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GRECIA. Con i 595 lavoratrici/trici c/o il ministero della finanza

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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Settembre 2014 15:57 Scritto da Sandro Lunedì 25 Agosto 2014 16:27

Appello

Per una giornata internazionale di solidarietà con le 595 lavoratrici di pulizia del ministero della Finanza Greco

Noi, personale di pulizia del ministero della finanza, che abbiamo perso il nostro lavoro dopo il 17 settembre 2013, proponiamo di unire le nostre forze ed organizzare una giornata internzazionale di solidarietà sabato 20 settembre 2014.

Noi, personale di pulizia del ministero della finanza, che siamo state allontanate dal nostro lavoro il 17 settembre 2013 per far spazio ad appaltatori privati, siamo impegnate da 11 mesi in una lotta per la vita contro la politica di austerità e contro quelli che la applicano, il governo Samaras e la Troika.

Tutti i giorni rivendiachiamo per le strade il nostro lavoro ed i nostri diritti, resistendo alla violenza della polizia e alla propaganda del governo. La Giustizia Greca ci ha dato ragione però il governo si rifiuta di accettare ed applicare la decisione del giudice.

Vi chiediamo: associazioni di cittadini e moviemtni sociali, sindacati dei lavoratori e lavoratori, organizzazioni femministe, partiti politicie cittadini e cittadine del mondo intero, che non accettiate l'ingiustizia e condividiate la sofferenza delle vittime, che urliate a voce alta la vostra solidarità con la nostra lotta per la vita e per la dignità, una lotta che è anche una vostra lotta.

Proponiamo di unire le forze ed organizzare:

Una giornata internazionale di solidarietà

Proponiamo la settimana dal 15 al 22 di settembre, ossia, la settimana precedente alla sentenza definitiva sulle 595 lavoratrici di pulizia che sarà emessa il 23 Settembre 2014. Il movimento di mobilitazione internazionale potrà realizzarsi sabato 20 Settembre.

Si potranno realizzare azioni di solidarietà, come comizi e manifestazioni pubbliche, mobilitazioni davanti alle ambasciate e consolati Greci, davanti agli edifici del FMI a Washington e alla Banca Centrale Europea a Francoforte, o in qualunque altro posto vi sembri adeguato.

Si sta già preparando la partecipazione di una delegazione di queste lavoratrici in lotta alla manifestazione che avrà luogo davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo il 16 e 17 di Settembre.

Se volete partecipare a questa iniziativa vi preghiamo di farcelo sapere, al più tardi entro il 30 di Agosto, con il fine di sapere quali paesi e quali città parteciperanno.

Guardate anche:
http://595katharistries.wordpress.com https:/
Contatto: Sonia Mitralia,

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Tel: 0030 2109420681, 0030 6932295118 (Grecia)

Non sperate che vacilleremo!

Siamo 595 assistenti di pulizia del ministero della finanza che il giorno 17 di settembre 2013 abbiamo perso il nostro posto di lavoro. Lo stato ci ha abbandonato e il nostro lavoro è finito in mano a dei subaooaltatori, senza che questo abbia fatto risparmiare nulla allo stato. Il nostro salario ha sempre oscillato tra i 300 e i 600 euro al mese. Non siamo numeri o cifre, siamo esseri umani, non abbasseremo la testa. Dal 17 di Settembre siamo scesi in stada in difesa del nostro lavoro della nostra vita.

Il Governo prova in tutti i modi a farci abbandonare la nostra lotta. Le immagini di donne indifese di 50-60 anni colpite dalle forze speciali della polizia (MAT) han fatto il giro del mondo. Molte di noi son state portate all'ospedale dopo la brutale agressione subita dalla polizia.

Abbiamo scelto la dignità. Questi sono stati dieci mesi di lotta, di povertà e di problemi. Però continuiamo la nostra lotta. Vogliamo qualcosa di ovvio: il nostro diritto ad una vita dignitosa.

Un'ondata di solidarietà ha fatto il giro del paese. Lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati e artisti han mostrato il loro sostegno in ogni modo possibile.

La giustizia Greca ci ha dato ragione, però il Governo si rifiuta di eseguire la sentenza dei tribunali. Al posto di questo, il governo vuole vendicarsi perchè abbiamo scelto la dignità.

