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NO TAGLI – NO BANDI

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Aprile 2017 11:17 Scritto da Sandro Martedì 11 Aprile 2017 08:08

NO TAGLI – NO BANDI …

CHIEDIAMO INTERNALIZZAZIONE,

CI DANNO SOLO RINVII E PROMESSE

PRESIDIO DI LOTTA IL 12 APRILE (ORE 14 – 16)

ALL’ASSESSORATO AMBIENTE A PORTA METRONIA 2

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La Giunta capitolina, che in risposta alle lotte e mobilitazioni dei lavoratori e dell’USI ha istituito dei tavoli di confronto (TAVOLO TECNICO), dai quali fino ad oggi non è uscito nulla di decisivo (anche nel rispetto delle norme e delle leggi attualmente in vigore), nè che rassicuri tutti i dipendenti della ROMA MULTISERVIZI.

Dopo l’incarico conferito all’Assessore Colomban, le decisioni di assessori e commissioni prima convinti nella necessità di internalizzare, si è passati alla proposta di bandire una gara “a doppio oggetto”, divenuta improvvisamente la soluzione migliore.  Non si tiene conto che coloro che lavorano nell’appalto delle scuole superiori statali, circa 1300 (quelli distaccati senza rispettare il T.U. sul part-time alla società IBM), ne sarebbero rimasti fuori, o che gli addetti alla refezione, non si sa ancora quale sorte avranno, anche per il fatto che non rivestono la  qualifica di cuochi ma di addetti alla refezione, per i quali è ipotizzata una gara svincolata dal “global service” con poche garanzie di tutela occupazionale e lavorativa. Era successa una situazione simile, a chi lavorava nel settore del verde, rimasti senza lavoro perché chi ha vinto l’appalto non ha rispettato clausole di salvaguardia e che furono reintegrati alla Roma Multiservizi,  dopo  un anno di mobilitazioni, con l’intervento dell’Usi e le conciliazioni giudiziali imposte alla Società.

La gara “a doppio oggetto”, produrrebbe come effetto quello dei licenziamenti collettivi. La prosecuzione di affidamento ai imprese private, di servizi rilevanti e strategici, porterebbe a questi imprenditori, per mantenere  utili, profitti, a risparmiare sui costi, per primo sul “costo del lavoro”, quindi penalizzando i dipendenti, con l’ulteriore abbassamento della qualità dei servizi essenziali offerti alla cittadinanza.

Ai vari tavoli tecnici,  è emerso che la volontà di dover bandire una gara “a doppio oggetto” è solo una scelta "politica"  (spinta da quello che è ormai il “partito dei dirigenti”) e di spartizione, non una scelta obbligata di natura “tecnica”. Scelta che la Giunta Raggi e il M5S, non è in grado o non vuole contrastare. Nessuna spiegazione tecnica o giuridica attendibile è stata finora fornita, anche rispetto alla legge Madia, che non sta creando nessuno problema ad internalizzazioni in altri Enti Locali a livello nazionale. Agli incontri è stato ribadito dai sindacati USI, USB e dal COMITATO che la gara “a doppio oggetto” penalizzerà SOLO CHI LAVORA. L’UNICA SCELTA POLITICA E TECNICAMENTE SOSTENIBILE ANCHE GIURIDICAMENTE, CON UN REALE RISPARMIO DI COSTI, come diciamo all’Usi, che eviti di lasciare senza lavoro migliaia di dipendenti (addetti-e alle scuole statali, alla refezione compresi) è quella di RIACQUISIRE LA ROMA MULTISERVIZI IN MANO PUBBLICA,  trasformandola da società  di II livello a società  di primo livello, tramite la c.d. “internalizzazione”.

Nel frattempo cosa fanno i Sindacati Cgil Cisl Uil…Ugl?? UN’ASSEMBLEA, anche se all'ultimo tavolo hanno mostrato  (soprattutto la Cgil) con vari interventi, delle critiche alla gara “a doppio oggetto”…un’assemblea, NON LA LOTTA!

