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Comunicati Roma

Contestata accesso a FIS

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UNIONE SINDACALE ITALIANA - USI - fondata nel 1912

Segreteria prov. Intercategoriale, Usi C.T.&S. prov. e servizio legale/controversie di lavoro

Rappresentanza Sindacale Interna RSA USI c/o Coopservice ScpA aderente a CNS

cantiere Univ. Roma 3 Largo Giuseppe Veratti 25 fax 06 77201444 E mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Usi C.T. & S. sede nazionale Milano Via Ricciarelli 37 tel. 02/54107087 fax 02/54107095

e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. PEC Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Roma, 25 maggio 2020

Al CNS – sede di ROMA rappresentante p.t. Via Antonio Nibby 10 00161 Roma Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Al CNS Nazionale Via della Cooperazione 21 40129 Bologna fax 051 4195502 E mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

A COOPSERVICE Soc. Coop. P.A. - REGGIO EMILIA Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Via Rochdale 5 42122 Reggio Emilia (RE) Tel. 0522 94011 Fax 0522 940128

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. sig. Marco Cozzolino Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

a HR Manager di area sig. LUCA DE LERMA DICELENZA E DI CASTELMEZZANO fax 0522 940128

A Ufficio coordinamento appalto/cantiere di Roma presso Università di Roma 3 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. fax 06 57333048

A CNS via della Cooperazione 3 40129 Bologna e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. fax 051 4195502

p.c. Ente committente e stazione appaltante Università di Roma 3 Direttore Generale p.t Dott. Pasquale Basilicata fax 06 57332266 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Al dirigente designato per appalto Univ. Roma 3 sig. Alberto Attanasio Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Al sig. Giuseppe Colapietro Area Affari Generali Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

p.c. Segreteria nazionale USI C.T.&S. Milano e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. PEC Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

p.c. Segreteria Intercategoriale locale di Roma e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

OGGETTO: INTERVENTO DELLA RSA USI APPALTO UNIVERSITA’ DI ROMA 3, aggiudicataria CNS e gestore materiale Coopservice Scpa in RTI, su applicazione non uniforme ammortizzatore sociale F.I.S.; contestazione efficacia erga omnes accordo sottoscritto con Cgil e Uil (errore di procedura per carenza comunicazione attivazione procedura per accesso a FIS a tutte le Rsa presenti e legalmente costituite ex art 14 e 19 S.L., violazione art. 19 comma 2 D.L. 18/2020 e art. 14 D. Lgs. 148/2015, non comunicata a Rsa aderente a Usi per partecipazione a fase di consultazione, O.S. e Rsa Usi firmataria di accordo di cambio di gestione e appalto presso I.T.L. di Roma, con efficacia del 1° Gennaio 2019, con violazione ottemperanza a criteri di cui alle sentenze 244/1996 e 23172013 Corte Costituzionale, da parte dirigenza di Coopservice Scpa) e applicazione anche a dipendenti non aderenti a OO.SS. firmatarie di tale accordo. Rilevazione e segnalazione di condotta discriminatoria con violazione art. 15 L. 300/1970, nell’utilizzo degli stessi criteri di “rotazione”, a danno e pregiudizio anche economicamente valutabile, per la definizione e l’impiego di dipendenti dell’appalto di servizi presso Università di Roma 3, coinvolti nel ricorso all’assegno ordinario di FIS, rispetto alla stessa platea indicata nell’accordo contestato, del 16 marzo 2020 (109 persone sui 127 risultanti in organico e forza lavoro, come indicato ai punti 2 e 4 di tale accordo). Applicazione fattispecie di cui all’articolo 1256 cod. civile, a seguito corretta applicazione di DPCM 10/3/2020 e del D.L. 18/2020 (art. 48 comma 2 e 87 comma 3), per pagamento retribuzioni secondo effettivo monte ore contrattualmente sottoscritto e segnalazione responsabilità in solido, ai sensi art. 30 comma 5 e 6 D. Lgs. 50/2016 e ss.mm.ii. Invito ad adempiere, richiesta disponibilità incontro con CNS e R.T.I., per esame e definizione con integrazione e correzioni fattori di disequlibrio e discriminazione, per la fase di riduzione della prestazione lavorativa. SEGNALAZIONE SU CARENZA IDONEA E SUFFICIENTE DI FORNITURA DEI D.P.I. al personale in servizio nel cantiere, di idonea informazione e formazione al personale, con rilevazione non sufficiente adempimento agli obblighi datoriali ex . D. Lgs. 81/2008 in materia, nonché per la insufficiente attività e misure di PREVENZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO E PERICOLO NELLE SEDI DI LAVORO DELL’ATENEO DI ROMA 3 (rischio di ulteriore diffusione del contagio da corona virus), inadempimento obbligo dovere generale ai dipendenti dell’appalto ex art 2087 codice civile.

