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Milani, denuncia!

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Febbraio 2017 14:54 Scritto da Sandro Mercoledì 01 Febbraio 2017 14:47

La difesa del sindacalista

«Mai preso soldi La busta è loro»

«È tutta una truffa che si sono fatti loro,
io non ho mai detto di volere questo o quell’altro»

L’arresto di Milani (Si Cobas)

La video-difesa del sindacalista
«Mai preso soldi La busta è loro»

«È tutta una truffa che si sono fatti loro,
io non ho mai detto di volere questo o quell’altro»

Milani nel video pubblicato sul sito nazionale del sindacato Si Cobas

BOLOGNA - «Quando gli ha passato la busta in mia presenza, pensavo fosse una cosa legata a loro... quando il Levoni ha detto che poteva dare “pochi soldi”, io, e questo non è ancora stato scritto, ho risposto “ma quali pochi soldi o tanti, noi i soldi li abbiamo solo quando facciamo le conciliazioni finali”. Punto e basta».

Sono queste le parole con cui Aldo Milani, leader dei Si Cobas accusato di aver preso soldi per fermare le proteste dei facchini, si è difeso così ieri dalla bufera giudiziaria che l’ha travolto nei giorni scorsi, insieme ad un mediatore, nel distretto delle carni modenese (Alcar Uno).

In un video pubblicato nel sito nazionale del sindacato di base, Milani, che ha l’obbligo di dimora a Milano come deciso dal gip di Modena, mentre l’altro arrestato Danilo Piccinini è finito ai domiciliari, ha ripercorso vari aspetti della vicenda tornando sull’ormai celebre scena «della mazzetta» nel video diffuso dalla polizia:

«Preciso che è stata la seconda volta che ho visto i Levoni (gli imprenditori di Alcar Uno e Global Carni che hanno fatto denuncia, ndr).

All’incontro non dovevo esserci, io ma un nostro operatore sindacale, che però aveva un appuntamento alle 3 alla Fercam di Parma... sono andato con questo signore (Piccinini, ndr) che non è uno dei Si Cobas, ma — dice Milani nel video — era il consulente dei Levoni e faceva da intermediario tra azienda e lavoratori».

Si difende ancora Milani:

«Ho ricordato solo i problemi per cui ero lì, ovvero una soluzione per 55 lavoratori e in particolare per i 28 nostri rappresentati. Tutti sapevano, non è che per tenere ferme le proteste pigliavo soldi, io neanche sapevo che tra loro ci fossero richieste di 100.000 euro (90.000, ndr)».

Insomma, scandisce Milani,

«è tutta una truffa che si sono fatti loro, io non ho mai detto “voglio questo o quell’altro”. Il problema essenziale — tira le somme — è che si tende a colpire i Si Cobas per sostenere la questione degli scioperi e delle lotte illegali, che io userei agitatori per poi andare a chiedere soldi. Ma noi chiediamo solo diritti per i lavoratori».

Dunque, ribadisce il leader Si Cobas giudicando quindi spontanei i blocchi dei Si Cobas in Italia dopo il suo arresto, «è tutta una manovra per colpire il Si Cobas, non ci sono elementi personali o generali che ci riguardano».

31 gennaio 2017

 

 

Vertenza Mensa. 50° giorno di protesta!

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Ultimo aggiornamento Martedì 31 Gennaio 2017 17:30 Scritto da Sandro Martedì 31 Gennaio 2017 17:19

Vertenza Mensa ad Oltranza

Lunedì 30 gennaio 2017

50° giorno di protesta

6^ manifestazione dell’Unione Sindacale Italiana

 

Anche oggi 30 gennaio 2017, come tutti i lunedì, l'Unione Sindacale Italiana di Caltanissetta, nel ricorrente  50° giorno di VERTENZA MENSA ad OLTRANZA, ha messo in atto la 6^ manifestazione avanti al PALAZZO del LIBERO CONSORZIO COMUNALE DI CALTANISSETTA, visto che la Commissaria Straordinaria ad oggi non ha dato riscontro alle richieste avanzate dai lavoratori e fatte proprie dall'USI, in data 13 dicembre 2016.

Le richieste dei lavoratori e del sindacato verteno al ripristino del Servizio Mensa ed al pagamento dei retri, anni 2015 e 2016.

