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Ucciso a fucilate.

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Ultimo aggiornamento Martedì 05 Giugno 2018 08:26 Scritto da Sandro Martedì 05 Giugno 2018 07:43

UCCISO A FUCILATE!

Si spara ancora sui braccianti sindacalizzati.

Sacko Soumalya, anni 29. Difendeva i suoi fratelli braccianti.

Un lavoratore di 29 anni, originario del Mali, laureato in giurisprudenza e già attivista politico nel suo Paese, fuggito prima in Algeria e poi arrivato in Italia, da tempo attivista sindacale (con Usb) nelle lotte per i diritti dei braccianti agricoli, contro lo sfruttamento, la servitù della gleba, il caporalato e il lavoro sottopagato al nero, nelle campagne della zona di Vibo Valentia, come avviene in molte regioni del "Bel Paese"

E' STATO UCCISO A FUCILATE IERI

Siamo nel 1948? NON SIAMO NEL GIUGNO DEL 2018!

Se siamo solo capaci di indignarci e il suo sindacato confederale non proclama sciopero, ma lo sciopero dei braccianti agricoli, quando viene ammazzato uno di loro, che è pure uno "di noi" a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle, dell'età anagrafica e del settore di lavoro, se nel mondo politico e sindacale (compresi noi) non siamo nemmeno  capaci di fare nulla di più che ricordarlo per un pò di tempo  nelle iniziative e nelle lotte, contnuando tenacemente e senza arrenderci, la lotta quotidiana contro lo sfruttamento bestiale delle persone, degli animali e dei territori, in nome del profitto e della speculazione, di interessi economici e finanziari, opposti agli interessi generali e collettivi delle classi lavoratrici e dei settori sfruttati che proviamo a rappresentare, senza fermare "le macchine"

...ALLORA VUOL DIRE CHE LA SITUAZIONE E' MOLTO PIU' GRAVE DI QUANTO POSSIAMO IMMAGINARE, CHE ABBIAMO TUTTE-I UN LUNGO, TENACE LAVORO DI COLLEGAMENTO E DI RESISTENZA PERMANENTE, che metta anche la lotta contro le leggi antisciopero in italia, per dare priorità nell'ambito della lotta su salute e sicurezza sul lavoro e sui territori, anche la nostra dignità di persone.

il giovane lavoratore del Mali, ucciso a fucilate con la giustificazione di una presunta "proprietà privata",

E' MORTO UCCISO COME TANTI SINDACALISTI DEL SETTORE BRACCIANTILE IN ITALIA, sembra di essere tornati agli anni '40 e '50, all'epoca di Scelba e di Portella Della Ginestra, come tanti lavoratori e lavoratrici, attivisti sindacali, in ogni parte del mondo, che si battono non per la loro carriera o il tornaconto personale, ma per i DIRITTI E LE LIBERTA' DI TUTTI E TUTTE.

GIUSEPPE DI VITTORIO, tra i fondatori dell'Usi nel 1912 , insegnava ai contadini, ai braccianti, ai giornalieri a non togliersi il cappello quando passava il padrone  e a non piegarsi ai caporali.

RIPRENDIAMO LE ANTICHE USANZE DEL MOVIMENTO OPERAIO E SINDACALE, COLLEGHIAMO LE LOTTE, NON SCORAGGIAMOCI DI FRONTE ALLE PROSSIME STRETTE LIBERTICIDE E REPRESSIVE, in nome di una "ripresa economica" sulla nostra pelle, diamo un senso, per il futuro, al termine SOLIDARIETA' ATTIVA. Che l'assassinio anche di questo lavoratore, non sia reso vano,

è il modo attualmente migliore, per ricordarlo degnamente, a prescindere anche dalla sua collocazione sindacale o dalla sua nazionalità o dal settore lavorativo, è un morto che ci riguarda, un morto da lavoro salariato e da chi vuole tenere la forza lavoro, in un regime perenne di sfruttamento semischiavistico.

Unione Sindacale Italiana (U.S.I.)