La Rsa Usi dell’appalto e cantiere in questione presso Università di Roma 3, legalmente costituita ex art. 14 e 19 L. 300/70 da gennaio 2019, per effetto anche dell’accordo sottoscritto ex art 37 CCNL Coop. Sociali di cambio di gestione presso I.T.L. di Roma in data 28 dicembre 2018, con efficacia applicata dal datore di lavoro e materiale gestore dell’appalto dal 1° Gennaio 2020, titolare dei diritti e delle agibilità di cui al titolo 3° della Legge 300/1970, con la presente e per quanto indicato nell’oggetto del presente intervento, a nome e per conto dei dipendenti associati a Usi e di coloro ai quali comunque è stato applicato per la tutela delle loro condizioni salariali ed economiche, in modo comunque non paritario e discriminatorio ex art 15 S.L. (anche con applicazione L. 367/58 di ratifica convenzione OIL 87 e delle disposizioni comunitarie Direttiva CEE 2000/78 ratificate con leggi italiane), chiede chiarimenti ai soggetti in indirizzo, per le rispettive competenze anche a titolo di vigilanza e controllo sul regolare andamento dell’appalto e di atti pregiudizievoli a una parte del personale in forza nell’appalto stesso. Si contesta non solo la carenza e vizio procedurale, in occasione dell’attivazione da parte di Coopservice Scpa, in violazione delle regole indicate dalle leggi citate, per la mancata comunicazione a tutte le Rsa presenti, tra cui quella di Usi legittimata al pari delle altre ad avere la possibilità di intervenire nella fase di consultazione (art. 19 comma 2 D.L. 18/2020 in fase di conversione in legge), dando un’interpretazione fuorviante e fuori da quanto indicato dalle sentenze 244/1996 (con divieto e illegittimità della condotta datoriale, che “sceglie” in modo discrezionale le controparti sindacali, escludendo quelle pur legittimate ex L. 300/1970 e dallo stesso CCNL di settore) e 231/2013 della Corte Costituzionale, di riforma e modifica dell’art. 19 SL. Comportamento non seguito invece da CNS, che in altre occasioni è intervenuta in surroga per eliminare inadempienze di sue associate tra cui anche la coop. uscente e l’attuale soggetto gestore, sottoscrivendo accordi anche con la Rsa interna che rappresenta Usi nell’appalto. Nel merito, la stessa applicazione con una efficacia che si pretende erga omnes, pur trattandosi di una definizione con fonte pattizia e non legislativa, di tale accordo del 16 marzo 2020 di attivazione e accesso all’ammortizzatore sociale del FIS, che viene applicato anche a dipendenti non aderenti alle OO.SS. Cgil e alla Rsa Uil, ha avuto in ogni caso un trattamento non paritario e con rilievi di comportamento discriminatorio, vietato e nullo per effetto dell’articolo 15 della Legge 300/1970, con pregiudizio e danno anche economico (rispetto alla retribuzione per integrazione fattispecie di cui all’articolo 1256 cod. civile, per la prestazione lavorativa divenuta “impossibile” per causa non imputabile ai prestatori di lavoro, per effetto della crisi da pandemia mondiale e rischio di contagio da corona virus Covid 19), rilevabile patrimonialmente, ai danni di associati-e a Usi, ma anche in generale dalla non corretta applicazione, anche dei criteri utilizzati da Coopservice Scpa, nella definizione dello stesso criterio di rotazione sui 109 dipendenti (si vedano i punti 2 e 4 di tale accordo), dichiarati come platea di persone coinvolte da tale procedura di ammortizzatore sociale. Tale utilizzo del personale in forza dei 109 dipendenti dichiarati, ha visto prodursi materialmente, delle discriminazioni a favore di alcuni dipendenti a danno di altri, tra i cui danneggiati vi sono anche associati-e a Usi. Infatti da risultanze di questo periodo di applicazione, non è stata correttamente applicata in modo paritario ed equilibrato, tale rotazione nell’applicazione del FIS rispetto ai periodi di prestazione lavorativa, quindi NON C’E’ STATA ALCUNA ROTAZIONE TRA TUTTI I 109 DIPENDENTI MENZIONATI IN TALE ELENCO ALLEGATO ALL’ACCORDO SOTTOSCRITTO DA ALCUNI SINDACATI, IL 16 MARZO 2020, CON L’EFFETTO PREGIUDIZIEVOLE E PENALIZZANTE, SIA IN TERMINI ECONOMICI CHE DI MINOR UTILIZZO, ANCHE RISPETTO AL MONTE ORE CONTRATTUALE INDIVIDUALE, CON UNA MAGGIORE “SOTTOMISSIONE” AL RICORSO DELL’ASSEGNO ORDINARIO DI FIS, come si è verificato dall’esame di buste paga del mese di aprile 2020, pervenute nei giorni scorsi.

TALE ROTAZIONE TRA I 109 INTERESSATI ALLA PROCEDURA, AVREBBE AVUTO MAGGIORE CORRETTEZZA E RISPETTO, a prescindere dai soggetti sindacali che lo hanno sottoscritto e dalla formale correttezza e vizio di forma con effetti sostanziali rilevato, per la non conformità all’art. 19 comma 2 del D.L.18/2020 e della parità tra tutte le Rsa legalmente costituite e operanti ex art 19 SL nuova formulazione nell’appalto in questione, SE FOSSERO STATI UTILIZZATI IN BUONA FEDE E NON IN MODO DISCRIMINATORIO E/O DISCREZIONALE A FAVORE DI ALCUNI A DANNO DI ALTRI DIPENDENTI, DEI REQUISITI DI ROTAZIONE EFFETTIVA, di utilizzo di prestazione lavorativa ridotta nei giorni di servizio (quantificata in 4,5 ore giornaliere sul turno di lavoro), mentre risulta che alcuni dipendenti abbiano svolto turni interi di 8 ore, quindi con un’interpretazione penalizzante anche rispetto a quanto indicato al punto 7 dell’accordo del 16 marzo 2020. Si propone a titolo di intervento da parte della Rsa Usi, di definire un meccanismo integrativo e di equilibrio, per la suddetta rotazione tra tutti i dipendenti delle portinerie e biblioteche dell’appalto di servizi nell’Università di Roma 3, una graduatoria con criteri oggettivi e soggettivi, per determinare la scelta dei lavoratori evitando possibili penalizzazioni e discriminazioni, oltre all’apertura di un contenzioso legale per le differenze e discrepanze in termini di retribuzione e corrispettivo economico.

