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No Auterity. Firenze. Assemblea dell'8 Novembre 2014

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Novembre 2014 15:24 Scritto da Sandro Mercoledì 12 Novembre 2014 15:14

RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA DELL'8 NOVEMBRE A FIRENZE
CONTRO IL JOBS ACT E CONTRO L'ACCORDO
VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA

Sul sito
www.coordinamentonoausterity.org

tutte le foto dell'assemblea, i saluti internazionali
e un contributo delle Donne in lotta di No Austerity

Sabato 8 novembre a Firenze circa 120 attivisti sindacali provenienti da tante situazioni di lotta di tutto il Paese, oltre a studenti, disoccupati, compagne e compagni di tante realtà politiche e sociali di tutta Italia, si sono riuniti per dire no a Jobs Act, Legge di Stabilità, accordo della vergogna e leggi razziste.
Erano presenti in sala ed hanno partecipato al dibattito delegati di realtà sindacali territoriali diverse - Cub, Usi, Si.Cobas, Fiom, sinistra Cgil - uniti nella volontà di costruire un percorso comune di lotta e resistenza agli attacchi del governo e dei padroni. Un risultato straordinario e unico nel panorama sindacale italiano, usualmente caratterizzato da una forte frammentazione.

Un dibattito partecipato e internazionale

Erano seduti al tavolo della presidenza Sandro Bruzzese dell'Usi (unica confederazione sindacale nazionale che ha aderito, per ora, alla campagna promossa da No Austerity), Ivan Maddaluni (ferroviere della Cub Trasporti Toscana), Patrizia Cammarata (rsu del Comune di Vicenza) e Fabiana Stefanoni (del coordinamento nazionale di No Austerity).
Il dibattito - introdotto da una relazione di Ivan Maddaluni e concluso da Fabiana Stefanoni - è stato molto partecipato, con interventi di delegati delle seguenti realtà: coordinamento No Austerity, Confederazione sindacale Usi, Flmuniti Cub Parma, rsu Cub Cobas Telecom Puglia, Allca Cub Bolzano, Si.Cobas Bergamo, Associazione Lavoratori Pinerolesi, Fisac Cgil Cremona, Cub Toscana, Rsu Bordo 47 Trenitalia, Licenziati politici Esselunga di Pioltello, Il sindacato è un'altra cosa-opposizione Cgil Cremona, rsa Fiom Ferrari, Cub Sur nazionale, attivisti Cub Vicenza, Cub Sanità di Salerno e Firenze, Cub Telecom Toscana, operai del presidio Dielle di Cassina de' Pecchi, studenti dei collettivi, coordinamento disoccupati milanesi, Associazione donne immigrate, Donne in lotta di No Austerity, ecc.
Pur non avendo aderito all'assemblea, anche il Si.Cobas nazionale ha portato un contributo al dibattito con un intervento di Fabio Zerbini.
Molto applaudito l'intervento di Cacau Pereira, responsabile esteri della Csp Conlutas del Brasile, che ha portato i saluti del suo sindacato e della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta (a cui aderisce anche il coordinamento No Austerity, insieme con centinaia di sindacati conflittuali e comitati di lotta di tutto il mondo). Sono stati letti anche i saluti del sindacato di base francese Solidaires e dei Co.Bas di Spagna, che ci hanno incoraggiati a proseguire sulla strada dell'unità delle lotte, sia in Italia che su scala internazionale, ribadendo il loro sostegno alla campagna contro l'accordo della vergogna e contro il Jobs Act.