L'ultimo incontro “tecnico”, era stato fissato dopo vari rinvii,  al 12 aprile 2017. Ancora una volta è stato rinviato, per prendere tempo, a maggio. Alcuni esponenti istituzionali, a parole dicono di voler inserire nei bandi di gara delle generiche“clausole di salvaguardia per i lavoratori” (senza specificare se valide per tutti e tutte o solo per una parte dei dipendenti), dimenticando il recente passato, già successo per altri bandi e servizi, dove pur inserite le clausole, poi sono arrivati i licenziamenti e i mancati e promessi assorbimenti (come per i canili comunali) o hanno visto ridursi drasticamente i loro parametri orari (appalto e chi lavorava nel settore dei servizi cimiteriali), o la retribuzione (il personale addetto alle portinerie delle Case di Riposo). Non ci sono chiare e precise regole e  garanzie vincolanti, al di là di generiche promesse, che impegnino i soggetti privati, partecipanti alla “gara a doppio oggetto”, che vinceranno, di assorbimento della forza lavoro già utilizzata fino ad oggi e alle medesime condizioni salariali.

L'Assessore alle partecipate, COLOMBAN nelle sue dichiarazioni ripete che nel trovare la soluzione deve tener conto anche della sentenza del TAR (derivante da un ricorso della Confartigianato contro la gara a 5 lotti!), ma di certo il Tar con la sua sentenza non ha mai imposto una gara con quelle caratteristiche che abbiamo criticato,  né impedisce (come non lo fa neanche la ancora in gestazione legge “Madia”) l'internalizzazione della Roma Multiservizi.

L'Usi che aveva inizialmente indetto una Assemblea del personale, a seguito del rinvio, l’ha trasformata in un PRESIDIO  DI LOTTA, dalle 14 alle 16, con nulla osta della Questura, in cui poter  far sentire la voce dei lavoratori e delle lavoratrici, per PROSEGUIRE LE MOBILITAZIONI e LA PRESSIONE OPERAIA SULLA NOSTRA PIATTAFORMA, sostenuta da oltre 20.000 firme su una petizione popolare consegnata alla Sindaca Raggi e all’Assemblea Capitolina.

UNIONE SINDACALE ITALIANA

USI C.T.&S.

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Roma

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AUTOCONVOCATA OPERATORI SOCIALI .

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Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Aprile 2017 10:30 Scritto da Sandro Lunedì 10 Aprile 2017 10:26

ASSEMBLEA NAZIONALE AUTOCONVOCATA

OPERATORI SOCIALI


Sabato 8 aprile a Roma più di 200 persone hanno partecipato alla prima assemblea autoconvocata degli operatori sociali contro i decreti legge Minniti-Orlando, provenienti da sedici diverse regioni italiane, a testimonianza della necessità di confrontarsi e ragionare insieme.

Una Rete che ha deciso di darsi continuità promuovendo assemblee territoriali ma mantenendo e rafforzando anche la dimensione nazionale di collegamento e coordinamento per iniziare a costruire strumenti comuni, una cassetta degli attrezzi, da poter utilizzare nella quotidianità per inceppare il meccanismo securitario e repressivo voluto dall'attuale Governo.

Una guerra contro i poveri, contro chi vive nella marginalità sociale, che ci vorrebbe “soldati” in prima linea, in alcuni casi e situazioni con parificazione del nostro ruolo e della nostra funzione a quelli del Pubblico Ufficiale, dichiarata dal Governo Gentiloni, applaudita dalle destre e che nel quadro politico istituzionale trova pochissime espressioni di contrarietà e dissenso. #IoDiserto sarà lo strumento per comunicare e condividere la nostra volontà di non essere oggetti passivi e ubbidienti di un disegno politico che mira a trasformare il tessuto sociale delle nostre città, e a cambiare radicalmente il nostro ruolo e la nostra funzione.

Nella società civile le voci contrarie emergono e si moltiplicano: martedì 11 aprile numerose associazioni daranno vita ad un presidio sotto il Parlamento durante quello che probabilmente sarà il voto finale alla trasformazione in legge del primo dei due decreti, quello sull'immigrazione. Noi ci saremo perché riteniamo fondamentale costruire un campagna ampia e condivisa insieme a tutti i soggetti che manifestano contrarietà e dissenso a questo pericoloso declino securitario. Per questo consideriamo altrettanto importante la presa di posizione pubblica, da parte di esponenti del mondo della cultura e dell'impegno sociale, contro questi decreti legge.

Saremo parte attiva di questa campagna comune proprio per le nostre caratteristiche. Siamo operatori e operatrici che lavorano e operano nel sociale, presenti in tutte le città del nostro Paese, siamo nella quotidianità nelle periferie, geografiche e sociali, a toccare con mano le conseguenze di queste scelte politiche.

