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Sede Roma

Segreteria Nazionale e Provinciale
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La maledizione del Servizio Informagiovani Roma.

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La maledizione del Servizio

Informagiovani Roma.


Era il 2006 quando io sono entrata in Zètema e la nostra RSU era Monica Chiofi. Con Monica condividemmo il percorso a tutela del Servizio Informagiovani Roma che già, da tempo, subiva attacchi. Negli anni ne ha subiti altri, a prescindere dal colore politico del Sindaco in carica. Ricordo, infatti, che, essendo Zètema una società in house di Roma Capitale, essa si attiene ad un Contratto di Servizio in cui vengono redatti appositi disciplinari per le attività da svolgere. Altro attacco ci fu, quando, già, una parte di loro venne assegnata alle Biblioteche, da sempre in sofferenza organica. Questo nuovo assalto ad un servizio che noi, come USI/CT&S riteniamo fondamentale, non solo per i giovani della città di Roma ma per tutti i giovani fuori sede che da qui transitano, è l'ennesimo tentativo di spacchettare un servizio che funziona bene per utilizzare i lavoratori come semplici tappabuchi. Perché, di nuovo, li si assegna come supporto nelle biblioteche. Contrariamente a quanto scritto nella delibera di Giunta 81/2026 dove, invece, si parlava di "rilancio del servizio". Ed è per questo che sono andata di persona ad ascoltare, in Assemblea Capitolina, lo scorso 4 giugno, la votazione della mozione depositata dalla consigliera 5 Stelle Linda Meleo, in cui si chiedeva la tutela delle professionalità coinvolte in questo servizio, anche assegnandole ad un servizio da remoto. Attualmente, infatti, il sito di Informagiovani Roma è in piedi: gestito, per Zètema, da una consulenza esterna, una social media manager che agisce dal 2020 con contratti di consulenza. Che paradosso! I dipendenti altamente formati e professionalizzati per il supporto e l'orientamento dei giovani, collocati a spostare libri nelle Biblioteche di Roma (con tutto il rispetto per gli assistenti bibliotecari la cui formazione è altrettanto specifica, appunto) e una social media manager, esterna all'azienda, ad occuparsi del sito, su cui scrivere che i giovani possono rivolgersi al COL, altro servizio che Roma Capitale eroga, con caratteristiche ben distinte dall'Informagiovani e sotto organico anch'esso.

Durante la discussione della mozione dell'On. Meleo, sono rimasta basita dall'intervento della capogruppo PD, On. Valeria Baglio. Intervento in cui si faceva leva esclusivamente sulla tutela del posto di lavoro e della retribuzione. Cosa che nessuno ha mai pensato di mettere in discussione in una società come Zètema che, da anni, è il braccio esecutivo di Roma Capitale e, attualmente, non risulta essere in crisi! Anzi, è operativa per qualsiasi cosa ed in qualsiasi ambito (vedasi la sistemazione delle spiagge di Castelporziano e cosa sta accadendo in merito all'Ippodromo di Capannelle).

Non è, altresì, pensabile di pescare risorse per le Biblioteche, ogni volta che lo si ritenga opportuno, all'interno dell'Informagiovani per andare a sanare buchi di organico, conclamati, sia da parte dell'Amministrazione Capitolina sia da parte di Zètema. E pensare che il personale di Zètema, nelle biblioteche, dovrebbe essere un supporto! Si direbbe che, ormai, sia essenziale per garantirne proprio l'apertura.

Nell'intervento dell'On. Baglio abbiamo sentito che "...l'Amministrazione, ha fatto un'attenta analisi dell'evoluzione dei bisogni e delle modalità con cui le nuove generazioni accedono oggi alle informazioni, alle opportunità formative, lavorative e culturali negli ultimi anni. Evidentemente parliamo di una generazione digitale. Si è registrato davvero un cambiamento profondo nelle abitudini dei ragazzi e delle ragazze che utilizzano prevalentemente strumenti digitali piattaforme online app e portali dedicati per reperire tutte quelle informazioni necessarie ad orientare le loro scelte parallelamente poi si è anche osservata una progressiva riduzione dell'accesso agli sportelli fisici tradizionali a cui eravamo abituati". Ecco, in particolare per quest'ultimo punto sarei davvero curiosa di sapere a quali dati abbia attinto "l'Amministrazione", visto che a me (che sono una RSU di Zètema e parlo con i miei colleghi) risulta ben altro. Sono davvero curiosa, inoltre, di vedere con i miei occhi "l'attenta analisi dell'evoluzione dei bisogni", per capire, innanzitutto, da chi sia stata redatta e, appunto, su quali dati. Perchè dà da riflettere il fatto che si chiuda un servizio in presenza di facile accesso, per dirottare i giovani verso un altro servizio in presenza (quello offerto dai COL) con una procedura sicuramente più farraginosa di accesso, essendo necessario utilizzare, per le prenotazioni, SPID o CIE.