Le decisioni dell'assemblea

L'assemblea ha ribadito con fermezza la contrarietà all'accordo vergogna sulla rappresentanza siglato il 10 gennaio 2014, che intende smantellare qualsiasi libertà sindacale e agibilità per tutti i sindacati che non accettano di diventare complici dei padroni. E' stata discussa e approvata all'unanimità una risoluzione per proseguire unitariamente la lotta contro Jobs Act, Legge di Stabilità, razzismo e accordo della vergogna, con l'impegno di tutte le realtà presenti a portarsi solidarietà reciproca: una dimostrazione della volontà di proseguire con determinazione la battaglia contro queste misure che attaccano frontalmente il sindacalismo conflittuale e il diritto di sciopero, misure attraverso cui padroni e governo cercano di indebolire le lotte dei lavoratori.
L'assemblea ha anche fatto appello - sia nella risoluzione votata sia negli interventi dalla presidenza e della platea - a promuovere e rafforzare lo sciopero generale e sociale del 14 novembre, proclamato dal sindacalismo di base (e dalla Fiom nel Nord Italia), dagli studenti, dai comitati dei precari e dei disoccupati, dai movimenti di lotta ("strike meeting"): una giornata fondamentale per rafforzare l'opposizione di classe al governo Renzi.
Sono infine stati votati due ordini del giorno, uno in solidarietà agli operai metalmeccanici della Embraer di Sao José dos Campos del Brasile, che sono in sciopero a oltranza a difesa del salario, e uno contro la repressione delle lotte, in solidarietà ai tanti lavoratori che subiscono la repressione poliziesca, tra cui gli operai dell'Ast e i lavoratori della logistica.
La giornata si è conclusa nell'entusiasmo di tutti i compagni presenti per aver rafforzato un percorso di unificazione delle lotte, difficile ma imprescindibile per creare i rapporti di forza necessari per respingere gli attacchi del governo e rafforzare un'alternativa di lotta alla violenza del sistema capitalistico.

No Austerity - Coordinamento delle Lotte

La risoluzione votata all'unanimità dall'assemblea

Il governo Renzi sta attaccando violentemente il tessuto sociale di questo Paese e tutti i diritti fondamentali ed universali. Il Jobs Act ridimensionerà ulteriormente l'articolo 18, già fortemente messo in discussione dalla "riforma Fornero" del governo Monti, con l’appoggio del Pd e l'avallo delle direzioni dei sindacati collaborativi.
Se il Jobs Act diventa legge, eventuali assunzioni a tempo indeterminato saranno prive di tutela di legge perché alle aziende sarà concessa la libertà di licenziare senza alcuna motivazione. Il lavoratore diventerà una merce a uso e consumo del mercato del lavoro.
Gli occupati a tempo indeterminato/determinato non potranno avere nessuna garanzia per il futuro e ciò genererà solo disoccupazione e sotto-occupazione.
L’art.18, che già è stato riformato dalla Fornero, deve essere ripristinato nella sua versione iniziale e deve essere esteso a tutti i lavoratori di grandi e piccole aziende.

Ma non è solo l'articolo 18 ad essere messo in discussione col Jobs Act:
* peggiora l'erogazione degli ammortizzatori sociali, a vantaggio delle aziende e a svantaggio dei lavoratori;
* verrà introdotto un sistema di spionaggio dei lavoratori tramite telecamere;
* le mansioni degli operai potranno essere modificate a piacimento dei padroni;
* le agenzie interinali (alcune gestite dai sindacati collaborativi) riceveranno compensi dallo Stato;
* è prevista una nuova sperimentazione di un orario minimo applicabile, sul modello delle cooperative del ministro Poletti;
* viene rivista la legge 104, con un aggravio per lavoratori (che dovranno "scambiarsi" vicendevolmente delle ore per poter assistere i famigliari).

Parallelamente la Legge di Stabilità prevede più di 4 miliardi di tagli:
* tagli a sanità, trasporti, servizi sociali;
* blocco degli scatti stipendiali per i lavoratori pubblici fino al 2015 (blocco da cui sono esclusi non a caso solo poliziotti, militari e diplomatici, cioè funzionari del governo);
* aumento dell'iva (e quindi del costo della vita);
* sgravi fiscali ingenti per le imprese;

Il baratto!

* 80 euro di sgravi fiscali in busta paga, forse anche per il prossimo anno 2015 (che non riguardano, tra l'altro, tutti i lavoratori);
* 80 euro di mini-bonus al mese per le neo-mamme: una presa in giro per le donne lavoratrici, su cui ricade spesso un doppio lavoro (tanto più di fronte allo smantellamento dei servizi pubblici come asili, mense, ecc.);
* il Tfr in busta paga, che sono sempre soldi dei lavoratori che il Pd e Renzi fingono di regalarci, a vantaggio della loro propaganda elettorale.

Intanto

* Aumenteranno o saranno tagliati i servizi, quali: sanità, trasporti, scuola, asili, università, Iva e tasse comunali, provinciali e regionali.

