’Ottocento era una virtuosa idea di economia sociale inclusiva, a tratti anche sovversiva dell’allora ordine esistente, in una piovra neoliberista che pompa giganteschi profitti a mezzo di predazione e sfruttamento fino all’osso del lavoro vivo.

Sia chiaro, qui nessuno grida al complotto. Questa guerra tra Magistratura e Pd non ha nulla di nascosto: gli eserciti in campo sono noti, tattiche e strategie evidenti. Per il momento la Magistratura pare vincente, le teste che cadono non si contano più.

Il Pd grida berluschianamente «Giustizia a orologeria» e le sue fila sono allo sbando.

Vedremo come evolverà la situazione.

A noi non resta che approfittarne e organizzarci per un autunno di lotte che promettiamo molto caldo.

 

Frosinone. Cuntinua la Lotta a difesa dell'occupazione.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Settembre 2014 08:25 Scritto da Sandro Giovedì 11 Settembre 2014 08:20

Le esternalizzazioni generano disoccupazione e povertà

Il Comune di Frosinone ha provveduto, con la determina in allegato, all’affidamento dei servizi di supporto alla gestione funzionale degli impianti sportivi e agli eventi culturali e di spettacolo per la durata di anni cinque alla cooperativa SolCO, servizi già in essere nella Frosinone Multiservizi. Essa copre le attività di 9 lavoratori per €.169.880,76 all’anno. Questo servizio era inserito nella bozza del piano per una newco adottato dalla Commissione Consiliare del Comune di Frosinone “Situazione debitoria società Multiservizi SPA e relative determinazioni” a luglio.  view more

Fiaccolata in difesa della sanità pubblica e territoriale

Si comunica che il Coordinamento  provinciale della sanità ha organizzato per Giovedì 11 settembre dalle ore 20 una FIACCOLATA che dalla Villa comunale attraverserà Via Aldo Moro per concludersi a Piazza Martiri di Vallerotonda Inoltre il 13 di settembre vi sarà un presidio alla ASL durante la Conferenza locale della sanità. La convocazione è aperta, oltre che ai sindaci, anche alle associazioni che possono far pervenire le loro proposte alla Direzione generale della ASL entro il 15 di settembre. Il Piano strategico della ASL dovrà essere presentato alla Regione Lazio entro il 15 ottobre 2014.

La sanità divora la salute

Quale sia l’obiettivo della Regione Lazio sul reale obiettivo del piano sanitario regionale alla luce dei documenti prodotti e come procedere al loro raggiungimento è comprensibile anche al più disinformato tra noi: risparmio della spesa sanitaria, riduzione dei servizi pubblici, trasferimento delle attività sul privato e trasferimento di risorse dal pubblico al privato. 

 

   

Multiservizi. La Lotta continua!

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Maggio 2016 11:07 Scritto da Sandro Lunedì 08 Settembre 2014 09:29

Multiservizi, continua la protesta dei lavoratori licenziati:

"Rigettiamo la proposta del Comune"

Non ha portato ad alcuna risoluzione la commissione Trasparenza che si è tenuta oggi in via delle Vergini. La richiesta dei dipendenti: "Ritirate le lettere di licenziamento"


Redazione 5 settembre 2014

 

La protesta presso la commissione Trasparenza in via delle Vergini (foto agenzia Dire)La protesta presso la commissione Trasparenza in via delle Vergini (foto agenzia Dire)

Multiservizi, contro i licenziamenti occupata la sala della commissione Ambiente

Continua l'occupazione dei lavoratori della Roma Multiservizi avviata ieri presso la sede della commissione capitolina Ambiente a Largo Loria per protestare contro i licenziamenti. Nel corso della seduta della commissione Trasparenza che ha avuto luogo questa mattina in via delle Vergini, alla quale ha partecipato una rappresentanza dei lavoratori, non è stata trovata alcuna soluzione condivisa. Continua così la protesta. “Non abbiamo intenzione di accettare la proposta degli 8 mesi a 24 ore settimanali” hanno ribadito i lavoratori addetti alla manutenzione del verde scolastico. “Non abbandoneremo l'occupazione fino a che non verranno ritirate le lettere di licenziamento e applicata la legge 147 del 2013” la condizione richiesta.

