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USI Caltanissetta

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Novembre 2019 11:33 Scritto da Sandro Mercoledì 23 Ottobre 2019 09:06

USI Caltanissetta

Comunicato del 22.10.2019


Il sottoscritto Lorenzo PETIX, in qualità di Segretario Generale Provinciale dell’Unione Sindacale Italiana e componente, per le Organizzazioni Sindacali, della Commissione Tecnica Provinciale Acqua di Caltanissetta, istituita con L.R. 11 agosto 2015 n.19 che disciplina in materia di risorse idriche, (presieduta dal commissario dell’ATO Idrico posto in liquidazione “Rosalba ................” e composta inoltre da tre sindaci:

“Roberto ...............” sindaco di Caltanissetta, “Lucio ..............” sindaco di Gela, “Alessandro .............” sindaco di Villalba;

da un rappresentante delle OO.SS. “Lorenzo PETIX” per l’Unione Sindacale Italiana;

da un rappresentante del Forum Provinciale Acqua e Beni Comuni “Antonino SURACE”;

da un funzionario del Dipartimento Acque e Rifiuti dell’Assessorato Regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità “Achille ....................”),

allo scopo di verificare la sussistenza di Inadempimenti Contrattuali, sulla base delle Convenzioni stipulate, tra il Consorzio d’Ambito Territoriale Ottimale di Caltanissetta e la Società Acque di Caltanissetta SPA CALTAQUA,

COMUNICA

che lunedì 14 ottobre 2019, la Commissione Tecnica dopo avere terminato i lavori di Accertamento delle Inadempienze Contrattuali, alla luce di diversi disservizi del gestore e delle continue carenze e deficienze verificatesi a far data dell’affidamento del Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) 27.07.2006, che hanno causato e causano rilevanti disagi agli utenti anche con infrazioni di legge, ha ritenuto che sussistono motivi per formalizzare al Presidente della Regione Siciliana Nello ..................... la RISOLUZIONE ANTICIPATA delle CONVENZIONI STIPULATE, rimanendo disponibile a procedere ad ulteriori approfondimenti.

I criteri di EFFICIENZA, EFFICACIA ed ECONOMICITÀ, punti che dovevano essere raggiunti e rispettati dalla Caltaqua Spa per potere gestire nel trentennio il S.I.I., che comprende la RACCOLTA, la DISTRIBUZIONE, RACCOLTA e TRATTAMENTO DEPURATIVO, non sono stati obiettivamente ed inconfutabilmente raggiunti, da come si evince dalle seguenti puntuali precisazioni:

  • CANONE DI CONCESSIONE

I Canoni di Concessione annuali del S.I.I., di circa 1.000.000,00 di Euro soggetta ad adeguamenti, che Caltaqua deve pagare all’ATO e previsto dalla Convenzione di Gestione, non risultano tutti versati.

I mancati pagamenti sono oggetto di causa tra Caltaqua e l’ATO CL6 di Caltanissetta.

Questa inadempienza prevede l’immediata risoluzione del contratto in base alla Convenzione art.39 comma 1 e 2.

 

  • CARTA DEI SERVIZI

L’obbligo della modifica e dell’aggiornamento della Carta dei Servizi, previsti ogni 2 anni non è stato rispettato, ciò è stato fatto nel mese di novembre 2016, senza coinvolgere le Associazioni che tutelano i diritti degli utenti. Nello stesso anno viene aggiornata dal Commissario straordinario anche la Convenzione senza convocare l’Assemblea dei Sindaci.

  • CONTINUITÀ DEL SERVIZIO

Caltaqua si era impegnata nell’arco di 5 anni, quindi dal 27.07.2011, di garantire all’utenza della provincia nissena l’erogazione idrica h24 e ad oggi dopo 13 anni di gestione questo civile traguardo non è stato raggiunto.

  • DEPURAZIONE

A Caltaqua s.p.a. in Provincia di Caltanissetta sono affidati 26 impianti di depurazione delle acque reflue fognarie, tra cui 6 non funzionanti e 10 di loro lavorano pesantemente.

Gli impianti di Marianopoli, Niscemi e Sommatino sono lasciati nello stato di totale abbandono, a Delia e a Montedoro non esistono e pur inizialmente Caltaqua inseriva in bolletta la voce depurazione, facendo pagare un servizio non effettuato, importi non dovuti ed in seguito restituiti agli utenti.

La mancata depurazione provoca danni pesanti all’eco-sistema-ambientale difatti essa è materia di procedimento penale ove indagati sono i vertici di Caltaqua, dell’ATO e dell’Assessorato Regionale competente.