Come USI/CT&S, possiamo condividere con "l'Amministrazione" l'esigenza di rimodulare un servizio come quello dell'Informagiovani. Di sicuro, però, per renderlo ancor più fruibile, non certo per chiuderlo. L'avvento delle nuove tecnologie, può essere di supporto anche per internazionalizzare i contatti con giovani provenienti da tutta Europa. D'altronde, Informagiovani Roma fa già parte della Rete Eurodesk.

Le generazioni più giovani, post COVID in particolare, hanno subito traumi anche grazie alle nuove tecnologie (basti vedere i dati della sindrome Hikikomori). Ed è per questo che non si può pensare di eliminare, tout court, quello scambio umano, in sicurezza, garantito dai colleghi dell'Informagiovani che, in tante occasioni, si sono trovati di fronte ragazzi minorenni che ancora non avendo trovato la propria strada da soli, sono stati accompagnati dai propri genitori allo sportello Informagiovani. Forse, questi dati, non sono stati dichiarati in maniera coerente e trasparente e può essersi creato un enorme misunderstanding.

Come organizzazione sindacale continueremo a cercare di veicolare il rientro in un servizio di basilare importanza.

A margine della discussione in aula, lo scorso 4 giugno, l'On. Valeria Baglio ha voluto parlare con me che avevo interrotto (con urla indignate) il suo intervento. Pur essendo ancora estremamente alterata, io ho lasciato che la consigliera esponesse la sua posizione anche alla lavoratrice Informagiovani che mi aveva accompagnata. Ha parlato nuovamente (lo aveva fatto nell’intervento in aula) dell'importanza di accogliere i giovani in strutture come le biblioteche, le aule studio e i poli civici. Va da sé che io abbia respinto tale posizione, soprattutto per quanto riguarda biblioteche e aule studio, dove non sarebbe fisicamente possibile riportare l'esperienza Informagiovani. Sui Poli civici, inoltre, citati anche dall'On. Luparelli, invece, aleggia proprio il mistero sulla loro reale destinazione. Attualmente, non si hanno progetti specifici a disposizione.

Pertanto, fino a che non leggeremo un progetto dettagliato, auspichiamo che la politica Capitolina recepisca il nostro impegno sindacale e la volontà dei lavoratori e delle lavoratrici, attualmente assegnati (come scritto nelle lettere di assegnazione "temporaneamente") e si attivi per fare ripartire il prima possibile questo servizio, seppur da remoto fino a che non si trovi una collocazione fisica. Sia l’USI/CT&S che la FP CGIL, hanno proclamato uno stato di agitazione ancora attivo, per il quale ci attende un appuntamento in Prefettura. Vedremo, quindi, gli sviluppi entro poco tempo.

 

Serenetta Monti RSU USI CT&S Zètema

Roma li 01.06.2026

 

PROVOCAZIONE SIONISTA A GARBATELLA

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Comunicato sindacale ai sensi L. 300/70 ex artt. 1, 14 e 25, per affissione e divulgazione

 

ENNESIMA PROVOCAZIONE

SIONISTA A GARBATELLA, ROMA.

 

Nella notta del 5 maggio la Cantina Garbatella, dove è prevista nei prossimi giorni la presentazione di un libro sulla controversa storia della brigata ebraica, è stata oggetto di un atto vandalico contro la saracinesca del negozio. Un atto intimidatorio che si aggiunge alle molteplici provocazioni che, da circa due anni, vedono colpite le realtà territoriali della zona ovest della capitale che si battono contro il genocidio in Palestina. Per noi è chiara la matrice sionista di quest’azione così come delle altre azioni intimidatorie contro studenti e centri sociali, fino all’attentato che il 25 aprile ha colpito due attivisti dell’Anpi.

 

La nostra solidarietà a Cantina Garbatella.

Contro il terrorismo sionista, contro il genocidio e l’apartheid in Palestina, non un passo indietro!