Dopo lo scontro di ieri sono seguite ore di telefonate e trattative. Oggi intorno a mezzogiorno una delegazione di dipendenti si è spostata in via delle Vergini per partecipare alla commissione Trasparenza. Presente anche l'assessore all'Ambiente Estella Marino: “Oggi pomeriggio verificherò sulla sospensione. Approvare quelle soluzioni, però, è stato un lavoro lungo, non va sminuito”ha spiegato Marino che ha annunciato la convocazione di un tavolo sindacale la prossima settimana. “Verrà valutata la fattibilità della proposta insieme a quella, eventualmente, del contratto di solidarietà” ha aggiunto l'assessore. “Per quanto riguarda l'applicazione della 147 sto facendo fare la verifica. Avevo già avuto una comunicazione non positiva circa le partecipate di secondo livello, ora attenderò il parere dell'avvocatura. La mobilità però va fatta a saldo invariato e ci deve essere un'altra azienda che nel suo piano industriale ha previsto delle assunzioni. Ad oggi Ama non ce l'ha, il suo equilibrio economico non permette di farlo”.

Solidarietà è arrivata dal capogruppo di Sinistra ecologia e libertà Gianluca Peciola: "Siamo vicini ai lavoratori della Multiservizi. In attesa di una soluzione condivisa, a cui l'assessore Marino sta lavorando in queste ore, si congelino le lettere di licenziamento e si apra un tavolo tecnico. I lavoratori chiedono che venga applicata la legge 147 del 2013 che consente l'impiego del personale in esubero nelle società partecipate di Roma Capitale. Presenteremo un'interrogazione per chiedere l'avvio della procedura prevista dalla legge 147 al fine di ricollocare questi lavoratori e di salvaguardare i livelli salariali” ha annunciato Peciola.

"Vergognoso siano i lavoratori a dover ricordare all'Amministrazione che la Giunta Capitolina ha sottoscritto con il Governo Renzi un Piano di Riequilibrio, dove è esplicitata la 'salvaguardia occupazionale' dei lavoratori coinvolti" commenta Serenetta Monti dell'Usi. "Ci si sta lambiccando il cervello su quante ore assegnare a lavoratori che non dovevano neanche essere licenziati e ancora non si capisce in base a quali criteri siano stati selezionati per la procedura di licenziamento. Auspichiamo che presto intervenga anche il Sindaco su questa vergognosa situazione".

Comunicato di Peciola:

http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/11685054/Roma-Multiservizi--Peciola--Sel.html

Roma Multiservizi: Peciola (Sel), tavolo tecnico per soluzione condivisa

05 settembre 2014

Roma, 5 set.- (Adnkronos) - "Siamo vicini ai lavoratori della Multiservizi che hanno passato la notte negli uffici della Commissione capitolina Ambiente di Largo Loria per protestare contro il licenziamento di 51 dipendenti addetti alla manutenzione di aree verdi scolastiche". Lo dichiara in una nota Gianluca Peciola, capogruppo Sel in Campidoglio.

"In attesa di una soluzione condivisa, a cui l'assessore Marino sta lavorando in queste ore, si congelino le lettere di licenziamento e si apra un tavolo tecnico", ha aggiunto specificando che "i lavoratori chiedono che venga applicata la legge 147 del 2013 che consente l'impiego del personale in esubero nelle società partecipate di Roma Capitale".

"Presenteremo un'interrogazione per chiedere l'avvio della procedura prevista dalla legge 147 al fine di ricollocare questi lavoratori e di salvaguardare i livelli salariali", ha concluso.

E questa è la Gazzetta Regionale dei Coinque Stelle:

http://www.gazzettaregionale.it/notizie/roma-multiservizi-e-comune-ai-ferri-corti-i-licenziati-vogliono-risposte

Roma Multiservizi e Comune ai ferri corti, i licenziati vogliono risposte

Dopo l’occupazione di ieri pomeriggio a Largo Loria, i 48 dipendenti incontrano le istituzioni in commissione trasparenza


scritto da Andrea Gionchetti 05 set 2014

Altro su: Roma capitale, Roma multiservizi, De vito, Estella marino, Ama


Un'immagine della riunione di questa mattina foto©GazzettaRegionaleUn'immagine della riunione di questa mattina foto©GazzettaRegionale

