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COOPERATIVA SOCIALE TRE FONTANE. Report incontro

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INCONTRO PROCEDURA MOBILITA’ COLLETTIVA

SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE TRE FONTANE

(ex Domus Caritatis), Rsa Usi interna.

 

  • Si è svolto il 1° Ottobre, ultimo ma non ultimo di una lunga serie iniziata ai primi di giugno di quest’anno, l’incontro sulla procedura di mobilità collettiva (Legge 223 91) per 195 lavoratrici e lavoratori utilizzati dalla soc coop sociale Tre Fontane, nei C.A.S. dell’ex Provincia di Roma, area accoglienza.
  • La convocazione era per le ore 16, trattandosi di una PROCEDURA, non di una trattativa, era auspicabile che si svolgesse in forma congiunta (Cgil F.P., Cisl FPS, Usi e Usb e rispettive Rsa). La Cgil F.P., HA INVECE RIFIUTATO CON MOTIVAZIONI SETTARIE E AUTOREFERENZIALI, tipiche di una burocrazia e funzionariato sindacale stantio e contrario AI REALI INTERESSI DI CHI LAVORA, la convocazione e l’incontro congiunto, differente la posizione della Cisl, che non aveva opposto alcun veto e divieto alla procedura in sede congiunta.
  • Gli incontri si sono svolti in sede separata, separate sono quindi le impostazioni e le richieste, specie per alcuni aspetti indicati dalla delegazione Usi (componente Rsa Calo Scopa e Giuseppe Martelli, come la valutazione di un anticipo a copertura degli importi da parte della Tre Fontane della parte di retribuzione rimborsata da INPS che di solito ci impiega mesi prima di procedere, nel caso si utilizzi il meccanismo della F.I.S. Fondo Integrativo Salariale, detto anche assegno di solidarietà, l’ultimo degli “ammortizzatori sociali” possibili per evitare licenziamenti collettivi; nonche Usi ha richiesto, la valutazione della ricollocazione, per il personale che ne avesse i titoli necessari, in altri servizi e attività del Consorzio e delle cooperative aderenti, come la Medihospes, mantenendo ovviamente retribuzioni e livelli già goduti).
  • L’incontro si è concentrato sulle possibilità e sulla fattibilità dell’utilizzo, a partire dal mese di Ottobre 2018 a detta della Tre Fontane (rappresentata dal Dott. Fabrizio Dimaggio, direttore generale), del F.I.S. e sulle procedure da attivare per la copertura economica e l’adeguamento degli orari.
  • Dimaggio ha assicurato che, allo stato attuale, non ci sono esuberi effettivi, eventualità che si potrebbe verificare qualora l’accoglienza degli utenti/ospiti nei centri CAS della Provincia di Roma dovessero diminuire (sia per l’ottenimento della protezione internazionale da parte di alcuni utenti, con il conseguente trasferimento agli SPRAR, sia per abbandoni volontari).
  • Gli esuberi potrebbero quindi esserci, poiché in base al numero e alle presenze degli utenti/ospiti in un centro Cas gestito da Tre Fontane, si calcola il numero delle ore di prestazione lavorativa per le varie figure professionali in servizio (operatori-trici sociali, addetti-e alle pulizie, assistenti sociali, docenti di lingue, operatori legali, psicologi, infermiere e medico, le ultime tre figure sono quasi tutte in regime di patita Iva e con rinnovi mensili).

 

Tre Fontane ha informato che è in attesa a breve, di nota ufficiale della Prefettura (UTG Ufficio Territoriale di Governo, cioè la stazione appaltante per i CAS, mentre per gli SPRAR è Roma Capitale – Dipartimento Pol. Sociali), con la richiesta di trasferire un numero rilevante di utenti/ospiti presenti nei vari centri Cas Tre Fontane, a favore di un unico nuovo centro aperto (non rinnovato, cioè aperto ex novo), tramite la manifestazione di interesse da parte dei soggetti gestori di gennaio 2018 (ndr, quella nella quale Tre Fontane era stata esclusa). L’ultima volta che era stata fatta questa procedura, ad agosto 2018, le persone trasferite di utenti/ospiti erano più di 100 persone…

Inoltre, si è avuta informazione sempre dalla delegazione di Tre Fontane, di partecipazione ad una nuova manifestazione di interesse a procedura negoziata, scaduta al 5 settembre scorso, alla data del 1° ottobre non vi erano notizie ufficiali di apertura delle buste. Se per effetto di questa manifestazione di interesse, la società operativa sociale Tre Fontane risultasse aggiudicataria, lo scenario potrebbe cambiare ancora e la necessità dell’attivazione del F.I.S./Assegno di Solidarietà (che comporta riduzione di orario e pagamento a carico di INPS, ridotto con rimborso della differenza, al datore di lavoro, più o meno come avveniva con i vecchi “contratti di solidarietà difensivi”, previsti in passato prima della riforma dalla legge 236/93 e ora eliminati, sostituiti da questo strumento di ammortizzatore sociale).

E’ stata consegnata al sindacato e alla Rsa, copia della bozza di accordo sulla procedura di attivazione del F.I.S., per lo studio e l’approfondimento dei vari aspetti ed eventuali criticità.

La prossima convocazione di Usi e Usb, è prevista per il 10 ottobre mattina sempre alla sede di Via Antolisei 25, in sede separata per il veto imposto all’incontro congiunto dai burocrati e funzionari della Cgil F.P., che con la Cisl saranno convocati il 9 ottobre pomeriggio (contenti loro, di voler stare in “pole position” senza alcun merito particolare…).

USI e Rsa, verificheranno i vari aspetti per l’attivazione della procedura della F.I.S. e la sottoscrizione di un accordo, che eviterebbe licenziamenti ed esuberi, ma si tratta e lo specifichiamo bene, di una classica “pezza” temporanea e giustificatica, che NON RISOLVE LA QUESTIONE GENERALE, MA PONE NUOVI SCENARI DI AUTODIFESA COLLETTIVA, per i quali serve la massima solidarietà e unione tra lavoratori e lavoratrici, EVITANDO GUERRE TRA POVERI, nonché un ulteriore sacrificio a chi lavora per salari non eccelsi.

A PROPOSITO DI SALARI, su richiesta già fatta il 25 settembre e reiterata da Usi, per le retribuzioni di AGOSTO 2018, DOVREBBERO ANDARE IN PAGAMENTO DAL 5 OTTOBRE PROSSIMO (se le fatture liquidate del 2017 da Roma Capitale, che ancora non ha pagato quelle del 2018, arrivassero in effettivo versamento…permettendo una liquidità dati i ritardi delle altre Pubbliche Amministrazioni a pagare le prestazioni fornite da lavoratori e lavoratrici, non solo dell’accoglienza).

In generale, poi ci stanno da affrontare gli effetti negativi, penalizzanti a limiti della legittimità costituzionale e delle norme su diritti sociali e delle norme sulla tutela del lavoro, per chi lavora in questo settore, colpito prima o poi dagli effetti del pessimo decreto sicurezza di Salvini…

L’INVITO DI USI AD AUTORGANIZZARSI E A DIFENDERSI COLLETTIVAMENTE, nonché a mantenersi in contatto con la rappresentanza sindacale, è per tutti-e coloro che sono realmente interessati-e alla salvaguardia occupazionale e lavorativa, alla difesa di salari e retribuzioni, a condizioni di lavoro dignitose, anche rispetto alle svendite di chi, solo a parole o…con sms, dice di tutelare chi lavora…

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