La solidarietà è l'arma del popolo. Facciamo un appello affinchè manifestiate la vostra solidarietà con la nostra lotta per la vita e la dignità. Vi chiediamo di firmare la petizione e che ci aiutiate a raccogliere più firme possibili, affinchè il governo sia obbligato a rispettare la sentenza della Corte, qualcosa che al governo Greco non comporterà nessun costo aggiuntivo.

Insieme possiamo fermare questa politica brutale

 

Come stiamo svendendo l’Italia. da Siniistrainrete.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Gennaio 2015 10:50 Scritto da Sandro Lunedì 18 Agosto 2014 14:29

Come stiamo svendendo l’Italia

di Enrico Grazzini

SvendesiItaliaLa vendita della Indesit a Whirpool è solo l'ultimo caso: si sta verificando nel silenzio generale la fine dell'Italia industriale, come predetto da Luciano Gallino (1). Il pericolo imminente è quello di cedere al capitale estero non solo le industrie ma anche le grandi banche, e di svendere completamente il risparmio italiano. A causa del declino verticale dell'industria e della sofferenza delle banche italiane, e a causa della colpevole inerzia governativa e dei pesanti vincoli europei, il capitalismo nazionale sta diventando un servile vassallo di quello internazionale. E l'Italia rischia così di precipitare definitivamente nel Terzo Mondo.

Untangled. Così l'Economist titola soddisfatto un suo recente articolo sul capitalismo italiano in crisi. Untangled si traduce in italiano sciolto, smembrato: così è ormai diventato il capitalismo italiano, secondo l'autorevole rivista britannica, dopo lo scioglimento dei patti di sindacato da parte di Mediobanca (2). Non si comprenderà mai abbastanza quanto profonda sia stata la svolta (forzata) compiuta da Mediobanca qualche mese fa quando ha deciso di sciogliere gli accordi incrociati tra le maggiori aziende nazionali.
Da allora al cosiddetto “capitalismo italiano di relazione”, cioè all'intreccio tra capitalismo (semifallito) delle grandi famiglie, capitalismo finanziario e capitalismo (quasi dismesso) di stato, si è sostituito l'arrembaggio dell'industria e della finanza internazionale. Con la benedizione del governo Renzi. Il giovane Matteo è stato chiaro in una sua recente intervista al Corriere della Sera. Ha dichiarato sulla vendita dell'Indesit di Merloni alla concorrente Whirpool: «La considero una operazione fantastica. Ho parlato personalmente io con gli americani a Palazzo Chigi. Non si attraggono gli investimenti esteri riscoprendo una visione autarchica e superata del mondo. Noi vogliamo portare aziende da tutto il mondo a Taranto come a Termini Imerese. Il punto non è il passaporto ma il piano industriale.
Gli imprenditori stranieri sono i benvenuti in Italia se hanno soldi e idee per creare posti di lavoro» (3).
Così il liberista Renzi esulta di fronte al fatto che il capitalismo industriale italiano non è più competitivo e si sta smembrando a favore dei capitali stranieri. E' ovvio che gli investimenti produttivi esteri sono benvenuti e che non si possono proteggere sempre e a tutti i costi le società nazionali. Ma bisognerebbe assolutamente evitare di cedere le industrie strategiche indispensabili per il futuro industriale del nostro paese. Quasi sempre le cessioni all'estero arricchiscono solo le grandi famiglie, come i Merloni e i Tronchetti Provera (vedi i casi di Pirelli e Telecom Italia). Soprattutto l'ondata di cessioni industriali comporta non solo la riduzione drastica dell'occupazione ma anche l'impossibilità di mantenere le condizioni per uno sviluppo economico autonomo e, per quanto possibile, democratico. L'Italia cedendo le sue industrie e le sue banche mina le basi del suo sviluppo e peserà come il due di picche nel turbolento scenario economico e politico europeo e mondiale.

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Marcinelle! 8 AGOSTO 1956 - 8 AGOSTO 2014

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Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Agosto 2014 08:18 Scritto da Sandro Giovedì 07 Agosto 2014 08:11

8 AGOSTO 1956: STRAGE DI MINATORI A MARCINELLE (BELGIO)

PER NON DIMENTICARE…”la CATASTROFA”

8 AGOSTO 2014


COMITATO 5 APRILE DI ROMA nodo locale della RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E SUI TERRITORI.