Confederazione autorganizzata nazionale

fondata nel 1912

4 Giugno 2018

 

Sciopero Scuola

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Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Maggio 2018 14:47 Scritto da Sandro Lunedì 28 Maggio 2018 14:44

   

28.04.18. Giornata mondiale sulla sicurezza.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Aprile 2018 10:07 Scritto da Sandro Lunedì 30 Aprile 2018 10:03

…e si continua a morire sul lavoro e …da lavoro salariato

28 APRILE 2018, giornata mondiale sulla sicurezza sul lavoro…

PROSEGUIAMO CON TENACIA LA NOSTRA ATTIVITA’ E INTERVENTO

 

La strage sui posti di lavoro e sui territori (sempre più inquinati e devastati CONTINUA, ogni anno e periodicamente, gli osservatori e gli enti competenti, ci aggiornano con il conteggio inesorabile, con centinaia di morti sul lavoro, migliaia di infortuni (quelli accertati e non fatti passare come malattia o altro…)  e di malattie professionali. LA PRESUNTA RIPRESA ECONOMICA, anche in Italia, sempre secondo i dati statistici (che ricordano sempre di più la famosa “media del pollo” citata nella poesia di Trilussa), non sta assolutamente producendo un miglioramento reale e concreto, né delle condizioni di lavoro e di vita nel nostro Paese, né per quelle relative alla condizioni di salute e di sicurezza sui posti di lavoro e negli ambienti di lavoro.

Le cause, sono ancora le stesse, come la carenza di idonee valutazione dei fattori di rischio e pericolo da parte dei datori di lavoro (quante aziende, imprese, filiali di multinazionali, cooperative, enti del terzo settore, pubbliche amministrazioni, hanno aggiornato i loro D.V.R. Documento di Valutazione del Rischio? Quanti enti pubblici committenti nel sistema degli appalti, hanno fatto o adeguato il D.U.V.R.I., Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza?), l’aggiramento delle norme italiane ed europee  in materia di salute di chi lavora e dei luoghi di lavoro, i frenetici aumenti,  di orari di lavoro, di carichi di lavoro, il prolungamento dell’età per andare, finalmente in pensione (nel settore edile, oltre il 20% delle morti in cantiere riguarda operai ultrasessantenni, costretti a svolgere lavori gravosi e rischiosi).

E’ strettamente collegato a questo argomento, il troppo lavoro anomalo e non regolarizzato (formalmente, ma non sostanzialmente, grazie a 44 tipologie di contrattili lavoro, frutto di 21 anni di smantellamento di diritti e regole certe), lavoro al nero, atipico, precario, diritti calpestati, un uso che è stato spropositato di mobilità collettiva, cassa integrazione (con espulsione di molta forza lavoro contrattualizzata ma che non ha diminuito i morti e gli infortuni accertati sul lavoro), NON HANNO FERMATO UNA STRAGE SUI POSTI DI LAVORO E UNA “GUERRA DI CLASSE”, che le controparti di lavoratori e lavoratrici, hanno proclamato unilateralmente,  salvo poi in occasioni istituzionali, spandere qualche lacrimuccia da coccodrilli…per riprendere poi, il giorno dopo, lo stesso scenario e la stessa solfa.

Soprattutto, si rileva ancora nel 2018, una insufficiente, carente, assente, capillare e  adeguata attività di prevenzione,  informazione, formazione e addestramento dei lavoratori e delle lavoratrici, che guarda caso, coincide  con la mancanza di tutele e applicazioni concrete delle disposizioni per la salute e la sicurezza. Anche il personale ispettivo e di vigilanza è insufficiente e viene progressivamente smantellato il sistema di controlli, di interventi e di una “campagna permanente”, che coinvolga anche la forza-lavoro in formazione, cioè studentesse e studenti, esaltando invece la “cattiva prassi” dell’alternanza scuola lavoro, che abitua le giovani generazioni ad essere sfruttati e sottomessi, prima ancora di avere un regolare contratto di lavoro,  salari decenti, un’occupazione stabile e appunto, “sicura”.
Gli stessi RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza), quando eletti o designati, non hanno ancora una forza numerica tale e  una consapevolezza, da poter essere l’effettivo strumento di chi lavora, per contrastare l’aggiramento delle normative o la loro applicazione parziale, nei servizi in appalto è vista questa figura come un ostacolo alla “libertà di iniziativa imprenditoriale” (dimenticando che il rischio di impresa, negli appalti pubblici, i padroni e padroncini non lo fanno con i soldi loro, ma con quelli pubblici, cioè di tutte-i noi)