Per tutte le sopra citate Inadempienze Contrattuali, sulla Gestione del Servizio Idrico Integrato da parte della Società Acque di Caltanissetta SPA denominata “CALTAQUA”, il sottoscritto rappresentante delle OO.SS. e precisamente dell’Unione Sindacale Italiana ha espresso Parere NEGATIVO.

  • RIFLESSIONI FINALI

a- Come ha fatto a gestire il S.I.I. Caltaqua s.p.a. dal 2007 al 2011 avendo chiuso i bilanci in negativo?

- C   b- Come è riuscita a garantire gli stipendi ai propri dipendenti?

- P   c Perché Caltaqua continua ad aumentare le tariffe, nonostante i 27,3 milioni di Euro ricevuti come contributi pubblici dei 35,8 milioni previsti?

  • Perché a partire del corrente anno 2019 nelle fatturazioni compaiono le seguenti voci in modo contraddittorio?

1°) contraddittorio calcolo:

a) – acqua (realmente consumata dall’utente)

b) – quota fissa acqua

2°) contraddittorio calcolo:

a) – fognatura (realmente usata per evacuare le acque)

b) – quota fissa fognatura

3°) contraddittorio calcolo:

a) – depurazione (dell’acque realmente consumate dall’utente)

b) – quota fissa depurazione

Lorenzo Rosario PETIX

 

Palermo e Catania. Braccio di ferro Sindacato Azienda.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Ottobre 2019 09:10 Scritto da Sandro Lunedì 21 Ottobre 2019 09:47

Continua il braccio di ferro dei lavoratori del gruppo Fortè.

L´USI chiede chiarezza e rispetto degli impegni presi con i lavoratori

  • L'organizzazioni sindacale U.S.I. dopo un primo sciopero organizzato a fine agosto e dopo aver sottoscritto con l´azienda un accordo sindacale per sanare i contrasti nati da un pluriennale senso di abbandono, denunciato dai lavoratori, da parte della dirigenza verso la struttura aziendale, non avendo ottenuto le garanzie ed il rispetto di quanto concordato nell´accordo sottoscritto il 31 agosto 2019, hanno indetto un nuovo sciopero regionale di tre giorni a partire da oggi venerdì 18 e fino a domenica 20 con due presidi dei lavoratori nelle città di Palermo e Catania.

In questi mesi oltre al mancato rispetto del verbale sindacale sottoscritto, l´azienda ha solo dato rassicurazioni verbali generiche ed assolutamente aleatorie sul futuro della rete dei supermercati a marchio Fortè.

Questa mancanza di chiarezza unita a uno “strano” ed inopportuno acuirsi di note di contestazione rivolte ai lavoratori iscritti al sindacato con, spesso, conseguenziale trasferimento presso altri punti vendita di altre città ci fa fortemente dubitare della reale volontà dell´azienda di lavorare per un futuro certo e tranquillo dei lavoratori, salvaguardando i livelli occupazionali.

L´USI chiede di conoscere le reali intenzioni dell´azienda verso la rete Fortè e chiede di conoscere, se esiste, il piano aziendale con la particolare attenzione sui livelli occupazionali.

Ci rendiamo conto che la rete Fortè così per come è oggi organizzata, con solo supermercati di “prossimità”, non è competitiva nel settore, quindi risulta oltremodo essenziale conoscere la futura strategia aziendale.

Ad onor del vero in una delle riunioni avute con la dirigenza si era fatto cenno all´apertura di un grande supermercato nella città di Partinico, ma di questo progetto non se ne sa assolutamente nulla, continuando a lasciare nel panico i dipendenti che percepiscono una sgradevole sensazione di “resa aziendale”.

Il Sinalp e l´USI sono pronti ad intavolare nuove trattative con la proprietà solo se ci si potrà confrontare su progetti e strategie certe affinchè la rete Fortè torni a nuova vita, nell´interesse dell´azienda e dei lavoratori.
In mancanza di un qualsiasi segnale di confronto e buona volontà da parte della proprietà, i lavoratori continueranno la loro battaglia interessando anche gli organismi politici ed istituzionali nel caso fosse necessario.

   

Palermo e Catania USI-C.T. & S.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Ottobre 2019 09:46 Scritto da Sandro Lunedì 21 Ottobre 2019 09:34

CONTINUA LA PROTESTA DEI LAVORATORI

INDETTO DALL'USI - C.T. & S.

