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Firenze. CONTRO L'ACCORDO VERGOGNA

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Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Novembre 2014 14:49 Scritto da Sandro Lunedì 10 Novembre 2014 14:45

RESOCONTO DELL'ASSEMBLEA DELL'8 NOVEMBRE A FIRENZE

CONTRO IL JOBS ACT

CONTRO L'ACCORDO

VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA

Sabato 8 novembre a Firenze circa 120 attivisti sindacali provenienti da tante situazioni di lotta di tutto il Paese, oltre a studenti, disoccupati, compagne e compagni di tante realtà politiche e sociali di tutta Italia, si sono riuniti per dire no a Jobs Act, Legge di Stabilità, accordo della vergogna e leggi razziste.

Erano presenti in sala ed hanno partecipato al dibattito delegati di realtà sindacali territoriali diverse - Cub, Usi, Si.Cobas, Fiom, sinistra Cgil - uniti nella volontà di costruire un percorso comune di lotta e resistenza agli attacchi del governo e dei padroni. Un risultato straordinario e unico nel panorama sindacale italiano, usualmente caratterizzato da una forte frammentazione.

Un dibattito partecipato e internazionale

Erano seduti al tavolo della presidenza Sandro Bruzzese dell'Usi (unica confederazione sindacale nazionale che ha aderito, per ora, alla campagna promossa da No Austerity), Ivan Maddaluni (ferroviere della Cub Trasporti Toscana), Patrizia Cammarata (rsu del Comune di Vicenza) e Fabiana Stefanoni (del coordinamento nazionale di No Austerity).

Il dibattito - introdotto da una relazione di Ivan Maddaluni e concluso da Fabiana Stefanoni - è stato molto partecipato, con interventi di delegati delle seguenti realtà: coordinamento No Austerity, Confederazione sindacale Usi, Flmuniti Cub Parma, rsu Cub Cobas Telecom Puglia, Allca Cub Bolzano, Si.Cobas Bergamo, Associazione Lavoratori Pinerolesi, Fisac Cgil Cremona, Cub Toscana, Rsu Bordo 47 Trenitalia, Licenziati politici Esselunga di Pioltello, Il sindacato è un'altra cosa-opposizione Cgil Cremona, rsa Fiom Ferrari, Cub Sur nazionale, attivisti Cub Vicenza, Cub Sanità di Salerno e Firenze, Cub Telecom Toscana, operai del presidio Dielle di Cassina de' Pecchi, studenti dei collettivi, coordinamento disoccupati milanesi, Associazione donne immigrate, Donne in lotta di No Austerity, ecc.

Pur non avendo aderito all'assemblea, anche il Si.Cobas nazionale ha portato un contributo al dibattito con un intervento di Fabio Zerbini.

Molto applaudito l'intervento di Cacau Pereira, responsabile esteri della Csp Conlutas del Brasile, che ha portato i saluti del suo sindacato e della Rete Sindacale Internazionale di Solidarietà e di Lotta (a cui aderisce anche il coordinamento No Austerity, insieme con centinaia di sindacati conflittuali e comitati di lotta di tutto il mondo). Sono stati letti anche i saluti del sindacato di base francese Solidaires e dei Co.Bas di Spagna, che ci hanno incoraggiati a proseguire sulla strada dell'unità delle lotte, sia in Italia che su scala internazionale, ribadendo il loro sostegno alla campagna contro l'accordo della vergogna e contro il Jobs Act.

Le decisioni dell'assemblea

L'assemblea ha ribadito con fermezza la contrarietà all'accordo vergogna sulla rappresentanza siglato il 10 gennaio 2014, che intende smantellare qualsiasi libertà sindacale e agibilità per tutti i sindacati che non accettano di diventare complici dei padroni. E' stata discussa e approvata all'unanimità una risoluzione per proseguire unitariamente la lotta contro Jobs Act, Legge di Stabilità, razzismo e accordo della vergogna, con l'impegno di tutte le realtà presenti a portarsi solidarietà reciproca: una dimostrazione della volontà di proseguire con determinazione la battaglia contro queste misure che attaccano frontalmente il sindacalismo conflittuale e il diritto di sciopero, misure attraverso cui padroni e governo cercano di indebolire le lotte dei lavoratori.

L'assemblea ha anche fatto appello - sia nella risoluzione votata sia negli interventi dalla presidenza e della platea - a promuovere e rafforzare lo sciopero generale e sociale del 14 novembre, proclamato dal sindacalismo di base (e dalla Fiom nel Nord Italia), dagli studenti, dai comitati dei precari e dei disoccupati, dai movimenti di lotta ("strike meeting"): una giornata fondamentale per rafforzare l'opposizione di classe al governo Renzi.