Ci vogliono anello della catena di controllo sociale e repressivo. Siamo l'anello debole di questa catena, proprio per questo possiamo agire una potenza enorme nel resistere e nel far inceppare il meccanismo securitario. Abbiamo bisogno di strumenti comuni, legali e giuridici, sociali e politici; una dimensione, questa, che può essere costruita solo insieme a molti altri e dentro a quella campagna culturale, sociale e politica di cui si vedono già le premesse e di cui saremo uno dei motori.

La preoccupazione è enorme, la restrizione dei diritti di alcuni diventa la restrizione delle libertà di tutti, minare il diritto d'asilo significa compromettere il diritto alla vita. L'istituzione di “tribunali speciali” per migranti, il diritto differenziale a seconda della “categoria sociale” di appartenenza, il confino urbano che può essere agito dal Sindaco e dal Questore nei confronti delle persone che “minano il decoro urbano” utilizzando il mini-daspo, sono solo gli strumenti più eclatanti, significativi di un disegno più ampio. Il messaggio è chiaro: nessuno è uguale davanti alla legge.

Per quanto ci riguarda questo è solo l'inizio, la presenza e la ricchezza delle proposte e dei ragionamenti che sono emersi dalla nostra prima assemblea dimostrano che ci siamo e che abbiamo la voglia e la necessità di continuare insieme questo percorso. Non come “categoria” ma come cittadini, uomini e donne, che nelle nostre città hanno gli strumenti per smascherare le carenze del sistema di accoglienza, l'assenza di politiche sociali adeguate, gli abusi di sindaci e prefetti che si fanno prendere la mano dal sogno infantile, mai riposto, di essere sceriffi.

Noi, non solo noi, ma noi sicuramente saremo parte di questo movimento di resistenza ai decreti legge Minniti-Orlando e a alla visione del mondo che portano con sé. #IoDiserto perché se dobbiamo essere complici lo saremo con chi queste politiche le subisce e non con chi le promuove; una scelta di parte perché siamo convinti che stare dalla parte dei più deboli significa stare dalla nostra parte, dalla parte di tutti: in un mondo diviso in "categorie sociali" da colpire prima o poi viene toccata anche quella in cui ognuno di noi viene “costretto”.

Rete Operatori Sociali

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ROMA 8 APRILE 2017

 

   

Il Salento nella repressione. Ambiente & Veleni. TAP

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 29 Marzo 2017 09:11 Scritto da Sandro Mercoledì 29 Marzo 2017 08:58

DAL FATTO QUOTIDIANO

Tap, via libera alla rimozione degli ulivi in Puglia.

Scontri tra polizia e manifestanti

Tap, via libera alla rimozione degli ulivi in Puglia. Scontri tra polizia e manifestanti

Ambiente & Veleni

Il Ministero dell'Ambiente ha acconsentito all'espianto di 200 piante sul tracciato del microtunnel del gasdotto. Decine di attivisti e studenti protestano davanti al cantiere: cariche degli agenti

Scontri e tra polizia e manifestanti davanti al cantiere Tap in località San Basilio, in provincia di Lecce, dopo il via libera del ministero dell’Ambiente alla rimozione di oltre 200 ulivi sul tracciato del gasdotto. Una cinquantina di attivisti, studenti, docenti e Comitati NoTap, dopo essere stati caricati per due volte dagli agenti, sono stati colti da malore e circondati da un cordone di polizia.

Le cariche hanno provocato alcuni contusi: due persone si trovano per terra e vengono soccorse da altri manifestanti. Un uomo di 65 anni, Ippazio Luceri, è stato colto da malore e soccorso dai sanitari giunti con un’ambulanza. L’uomo, in sciopero della fame da una settimana, è uno degli attivisti in prima linea nella protesta contro l’eradicazione degli ulivi.

I manifestanti in totale sono circa 300 e hanno creato un “corridoio” che va dai cancelli del cantiere presidiati dalle forze dell’ordine fino alla strada. In mattinata hanno bloccato l’ingresso che è stato successivamente forzato dalla polizia. Gli agenti hanno chiuso ogni accesso, impedendo anche il transito a piedi e più tardi i manifestanti, seduti davanti ai cancelli, sono stati spostati con la forza.

   

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