La storia. Un caso infinito. Mesi di proteste fra mobilità, casse integrazioni, riduzione delle ore di lavoro e al contempo aumento degli straordinari, rimbalzi da una struttura a un’altra, una prima proposta di accordo per 15 ore settimanali di lavoro (contro le 40 iniziali) per un pugno di spiccioli, un avviso via sms due giorni prima della discussione sull’accordo del 27/28 agosto, poi il licenziamento di qualche giorno fa, infine l’ultima beffa di ieri: una nuova proposta di accordo di 20 ore settimanali per otto mesi, e 4 ore “prestate” da AMA per i restanti quattro mesi. Poi, ad anno finito, il buio. Queste e molte altre le vessazioni che stanno sopportando da troppo tempo i  dipendenti di Roma Multiservizi che si occupano, fra le altre cose, della manutenzione delv erde nelle scuole comunali e nei cimiteri. Erano 52 fino a pochi giorni fa, ma dopo la ratifica dell’accordo da parte di due dipendenti e la pensione sopraggiunta di un terzo, restano in 48. Gli ultimi 48 mohicani che lottano per salvare il proprio posto di lavoro in un’azienda che preferisce subappaltare i lavori a cooperative esterne, e che proprio a ridosso del primo mancato accordo predisponeva già l’assunzione di 80 nuovi lavoratori (stavolta a tempo determinato) sempre a 15 ore settimanali.

La commissione. Dopo la proposta di ieri pomeriggio, a cui i lavoratori hanno risposto occupando la sala dell’incontro (occupazione ancora in corso), il tavolo della commissione trasparenza di questa mattina non è servito ad altro che rinviare ancora di qualche giorno il nocciolo della questione. Presenti l’assessore Estella Marino per la maggioranza che ha interamente disertato l’incontro, e i due consiglieri d’opposizione Marcello De Vito e Alessandro Onorato. Breve comparsata anche per Ghera, De Palo e il consigliere regionale Santori. Fiumi di parole per un nulla di fatto, visto che l’unica richiesta a breve termine di sospendere i provvedimenti di licenziamento non è stata ancora accolta dal nuovo AD di Multiservizi, Rossana Trenti, presente all’incontro. L’AD in effetti, insediatasi il 28 luglio, non è riuscita a rispondere ad alcuni semplici quesiti dei lavoratori su questioni amministrative, inoltre non ha dato delucidazioni sull’accordo proposto meno di 24 ore fa. Alcuni dettagli usciti fuori dalla commissione hanno lasciato di sasso i dipendenti in ascolto: confermata dunque la notizia secondo cui sono state avviate le pratiche d’assunzione di 80 lavoratori, in più secondo Santori la Multiservizi conserva un distaccamento di personale nella regione Lazio. Quella stessa società che da un lato invia lettere di licenziamento a raffica (il bastone) e dall’altro offre accordicchi a 15 e poi 24 ore nella speranza di far rientrare il caso (la carota). Accordi che lo stesso Onorato definisce “offese alla dignità, non proposte”, ma che inspiegabilmente continuano a lievitare mentre il licenziamento resta confermato (come si fa razionalmente a trattare accordi con personale già ufficialmente licenziati?).

I sindacati. La rappresentanza sindacale è in mano a Serenetta Monti (USI) e Concetta Di Francesco (CGIL), che curiosamente siedono ai due lati opposti del tavolo, la prima in mezzo ai dipendenti, la seconda di fianco all’AD Trenti. Entrambe definiscono inaccettabili gli accordi fin qui portati, ma si dividono sul passo successivo: da un lato Monti chiede come atto imprescindibile per proseguire la trattativa il ritiro dei licenziamenti, dall’altro Di Francesco ipotizza una soluzione esterna (che coinvolga dunque Comune e AMA per un ricollocamento dei 48). Poco o niente si è mosso, resta sul tavolo solo la promessa di Estella Marino di appoggiarsi a un parere dell’avvocatura sulla questione della mobilità infragruppo, oltre che a un nuovo incontro con azienda e sindacati, presumibilmente fra lunedì e martedì prossimo.

E in allegato, la foto del trafiletto uscito ieri in Cronaca di Roma su Il Tempo e la foto della Buona Notte a Renzi da parte degli occupanti.  'notte Sere

http://www.serenettamonti.it

http://www.unovaletanto.it

   

Pagina 63 di 71