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presso Associazione Usicons

Largo Veratti 25 00146 Roma

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8 AGOSTO 1956 - 8 AGOSTO 2014, sono passati 58 anni, dalla strage su lavoro nella miniera di MARCINELLE in Belgio. Ci furono 262 morti, di cui 136 di emigrati italiani, nel linguaggio locale, a metà tra francese e dialetto, fu detta "La catastròfa".

 

La storia: Un incendio scoppiato a quota 975 della miniera, nel distretto carbonifero di Charleroi, 262 morti a causa di un incidente banale, UCCISI SUL LAVORO soprattutto dalla "premeditata" imprevidenza, dalla mancanza di elementari misure di protezione, dalla disorganizzazione. Si è trattato della prima “strage sul lavoro” dell'immigrazione italiana all'estero, in base ad accordi tra i Governi belga e italiano, lo scambio di forza lavoro e braccia in cambio di quote di carbone per la "ripresa economica" dell’Italia, distrutta dalla guerra e dal regime fascista.

 

Per molti anni, nessuna carica istituzionale, a partire dal Presidente della Repubblica Italiana, nessun esponente di Governi si è recato sul luogo della strage di Marcinelle, nessuno si impegnò a sostenere i familiari delle vittime, nessun intervento istituzionale durante l'inchiesta successiva al disastro sul lavoro, con una giustizia inerte di fronte a questo "massacro annunciato".

 

Già il solo fatto di rievocare la strage di Marcinelle, non dovrebbe lasciare silenziosi o insensibili coloro che oggi, in Italia come nella "civile" Unione Europea con tante direttive sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, parla di "flussi programmati" e di "integrazione", o di "invasione", quando si riferisce al fenomeno dell'immigrazione. Come non si può dimenticare questa strage sul lavoro, non si può cancellare quello che subirono i nostri antenati, bisnonni, le condizioni di emigrati e immigrati nei Paesi "ricchi" per uscire dalla quotidiana miseria, alla ricerca della “fortuna”, di un destino e di un futuro migliore, spesso pagato a caro prezzo di vite umane, come a Marcinelle, o più semplicemente con anni di disprezzo, mancanza di rispetto per la dignità di emigrati, di sfruttamento e di intolleranza, se non di discriminazione razzista vera e propria.

 

In Italia, nonostante la crisi permanente, la recessione economica, con un uso anche spropositato di cassaintegrazione, mobilità, licenziamenti collettivi, precariato e tanto lavoro sommerso e "al nero", che quantifica in diminuzione la forza lavoro codificata e quindi riduce sensibilmente, con un gioco di prestigio anche il numero ACCERTATO DI MORTI SUL LAVORO e DA LAVORO, rispetto solo a qualche anno fa, l'Italia rimane pur sempre un PAESE DOVE LA SALUTE E' CONSIDERATA COME UNA MERCE E LA SICUREZZA, NON SOLO SUI LUOGHI DI LAVORO MA SUI TERRITORI, E' VISTA DA PADRONI E GOVERNANTI COME "UN COSTO" DA RIDURRE PER MANTENERE, IN REGIME DI "CRISI PERMANENTE", UN MARGINE PUR MINIMO DI PROFITTO E UNA BUONA OCCASIONE PER LUCROSE SPECULAZIONI FINANZIARIE...

 

Noi non dimentichiamo, non scordiamo Marcinelle e la Lezione che ci ha lasciato, come non scordiamo la Thyssenkrupp, l'Umbria Olii, Molfetta, Trani, Ravenna, Genova, L'Ilva di Taranto, Marghera, Monfalcone, Palermo...Viareggio, Roma e tante altre.

 

NOI NON DIMENTICHIAMO, PERCHE' CHI NON HA MEMORIA NON HA UN FUTURO E NONOSTANTE TUTTO SIAMO ANCORA DISPOSTI A LOTTARE COLLETTIVAMENTE E AD ESSERE SOLIDALI

...PER UN ALTRO FUTURO

...POUR UN AUTRE FUTUR

   

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