Sono infine stati votati due ordini del giorno, uno in solidarietà agli operai metalmeccanici della Embraer di Sao José dos Campos del Brasile, che sono in sciopero a oltranza a difesa del salario, e uno contro la repressione delle lotte, in solidarietà ai tanti lavoratori che subiscono la repressione poliziesca, tra cui gli operai dell'Ast e i lavoratori della logistica.

La giornata si è conclusa nell'entusiasmo di tutti i compagni presenti per aver rafforzato un percorso di unificazione delle lotte, difficile ma imprescindibile per creare i rapporti di forza necessari per respingere gli attacchi del governo e rafforzare un'alternativa di lotta alla violenza del sistema capitalistico.

No Austerity - Coordinamento delle Lotte


La risoluzione votata all'unanimità dall'assemblea

Il governo Renzi sta attaccando violentemente il tessuto sociale di questo Paese e tutti i diritti fondamentali ed universali. Il Jobs Act ridimensionerà ulteriormente l'articolo 18, già fortemente messo in discussione dalla "riforma Fornero" del governo Monti, con l’appoggio del Pd e l'avallo delle direzioni dei sindacati collaborativi.

Se il Jobs Act diventa legge, eventuali assunzioni a tempo indeterminato saranno prive di tutela di legge perché alle aziende sarà concessa la libertà di licenziare senza alcuna motivazione. Il lavoratore diventerà una merce a uso e consumo del mercato del lavoro.

Gli occupati a tempo indeterminato/determinato non potranno avere nessuna garanzia per il futuro e ciò genererà solo disoccupazione e sotto-occupazione.

L’art.18, che già è stato riformato dalla Fornero, deve essere ripristinato nella sua versione iniziale e deve essere esteso a tutti i lavoratori di grandi e piccole aziende.

Ma non è solo l'articolo 18 ad essere messo in discussione col Jobs Act:

·         peggiora l'erogazione degli ammortizzatori sociali, a vantaggio delle aziende e a svantaggio dei lavoratori;

·         verrà introdotto un sistema di spionaggio dei lavoratori tramite telecamere;

·         le mansioni degli operai potranno essere modificate a piacimento dei padroni;

·         le agenzie interinali (alcune gestite dai sindacati collaborativi) riceveranno compensi dallo Stato;

  • è prevista una nuova sperimentazione di un orario minimo applicabile, sul modello delle cooperative del ministro Poletti;
  • viene rivista la legge 104, con un aggravio per lavoratori (che dovranno "scambiarsi" vicendevolmente delle ore per poter assistere i famigliari).

Parallelamente la Legge di Stabilità prevede più di 4 miliardi di tagli:

  • tagli a sanità, trasporti, servizi sociali;
  • blocco degli scatti stipendiali per i lavoratori pubblici fino al 2015 (blocco da cui sono esclusi non a caso solo poliziotti, militari e diplomatici, cioè funzionari del governo);
  • aumento dell'iva (e quindi del costo della vita);
  • sgravi fiscali ingenti per le imprese;

Il baratto!

  • 80 euro di sgravi fiscali in busta paga, forse anche per il prossimo anno 2015 (che non riguardano, tra l'altro, tutti i lavoratori);
  • 80 euro di mini-bonus al mese per le neo-mamme: una presa in giro per le donne lavoratrici, su cui ricade spesso un doppio lavoro (tanto più di fronte allo smantellamento dei servizi pubblici come asili, mense, ecc.);
  • il Tfr in busta paga, che sono sempre soldi dei lavoratori che il Pd e Renzi fingono di regalarci, a vantaggio della loro propaganda elettorale.

Intanto

  • Aumenteranno o saranno tagliati i servizi, quali: sanità, trasporti, scuola, asili, università, Iva e tasse comunali, provinciali e regionali.

Razzismo e attacchi agli immigrati

Tutto questo avviene in un quadro di pesanti attacchi ai lavoratori immigrati, con l'inasprimento di politiche razziste e di esclusione:

  • leggi razziste che uccidono i nostri fratelli immigrati (come dimostrano le continui stragi in mare);
  • permanenza dei Cie (Centri di identificazione ed espulsione), veri e propri lager per gli immigrati;
  • negazione del diritto di cittadinanza agli immigrati e difficoltà nel conseguire il permesso di soggiorno;
  • ricatti sul lavoro, come dimostra lo schiavismo delle cooperative, in particolare nel settore della logistica, dove la maggioranza degli impiegati sono immigrati e immigrate;
  • differente trattamento salariale tra immigrati e nativi.

Per i disoccupati solo miseria

  • Aumenta sempre più la disoccupazione: chi ha perso il lavoro o chi non riesce a trovarlo è costretto a vivere nella miseria, senza alcuna tutela.
  • Rivendichiamo un salario minimo garantito per tutti i disoccupati e tutte le disoccupate!

E il dissenso?