Razzismo e attacchi agli immigrati

Tutto questo avviene in un quadro di pesanti attacchi ai lavoratori immigrati, con l'inasprimento di politiche razziste e di esclusione:
* leggi razziste che uccidono i nostri fratelli immigrati (come dimostrano le continui stragi in mare);
* permanenza dei Cie (Centri di identificazione ed espulsione), veri e propri lager per gli immigrati;
* negazione del diritto di cittadinanza agli immigrati e difficoltà nel conseguire il permesso di soggiorno;
* ricatti sul lavoro, come dimostra lo schiavismo delle cooperative, in particolare nel settore della logistica, dove la maggioranza degli impiegati sono immigrati e immigrate;
* differente trattamento salariale tra immigrati e nativi.

Per i disoccupati solo miseria

* Aumenta sempre più la disoccupazione: chi ha perso il lavoro o chi non riesce a trovarlo è costretto a vivere nella miseria, senza alcuna tutela.
* Rivendichiamo un salario minimo garantito per tutti i disoccupati e tutte le disoccupate!

E il dissenso?

* Il dissenso operaio è soffocato con la violenza! Ricordiamo due esempi recenti tra i tanti: gli operai dell'Ast (violentemente aggrediti dalla polizia) e i lavoratori e le lavoratrici della logistica (che hanno subito in questi anni una violenta repressione in occasione di scioperi e picchetti). Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori aggrediti!
* Il disagio sociale è criminalizzato e la marginalizzazione è ignorata!

L'assemblea respinge il Jobs Act e l'Accordo della Vergogna!
NON ci riconosciamo e siamo culturalmente, idealmente e sindacalmente
distanti da chi li impone e da chi li sottoscrive!

L'accordo della vergogna

Parte centrale dell'attacco del governo e dei padroni è l'accordo vergogna sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 (siglato da Confindustria, Confcooperative, Cgil, Cisl, Uil e altri) che tenta di indebolire e cancellare il sindacalismo conflittuale: lo scopo di questo accordo è quello di eliminare ogni possibile risposta di lotta agli attacchi del governo e dei padroni, emarginando gli attivisti sindacali combattivi.
L'obiettivo dell’accordo è l'omologazione della democrazia sindacale nelle aziende private, estendendo il modello "Marchionne", già in vigore nel gruppo Fiat, a tutte le aziende private. E' un accordo liberticida, che cancella i più elementari diritti dei lavoratori a partire dal diritto di sciopero.

Il Coordinamento No Austerity, le organizzazioni e i singoli attivisti riuniti oggi a Firenze:
* si impegnano a contrastare in maniera unitaria e solidale le vergognose politiche economiche e del lavoro del governo Renzi;
* si impegnano a continuare la battaglia per i diritti di rappresentanza dei lavoratori, contro il nuovo vergognoso Testo unico sulla rappresentanza;
* si impegnano a diffondere un vademecum informativo tra i lavoratori sui contenuti dell'accordo dello Jobs Act e dell’accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 sulla limitazione dello sciopero e ad organizzare nei prossimi mesi, su tutto il territorio nazionale, iniziative unitarie di lotta contro l'accordo della vergogna;
* propongono il sostegno ad ogni azione giuridica, politica e sindacale che abbia l’intendo di contrastare l'accordo sulle rsu/rsa;
* propongono che la lotta contro l'accordo della vergogna sia inserita in tutte le piattaforme di rivendicazione di ogni vertenza contrattuale ed in ogni azione di sciopero settoriale o generale;
* fanno appello a sostenere, costruire e rafforzare la giornata di sciopero generale del 14 novembre al fine di costruire una grande mobilitazione fino a respingere Jobs Act, Legge di Stabilità, accordo della vergogna, leggi razziste.

Firenze, 8 novembre 2014

Per aderire al coordinamento No Austerity scrivere a
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Milano. Sciopero Generale.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Novembre 2014 14:12 Scritto da Sandro Mercoledì 12 Novembre 2014 14:22

UN SOLO BLOCCO!

LA CLASSE!

I SALARIATI!

SCIOPERO GENERALE E SOCIALE DEL 14 NOVEMBRE


Oggi come ieri è un costo scioperare. Lo è per chi ha un lavoro fisso, per chi il diritto di sciopero ce l’ha, ma lo vede sottoposto a troppe limitazioni. Lo è perché è faticoso rinunciare a una parte del proprio stipendio quando la crisi si approfondisce e soldi non ce ne sono. Lo è ancora di più per chi è precario, per chi scioperare significa rischiare di perdere il posto di lavoro. Lo è per chi è un lavoratore autonomo, perché poi deve motivare il proprio ritardo nella consegna al committente. Lo è per un disoccupato o per un intermittente.

