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ESSELUNGA. Trasferimento. NULLO!.

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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE DI MILANO
Sezione Lavoro

La dott.ssa Silvia Ravazzoni in funzione di giudice del lavoro ha pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile di I Grado iscritta al N. 5616/2016 R.G. promossa da:

SILVIA ..............................., con il patrocinio dell’avv. CATAPANO GIUSEPPE e con elezione di domicilio in Indirizzo Telematico presso e nello studio dell’avv. CATAPANO GIUSEPPE
contro:
ESSELUNGA SPA, con il patrocinio dell’avv. TRIFIRO’ SALVATORE, con elezione di domicilio in VIA SAN BARNABA, 32 20122 MILANO, presso e nello studio dell’avv. TRIFIRO’ SALVATORE

Oggetto: trasferimento del lavoratore
Sulla base delle seguenti

MOTIVAZIONI

In fatto:
con ricorso inviato in via telematica il 17 maggio 2016, la sig.ra Silvia ........................ ha convenuto in giudizio avanti al Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, ESSELUNGA spa, esponendo:
- di essere dipendente della convenuta dal 2002, con inquadramento al IV livello CCNL commercio,
- di aver sempre reso la propria prestazione di lavoro presso il punto vendita di Milano via Lorenteggio,
- di aver svolto mansioni di cassiera e rifornitore/scaffalista fino al 2007, quando era stata assegnata presso la Cassa Centrale del negozio al servizio Fidaty come promoter, svolgendo dal 2011 anche mansioni di rimborsiera,

- di essere stata sottoposta il 13.4.2015 a visita dal medico competente, che aveva ritenuto la sua idoneità al lavoro con limitazioni, giudizio confermato il 22.7.2015,
- di essere stata trasferita al negozio di San Giuliano Milanese con lettera in data 19.4.2016 con la seguente motivazione “ Le ragioni obiettive di questa nostra decisione vanno individuate mila imprescindibile necessità di ridurre in modo significativo il numero dei dipendenti impiegati presso il reparto drogheria del negozio di Milano via Lorenteggio con limitazioni stabilite dal medico competente.

Tali 'dipendenti, Lei compresa, rappresentano una percentuale eccessiva rispetto alla complessiva forza lavoro, che rende difficoltosa la programmazione del lavoro e la gestione del reparto.
Lei potrà essere inserita nel reparto drogheria del negozio di San Giuliano Milanese senza difficoltà, nel pieno rispetto, ovviamente, delle limitazioni stabilite in sede di visita di idoneità “

La ricorrente ha impugnato il trasferimento lamentandone l’illegittimità ed evidenziando che era onere di Esselunga provare le rispettive ragioni tecniche produttive ed organizzative che avevano determinato il trasferimento ed eccependo la genericità della motivazione sopra riportata, in cui la convenuta non aveva specificato la percentuale dei dipendenti idonei con limitazioni che aveva l'esigenza di trasferire e non aveva fornito alcun riscontro in merito alla reale incidenza delle differenti limitazioni di ognuno e di tutti gli interessati rispetto all'organizzazione del lavoro del reparto drogheria.

Tanto premesso, la ricorrente ha chiesto al Tribunale adito di dichiarare l’illegittimità e/o l’inefficacia e/o la nullità del provvedimento di trasferimento disposto dalla società convenuta e, conseguentemente, ordinare alla stessa di riammettere la ricorrente in servizio presso il punto vendita di Milano via Lorenteggio, in mansioni compatibili con la sua professionalità e il suo livello di inquadramento; ha chiesto la condanna della convenuta al risarcimento del danno subito dalla lavoratrice a causa del trasferimento operato da Esselunga, riferendo di essere stata costretta a recarsi da Cisliano a San Giuliano Milanese utilizzando la propria autovettura, non esistendo collegamenti diretti con mezzi pubblici, in ogni caso data l'incompatibilità con gli orari di lavoro. Considerate quindi le tabelle ACI ha chiesto al giudice, valutata la distanza di kilometri 58,600 giornalieri, di condannare la società convenuta al risarcimento nella misura pari ad euro 20,60 per ciascun giorno di lavoro svolto presso il negozio di San Giuliano Milanese dal 26 aprile 20 16 alla adibizione presso il negozio di Milano Lorenteggio.

Spese di lite rifuse.