Contestualmente, si SEGNALA la CARENZA di IDONEA E SUFFICIENTE FORNITURA DEI D.P.I. al personale in servizio nel cantiere, di idonea informazione e formazione al personale, con rilevazione non sufficiente adempimento agli obblighi datoriali ex . D. Lgs. 81/2008 in materia, nonché per la insufficiente attività e misure di PREVENZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO E PERICOLO NELLE SEDI DI LAVORO DELL’ATENEO DI ROMA 3 (rischio di ulteriore diffusione del contagio da corona virus), inadempimento obbligo dovere generale ai dipendenti dell’appalto ex art 2087 codice civile.

Si dà mandato al sindacato di riferimento Usi, in caso di ulteriore inottemperanza e inadempienza sui punti rilevati e riscontrati, NONCHE’ AL RIFIUTO DI DISPONIBILITA’ AL CONFRONTO, anche ex art. 9 lettera C) punti 1 2 del CCNL di settore con tutte le Rsa compresa la scrivente, di porre in essere gli interventi di tutela nelle sedi competenti e opportune e le misure di rispristino di condizioni di regolarità, trasparenza e rispetto di leggi e contratti di lavoro, finalizzati alla eliminazione di disparità di trattamento, discriminazioni anche salariali e di dignità psico fisica e morale. In attesa di riscontro inviamo Cordiali Saluti.

Per la RSA USI –

Gianmaria Venturi e Giovanni Perozzi

 

50 anni dalla statuto dei lavoratori

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RESOCONTO SEMINARIO INTERNO DI FORMAZIONE AUTOGESTITA “in presenza” e IN SICUREZZA, svoltosi il 20 MAGGIO 2020 (50° anniversario Statuto dei Lav.) e promosso dal PUNTO INFOLAVORO E DIRITTI R.E.D.S. (Reddito E Diritti Sociali) presso Prc, di via delle Acacie 88 Roma. Allegato e parte integrante, testo di analisi e scheda commentata e aggiornata sulla Legge 300 1970, per uso informativo e di consultazione gratuita .

Si è svolto il 20 MAGGIO 2020 (50° anniversario dello Statuto dei Lavoratori…e delle Lavoratrici, aggiungiamo noi), dalle 17.30 alle 20, “in presenza” come di dice attualmente ma rispettando rigorosamente le misure di precauzione e IN SICUREZZA (del resto diversi dei partecipanti sono stati o sono in carica, come R.L.S.), il seminario interno di FORMAZIONE AUTOGESTITA E DI ALFABETIZZAZIONE SINDACALE, sulla Legge 300 1970 e le sue variazioni rispetto al testo originario.

Il seminario, su prenotazione e con numero massimo di presenze di 20 persone, per le dimensioni dei locali, proprio per evitare  disagi e stare in sicurezza con il distanziamento sanitario minimo e le misure di protezione individuale (mascherine, guanti, gel e visiere per i relatori), si è svolto ed è promosso, all’interno di un ciclo di seminari autogestiti e incontri informativi, presso i locali di Via delle Acacie 88 a Roma, presso il circolo Prc di Centocelle, dal punto infolavoro e diritti R.E.D.S. (Reddito E Diritti Sociali), attivo da anni e in sintonia con altri punti infolavoro autorganizzati e autogestiti da lavoratori e lavoratrici. Allegato e parte integrante, come utile strumento gratuito di formazione autogestita, il documento  di analisi commentata e di scheda aggiornata della Legge 300/1970, che si invita a scaricare come strumento di diffusione di conoscenza e “sapere operaio”, da utilizzarsi nella quotidiana attività e presenza sui posti di lavoro.

Dopo la premessa e l’illustrazione storica del percorso che ha portato al testo di legge e con esposizione di alcuni articoli della legge per la prima parte, effettuata dal redattore del documento che in questi anni ha dato impulso e funzionamento al punto infolavoro (che svolge come gli altri in città di natura autorganizzata e autogestita, informazioni gratuite sui principali aspetti del rapporto di lavoro, verifica buste paga, consulenze su questioni sindacali e preparazione a controversie individuali e collettive di lavoro, per il settore privato, le cooperative, aziende municipalizzate e per chi lavora nelle pubbliche amministrazioni, con una percentuale altissima di successi e risultati positivi per lavoratrici e lavoratori beneficiari), sulla tematica e le questioni specifiche dell’articolo 13 della Legge 300/1970 e le modifiche peggiorative dal 2015 in poi, sono stati effettuati interventi e relazioni da parte degli avvocati civilisti e giuslavoristi Annamaria Gigli e Francesco Tropepi. Successivamente è proseguita con specifica analisi e commento, da parte del relatore del punto infolavoro R.E.D.S., l’approfondimento sugli aspetti degli articoli 9,  15 e 19 dello Statuto, sia dal punto di vista tecnico giuridico che per le implicazioni ed effetti di natura politico – sindacale, di impatto concreto con consigli utili per i dipendenti. Diversi dei partecipanti che, distanziati, hanno riempito la sala, in maggioranza delegati-e sindacali (Rsa o Rsu)  e alcuni Rls, sono intervenuti con domande e contributi di arricchimento al dibattito, toccando anche come era auspicabile, le questioni relative alla salute e sicurezza sul lavoro e degli ambienti di lavoro, ottenendo anche risposte e consigli ai loro quesiti in tempo reale, come è ormai caratteristica consolidata di questi percorsi autorganizzati di informazione dei “punti infolavoro” (l’evoluzione dei semplici sportelli lavoro), in presenza, sul territorio da riportare nella quotidianità della vita e non solo lavorativa.

