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Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

Convocazione dell’Esecutivo nazionale.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Settembre 2014 14:23 Scritto da Sandro Lunedì 01 Settembre 2014 15:58

Udine, li 30 agosto 2014

Per l’Esecutivo Nazionale Unione Sindacale Italiana (USI).

E p.c. alle federazioni locali intercategoriali, sezioni locali, sindacati di categoria e comparto, strutture aziendali, dell’Unione Sindacale Italiana

OGGETTO: Convocazione dell’Esecutivo nazionale dell’Unione Sindacale Italiana (come definito al XIV° Congresso di ROMA – luglio 2014), aperto alla partecipazione di delegati e delegate sindacali Usi, per il giorno come di seguito.

RENATO GREGO, nella sua qualità di Segretario Generale eletto dall’ultimo Congresso di ROMA dell’USI, dopo avvenuta consultazione e aver avuto l’assenso delle Federazioni locali intercategoriali e di tutta la segreteria nazionale collegiale, convoca per i giorni:

SABATO 27 SETTEMBRE (dalle ore 16.00 alle 20.00)

DOMENICA 28 SETTEMBRE (dalle 09.00 alle 13.00).

A MILANO PRESSO LA NUOVA SEDE DI VIA RICCIARELLI 7 -

L’ESECUTIVO NAZIONALE DELL’UNIONE SINDACALE ITALIANA.

La partecipazione e l'invito è APERTO AI DELEGATI E ISCRITTI/E DELLE SEZIONI DELL'Unione Sindacale Italiana.

Come è prassi consolidata chiedo che si invii preavviso di partecipazione per e mail a:

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fax al numero 0254107095.

La comunicazione è dovuta, per permettere alla Federazione di Milano di organizzare l’ospitalità.

Ordine del giorno:

-      Vertenze locali e nazionali

-      Scioperi nazionali (scuola, pubblico impiego ..)

-      Partecipazione ad incontri a livello internazionale (Coordinazione Rosso Nera e Rete europea del sindacalismo alternativo e di base)

-      Adesione a campagne nazionali (vedi STOP TTIP, contro il TISA, ecc.)

-      Ratifica verbale del Congresso

-      Stampa e propaganda (giornale, nuovo sito, campagna nazionale di tesseramento)

-      Varie ed eventuali

Saluti a tutti-e

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Il segretario generale nazionale

p.t. Renato Grego

 

GRECIA. Con i 595 lavoratrici/trici c/o il ministero della finanza

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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Settembre 2014 15:57 Scritto da Sandro Lunedì 25 Agosto 2014 16:27

Appello

Per una giornata internazionale di solidarietà con le 595 lavoratrici di pulizia del ministero della Finanza Greco

Noi, personale di pulizia del ministero della finanza, che abbiamo perso il nostro lavoro dopo il 17 settembre 2013, proponiamo di unire le nostre forze ed organizzare una giornata internzazionale di solidarietà sabato 20 settembre 2014.

Noi, personale di pulizia del ministero della finanza, che siamo state allontanate dal nostro lavoro il 17 settembre 2013 per far spazio ad appaltatori privati, siamo impegnate da 11 mesi in una lotta per la vita contro la politica di austerità e contro quelli che la applicano, il governo Samaras e la Troika.

Tutti i giorni rivendiachiamo per le strade il nostro lavoro ed i nostri diritti, resistendo alla violenza della polizia e alla propaganda del governo. La Giustizia Greca ci ha dato ragione però il governo si rifiuta di accettare ed applicare la decisione del giudice.

Vi chiediamo: associazioni di cittadini e moviemtni sociali, sindacati dei lavoratori e lavoratori, organizzazioni femministe, partiti politicie cittadini e cittadine del mondo intero, che non accettiate l'ingiustizia e condividiate la sofferenza delle vittime, che urliate a voce alta la vostra solidarità con la nostra lotta per la vita e per la dignità, una lotta che è anche una vostra lotta.

Proponiamo di unire le forze ed organizzare:

Una giornata internazionale di solidarietà

Proponiamo la settimana dal 15 al 22 di settembre, ossia, la settimana precedente alla sentenza definitiva sulle 595 lavoratrici di pulizia che sarà emessa il 23 Settembre 2014. Il movimento di mobilitazione internazionale potrà realizzarsi sabato 20 Settembre.

Si potranno realizzare azioni di solidarietà, come comizi e manifestazioni pubbliche, mobilitazioni davanti alle ambasciate e consolati Greci, davanti agli edifici del FMI a Washington e alla Banca Centrale Europea a Francoforte, o in qualunque altro posto vi sembri adeguato.

Si sta già preparando la partecipazione di una delegazione di queste lavoratrici in lotta alla manifestazione che avrà luogo davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo il 16 e 17 di Settembre.

Se volete partecipare a questa iniziativa vi preghiamo di farcelo sapere, al più tardi entro il 30 di Agosto, con il fine di sapere quali paesi e quali città parteciperanno.

Guardate anche:
http://595katharistries.wordpress.com https:/
Contatto: Sonia Mitralia,

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Tel: 0030 2109420681, 0030 6932295118 (Grecia)

Non sperate che vacilleremo!

