PETIZIONE POPOLARE

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

PETIZIONE POPOLARE

(ai sensi dell’art. 8 dello Statuto di Roma Capitale)

AL PRESIDENTE DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA ON. MARCELLO DE VITO

AI CAPIGRUPPO DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA

AI CONSIGLIERI DELL’ASSEMBLEA CAPITOLINA

I sottoscritti sig.ri: GIUSEPPE MARTELLI, CLAUDIA SANTI, ROBERTO MARTELLI, SERENETTA MONTI, ANTONIO CRIALESI, GIANMARIA VENTURI, EUGENIA MAGNAGHI, PAOLA ONORI, PAOLO PAPINI, RITA VELATO, AZZURRA VOZZI, in qualità di primi firmatari dell’appello/petizione popolare che ha raccolto circa 19.000 firme di cittadini e cittadine, utenti dei servizi presso nidi e scuole d’infanzia comunali, delle scuole statali, firme che si allegano,  come  aderenti all’ASSOCIAZIONE USICONS (Associazione di difesa e tutela degli utenti e consumatori  dei servizi pubblici, legalmente costituita), con recapito per le comunicazioni e per eventuali colloqui o incontri di approfondimento, che si rendessero necessari, presso la sede nazionale sita in LARGO GIUSEPPE VERATTI 25 00146 Roma, fax 06/77201444,  EMAIL: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

CHIEDONO

ai sensi degli artt. 1,2,3,42 della Costituzione, della sentenze in merito della CORTE COSTITUZIONALE, degli artt. 4 e 5 del CODICE DEGLI APPALTI (D.Lgs. 18 aprile 2016 n. 50), della Legge Madia (in via di ridefinizione) di cui all’art. 4 e seguenti, che l’Assemblea Capitolina di Roma Capitale, esprima l’orientamento e l’indirizzo, con votazione  e deliberazione assembleare, finalizzato alla procedura di  gestione totalmente pubblica, con la c.d. “internalizzazione” della Società Roma Multiservizi SpA, attualmente società partecipata di secondo livello a maggioranza pubblica, trasformandola in società partecipata di primo livello, attraverso il riacquisto delle quote societarie, come già proposto nelle sedute della Commissione Consiliare Permanente Ambiente, dal sindacato Unione Sindacale Italiana USI, da comitati spontanei di dipendenti della Roma Multiservizi, nonché dall’ex Assessora Dott.ssa Muraro. La stessa società già all’inizio della sua attività, a metà degli anni ’90, era una società partecipata  al 100% di proprietà dell’allora Comune di Roma (oggi Roma Capitale), ha sempre svolto servizi essenziali, di rilevanza strategica per la città, per la cittadinanza e per altre aziende partecipate. La prospettata soluzione, proposta e sostenuta dalle firme raccolta nella forma della petizione popolare, quale forma di partecipazione diretta della cittadinanza a scelte di orientamento e di buon andamento della Pubblica Amministrazione (anche per la tutela dei c.d. “interessi collettivi diffusi e di interessi pubblici, meritevoli di tutela), avrebbe come suo primo presupposto, la doverosa valutazione complessiva dei costi e dei benefici e dell’efficienza, efficacia, qualità complessiva dei servizi, attività e funzioni, svolte dal personale dipendente della Roma Multiservizi SpA (come dimostrato dalla documentazione, già consegnata agli Assessori competenti e redatti da esperti dell’Università), con la garanzia ulteriore, secondo quanto prospettato dalla GIUNTA CAPITOLINA e dalla stessa ASSEMBLEA CAPITOLINA, in ordini del giorno, di TOTALE SALVAGUARDIA DEI CIRCA 4.300 OPERATORI impegnati nell’azienda.

I servizi essenziali e strategici per tutta la cittadinanza e per le altre aziende partecipate, hanno permesso finora, di ottenere attivi pari a circa 2,5 milioni di Euro annui, che potrebbero essere investiti nel Bilancio di ROMA CAPITALE, per dare maggiore impulso, efficacia, estensione della platea dei beneficiari, ad altri servizi sociali, educativi, culturali, utili alla cittadinanza stessa e non  profitti a soci privati, che ben difficilmente li reinvestirebbero in attività, funzioni, servizi finalizzati a garantire beni e interessi pubblici, anche come “diritti non comprimibili” e di tutela di “interessi collettivi diffusi”.

INOLTRE SI RICHIEDE CHE L’OGGETTO E LA FINALITA’ DI TALE PETIZIONE POPOLARE,  SIA POSTA AL VOTO  IN ASSEMBLEA CAPITOLINA IN TEMPI BREVI, data la gravità della situazione, anche con la  cessazione di alcuni appalti a partire dalla fine del mese di aprile 2017, con gravi apprensioni anche delle famiglie dei lavoratori e lavoratrici interessati (molte delle quali in età superiore ai 50 anni e di difficile ricollocazione sul “mercato del lavoro”), che si troverebbero sottoposti a procedure di licenziamento collettivo ai sensi della L. 223/91, con le diminuite tutele di fruizione dei c.d. “ammortizzatori sociali”.

I sottoscrittori e i proponenti citati, di tale petizione popolare, chiedono inoltre che si possa interloquire con l’ASSEMBLEA CAPITOLINA, in occasione e in via preliminare rispetto alle deliberazioni relative a questi argomenti, per illustrare in modo più approfondito la proposta da sottoporre al voto dell’Assemblea Capitolina e intervenire, anche ai sensi di quanto già disciplinato dalla stessa L. 241/90, (in particolare per gli articoli 5, 7,9)

Roma 21 marzo 2016

A nome dei primi proponenti e firmatari della PETIZIONE POPOLARE

Il Presidente e responsabile legale p.t. dell’ASSOCIAZIONE USICONS - Prof. GIUSEPPE MARTELLI