Anche nei processi penali e nelle stesse cause risarcitorie per i danni provocati da infortuni, malattie professionali o dai morti sul-del lavoro, ottenere VERITA’ E GIUSTIZIA, è impresa che richiede una profusine di energie notevole dai familiari delle vittime, dai comitati di sostegno, dalle organizzazioni sindacali conflittuali, dalle reti di collegamento,  con un’immunità e impunità eccessiva, di fonte a eventi di tal genere, che coinvolgono nei danni, anche i territori dove sono attive le fabbriche e gli insediamenti produttivi, aggiungendo un danno ambientale alle morti e malattie professionali. QUESTO SCENARIO ANCORA TERRIBILE, COME TUTTE LE “GUERRE”, NON CI FA MOLLARE E FA CONTINUA ANCORA, TENACEMENTE, LA LUNGA LOTTA

PER I DIRITTI, LE TUTELE, IL CAMBIAMENTO REALE DELLA SITUAZIONE ANCHE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO.

LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SICUREZZA NON E’ UN COSTO DA RIDURRE

O DA ELIMINARE, in nome del profitto e degli interessi di chi specula sullo sfruttamento della forza lavoro.


Anche oggi, come ripetuto anche il 25 aprile…ORA E SEMPRE RESISTENZA.
Proseguiamo a tessere le RETI e i comitati di sostegno ai RLS (secondo il principio stabilito già all’articolo 9 della legge 300/1970,  lo Statuto dei Lavoratori…e delle lavoratrici, una legge che “lor signori” vorrebbero eliminare perché troppo scomoda…PARLA DI DIRITTI E DIGNITA DI CHI LAVORA E SUI POSTI DI LAVORO…), alle associazioni, ai sindacati combattivi e conflittuali, RETI (come la Rete nazionale per la salute e la sicurezza sui posti di lavoro e sui territori), COMITATI (Come il Comitato 5 Aprile di Roma, che ha ancora sede presso l’USICONS) CHE ANNI FA, ABBIAMO MESSO IN PIEDI E CHE VANNO RILANCIATI E RI-COLLEGATI, sul piano nazionale e locale, come strumenti efficaci e ancor oggi validi, di informazione, formazione autogestita, collegamento delle lotte e delle vertenze, solidarietà attiva.

 

Confederazione sindacale Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912

Segreteria nazionale collegiale Udine/Milano/Roma/Caserta

https://webmail.pc.tim.it/cp/imgalice/s.gifRoma Largo Veratti 25, 00146 Fax 06/77201444  e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Udine Via G. Marchetti 46 33100 tel/fax 0432/1503360 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Milano Via Ricciarelli 37 20148 tel. 02/54107087 fax 02/54107095

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sito nazionale ufficiale www.usiait.it – www.unionesindacaleitaliana.eu

 

(Usi fa parte di: Rete nazionale salute/sicurezza sul lavoro e sui territori, a Roma al Comitato 5 Aprile)

A Roma, per informazioni, consulenze gratuite, anche per documenti da richiedere su salute e sicurezza e informazioni, per ausilio  e consigli a Rls e comitati di utenti o di sostegno, sono attivi anche i PUNTI INFOLAVORO AUTORGANIZZATI E AUTOGESTITI, nei seguenti giorni, orari e luoghi:

LUNEDI’ E MARTEDI’ ORE 18 20  a Largo Giuseppe Veratti 25 Roma

(e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

GIOVEDI’ ORE 18.30 – 20 A PIAZZA GIUSEPPE MOSCA 50 (e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

MERCOLEDI’ ORE 18 20  A VIA DELLE ACACIE 88 CENTOCELLE/Roma, presso il PUNTO INFOLAVORO R.E.D.S. (Reddito E Diritti Sociali)  - Circolo Prc e Casa del Popolo Centocelle

Per contatti con il Comitato 5 Aprile di Roma ( sede di riferimento, presso Usicons a Largo Giuseppe Veratti 25): Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

e anche Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

RETE NAZIONALE PER LA SALUTE E SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO E SUI TERRITORI:

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