Alle ore 20  il seminario ha avuto termine e l’appuntamento, si auspica in forma sicura e in presenza fisica, ma maggiormente pubblica, è rinviato agli altri seminari e incontri informativi in programma nei prossimi mesi (lettura e spiegazione di come si legge una busta paga e la struttura del salario, salute e sicurezza, contratti di lavoro e codice dei contratti dal pacchetto Treu del 1997 al post jobs act, appalti e codice degli appalti, livello di base e anche livello avanzato, sulle tecniche e tattiche di resistenza sindacale, per delegati-e di posto di lavoro), in via di ricalendarizzazione.

IL BILANCIO E’ POSITIVO, sotto tre aspetti: la ripresa di attività nelle sedi politiche, associative e spazi di confronto, discussione e dibattito in presenza, rompendo la forzata attività solo in teleconferenza, riattivando i diritti e le libertà “costituzionali”, senza creare alcun assembramento; l’attenzione e la partecipazione di chi ha potuto materialmente partecipare (alcuni di coloro che si erano prenotati, tra malattia o turni di lavoro su servizi essenziali ha dovuto dare forfait, altrimenti saremmo stati anche oltre i limiti di sostenibilità…IN SICUREZZA, di chi è stato presente) al seminario autogestito e con una modalità non pedante, che ha reso sostenibile l’incontro, con interventi e domande che hanno dimostrato la necessità di sviluppare questi momenti formativi e informativi di trasmissione del “sapere operaio”;  la prova concreta che non servono i grandi luminari e i “professoroni”, super esperti tecnico scientifici, per poter fare attività di questa natura, ma che tra le stesse fila di operai, lavoratori e lavoratrici, ci sono sufficienti esperienze e bagagli tecnici, per impostare e diffondere la conoscenza, sviluppare il sapere critico e collettivo… e darsi una mano tra settori diversi, se accomunati  dalla medesima condizione di vita e di attacco a diritti e libertà fondamentali. Una esperienza da ripetere e da far sviluppare nei territori dove si abita o si lavora…nella lunga marcia della riconquista di diritti.

50 ANNI, MA NON LI DIMOSTRA? BUON COMPLEANNO STATUTO, malgrado tutto.  I PROMOTORI del seminario autogestito Roma, 22 maggio 2020

 

Procedura di raffreddamento

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A Prefettura UTG di Roma, aziende cooperative e Enti Committenti, procedura di raffreddamento del conflitto e tentativo obbligatorio di conciliazione legge 146 90 e 83 2000 da Usi e Usi C.T.&S. provinciale 19 maggio 2020, settori servizi scolastici educativi in global service Roma Multiservizi, ristorazione scolastica municipi di Roma Capitale, servizi di assistenza scolastica alunni-e con disabilità Oepa già Aec, servizi SAISH SAISA e SISMIF assistenza domiciliare (mandato alle 3 centrali cooperative Legacoopsociali, Agci e Confcooperative) e servizi Centri Diurni Alzheimer Tre Fontane e Le Betulle affidati a soc coop sociale Medihospes Municipi 8, 9 e 10 Roma Capitale e Dip. Pol. Sociali e Servizi alla Persona Roma Capitale. Già mandato via fax ai protocolli che hanno questo modo di trasmissione, compresa AMA e Commissione di Garanzia.

Usi Unione Sindacale Italiana – federazione intercategoriale locale e Usi C.T.6S. provinciale Largo G. Veratti 25 00146 Roma  fax 06 77201444 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Sede nazionale USI C.T.&S. Milano via Ricciarelli 37 pec Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Ill.mo Prefetto di ROMA U.T.G. Ufficio di Gabinetto della Prefettura fax 06 67294555

Spett. le  Commissione di Garanzia per l’attuazione della legge sullo Sciopero nei servizi essenziali Piazza del Gesù, 46 00186 Roma Fax 06 94539680 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Spett.le SINDACA DI ROMA CAPITALE Avv. Virginia Raggi Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Fax 06 6784239

Spett.le ASSESSORI DI ROMA CAPITALE

On. LEMMETTI Assessore al Bilancio e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

On. MAMMI Assessora Pol. Scolastiche ed Educative e con delega Pol. Sociali e servizi alla Persona fax 06 77207587  0 671070074 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Alla Direzione Dipartimento Pol. Scolastiche Educative di Roma Capitale Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Dott.ssa Luisa Massimiani fax 06 671070074 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Alla Direzione del Dipartimento Pol. Sociali, Servizi alla Persona fax 06 77207587 E mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Alla Società AMA Amm.re Delegato fax 06 51692540/5193063

All’a Società ROMA MULTISERVIZI fax 06 41205854

e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Alla GSI – RISTORAZIONE appalto Municipio Roma XI Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. fax 0690620682

Alla SERENISSIMA – RISTORAZIONE appalto Municipio Roma 9 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. fax 0444 348482

Alla DUSSMANN Service S.r.l. in RTI con Vegezio RISTORAZIONE appalto Mun 7 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Alle centrali cooperative in rappresentanza cooperative accreditate servizi assistenza domiciliare SAISA, SAISH, SISMIF e Assistenza scolastica alunni-e con disabilità (con utilizzo di Oepa/Aec) di Roma Capitale LEGACOOPSOCIALI, AGCI, FEDERSOLIDARIETA’/ CONFCOOPERATIVE  e mail

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Alla soc coop sociale Medihospes Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (appalti per Municipi 8, 9 e 10 di Centri Diurni Alzheimer Tre Fontane e Le Betulle)

Oggetto: procedura di raffreddamento del conflitto, Legge 146/90 e 83/2000 e stato di agitazione sindacale. Attivazione procedura di tentativo di conciliazione, tentativo preventivo obbligatorio di raffreddamento del conflitto e segnalazione c/o Prefettura UTG (o con modalità in teleconferenza, con modalità da concordare nei termini previsti di legge).

