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"Lotta di Classe"

www.lottadiclasse.info

(in fase di nuova elaborazione)

Dal Centro Studi Salvamento USI Rimini

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CENTRO STUDI SALVAMENTO – UNIONE SINDACALE ITALIANA MARINAI DI SALVATAGGIO

Relazione sulla mancanza di servizio di salvamento nel settembre 2011 e proposte di cambiamento dell'ordinanza regionale.

Rimini 10 02 2012

Questo documento vuole contribuire alla soluzione di un problema: Nel Settembre 2011 a stagione “balneare ufficiale” chiusa, ma con migliaia di persone in acqua, molte città della costa non sono riuscite a intervenire in alcun modo a salvaguardia della vita in mare.

Si è ritenuto necessario sostenere un cambiamento della ordinanza regionale che introduca la possibilità di flessibilità della lunghezza della stagione quando “di fatto” è ancora attiva. E’ altresì necessario che ci siano referenti precisi di questa valutazione. A Tale fine sarà richiesto che sia introdotto il seguente cambiamento di ordinanza regionale:

1) “E’ competenza di ordinanza comunale integrativa la flessibilità di apertura o chiusura della stagione balneare, con obbligo di attivazione del servizio di salvamento, oltre o prima delle date di ordinanza regionale. L’ordinanza integrativa viene emanata dal responsabile dell’ufficio demaniale sentiti i referenti del soccorso e pronto soccorso e rianimazione in area di balneazione (Servizio 118, Guardia Costiera, Marinai di Salvataggio).

2) “Le postazioni dei marinai di salvataggio devono avere per dotazione il defibrillatore e personale abilitato all’uso”

 

17 Settembre 2011

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Condannati! Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne,

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comunicato della rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro

  • I  padroni miliardari, lo svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne, sono stati condannati per disastro ambientale doloso e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro.

Quello di Torino è stato il più grande processo per reati ambientali da lavoro in Europa, frutto di anni di battaglie, di esposti, di ribellioni degli operai ai ritmi, ai soprusi imposti dal sistema di potere padronale, operai costretti a lavorare in ambienti altamente nocivi, sottoposti pure a minacce. A loro si è unita la stessa popolazione che si è autorganizzata in comitati ed associazioni per ristabilire la verità su questa strage e contrastare una gigantesca multinazionale con a capo Schmidheiny che conosceva bene i rischi che correvano gli operai, le popolazioni e l'ambiente su cui riversava le sue polveri mortali, ma che ha continuato a fare profitti con la corruzione, la complicità e le coperture istituzionali e la manipolazione dell'informazione spacciandola per "scientifica" così come la sua immagine di "filantropo" mentre ha continuamente cercato di affossare la verità .

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Pensioni. Novità della Riforma.

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Pensione anticipata e totalizzazione: novità della Riforma delle Pensioni.

Dall'aggancio delle pensioni alle aspettative di vita al contributo di solidarietà conseguibile viene legata all’età. Esiste tuttavia la possibilità di ottenere una pensione anticipata. In questa seconda parte della guida alla riforma delle pensioni ci occuperemo proprio di questo argomento. Il lavoratore che decide di andare in pensione anticipata con un’età inferiore a 62 anni, ha una penalizzazione, da applicarsi solo sulla quota di pensione calcolata con il sistema retributivo, pari all’1% per ogni anno di anticipo rispetto a 62, elevato al 2% per ogni anno superiore a due. Le riduzioni vengono ragguagliate al numero dei mesi in relazione al mese di compimento dell’età di riferimento. Ad esempio, se l’anticipo è a 60 anni, la penalizzazione complessiva è del 2% (1% per il 60° + 1% per il 61°). Se l’anticipo è a 59 anni, la penalizzazione è del 4% (2% per il 59°, + l’1% per ciascuno degli anni 60 e 61).

La valorizzare ai fini dell’importo della pensione dei contributi accreditati oltre il 40°, che attualmente nel sistema retributivo non producono alcun rendimento, dovrebbe essere possibile.

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Rinnovato il CCNL. Settore Socio Sanitario Coop Sociali

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E' stato rinnovato il CCNL per le COOPERATIVE SOCIALI SETTORE SOCIO-SANITARIO.