  • Il dissenso operaio è soffocato con la violenza! Ricordiamo due esempi recenti tra i tanti: gli operai dell'Ast (violentemente aggrediti dalla polizia) e i lavoratori e le lavoratrici della logistica (che hanno subito in questi anni una violenta repressione in occasione di scioperi e picchetti). Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori aggrediti!
  • Il disagio sociale è criminalizzato e la marginalizzazione è ignorata!

L'assemblea respinge il Jobs Act e l’Accordo della Vergogna!

NON ci riconosciamo e siamo culturalmente, idealmente e sindacalmente

distanti da chi li impone e da chi li sottoscrive!

L'accordo della vergogna

Parte centrale dell'attacco del governo e dei padroni è l'accordo vergogna sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 (siglato da Confindustria, Confcooperative, Cgil, Cisl, Uil e altri) che tenta di indebolire e cancellare il sindacalismo conflittuale: lo scopo di questo accordo è quello di eliminare ogni possibile risposta di lotta agli attacchi del governo e dei padroni, emarginando gli attivisti sindacali combattivi.

L'obiettivo dell’accordo è l'omologazione della democrazia sindacale nelle aziende private, estendendo il modello "Marchionne", già in vigore nel gruppo Fiat, a tutte le aziende private. E' un accordo liberticida, che cancella i più elementari diritti dei lavoratori a partire dal diritto di sciopero.

Il Coordinamento No Austerity, le organizzazioni e i singoli attivisti riuniti oggi a Firenze:

  • si impegnano a contrastare in maniera unitaria e solidale le vergognose politiche economiche e del lavoro del governo Renzi;
  • si impegnano a continuare la battaglia per i diritti di rappresentanza dei lavoratori, contro il nuovo vergognoso Testo unico sulla rappresentanza;
  • si impegnano a diffondere un vademecum informativo tra i lavoratori sui contenuti dell'accordo dello Jobs Act e dell’accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 sulla limitazione dello sciopero e ad organizzare nei prossimi mesi, su tutto il territorio nazionale, iniziative unitarie di lotta contro l'accordo della vergogna;
  • propongono il sostegno ad ogni azione giuridica, politica e sindacale che abbia l’intendo di contrastare l'accordo sulle rsu/rsa;
  • propongono che la lotta contro l'accordo della vergogna sia inserita in tutte le piattaforme di rivendicazione di ogni vertenza contrattuale ed in ogni azione di sciopero settoriale o generale;
  • fanno appello a sostenere, costruire e rafforzare la giornata di sciopero generale del 14 novembre al fine di costruire una grande mobilitazione fino a respingere Jobs Act, Legge di Stabilità, accordo della vergogna, leggi razziste.

Firenze, 8 novembre 2014

 

 

Odessa 2 maggio 2014. La coscienza tramortita dall'Impero

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Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Ottobre 2014 17:32 Scritto da Sandro Lunedì 27 Ottobre 2014 17:28

Dal PD ai nuovi nazisti: la coscienza tramortita dall'Impero

di Piotr

Da Megachip un articolo quanto meno inquietante. Urgono immediate e documentate smentite. Una cosa è rappresentare gli interessi dell'alta finanza internazionale, altro appaltare pezzi del partito ai servizi o a qualche specie di Gladio clandestina.

Quando l'ho visto sono rimasto scioccato. È un'esperienza dura vedere questo brevissimo documento filmato di Pandora TV. Ma è un'esperienza necessaria. Oso dire che è obbligatorio guardarlo. Perché ciò che lì accade ci è vicino nello spazio e purtroppo non ci sarà lontano nel tempo. Si tratta del massacro di Odessa.

Invito a non essere bambini e a guardarlo:

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=iyOnb2wsEcY

L'avete visto? Bene. Una volta avremmo detto "E' una strage nazista". Esatto! Anche adesso è così. Solo che non lo si può dire. Invece noi che siamo politicamente scorretti lo diciamo e lo motiviamo in modo semplice: sono ben tre i dicasteri di Kiev in mano a esponenti di Svoboda (Pubblica Istruzione, Ecologia e Risorse Naturali, Politiche agricole e alimentari). Inoltre è di Svoboda il vicepremierato e il Consiglio Nazionale Sicurezza e Difesa (che comprende Difesa e Forze Armate - il vicesegretario è sempre un nazista, ma di altra parrocchia). Il ministero della Gioventù e dello Sport è invece in mano all'Assemblea Nazionale Ucraina - Autodifesa del Popolo Ucraino (UNA-UNSO) così come la commissione anticorruzione nazionale.

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Il 14 novembre 2014. IL NOSTRO SCIOPERO!

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Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Ottobre 2014 12:00 Scritto da Sandro Giovedì 23 Ottobre 2014 12:37

Il 14 novembre 2014 IL NOSTRO SCIOPERO.