La scrivente Segreteria provinciale Intercategoriale di Roma e le rispettive RSA di aziende e coop. sociali dell’USI – C.T. & S. di ROMA e provincia, a nome e per conto della tutela degli interessi economici – salariali e normativi della forza lavoro utilizzata nei vari servizi esternalizzati di pertinenza di Roma Capitale, attiva la procedura di raffreddamento del conflitto e del tentativo di conciliazione prevista dalla Legge 146/90 e 83/2000, con contestuale proclamazione di stato di agitazione sindacale e richiesta di convocazione delle parti presso gli Uffici della Prefettura di Roma.

In particolare, la procedura è relativa ad appalti di servizi per conto di Roma Capitale, con bandi di appalto o affidamenti relativi all’appalto: in global service nelle scuole di pertinenza di Roma Capitale, affidato alla società Roma Multiservizi SpA (Pulizie, assistenza ausiliaria, manutenzione, trasporti scolastici in nidi e scuole comunali e statali, con circa 2500 addetti-e); nel settore della RISTORAZIONE SCOLASTICA, negli appalti in 15 lotti dei Municipi di Roma Capitale, con circa 4000 addette utilizzate;  Assistenza scolastica e inclusione sociale ad alunni-e con disabilità nelle scuole, con utilizzo di  personale di cooperative sociali accreditate nei 15 Municipi di Roma Capitale con profilo di OEPA già AEC, (oltre 2500 addetti-e); Servizi di ASSISTENZA DOMICILIARE AD ANZIANI, SAISA, DISABILI SAISH e minori in famiglia SISMIF, affidati a cooperative sociali ed enti accreditati nei 15 Municipi di Roma Capitale (con alcune migliaia di addetti-e), tramite le associazioni e Centrali Cooperative LegacoopSociali, Agci, Fdersolidarietà/Confcooperative; ai servizi e attività per la terza età dei centri diurni Alzheimer Tre Fontane (Municipi 8 e 9 di Roma Capitale) e Le Betulle – Dipartimento Pol. Sociali e servizi alla Persona (Mun 10 Roma Capitale), in appalto a soc coop sociale Medihospes (in totale 15 addetti-e);

Motivi della controversia: la corretta corresponsione delle spettanze a titolo di RETRIBUZIONE, per il  PAGAMENTO DI TUTTI/E LAVORATORI/TRICI DEI SERVIZI ESTERNALIZZATI citati, per integrazione della fattispecie di cui all’articolo 1256 codice civile, nonchè DEL DECRETO LEGGE N. 18 DEL 17 MARZO 2020 in sede di conversione, combinato disposto degli articoli 48 comma 2  e 87 comma 3 - Eventuale illegittima sospensione della retribuzione, con danno ai dipendenti utilizzati e in forza in appalti/affidamenti/convenzioni dei servizi esternalizzati di ROMA CAPITALE, Integrazione fattispecie di cui all’articolo 1256 codice civile a loro favore, in solido con Ente committente ai sensi art. 30 comma 5 e 6 D. Lgs. 50/2016 e ss.mm.ii., nonché ex art 1676 cod. civile, a seguito diversi DD.P.C.M. predisposti nel mese di Marzo e Aprile 2020,  con la sospensione di varie attività nei servizi esternalizzati socio assistenziali, socio sanitari, educativi, scolastici, con applicazione per l’erogazione della retribuzione spettante per monte ore come da contratti individuale di lavoro (efficacia ex art. 1372 codice civile). Ciò a fronte di manifestazioni di volontà e dichiarazioni dei dipendenti addetti a tali appalti e/o servizi, per evento di forza maggiore e di natura eccezionale, non dipendente dalla volontà dei dipendenti (in maggioranza in regime di part time disciplinato dagli articoli da 4 a 12 del D. Lgs. 81 2015 detto codice dei contratti), con utilizzo di somme già stanziate nei bilanci preventivi sui servizi e attività in regime di appalto, convenzione o affidamento.