L'USI annota la poca coscienza dei lavoratori/lavoratrici a partecipazione alla lotta.

La nostra Organizzazione Sindacale resta ferma sull'obbiettivo prefisso ed invita tutti lavoratoria difesa dei propri diritti.

La lotta non avrà soluzione e continua imperterrita ad oltranza.

L’USI è aperta a tutti i Lavoratori delusi.

La nostra O.S. è convinta della crescita di un forte fronte di lotta all'insegna dell'autogestione.

W l'USI unico sindacato conflittuale presente nel territorio.

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Lorenzo PETIX

(Segr. Prov Intercategoriale)

 

   

Statali: Malattia e Permessi. Modifiche.

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Ultimo aggiornamento Martedì 24 Gennaio 2017 15:39 Scritto da Sandro Martedì 24 Gennaio 2017 15:35

Lavoro: statali, arriva la stretta su malattie e permessi

Ecco come cambiano le regole nella pubblica amministrazione

Gabriella Lax

Giro di vite per gli statali. Cambiano le regole su malattie e permessi nella Pubblica amministrazione. Come riporta il Messaggero, si tratta di uno dei risvolti dell'accordo firmato lo scorso 30 novembre tra i sindacati e il governo per il rinnovo dei contratti in cui le parti s'impegnavano a riaprire il confronto, fermo da tanto tempo, sulla questione delle malattie, dei permessi e dei congedi. I sindacati ne dovranno discutere al tavolo con l'Aran, l'Agenzia pubblica che si occupa di contrattazione.

Assenze per malattia

Si tratta dei casi in cui il dipendente pubblico abbia la necessità di dover effettuare una visita specialistica o delle analisi. Adesso ci sono tre modi per potersi assentare per le visite mediche o gli accertamenti: prendere una giornata di malattia; utilizzare un giorno di ferie e infine usare il permesso orario nel limite delle 18 ore annuali, che però non è specificamente destinato a queste esigenze ma copre anche tutte le altre necessità del lavoratore.

La soluzione trovata sarebbe spacchettare in ore l'assenza per malattia.

Se necessitano due ore per effettuare una visita specialistica (o un'ora a settimana per effettuare una determinata terapia), non sarà più necessario far ricorso all'intera giornata, ma ci si potrà assentare soltanto per le ore necessarie giustificandole con la certificazione dello specialista o del terapista. All'interno di un contingentamento ossia un tetto che rientrerebbe anche nel cosiddetto "periodo di comporto", il tempo massimo di assenza entro il quale il dipendente pubblico ha diritto allo stipendio e alla conservazione del posto di lavoro.

Attualmente è di 18 mesi (raddoppiabili in alcuni casi gravi, ma senza stipendio), con i primi 9 mesi a retribuzione piena. Le assenze per malattia frazionabili costituirebbero una quota massima, per esempio un mese, all'interno dei primi 9 mesi del periodo di comporto. Dal periodo di comporto sono esclusi in ogni caso le terapie salvavita, come per i malati di tumore.

Contro l'assenteismo

La stretta è prevista sulle assenze seriali e su quelle di massa. Il ministro Madia aveva intenzione di regolare la materia per legge. Si procederà invece attraverso una regolazione minima nel decreto sul lavoro statale che sarà varato a febbraio, per poi lasciare spazio alla contrattazione con i sindacati.

Non a caso nell'accordo di novembre è stata inserita la volontà di contrastare i "fenomeni anomali di assenteismo". L'arma legislativa, dovrebbe essere comunque quella di specificare che tra i motivi di licenziamento ci saranno anche le assenze seriali (il caso è quello dei lunedì o dei giorni prefestivi) e quelle di massa.

Legge 104

Circa l'assistenza dei familiari disabili resterebbero invariati i principi fondamentali dell'istituto regolato dalla legge, ma cambierebbero solo alcuni aspetti organizzativi.

I dipendenti che fanno ricorso alla legge 104 dovrebbero comunicare preventivamente al datore di lavoro i periodi di assenza, in modo da permettere una programmazione del lavoro.


Fonte: Lavoro: statali, arriva la stretta su malattie e permessi
(www.StudioCataldi.it)

 

   

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