Questo lo sappiamo sulla nostra pelle. Ma sappiamo che stare fermi ora vuol dire perdere la possibilità di lottare domani. La riforma del mercato del lavoro del governo Renzi – ddl Poletti e Jobs Act – renderà il lavoro sempre più ricattabile, servile, povero. Contro tutto questo dobbiamo alzare la testa.

Il 14 novembre sciopereremo e invitiamo a farlo in tante forme per 24 ore. Sarà uno sciopero del lavoro dipendente e del lavoro precario, di quello autonomo e della formazione, sarà uno sciopero metropolitano, meticcio, digitale e dei/dai generi. Il 14 novembre sciopereremo e invitiamo a scioperare:

· Fermare il Jobs Act, per estendere (e non eliminare) i diritti previsti dallo Statuto dei lavoratori a partire dall’art.18. Per abolire la Legge Poletti, i suoi contratti a tempo determinato «acausali» e la liberalizzazione dell’apprendistato.

· Abolizione delle 46 forme contrattuali della legge 30. Contro la truffa e le discriminazioni del “Contratto a tutele crescenti”. Per un contratto unico a tutele immediate.

· Salario minimo europeo. Non siamo disposti a lavorare al di sotto di 10 euro l’ora.

· Reddito di base universale, non condizionato all’accettazione di qualsiasi lavoro e finanziato dalla fiscalità generale. Servono subito 15-20 miliardi contro la truffa del Naspi, per il quale sono previsti 1,6 miliardi di euro, sufficienti per non più di 180.000 persone a fronte del 44% di disoccupazione giovanile.

· Ridistribuzione ai reali beneficiari (disoccupati, neet ed inoccupati) dei 1.5 miliardi di cofinanziamento europeo del programma Youth Gurantee.

· Retribuzione di tutti i lavori, che siano sotto forma di stage, tirocini, prove, volontariato o freejobs. No all’accordo sul lavoro per Expo 2015.

· Estensione del diritto alla malattia e alla maternità ai lavoratori autonomi e contro l’aumento dell’aliquota della gestione separata INPS per i professionisti atipici.

· Stabilizzazione delle e dei precari nella scuola, nell’università, negli enti di ricerca, negli enti e nelle istituzione pubbliche.

· Gratuità dell’istruzione, contro la ‘Buona Scuola’ di Renzi e l’entrata dei privati nei luoghi della formazione. Per la reale tutela del diritto allo studio, contro gli ulteriori 150 milioni di tagli previsti nel decreto Sblocca Italia.

· Rilancio degli investimenti pubblici in formazione e ricerca, contro la privatizzazione del welfare, delle public utilities e dei beni comuni

La lotta sarà lunga e non basterà uno sciopero, ma non siamo più disposti a vivere e lavorare senza diritti, non ci stancheremo di lottare.

A Milano concentramento .

Ore 09,30. Piazza Cairoli

cicloinprop

   

La risposta dei lavoratori alla Merkel.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Novembre 2014 14:21 Scritto da Sandro Mercoledì 12 Novembre 2014 14:16

La situation sociale et syndicale en Allemagne / Novembre 2014 :

1. La grève du rail : La situation est marquée, depuis l'éte 2014,  par la grève des cheminots . Cette grève est organisé par un syndicat du personnel roulant qui s'  appelle GDL. Ce syndicat est très bien implanté à l' est de l' allemagne. La grève a paralysé à 80 % le transport des passagers, soit les trains de banlieue, mais aussi les grandes lignes de vitesse - et aussi le transport du fret. Les salaires des agents de conducteurs sont , comparé aux autres pays de l' europe, très bas - 1700 euro par moyenne - par mois et le conditions de travail - surtout les heures supplementaires et le manque du personnel roulant - très importants.

Le gdl organise la majorité des conducteurs et une minorité des autres personnels roulants. Les revendications : plus de salaires et une réduction du temps de travail - le patronat  est violemment contre cette greve et demande une loi pour limiter le droit de greve pour les syndicats minoritaires comme le gdl. La grande confédération syndicale du DGB - la centrale unique - soutient cette initiative du patronat - surtout les syndicats de la metallurgie/ IG-Metall /  et le syndicat de la chimie - / ver.di, le syndicat du service public,  est indécis - le mouvement de solidarité avec la grève et contre cette loi s' est amplifié dans les dernieres semaines .