Carenza attuale dei presupposti, su improprio utilizzo ammortizzatori sociali (FIS), con effetto penalizzante di addossare ai dipendenti l’eventuale “rischio di impresa”, su servizi strategici e pubblici essenziali, come previsto all’art. 87 comma 3 del D.L. 18 del 17 marzo, in combinato disposto con l’articolo 48 comma 2 e secondo fattispecie integrata ex art 1256 cod. civ, in presenza di situazione di “emergenza sanitaria di natura pandemica”. Tale previsione di utilizzo di ammortizzatore sociale, ha avuto finora l’effetto negativo e penalizzante per lavoratori e lavoratrici, di non veder corrisposta la retribuzione spettante, nella fattispecie integrata di cui all’art. 1256 c.c. per i rispettivi monte ore contrattuali per evento di forza maggiore e di natura eccezionale, non dipendente dalla volontà dei dipendenti, con fondi stanziati nei Bilanci di previsione dell’Ente Locale, né  tantomeno delle somme a titolo di FIS, non anticipate dai datori di lavoro, lasciando decine di migliaia di persone con le loro famiglie ai limiti dell’indigenza. Sia per il settore della ristorazione scolastica che per il global service di Roma Multiservizi, che anche per molti operatri e operatrici sociali Oepa. Per il personale delle cooperative sociali, SI SEGNALANO COME MOTIVI DI CONTROVERSIA, la non corretta applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza (art. 2087 c.c. e norme di cui al D. Lgs. 81/2008), compresa fase di prevenzione e adeguamento dei rispettivi DVR, informazione, addestramento e formazione, senza la necessaria, sufficiente fornitura, di tutti gli idonei DPI previsti, sia per le attività di assistenza domiciliare nei servizi SAISA E SAISH, che per le forme di “rimodulazione “ dei servizi nelle scuole o nei centri diurni Alzheimer, tramite forme sostitutive e non alternative, di assistenza domiciliare nelle case di utenti che hanno dato la loro disponibilità, con l’effetto di aumentare il fattore di rischio e di pericolo, del diffondersi di nuovo del contagio da coronavirus, COVID 19, mettendo a repentaglio la salute del personale dipendente, delle loro famiglie e   quelle di utenti e loro familiari. Si segnala che non risultano, come dovrebbe essere predisposto e in ottemperanza alle Delibere elaborate dalla Regione Lazio, per le attività a disabili, alunni con disabilità, minori e anziani (utenti anche dei centri diurni alzheimer), le relative autorizzazioni delle AA.SS.LL. territorialmente competenti, né le certificazioni delle avvenute sanificazioni delle utenze degli assistiti, da ritenersi luoghi di lavoro, né una efficace e trasparente attività di adeguamento, per il personale Oepa già Aec, dei Piani di intervento individuale, di adeguamento di PEI e POF.  Né per questo servizio, di assistenza scolastica ad alunni-e con disabilità, risultano applicate correttamente le disposizioni su salute e sicurezza (pause e ritmi per utilizzo di strumenti telematici, informatici) per coloro che, per una parte residua del monte ore contrattualizzato, sia utilizzato nella Didattica a Distanza o in attività di telecompagnia. Si ricorda che è stata già inoltrata una diffida ad adempiere e con preavviso di iniziative legali (che saranno avviate nelle prossime settimane a datori di lavoro e all’Ente committente, in solido in base alle disposizioni citate, ex art. 30 comma 5 e 6 D. Lgs. 50 2016 e art. 1676 cod. civile in regime di appalti, da avvocati di fiducia dei lavoratori e del sindacato), alle varie società cooperative e aziende dei settori interessati, in caso di perdurante e accertata inadempienza e danno al personale.

Tale complessa situazione, senza una doverosa pianificazione e programmazione degli interventi, si sta svolgendo in un clima di forte tensione e di disagio dei dipendenti, molte delle quali donne lavoratrici per la notevole perdita economica e salariale di questi due mesi, nonché sulle situazioni non efficaci di tutela della salute e sicurezza, nei settori della ristorazione scolastica, del global service e dei servizi di assistenza scolastica ad alunni disabili, sospesi dal 10 marzo 2020, nonché per coloro che sono stati utilizzati in modo ridotto per le attività di assistenza domiciliare, segnalate da organi di informazione e radio-stampa, oltre che da vari documenti e richieste presentate in Assemblea Capitolina e in Commissione Trasparenza da vari consiglieri capitolini delle opposizioni.

La situazione rimane grave, con  danno economico rilevante per mancato rispetto dei livelli retributivi previsti dai rispettivi CCNL di settore a decine di migliaia di dipendenti, mancato rispetto del dettato di cui all’articolo 36 della vigente Costituzione, sul quale si invita la Prefettura ad attivarsi, onde evitare l’insorgere di ulteriori conflitti e problemi di tenuta dell’ordine pubblico. Nell’eventuale astensione dal lavoro, con presidi e manifestazioni che si stanno preparando, saranno rispettate dai lavoratori/trici tutte le procedure previsti nei DCPM e dai decreti emanati dalla Regione LAZIO, quali: distanza sociale tra manifestanti, dispositivi protettivi DPI e  quant’altro, nel rispetto del D. lgs. 81/2008 e dell’articolo 2087 codice civile. In attesa della Vs. convocazione per il dovuto tentativo di conciliazione, si coglie l'occasione per porgere distinti saluti. Si lascia il recapito di cellulare 339 5001537 (Prof. Giuseppe Martelli), per le comunicazioni su incontro per via telematica e modalità di partecipazione.

Roma, 19 Maggio 2020

Per la segreteria INTERCATEGORIALE provinciale di ROMA di Usi Roberto Martelli

per l’USI C.T.&S. Provinciale Giuseppe Martelli

   

RIUNIONE TAVOLO RSU 11/5 U.S.

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RESOCONTI UNITI: RIUNIONE COMITATO EX ART. 13 DEL 30/4 U.S. E TAVOLO RSU 11/5 U.S.



Care/i colleghe/i e cittadinanza sensibile, ieri, 11/5/2020 si è tenuto il Tavolo RSU (ancora in forma ristretta, perché da remoto) avente per ordine del giorno “le attività volte a dare seguito alle disposizioni del D.L. 175/2016 (T.U. in materia di società a partecipazione pubblica) ed in particolare con riferimento a quanto previsto nel comma 2 dell’art.19:”Gestione del personale”.
Traduco: per l’azienda è prioritario, in piena pandemia, aggiornare le procedure assunzionali e quelle delle progressioni verticali (mediante attivazione di concorsi veri e propri per adeguarsi alla normativa). Poco è importato che più di un delegato, me compresa, abbia rilevato che le emergenze ora siano  quelle legate alle eventuali riaperture … dico “eventuali” perché, ad oggi, nulla è ancora certo. E nulla è stato comunicato per  predisporre step progressivi per tutti i settori.
Neanche al Comitato ex art.13 è pervenuto nulla in tal senso, tanto che, già domenica scorsa, avevo inviato alcune precisazioni in merito.