 

USI CT&S Roma

 

Roma 06/05/2026

 

 

 

 

La Verità su Farmacap

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Comunicato sindacale USI Unione Sindacale Italiana AI SENSI l. 300/70 ex artt. 1, 14 e 25 per affissione e divulgazione

LA VERITA’ SU FARMACAP E TEVA


Ad inizio febbraio, la Segreteria Nazionale USI è stata costretta a richiedere chiarimenti in merito un comunicato sindacale, uscito lo scorso 24/,1 a firma di una sedicente “RSA/USI” all’interno della società Farmacap, azienda speciale di Roma Capitale. In tale comunicato veniva entusiasticamente trasmesso il messaggio di interruzione dei rapporti commerciali con la società farmaceutica Israeliana TEVA e si prendeva …” atto con soddisfazione dell'interruzione dei suddetti rapporti commerciali”. Dopo diverse verifiche è emerso quanto segue: la società Farmacap non ha mai smesso di vendere farmaci TEVA che sono, tutt’oggi, disponibili nelle farmacie comunali, persino su prenotazione. Notizia confermata dalla risposta dello stesso direttore generale di Farmacap, dottor G. Casati:”… con riferimento alla possibilità di immaginare l’ipotesi di sospendere forniture da ditte israeliane, fatto salvo disposizioni cogenti di carattere normativo, le ricordo che le farmacie territoriali tutte, a maggior ragione quelle comunali, svolgono un servizio pubblico e, per tale ragione, sono tenute a dispensare ai pazienti le specialità farmaceutiche prescritte nel rispetto di quanto compare sulla ricetta medica e le scelte dello stesso paziente. Eventuali posizioni di Farmacap, difformi alla norma, non sarebbero rispondenti al ruolo di servizio pubblico e determinerebbero conseguenze assolutamente negative e difficilmente gestibili in assenza, lo si ripete di provvedimenti normativi di carattere superiore. Tale considerazione assume rilevanza ancor maggiore con riferimento a terapie farmacologiche ancora protette da brevetto”.

Questa Organizzazione vuole, così, mettere un punto definitivo a chi, subdolamente, ha tentato di inficiare l’iniziativa del Comitato “Roma sa da che parte stare” che, proprio il 23/1 (guarda caso il giorno prima del suddetto, vergognoso, comunicato) ha depositato la Proposta di Delibera di Iniziativa Popolare che chiede a Roma Capitale di interrompere i rapporti con Israele (in particolare con Aziende come Teva – Farmacap e Mekorot - ACEA). Nessuna interruzione, quindi, per quanto riguarda la disponibilità dei farmaci TEVA nelle farmacie comunali.

A margine, si comunica, inoltre, che l’USI Unione Sindacale Italiana, ha inviato formale diffida a Farmacap a “sottoscrivere accordi, protocolli e/o altro documento a fini sindacali con sedicenti RSA/USI. Richiesta annullamento firme di eventuali accordi sottoscritti a partire dal 30/04/2022”.

L’USI non avrebbe mai consentito la diffusione di informazioni non verificate. Questo episodio sia da monito per il futuro: i nostri delegati sui posti di lavoro sono sempre disponibili al confronto, soprattutto se si cerca la verità.

È anche per questi motivi che abbiamo aderito all’iniziativa del comitato “Roma sa da che parte stare” e messo a disposizione la nostra sede di Roma, in Piazza G. Vallauri, 16, ogni venerdì pomeriggio dalle ore 16.30 alle 19.

 

USI UNIONE SINDACALE ITALIANA

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INTERROMPERE OGNI RAPPORTO CON ISRAELE

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LE AZIENDE DI ROMA CAPITALE

DEVONO INTERROMPERE OGNI RAPPORTO

CON ISRAELE E LE AZIENDE ISRAELIANE

FINO A QUANDO NON CESSERA’ L’OCCUPAZIONE

DEI TERRITORI PALESTINESI.


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Lo scorso 11 Ottobre abbiamo scritto al Dipartimento Governance delle Societa? Partecipate e dei Servizi Pubblici Locali, chiedendo un incontro urgente per sospendere ogni rapporto commerciale tra le Aziende municipalizzate Farmacap e Acea, rispettivamente con le aziende israeliane Teva e Mekorot.

Abbiamo innanzitutto chiesto certezze sull’effettiva ed immediata attuazione della mozione approvata dall’Assemblea Capitolina il 18 Settembre 2025, la stessa con cui l’amministrazione si impegnava a esporre la bandiera palestinese sul palazzo comunale, a interrompere ogni collaborazione tra le aziende comunali e quelle israeliane e a sollecitare il Governo nazionale a riconoscere lo Stato di Palestina.