2. France/Allemagne transport: Dans le secteur transport il y a une situation comparable avec la situation en France. En été, il y a eu aussi une grève des pilotes contre la filialisation de la lufthansa avec des contrats low-cost pour les pilotes. Cette grève aussi a été organisé par un syndicat catégoriel des pilotes - cockpit - qui n' est pas affilié à la DGB , mais qui organise la majorité des pilotes .

3. Pluralité des syndicats : Cette situation dans le paysage syndical est nouvelle, car depuis la naissance de la RFA, il y a toujours eu un syndicat unique qui a dominé ce paysage syndical en majorité des syndicats avec toute une culture cogestionnaire, avec un grand appareil des fonctionnaires en permanence et à vie , et très lié à des grands partis sociaux- et chrétiens- democrates qui sont aujourd'hui tous les deux au gouvernement.

4. Le droit de grève : Ces grèves et les differents petits syndicats nouveaux   dans d' autres secteurs sociaux / santé, port, / mettent en question le monopole syndical  du dgb parmi le salariat en RFA, et les mois qui viennent - 2015 - vont etre marqués par cette lutte politique contre la loi anti-greve déja en discussion dans le public, dans les medias et dans le parlement. Sauf le parti de gauche, tous les partis sont pour cette loi. voir l' affiche pour la le droit de grève et la liberté syndicale /

5. les Medias: Ce qui a été nouveau aussi dans ces grèves de transport, ca a été  la haine des médias contre les grèvistes et surtout contre le dirigeant du GDL. Il y a des journeaux qui ont mème publié l' adresse du logement privé et le numéro de téléfone de lui - c'était un fait nouveau. En tout, ce mouvement de grève a bouleversé un peu la normalité de la situation sociale et syndicale en RFA.

6. Amazone/logistique: Le mouvement de grève dans la logistique et surtout chez Amazone. Amazone a 6 sites de logistique en Allemagne, et depuis quelques mois les travailleurs demandent une négociation collective avec une augmentation du salaire et l' integration dans le tarif du commerce -/ voir l' affiche !

C' est la première fois qu'un mouvement de grève existe dans ce secteur de logistique et surtout chez un trust comme amazone. Le syndicat qui est actif et qui soutient cette grève c' est ver.di - qui appartient a la confedération du dgb

7. Refugiees/sans papières: Le mouvement social des réfugiées - de plus en plus de réfugiées se montrent ouvertement dans les villes, quittent le logement forcé dans les campagnes ( la loi des residences) font des protestations et des manifestations, occupent des lieus publics comme à hambourg et à berlin, meme des maisons du syndicat -  et les sans papiers demandent une carte de sejour  et surtout le droit de pouvoir travailler -

8. Le salaire minimum - en RFA il n y a pas eu un salaire minimum, par cela les patrons peuvent baisser les salaires surtout dans le secteur ou il y a pas des negociations collectives avec un salaire de base. Depuis juillet dernier, il y a un salaire minimum de 8,50 euro par heure mais avec beaucoup d' exceptions pour certains catégories des salariées-

9. Des projets socialement inutiles : Stuttgart 21 et l' alliance avec le gdl - la premiere fois qu' une telle alliance s' est réalisée entre le mouvement citoyen contre le projet de la nouvelle gare inutile de Stuttgart et les cheminots grèvistes du gdl / le mouvement contre l'extraction du charbon en detruisant certaines zones de forets dans le region près de la ruhr

9. Abolir le Precariat: Le précariat - les differentes formes du précariat dans les grandes entreprises comme volkswagen et aussi dans tous les secteurs de la sociéte allemande - autour de cette question sociale se constituent localement et aussi chez des petits syndicats anarcho-syndicalistes comme le fau des initiatives et des actions soit sur le niveau juridique soit dans la rue  contre le travail de galère, le nouveau esclavage salarial. On estime : 30% du salariat en Allemagne aujourd'hui est aussi dans une situation précaires

10. Anti- Austerité/ Solidarité d' en bas en europe: L' Opposition contre la politique d' austerité en europe, demandé par le gouvernement de berlin et les initiatives et les actions de  solidarité avec les peuples et les travailleuses du sud - surtout avec les mouvements en Grece et en Espagne et Portugal -- il y a des rencontres, des projets de solidarités pour soutenir des usines autogérées en Grece comme le Vio-me ou les Cliniques du peuple à Thessaloniki -

 

   

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