Purtroppo, anche il  tavolo RSU tenutosi ieri11 maggio 2020, ha visto solo informative verbali, senza condivisione di documenti (anche quando richiesti: sono settimane che ho chiesto in Azienda di avere la documentazione con le indicazioni della committenza relativamente i servizi che si sono resi necessari e le motivazioni, durante l’emergenza sanitaria. Ma ancora niente!).
Vi riporto, ora, quanto ho integrato all’azienda, relativamente una nota di sintesi fatta pervenire dopo la riunione del Comitato del 30/4 u.s., durante la quale erano emersi anche temi strettamente connessi all’attività di RSU (Tipo la decisione unilaterale di non erogare i buoni pasto a chi sta in smart working in questo periodo e la facoltà, INDIVIDUALE, di decidere di interrompere gli straordinari forfettizzati, per quelle figure che li percepiscono).
Le integrazioni le ho ritenute opportune perché credo sia importante ribadire alcune proposte emerse, proprio durante l’incontro del 30/4 (ovviamente non si sa se verranno accolte o messe in atto … ma era necessario specificarle, per tutta la RSU che non ha avuto modo di partecipare alla riunione del Comitato Sicurezza, nonostante sia previsto nel protocollo).
Andavano inserite nel documento fornito le priorità individuate per il lavoro di ufficio in caso di  presenza fisica: ovvero dipendenti con fragilità, con figli minori o con distanza maggiore dal  lavoro.
L’Azienda non aveva indicato nel documento quanto segnalato (non solo dalla sottoscritta) in merito la necessità di percorsi “a senso unico”, anche per i siti museali (oltre che per la sede di v. Benigni) .
Nella nota di sintesi, poi, c’era un passaggio relativo “la possibilità di interventi da parte del mobility manager, per valutare il modo (anche quando riapriranno i servizi) di ridurre al massimo gli spostamenti”. Ebbene, poiché le richieste a riguardo erano state avanzate della sottoscritta, ho pensato di  esplicitarle per iscritto per miglior chiarezza:   verificare con Roma Capitale possibili convenzioni con prezzi ridotti per il parcheggio sulle strisce blu; verificare con Roma Capitale, la Sovrintendenza ed il Servizio Giardini la possibilità di parcheggio in aree di pertinenza dei siti museali o in prossimità dei medesimi; ed il sempreverde tema della verifica dei percorsi casa-lavoro dei dipendenti  per studiare tutte le soluzioni utili che vadano oltre l’emergenza sanitaria, verso un futuro lavorativo fatto anche di una mobilità sostenibile.

L’Azienda ha preso in considerazione il tema dei test sierologici. Ho ricordato che per gli iscritti IPA è già previsto, si potrebbe prevedere una convenzione per lavoratori e lavoratrici non iscritti che volessero farlo.

Nella nota aziendale, poi, non erano state inserite la richiesta del delegato UIL, Stefano Rufo (possibilità di concedere i doppi turni al personale museale, sempre in un’ottica di riduzione degli spostamenti) e la richiesta del RSU CISL, Enrico Vizzaccaro, sostenuta anche dalla sottoscritta, (possibilità, per i lavoratori e lavoratrici delle Biblioteche di svolgere la propria attività in “co-working”, in analogia con quanto effettuato dall’Istituzione Biblioteche con il proprio personale, o, addirittura un regime misto di smart working e co working). Per il settore delle Biblioteche, ho personalmente ribadito che ai lavoratori e lavoratrici delle biblioteche che dovessero rientrare in sito debbano essere forniti TUTTI i DPI, visto che alla chiusura del 12 marzo scorso non erano stati ancora consegnati.

Queste erano puntualizzazioni relative la nota di sintesi fornita. Ho poi aggiunto che non è stato predisposto ancora (nonostante se ne fosse parlato e richiesto esplicitamente nella prima riunione di costituzione del comitato) il controllo delle temperature con il thermo scanner presso le strutture museali, dove gli assistenti di sala non hanno MAI smesso di prestare servizio. Risulta, invece, stiano venendo effettuati dei controlli in tal senso presso la sede di Via Benigni.

Ho evidenziato come RSU USI che, nell’ottica di una riapertura dei siti museali, andrebbe rivista completamente la modalità di accesso ed utilizzo di alcuni spogliatoi che non garantiscono gli standard di sicurezza (Braschi e Capitolini solo a titolo di esempio). Va da sé, quindi, che, come richiesto anche dal RLS CGIL Pierfederico Poli, andrebbe valutata una diversa regolamentazione degli ingressi dei dipendenti, con fasce orarie differenziate, garantendo così uno scaglionamento in sicurezza per tutti.
E’ rimasto aperto anche il tema dell’alternanza, in sicurezza, alla postazione di biglietteria con il coordinatore che deve consentire le pause degli addetti.

Mentre concludevo la stesura di questo comunicato, è giunta la convocazione del Comitato ex art. 13 per domani 13/5/2020 . Sarà perché è uscito su tutti i giornali quello che è stato deciso ieri in commissione cultura in merito l’apertura dei siti museali? Spero, finalmente, si possa lavorare in sinergia, anche sulle diverse proposte avanzate, perché fino ad ora  il Comitato è stato convocato esclusivamente per essere messo a conoscenza di determinate azioni, già predisposte e non nell’ottica di una collaborazione concreta alla stesura di protocolli utili al rientro in servizio per tutti in serenità e sicurezza: dipendenti e utenti.
Sarà mia cura informarvi sugli sviluppi della riunione del Comitato ex art. 13 che si terrà domani. Buon lavoro a tutte/i.