Con memoria depositata il 30.06.2016 si è costituita la società convenuta contestando le deduzioni di cui al ricorso. In particolare Esselunga ha sostenuto di essersi determinata a disporre il trasferimento di almeno cinque lavoratori con limitazioni, sul totale di 10 dipendenti occupati presso il reparto drogheria del punto vendita di Milano Lorenteggio verso altri punti vendita Esselunga caratterizzati da una minore percentuale di “limitati”, allo scopo di riportare entro limiti accettabili (10 su%) la percentuale dei lavoratori limitati. Esselunga ha rilevato che, a seguito del giudizio di inidoneità parziale della ricorrente, il numero dei dipendenti con limitazioni presso il punto vendita di Lorenteggio aveva raggiunto il numero di 7 unità su di un totale di 48, pari ad una percentuale del 15%, percentuale talmente elevata da rendere problematica la gestione dell'intero reparto
Tanto premesso, nel merito ha sostenuto la legittimità del trasferimento, instando per il rigetto del ricorso.
Fallito il tentativo di conciliazione, sentiti i testi indicati dalle parti, all’udienza del 24.11.2016, all’esito della discussione dei difensori, il Giudice ha deciso la causa dando lettura del dispositivo, fissando il termine di sessanta giorni per il deposito della sentenza.

In diritto:

Preliminarmente, in linea generale, occorre ricordare che la valutazione giudiziale circa la sussistenza di ragioni idonee a giustificare il trasferimento ai sensi dell’art. 2103 c.c. deve essere compiuta nel rispetto del principio secondo cui “il controllo giurisdizionale delle comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive che legittimano il trasferimento del lavoratore subordinato deve essere diretto ad accertare che vi sia corrispondenza tra il provvedimento adottato dal datore di lavoro e le finalità tipiche dell'impresa, non può essere dilatato fino a comprendere il merito della scelta operata dall'imprenditore; quest'ultima, inoltre, non deve presentare necessariamente i caratteri dell'inevitabilità, essendo sufficiente che il trasferimento concreti una delle possibili scelte, tutte ragionevoli, che il datore di lavoro può adottare sul piano tecnico, organizzativo e produttivo” (Cass. 28.04.2009, n. 9921).

Nella fattispecie deve tuttavia rilevarsi che il trasferimento impugnato appare illegittimo sotto più profili.
In primo luogo deve prendersi atto della genericità e indeterminatezza della motivazione del licenziamento quale esplicitata nella memoria di costituzione, laddove la società sostiene l’esistenza di esigenze organizzative nella sede a quo, costituite dalla esistenza di un numero di lavoratori con limitazioni nel settore Casse così elevato da “rendere problematica la gestione dell’intero reparto, con il duplice rischio: da un lato, di non riuscire a compiutamente salvaguardare la salute dei dipendenti; da un altro lato, di pregiudicare l’organizzazione del lavoro all’interno del reparto” e l’esigenza nella sede ad quem dove la percentuale di addetti casse con limitazioni era pari alla percentuale del 7%..

Esselunga con tale motivazione non ha respo verificabile l’esigenza dedotta in quanto non ha precisato né il tipo di limitazione dei 7 dipendenti addetti alle casse in Lorenteggio, né ha in alcun modo spiegato, come era suo onere, in qual modo tali limitazioni rendessero difficoltosa l’organizzazione, ad esempio riferendo come erano organizzati i turni, qual era il numero minimo di ore consecutive di permanenza in una medesima postura richieste per garantire la copertura dei turni ecc.
La deduzione della società appare quindi generica, rimessa ad una valutazione assolutamente discrezionale del datore di lavoro e non oggettiva (perché si deve ritenere eccessiva la percentuale del 15% e accettabile quella del 10% ?)

Sotto altro profilo, nella fattispecie la società neppure ha rispettato i limiti percentuali da lei stessa indicati, laddove ha sostenuto la necessità di ricondurre i lavoratori con limitazioni addetti a alla cassa presso il negozio di Lorenteggio dal 15% almeno al 10%.

Come puntualmente rilevato in sede di discussione dalla difesa del ricorrente, considerati i dati forniti dalla società convenuta con i tabulati prodotti in causa, risulta che già dopo il trasferimento dei primi tre lavoratori con limitazioni da Lorenteggio ad altri negozi, la percentuale nel negozio di provenienza era sceso al 7%, sicché non era più richiesto né giustificato il trasferimento della ricorrente, collocata nella IV posizione nella graduatoria di lavoratori “limitati” redatta da Esselunga e tantomeno verso il negozio di San giuliano dove, come allegato dalla stessa convenuta, tale percentuale era già del 7%.