UN SOLO BLOCCO!

LA CLASSE!

I SALARIATI!

(il 1° maggio 1903 - Proletari Unitevi e Sarete Padroni del Mondo).

Sappiamo quanto è difficile oggi scioperare.

Lo è per chi ha un lavoro fisso, per chi il diritto di sciopero ce l’ha, ma lo vede sottoposto a troppe limitazioni. Lo è perché è faticoso rinunciare a una parte del proprio stipendio quando la crisi si approfondisce e soldi non ce ne sono. Lo è ancora di più per chi è precario, per chi scioperare significa rischiare di perdere il posto di lavoro. Lo è per chi è un lavoratore autonomo, perché poi deve motivare il proprio ritardo nella consegna al committente. Lo è per un disoccupato o per un intermittente.

Sappiamo tutto questo e lo sappiamo sulla nostra pelle. Ma sappiamo anche che stare fermi ora vuol dire perdere (o quasi) la possibilità di lottare domani. La riforma del mercato del lavoro del governo Renzi – ddl Poletti e Jobs Act – renderà il lavoro sempre più ricattabile, servile, povero. Contro tutto questo dobbiamo alzare la testa, prendere parola, resistere.

Il 14 novembre sciopereremo e invitiamo a farlo in tante forme per 24 ore. Sarà uno sciopero del lavoro dipendente e del lavoro precario, di quello autonomo e della formazione, sarà uno sciopero metropolitano, meticcio, digitale e dei/dai generi. Il 14 novembre sciopereremo e invitiamo a scioperare:

1.   Per fermare il Jobs Act, per estendere (e non eliminare) i diritti previsti dallo Statuto dei lavoratori a partire dall’art.18. Per abolire la Legge Poletti, i suoi contratti a tempo determinato «acausali» e  la liberalizzazione dell’apprendistato.

2.   Per l’abolizione delle 46 forme contrattuali della legge 30. Contro la truffa e le discriminazioni del “Contratto a tutele crescenti”. Per un contratto unico a tutele immediate.

3.   Per un salario minimo europeo. Non siamo disposti a lavorare al di sotto di 10 euro l’ora.

4.   Per un reddito di base universale, non condizionato all’accettazione di qualsiasi lavoro e finanziato dalla fiscalità generale. Servono subito 15-20 miliardi contro la truffa del Naspi, per il quale sono previsti 1,6 miliardi di euro, sufficienti per non più di 180.000 persone a fronte del 44% di disoccupazione giovanile.

5.   Per la redistribuizione ai reali beneficiari (disoccupati, neet ed inoccupati)  dei 1.5 miliardi di cofinanziamento europeo del programma Youth Gurantee.

6.   Per la retribuzione di tutti i lavori, che siano sotto forma di stage, tirocini, prove, volontariato o freejobs. No all’accordo sul lavoro per Expo 2015.

7.   Per l’estensione del diritto alla malattia e alla maternità ai lavoratori autonomi e contro l’aumento dell’aliquota della gestione separata INPS per i professionisti atipici.

8.   Per la stabilizzazione delle e dei precari nella scuola, nell’università, negli enti di ricerca, negli enti e nelle istituzione pubbliche.

9.   Per la gratuità dell’istruzione, contro la ‘Buona Scuola’ di Renzi e l’entrata dei privati nei luoghi della formazione. Per la reale tutela del diritto allo studio, contro gli ulteriori 150 milioni di tagli previsti nel decreto Sblocca Italia.

10.   Per un rilancio massiccio degli investimenti pubblici in formazione e ricerca, contro la privatizzazione del welfare, delle public utilities e dei beni comuni. Sono solo i primi punti, molti altri li scriveremo collettivamente in queste settimane che ci separano dallo sciopero sociale generale del 14 Novembre 2014.

La lotta sarà lunga e non basterà uno sciopero, ma non siamo più disposti a vivere e lavorare senza diritti, non ci stancheremo di lottare.

SCIOPEROSOCIALE

(Nota aggiuntiva, lo sciopero per i posti di lavoro è stato "coperto sindacalmente" da CONFEDERAZIONE COBAS, ADL COBAS, USI UNIONE SINDACALE ITALIANA, CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE CUB, ADESIONE DEL SISA - Sindacato Italiano Scuola e Ambiente) che chiamano alla mobilitazione anche per PIENA ED EFFICACE TUTELA DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO E SUI TERRITORI INQUINATI, CONTRO GLI EFFETTI DELL'ACCORDO DEL 10 GENNAIO 2014 SULLA RAPPRESENTANZA (solo a beneficio dei sindacati concertativi o ... collaborazionisti), PER LA RI-PUBBLICIZZAZIONE DEI SERVIZI PUBBLICI E DI RILEVANZA PUBBLICA...

USI fondata nel 1912

   

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