Serenetta Monti (RSU/USI Zètema)

 

QUALE FASE 2 PER FARMACAP?

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QUALE FASE 2 PER FARMACAP?



Con il DPCM del 26 aprile, si da avvio alla cosiddetta "fase 2", a decorrere dal prossimo 4 maggio. Una seconda fase che si avvia più per necessità produttive, che altro, considerando che l'emergenza da COVID-19 è tutt' altro che superata e il conteggio dei morti, purtroppo, continua a salire.
La fase 2 porterà in ogni caso "a maggiori aperture", ma come si traduce tutto questo per Farmacap?
E soprattutto, Farmacap in quale fase sta?
Nonostante come RSA, avessimo inoltrato richieste di confronto per la gestione dell'emergenza fin dall'inizio (il 10 marzo la prima richiesta e l’ultima di 2 giorni fa), nonostante la legge abbia previsto l'attivazione di un apposito comitato tra sindacati e azienda, anche alla luce dell' ultimissimo DPCM, che aggiorna le disposizioni relative alla sicurezza nei posti di lavoro, veniamo a conoscenza solo oggi, a 2 mesi dall’inizio dell’epidemia, di una disponibilità al confronto da parte del DG. Una disponibilità che rimane parziale, visto il rifiuto della consultazione con gli RLS (espressamente richiesta dagli stessi), con la motivazione di un mancato “riconoscimento” aziendale, che semplicemente non sussiste ed è da considerarsi solo inadempienza datoriale, a dare corso a precisi obblighi di legge.
Alla luce di tutto questo, dopo un mese e mezzo di piena emergenza, dove sono le mascherine per le lavoratrici e i lavoratori, farmacisti in primis?
È necessario precisare che le mascherine chirurgiche servono a proteggere gli altri ma non se stessi. Ha quindi senso usarle solo se in farmacia tutti gli addetti e l’utenza che vi accede le indossano. Viceversa, al fine di prevenire quanto più possibile il contagio, dovrebbero essere fornite a chi lavora direttamente a contatto col pubblico, mascherine protettive "per se stessi" sicuramente, oltre che per gli altri, quindi mascherine FFP3 o almeno, FFP2, (con tutte le certificazioni), fornite in quantità tali da avere almeno 1 mascherina pro-capite, disponibile per ogni turno di lavoro.
Ad oggi questa tipologia di mascherine è stata fornita in quantità irrisorie (5 mascherine totali dall'inizio dell'emergenza per ciascun/a farmacista).
L'Azienda pensa di "tamponare" con semplici mascherine "chirurgiche" o peggio ancora, con le mascherine in tessuto fornite gratuitamente dalla protezione civile (quelle che bisognava meritarsi)?
E le pulizie? Vengono effettuate "tutti" i giorni e per 2 volte al giorno (come già indicato dal DPCM del 14 aprile)?
E le sanificazioni? Ne è bastata una per sempre, o andrebbero effettuate, se non giornalmente almeno a cadenza ravvicinata, per ogni singola sede?
Mancano inoltre le mascherine da distribuire all'utenza. Continuiamo a rincorrere i grossisti, tutti i giorni e con scarsi risultati. Tutto a discapito della cittadinanza e del buon nome dell'Azienda pubblica, con rischi anche per il personale farmacista, che rischia di essere aggredito proprio a causa di tali carenze (purtroppo è già accaduto).
L’inadempienza a 360° dell’Azienda è stata coperta ad oggi dalla buona volontà del personale, che sempre con grande dedizione e professionalità, si è adoperato affinché tutte le carenze aziendali, ben oltre quelle elencate, non venissero percepite dall'utenza. Ciononostante alla richiesta di una pianificazione temporale per l’erogazione di un premio alle/i farmaciste/i che sono rimaste/i “in prima linea”, non c’è stata nessuna risposta, col paradosso di posticipare l’erogazione del bonus di 100 euro previsti dal Governo a dicembre, limite ultimo per l'erogazione.
Infine oggi è arrivata una richiesta alle/i dipendenti di formulare una pianificazione delle ferie estive, già entro il 18 maggio, senza che sia stato fornito preliminarmente il calendario estivo di chiusura (o di apertura) delle farmacie. Inoltre è evidente che con l’epidemia in corso, senza ulteriori precisazioni rispetto alle scelte governative future, il termine del 18 maggio sia privo di senso.
In conclusione: le risposte mancano, la sicurezza pure e i problemi rimangono tutti. Per questo invitiamo tutte le lavoratrici ed i lavoratori, a segnalare le situazioni di pericolo e le carenze relative alle misure di prevenzione, all’apposito indirizzo email indicato dalle RLS in una precedente comunicazione.

RICHIEDIAMO, ANCORA UNA VOLTA, UN ATTO DI RESPONSABILTA’ ALLA DIRIGENZA AZIENDALE, PER UNA CONCRETA GESTIONE CONDIVISA DELL’EMERGENZA.
RICHIESTA CHE ESTENDIAMO ALLE ISTITUZIONI DI ROMA CAPITALE, ALLA SINDACA RAGGI, ALL’ASSEMBLEA CAPITOLINA, ALLA GIUNTA, CHE, IN QUANTO ESPRESSIONE DELLA PROPRIETÀ PUBBLICA DI FARMACAP, HANNO IL DOVERE DI VIGILARE SULLA SALUTE E LA SICUREZZA DI LAVORATRICI/ORI E DELLA CITTADINANZA, COME DEL BUON ANDAMENTO DEI SERVIZI.

BUON 1° MAGGIO

USI Roma

   

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