Siamo 595 assistenti di pulizia del ministero della finanza che il giorno 17 di settembre 2013 abbiamo perso il nostro posto di lavoro. Lo stato ci ha abbandonato e il nostro lavoro è finito in mano a dei subaooaltatori, senza che questo abbia fatto risparmiare nulla allo stato. Il nostro salario ha sempre oscillato tra i 300 e i 600 euro al mese. Non siamo numeri o cifre, siamo esseri umani, non abbasseremo la testa. Dal 17 di Settembre siamo scesi in stada in difesa del nostro lavoro della nostra vita.

Il Governo prova in tutti i modi a farci abbandonare la nostra lotta. Le immagini di donne indifese di 50-60 anni colpite dalle forze speciali della polizia (MAT) han fatto il giro del mondo. Molte di noi son state portate all'ospedale dopo la brutale agressione subita dalla polizia.

Abbiamo scelto la dignità. Questi sono stati dieci mesi di lotta, di povertà e di problemi. Però continuiamo la nostra lotta. Vogliamo qualcosa di ovvio: il nostro diritto ad una vita dignitosa.

Un'ondata di solidarietà ha fatto il giro del paese. Lavoratori, disoccupati, studenti, pensionati e artisti han mostrato il loro sostegno in ogni modo possibile.

La giustizia Greca ci ha dato ragione, però il Governo si rifiuta di eseguire la sentenza dei tribunali. Al posto di questo, il governo vuole vendicarsi perchè abbiamo scelto la dignità.

La solidarietà è l'arma del popolo. Facciamo un appello affinchè manifestiate la vostra solidarietà con la nostra lotta per la vita e la dignità. Vi chiediamo di firmare la petizione e che ci aiutiate a raccogliere più firme possibili, affinchè il governo sia obbligato a rispettare la sentenza della Corte, qualcosa che al governo Greco non comporterà nessun costo aggiuntivo.

Insieme possiamo fermare questa politica brutale

   

Come stiamo svendendo l’Italia. da Siniistrainrete.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Gennaio 2015 10:50 Scritto da Sandro Lunedì 18 Agosto 2014 14:29

Come stiamo svendendo l’Italia

di Enrico Grazzini

SvendesiItaliaLa vendita della Indesit a Whirpool è solo l'ultimo caso: si sta verificando nel silenzio generale la fine dell'Italia industriale, come predetto da Luciano Gallino (1). Il pericolo imminente è quello di cedere al capitale estero non solo le industrie ma anche le grandi banche, e di svendere completamente il risparmio italiano. A causa del declino verticale dell'industria e della sofferenza delle banche italiane, e a causa della colpevole inerzia governativa e dei pesanti vincoli europei, il capitalismo nazionale sta diventando un servile vassallo di quello internazionale. E l'Italia rischia così di precipitare definitivamente nel Terzo Mondo.

Untangled. Così l'Economist titola soddisfatto un suo recente articolo sul capitalismo italiano in crisi. Untangled si traduce in italiano sciolto, smembrato: così è ormai diventato il capitalismo italiano, secondo l'autorevole rivista britannica, dopo lo scioglimento dei patti di sindacato da parte di Mediobanca (2). Non si comprenderà mai abbastanza quanto profonda sia stata la svolta (forzata) compiuta da Mediobanca qualche mese fa quando ha deciso di sciogliere gli accordi incrociati tra le maggiori aziende nazionali.
Da allora al cosiddetto “capitalismo italiano di relazione”, cioè all'intreccio tra capitalismo (semifallito) delle grandi famiglie, capitalismo finanziario e capitalismo (quasi dismesso) di stato, si è sostituito l'arrembaggio dell'industria e della finanza internazionale. Con la benedizione del governo Renzi. Il giovane Matteo è stato chiaro in una sua recente intervista al Corriere della Sera. Ha dichiarato sulla vendita dell'Indesit di Merloni alla concorrente Whirpool: «La considero una operazione fantastica. Ho parlato personalmente io con gli americani a Palazzo Chigi. Non si attraggono gli investimenti esteri riscoprendo una visione autarchica e superata del mondo. Noi vogliamo portare aziende da tutto il mondo a Taranto come a Termini Imerese. Il punto non è il passaporto ma il piano industriale.
Gli imprenditori stranieri sono i benvenuti in Italia se hanno soldi e idee per creare posti di lavoro» (3).
Così il liberista Renzi esulta di fronte al fatto che il capitalismo industriale italiano non è più competitivo e si sta smembrando a favore dei capitali stranieri. E' ovvio che gli investimenti produttivi esteri sono benvenuti e che non si possono proteggere sempre e a tutti i costi le società nazionali. Ma bisognerebbe assolutamente evitare di cedere le industrie strategiche indispensabili per il futuro industriale del nostro paese. Quasi sempre le cessioni all'estero arricchiscono solo le grandi famiglie, come i Merloni e i Tronchetti Provera (vedi i casi di Pirelli e Telecom Italia). Soprattutto l'ondata di cessioni industriali comporta non solo la riduzione drastica dell'occupazione ma anche l'impossibilità di mantenere le condizioni per uno sviluppo economico autonomo e, per quanto possibile, democratico. L'Italia cedendo le sue industrie e le sue banche mina le basi del suo sviluppo e peserà come il due di picche nel turbolento scenario economico e politico europeo e mondiale.

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