Per entrambe le riportate ragioni il trasferimento si appalesa quindi illegittimo per inesistenza delle esigenze organizzative e/o produttive e/o organizzative richieste dall’art 2103 cc.
Alla illegittimità del licenziamento consegue la condanna di Esselunga spa ad adibire la ricorrente alla sede di via Lorenteggio con le mansioni in precedenza svolte o altre equivalenti.
Infondata è invece la domanda di risarcimento del danno svolta in ricorso, in quanto non sono stati allegati né provati da parte della lavoratrice né la indispensabilità dell’uso dell’auto privata per raggiungere il luogo di lavoro né l’effettivo costo sostenuto in relazione all’effettivo utilizzo del mezzo.

Le spese di lite possono essere compensate nella misura di un terzo in considerazione del parziale accoglimento del ricorso, le spese residue si liquidano a favore della ricorrente nella misura di cui al dispositivo

P.Q.M.

Il giudice, definitivamente pronunciando, così decide:
1. Dichiara illegittimo il trasferimento e condanna Esselunga a riadibire la ricorrente al negozio di via Lorenteggio con le mansioni svolte in precedenza
2. Respinge per il resto il ricorso
3. Compensa per un terzo le spese di lite e condanna Esselunga spa a rimborsare alla parte ricorrente le spese residue, che si liquidano complessivamente in € 2000,00, oltre IVA, CPA CU e spese generali del 10%

Fissa il termine di 60 giorni per il deposito della sentenza.

Sentenza provvisoriamente esecutiva.

Milano, 24/11/2016
il Giudice
Dott. Silvia Ravazzoni

 

Ricorso USI/Dussmann. Riduzione orario rifiutato da USI - C.T. & S.

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Mittente:

Tribunale Ordinario - Milano

R.G.: 19/2016/LAV

Oggetto: RINVIO D'UFFICIO

Data Ricezione: 28 settembre 2016 11:47:19

Messaggio:

Comunicazione di cancelleria Sez/Coll.: LA

Tipo procedimento: Diritto del Lavoro Numero di Ruolo generale:

19/2016 Giudice:

CASELLA GIOVANNI Ricorr.  principale:

..........................................   MARISSA

Resist. principale: DUSSMANN SERVICE S.R.L.

Oggetto:   RINVIO D'UFFICIO

Descrizione:  UDIENZA RINVIATA DI UFFICIO AL 18/01/2017 12:00

Note:

Notificato alla PEC / in cancelleria il 28/09/2016 11:36

Registrato da RAIMONDO FLAVIA

 

 

Risposta di Pulitori & Affini. Restituzione del nostro orario

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Spett.le
USI - C.T.&.S.
Segreteria Commerciale Turismo & Servizi. Comunicazione

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Comunicazione a mezzo mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

C.a. Signor Sandro Bruzzese
E p.c.
Prefettura di Milano
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Dott. Alessandro Marangoni

Commissione di Garanzia dell'attuazione della Legge sullo Sciopero nei servizi pubblici essenziali
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Università Bicocca Milano
Ateneo.bicocca @pec.unimib.it

Brescia, 30 settembre 2016 Prot. nr. 139/2016

Oggetto: Procedura di Raffreddamento dei Conflitti - Comunicazione del 27/8/2016

Richiesta Sospensione Incontro per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione ai sensi dell'art. 2 comma 2, Legge 146/1990 e smi del 03/10/2016 alle ore 17.00. Richiesta incontro sindacale e sospensione procedura di raffreddamento.

Facendo seguito alle comunicazioni sopra indicate ed a seguito dell'interorso colloquio telefonico con il Signor Sandro Bruzzese, a conferma della ns piena disponibilità ad affrontare le tematiche oggetto della missiva ricevuta dall'US! -CT & S in data 27.08.2016, con la presente la Scrivente società si dichiara sino d'ora disponibile a calendarizzare con l'organizzazione sindacale un incontro da tenersi nella seconda o terza settimana di ottobre,

Sempre come anticipato telefonicamente ed in ottemperanza al punto c) del verbale di accordo sottoscritto in data 02.03.2016, con decorrenza dal 01.10.2016 la Scrivente Società procederà al ripristino dei parametri contrattuali del personale di cui all'elenco allegato al suddetto verbale, avendo la riduzione applicata ai contratti di lavoro natura temporanea con termine al 30.09.2016, stante comunque la necessità di proseguire con l'attuale organizzazione del lavoro in linea con le esigenze dell'ente committente.