Il contratto è terribilmente peggiorativo, sia in senso economico che sotto il profilo normativo:

-70 euro d'aumento in 3 tranche entro aprile 2013

-Rafforzamento del contratto di secondo livello a cui è demandata la determinazione di un "una-tantum" per coprire un minimo gli arretrati attraverso l'elemento retributivo territoriale (per ora

indeterminabile) in mancanza del quale entro marzo 2013 viene sostituito dall'elemento di garanzia retributiva di 110 euro lordi;

-L'apprendistato modificato secondo le direttive del ministro Sacconi;

-Introduzione dell'assistenza sanitaria integrativa con un costo per la cooperativa di 5 euro mensili a socio;

-Valore del scatto di anzianità portato a 19,63€

-La triennalità del CCNL;

inoltre sembra che i tre porcellini stiano valutando se indire una sorta di referendum, una consultazione con cui far passare per "acclamazione" questa ennesima condanna alla precarietà e alla miseria.

Oggi sarà affrontato il rinnovo contrattuale in Assemblea sindacale.

USI C.T. & S. Udine

Matteo

 

Arrestato mentre riceve una 'mazzetta'

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Arrestato mentre riceve una 'mazzetta'

Giovanni Bossini sindacalista fit cisl arrestato aTrento.

Trento, 26 novembre 2011 - A finire in carcere è stato Giovanni Bossini, 46 anni, membro della direzione della categoria trasporti ed ex segretario responsabile della Fit Cisl del Trentino, attualmente membro della segreteria. I militari l'hanno bloccato mentre riceveva una mazzetta da 1.500 dal capo del personale di un'azienda del posto, che aveva denunciato le richieste di denaro.

La trappola. Il suo arresto è stato effettuato dai carabinieri in flagranza di reato. Subito dopo aver raccolto la denuncia, i militari del Nucleo investigativo di Trento hanno suggerito al titolare della ditta di incontrare il sindacalista per consegnargli 1.500 euro da lui richiesti. Avvenuta la consegna, i carabinieri hanno bloccato Bossini trovandogli addosso le banconote, che in precedenza erano state fotocopiate. L'ammissione. In un primo tempo l’uomo avrebbe detto che la somma era destinata a operai in cassa integrazione, poi avrebbe ammesso che i soldi erano per sè. Bossini è stato sospeso, in attesa che la magistratura chiarisca la sua posizione. Grave per il sindacato. Il fatto è comunque estremamente grave perché addebitato ad un sindacalista professionista di una delle organizzazini che 'pesano' di più nel mondo del lavoro, nelle scelte politiche e nella vita concreta di milioni di lavoratori. Nel riconoscere comunque il principio dell'innocenza fino alla condanna definitiva, ci auguriamo che la giustizia possa fare velocemente il suo corso. Il segretario locale della Cisl, Lorenzo Pomini, intanto non riesce a capacitarsi. La caccia delle tessere. «Si è sempre impegnato moltissimo - dice - e in un settore difficile, in cui in pochi anni aveva portato gli iscritti da 50 a 600. Non oso immaginare - prosegue preoccupato - che faccia potranno fare ora i rappresentanti delle aziende e dei lavoratori quando andremo a presentarci, soprattutto quelli che avevano a che fare con lui. Eppure anche alcuni lavoratori che lo conoscono ieri hanno chiamato subito, dicendosi stupiti». La vittima, che ha denunciato le richieste di 'pizzò da parte del sindacalista, è un imprenditore di 40 anni ed ai giornali ha dichiarato: «una soluzione dovevo trovarla: o andava in galera lui o io, non ne potevo più, così ho deciso di andare dai carabinieri a chiedere cosa fare. Parliamoci chiaro se si fosse accontentato dei primi 500 euro, non avrei fatto nulla, ma se uno insiste, una soluzione bisogna trovarla. Mi tempestava di sms e mi chiamava anche alle 8 del mattino. Paura non ne ho mai avuta, nè intendo averne». spiega così che è stata l'insistenza di Bossini a convincerlo a rivolgersi ai carabinieri. «Bossini - prosegue la vittima - mi aveva detto 'qua funziona così, se non paghi, avrai vertenze e proteste dai lavoratorì. Le tariffe. E aveva calcolato la cifra dividendo per due il numero di dipendenti, moltiplicato per dieci. Coi primi 500 euro che mi aveva chiesto però speravo di zittirlo, invece no. Una faccenda strana qui in Trentino, dove lavoro bene da sei anni e ho preso casa. Problemi del genere non ne ho mai avuti. Ma se altri hanno subito le stesse cose, denuncino. Fa rabbia che a comportarsi così sia proprio chi, per ruolo, dovrebbe aiutare gli altri».

25/11/2011 11:54

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