A PALERMO CATANIA E PROVINCE


La Meridi S.r.l., società che opera nel settore della grande distribuzione organizzata con i discount a marchio Fortè, di proprietà di Antonino Pulvirenti, emette il seguente comunicato di risposta relativamente allo sciopero indetto dal sindacato USI. Manifestazione a cui non hanno aderito CGIL CISL e UIL:

Lo scopo del Sindacato è uno solo: far chiudere l‘azienda e far perdere così centinaia e centinaia di posti di lavoro. La scrivente società ha mantenuto l‘impegno della scadenza concordata con il Sindacato per il pagamento del 50% dello stipendio e allora non potendo approfittare del non avvenuto inadempimento aziendale si inventano altri inesistenti motivazioni al sol fine di creare scompiglio all‘interno dell‘azienda e soprattutto all‘esterno. Nonostante due incontri con la proprietà (ad agosto e a settembre) in cui si è dichiarata la volontà aziendale di andare avanti, nonostante due verbali di incontro con i quali i rappresentanti sindacali nulla hanno domandato di approfondimenti per tale punto, si dichiara l‘assenza del piano industriale…

Nessun (si ribadisce nessuno) trasferimento è stato fatto dalla scrivente società nelle ultime settimane se non a seguito di chiusure di qualche punto vendita (ci dica il sindacato se il trasferimento da punti vendita chiusi a punti vendita attivi non costituisce valida ragione tecnico produttiva ed organizzativa). Il ri–trasferimento del Sig. Mercurio è stato bloccato dalla volontà del lavoratore di adire il Tribunale del Lavoro di Palermo e la cui prima udienza è prevista per il giorno 13 febbraio 2020. Non si comprende che interlocuzione sindacale deve esserci con chi si rivolge (legittimamente ) al Giudice… attendiamo che questi decida su chi ha ragione! La scrivente non ha mai ricevuto formale richiesta del Sig. Leonardo Gaurino di essere ri–trasferito, così come la decisione di non proseguire il rapporto di lavoro con il lavoratore Daniele Virzì non risulta neanche impugnata dal suddetto lavoratore. Non si comprende a quali lettere di contestazioni come strumento di repressione il sindacato faccia riferimento: la scrivente ha sempre osservato la legge 300/70 e il contratto laddove prevede la facoltà del datore di contestare eventuali mancanze del lavoratore sul posto di lavoro… solo questo e solo questo la Meridi s.r.l. ha sempre fatto. Le affermazioni del sindacato sono mera fantasia.

Le buste paga saranno consegnate ai lavoratori non appena questi riceveranno la retribuzione, per come è stato sempre fatto. C‘era un accordo con l‘O.S. di comunicare gli importi delle retribuzioni e questo accordo è stato rispettato dalla Meridi s.r.l. E‘ falso che sia stato disatteso l‘accordo sottoscritto. I lavoratori sono stati regolarmente pagati secondo quanto previsto dall‘accordo sottoscritto con l‘U.S.I. e successivamente con le 00.SS. firmatarie di CCNL. Alla fine di questa disamina sia permesso di fare alcun considerazioni. Non si fa uno sciopero di tre giorni (e normalmente non si fa uno sciopero) per i motivi (alcuni inesistenti) elencati nella nota di cui all‘oggetto. Soprattutto non si fa uno sciopero quando è in essere un‘interlocuzione con l‘azienda che a questo punto è evidente che non si vuole avere: lo dimostra il fatto che si è inviata la nota durante la notte fra il 17 e il 18 ottobre 2019.

Più volte la Meridi s.r.l. ha manifestato la propria volontà di continuare l‘attività, garantendo l‘occupazione di tutti coloro che Vi lavorano. Un tale atto, peraltro sconfessato anche da alcun iscritti (cfr iscritti punto vendita di Comiso i quali hanno dichiarato che non partecipano allo sciopero perché la società ha rispettato l‘accordo sui pagamenti) mette ancora una volta all‘evidenza dei mass media tale situazione con inevitabili ripercussioni già altre volte manifestate e che si volevano evitare per non compromettere l’equilibrio dell‘operatività dell‘azienda. Purtroppo, nonostante gli appelli della società, il sindacato ha preferito pretestuosamente e violentemente far vedere a tutti quanto conta, proclamando uno sciopero di tre giorni, nonostante il rispetto degli accordi, e a questo punto con il sol fine di creare ulteriori disagi e problemi, che costringeranno la scrivente società a non rimanere inerme anche per l‘interesse degli stessi lavoratori”.

   

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