Riteniamo altresì doveroso precisare che a causa di un precedente impegno sindacale presso altro appalto sempre nell'area di Milano, per i referenti dell'appalto nonché per il direttore del Personale sarebbe stato impossibile presenziare all'incontro del 3.10.2016.

Nell'attesa di stabilire con l'O.S. la data e luogo dell'incontro, chiediamo all'O.S. di sospendere lo stato di agitazione e alla Spett. le Prefettura di Milano di sospendere l'incontro previsto per il 03.10.2016 alle ore 17.00.

Confidando nel favorevole accoglimento della ns richiesta, con l'obbiettivo di proseguire il dialjbgo costruttivo fra la Scrivente e l'organizzazione sindacale, porgiamo distinti saluti.

 


Milano li, 27.08.2016


Ill.mo Prefetto di Milano
Dottor Alessandro Marangoni
C.so Monforte 31
20121 Milano
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Spett.le
Comm. Garanzia legge dell’attuazione
legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali
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Spettabile
Pulitori & Affini S.P.A
Via Grandi, n° 2
25125 Brescia
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Spettabile
Università degli Studi Milano-Bicocca
Piazza dell’Ateneo Nuovo 1
20126 Milano
Ateneo.bicocca@pec.unimib,it



Oggetto: procedura di raffreddamento dei conflitti.

La scrivente segreterie provinciali di Milano e le rispettive RSA dell’USI – C.T. & S. c/o l’appalto dei servizi di pulizia e sanificazione dell’Università degli Studi Milano-Bicocca, in nome dei lavoratori e dipendenti della Pulitori & Affini S.P.A, chiede l’attivazione della procedura di raffreddamento prevista dall’art. 2, comma 2° della L. 146/90, così come modificato dalla L. 83/2000, relativamente ai servizi di pulizia e sanificazione, c/o l’appalto in indirizzo.

 

Motivi della controversia

Il 2 marzo 2016 tra la Società Pulitori e Affini S.p.A. e il Sindacato, a seguito delle difficoltà denunciate dalla società, è stato raggiunto un accordo sindacale, sottoscritto dai lavoratori, per una riduzione temporanea dell’orario di lavoro.

L’accordo sottoscritto al punto “C” ha una precisa scadenza per la rimodifica della temporanea attuazione della riduzione dell’orario. “Entro il 31 agosto 2016.“

Prima del 31 agosto 2016, il sindacato e le RSA si sono attivati per definire una data utile per la riesamina dell’accordo e la reintroduzione del precedente orario di lavoro.

Restituzione del nostro orario


La richiesta di reintroduzione del precedente orario di lavoro è dettata da una verità incontrovertibile e cioè che i lavoratori, pur avendo sottoscritto con l’accordo del 2 marzo 2016   un orario ridotto, in realtà effettuano l’orario di lavoro come in precedenza e le ore da ripristinare sono  retribuite come ore supplementari.

Quindi i lavoratori pretendono, così come concordato, le ore individuali che avevano prima della firma dell’accordo e la sottoscrizione del contratto individuale.

Contestiamo



Alla base della procedura di raffreddamento:


•    Il rispetto degli impegni sottoscritto in sede sindacale;
•    L’applicazione dell’orario individuale del singolo lavoratore;
•    Il versamento delle quote sindacali trattenute e non versate al sindacato;
•    In allegato l’accordo siglato tra le parti.

La scrivente O.S. si impegna a comunicare a tutti i soggetti in indirizzo le modalità dell’astensione al lavoro al termine della procedura non si dovesse trovare una giusta ricomposizione alla richiesta dei lavoratori e sindacato.

Cogliamo l’occasione per inviare  
Distinti saluti

Le RSA     USI – C.T. & S.                            p. il sindacato


(Settato Maria Teresa)                                USI – C.T. & S.
(Amador Alcantara)                                     Bruzzese Sandro

   

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