Non vorremmo, infatti, che, come per la bandiera palestinese, esposta per un solo giorno, anche le altre decisioni rimangano solo sulla carta e sostanzialmente inapplicate.

L’interruzione dei rapporti con Teva, contenuta in una mozione precedentemente richiesta dal Movimento 5 Stelle ed inspiegabilmente espunta dal testo approvato, vuole evitare che l’azienda farmaceutica israeliana, che, nel solo 2024 ha fatturato in Italia oltre 450 milioni di euro, buona parte dei quali provengono proprio dalle farmacie comunali di Roma, continui indisturbata i propri rapporti commerciali sul territorio nazionale.

Ci auguriamo, percio?, che la nostra richiesta non venga disattesa dall’amministrazione comunale e l’incontro richiesto possa avvenire a stretto giro, perche? siamo fermamente convinti che mai, come in questo momento, sia indispensabile aumentare la pressione su Israele, perche? fermi effettivamente il genocidio, liberi il territorio palestinese, cessi gli insediamenti dei coloni in Cisgiordania e avvii il percorso per la convivenza tra i due popoli.

L’interruzione di ogni rapporto commerciale con le aziende israeliane e?, percio?, indispensabile e su questa richiesta sono necessarie risposte pubbliche e precise. Affinche? cio? avvenga chiediamo il sostegno e la condivisione delle lavoratrici e dei lavoratori e della cittadinanza.

CUB di Roma                                     USI CT&S Roma                                                SGB

 

 

Contro la Guerra

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CONTRO GUERRA, RIARMO E MILITARISMO

ALZARE I SALARI ABBASSARE LE ARMI

TUTTI IN PIAZZA IL 5 APRILE!

L’USI CT&S di Roma aderisce alla manifestazione contro il riarmo e le spese militari di sabato 5 aprile.

La Commissione Europea in perfetta continuità con la postura militarista degli ultimi anni, ha approvato un piano di riarmo dell’UE, chiamandolo, ReArm Europe.

La classe politica europea, completamente asservita alle lobby economiche e finanziarie, sceglie fucile ed elmetto, gettando nuova benzina sul conflitto in Ucraina: vengono stanziati 800 miliardi per il riarmo, a fronte di oltre trent’anni di politiche di tagli allo stato sociale e di austerità.

Nella Roma del Giubileo abbiamo assistito all’immane vergogna di un’amministrazione comunale che ha speso centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici per finanziare una manifestazione intrisa di suprematismo e militarismo come quella del 15 marzo a Piazza del Popolo. Una piazza, condivisa da troppi, a sostegno della peggiore Unione Europea, che, invece di ascoltare la reale volontà popolare che reclama la Pace, continua con le politiche di austerity, con i tagli allo stato sociale e alla sanità pubblica per finanziare l’industria delle armi e le guerre.

C’è un filo nero, ma intriso del sangue dei lavoratori, che lega le guerre degli ultimi 30 anni con le politiche di austerità che hanno strozzato la Grecia dopo il 2015, un filo nero che intreccia neoliberismo, austerità, guerra e che riduce sempre più gli spazi di libertà e democrazia.

Tutto questo mentre l’UE tace di fronte l’orrore che si sta consumando a Gaza, sostenendo, di fatto, l’annientamento della popolazione civile che viene, sistematicamente e quotidianamente bombardata; vengono distrutte scuole,ospedali, uccisi medici e paramedici sulle ambulanze; viene perpetrato un assedio con privazione di acqua, cibo e cure mediche. Crimini contro l’umanità che non possono trovare alcuna giustificazione! Una carneficina che deve essere chiamata con il suo vero nome: GENOCIDIO.

Per tutto ciò, l’Europa della Von der Leyen non è l’alternativa a Trump.

Non ci sono guerre giuste. Non ci sono guerre necessarie.

C’è solo il dovere di opporsi alla logica del militarismo e della distruzione.

Il nostro impegno continua nei luoghi di lavoro,  nelle lotte per la giustizia sociale e la libertà di dissenso, contro la deriva militarista, il riarmo e il sostegno alla guerra.

Mobilitiamoci contro questo governo reazionario, servo delle lobby e delle multinazionali.

Lottiamo per i nostri salari  e contro la precarietà, per la difesa della sanità pubblica, per una scuola pubblica e laica. Lottiamo  per il diritto alla casa e ad una pensione dignitosa. Basta soldi per le armi!

PER UN’ECONOMIA DI PACE, SOCIALE ED ECOLOGICA

01/04/2025

 

La Segreteria USI CT&S di Roma e Provincia

 

   

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