LA TASSA PIÙ ODIOSA . Il parcheggio.

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LA TASSA PIÙ ODIOSA

NON RICADRÀ SUI LAVORATORI


E' impensabile che un'azienda importante come la RAI, che svolge attività di pubblico servizio e applica più di un migliaio di orari diversi nell'arco di 24 ore ai propri dipendenti, interni ed esterni, non abbia almeno un centinaio di posti auto da riservare a chi ha necessità di recarsi presso il Centro di Produzione RAI della Lombardia per motivi di servizio.

Già nel 2004, Massimo Ferrario aveva ignorato le richieste dei circa 700 lavoratori della RAI di Milano che avevano aderito ad una petizione indetta dal sottoscritto per l'assegnazione di alcune centinaia di parcheggi gratuiti.

Sono passati circa 14 anni da allora e la situazione, non solo non è stata risolta, ma è perfino peggiorata. Laddove la sosta era consentita dalle ore 19 in poi, adesso assistiamo alla pretesa, da parte del Comune di Milano, di un esborso, di ben 2 euro/ora, dalle ore 8 alle 24. Insomma, per parcheggiare la nostra autovettura per 16 ore la spesa giornaliera ammonta oggi a 32 euro, una cifra ben al di là dell'offerta aziendale di udite, udite: 20 euro lordi mensili in prima voce.

L'utilizzo del mezzo di trasporto privato non può essere considerato un lusso, sia perché dopo le ore 24 circa cessano molti servizi dei trasporti pubblici (mi riferisco soprattutto ai treni regionali e alla metropolitana), sia perché sono molti i colleghi che, oltre a recarsi al lavoro in orari disagiati, ricorrono all'utilizzo della propria autovettura per accompagnare figli e genitori anziani ove sia richiesto.

Ovviamente, non è pensabile che il “congruo” aumento contrattuale promesso dalla RAI, dopo più di 4 anni di vacanza contrattuale, non sia nemmeno in grado di permettere alle lavoratrici ed ai lavoratori di pagarsi una giornata di parcheggio... Per questo, ci rendiamo disponibili a supportare le giuste richieste dei lavoratori e siamo pronti ad indire ogni tipo di lotta sindacale: dal blocco degli straordinari, allo sciopero, a qualsiasi altro tipo di azione legittima possa dimostrarsi risolutiva nei confronti di una situazione che giudichiamo inaccettabile, anche alla luce di un contratto che si preannuncia privo di parte economica pretendendo una flessibilità selvaggia.

Milano 15 gennaio 2018

Per USI Milano

Walter Di Marino

USI – UR902