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LEGITTIMITA’ RSA USI

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U.S.I.  - Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

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Federazione provinciale intercategoriale USI di Udine e Rsa Usi c/o SISECAM

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Udine, 13 gennaio 2017

Alla Direzione aziendale SISECAM e ai loro consulenti legali

OGGETTO: LEGITTIMITA’ RSA USI ex art. 19 L. 300/1970 nuova formulazione, pacifico e non contestato esercizio da Usi e componenti Rsa Usi interna, diritti e agibilità sindacali di cui al titolo III Legge 300/1970 alla SISECAM.

Illegittimità condotta discriminatoria e antisindacale. Invito a desistenza condotte non conformi ai danni di Usi e componenti Rsa interna, preavviso di azioni di tutela in sede legale per repressione condotta antisindacale e di azioni risarcitorie per danno di immagine e denigrazione nei confronti del sindacato USI e della rappresentanza sindacale aziendale interna, legalmente e legittimamente costituita e operante.

LA USI Unione Sindacale Italiana, federazione intercategoriale locale di Udine, sede anche della federazione provinciale di categoria e nazionale del sindacato Usi Metalmeccanici, Industria e Costruzioni e riferimento dei componenti della Rsa Usi interna, legittimamente costituitasi dopo sottoscrizione di verbale di accordo di ottobre e novembre 2016 alla SISECAM (per passaggio di proprietà e adempimenti negoziali dalla Sangalli Vetro alla SISECAM), risponde alle comunicazioni pervenute dallo studio legale che segue l’azienda, respingendo in fatto e in diritto le argomentazioni, pretestuose e non corrispondenti alle ipotesi e condizioni reali, finalizzate ad impedire l’efficace, regolare e legittimo esercizio delle attività sindacali e della sottoscrizione di accordi in sede aziendale, che costituirebbero adempimento a impegni presi dalla Società nei precedenti incontri effettuati.

La legittimità della costituzione della Rsa interna Usi è data dall’applicazione coerente dell’articolo 19 nuova formulazione della Legge 300/1970, come adempimento ai criteri, indicazioni e principi interpretativi e attuativi posti dalla Corte Costituzionale in base alla sentenza 244 1996.

In detta sentenza, si ribadisce il concetto che il datore di lavoro non può scegliersi discrezionalmente i sindacati e le conseguenti rappresentanze con le quali trattare, dovendosi attenere a criteri di imparzialità e oggettività, nonché al fatto, innegabile nel caso concreto che ci riguarda, di aver già sottoscritto con la Vs. azienda il verbale di accordo citato, fatto che ha legittimato la costituzione anche in quell’azienda, della Rsa che ha firmato quell’accordo assieme all’Usi di cui è espressione interna organizzata e in rappresentanza della stragrande maggioranza del personale dipendente. In quell’accordo sono poi indicati altri aspetti, la cui attuale inadempienza e mancata ottemperanza datoriale, costituisce inadempimento a obblighi contrattuali.

Giova ricordare il fatto che da mesi, con prove facilmente documentabili a nostro favore, i dipendenti con le funzioni e incarichi di Rsa interna Usi alla SISECAM, hanno pacificamente e senza contestazione alcuna, esercitato i diritti sindacali di cui al titolo III dello Statuto dei Lavoratori (L. 300/1970), quali permessi sindacali retribuiti, diritto di affissione e assemblee sindacali del personale retribuite in orario di lavoro.

Fatto e condizione che legittima e accredita formalmente e sostanzialmente, la Rsa interna Usi in azienda. Inoltre, si ribadisce la validità in generale della tutela costituzionale posta all’articolo 39 primo comma della vigente Costituzione Italiana (“l’organizzazione sindacale è libera”), per quanto riguarda la scelta organizzativa, nel caso di specie la Rsa, della forma di rappresentanza messa in opera ed esercitata in concreto, non avendo il datore di lavoro alcun potere né legittimazione, in termini di discrezionalità di imporre diverse scelte di forma di rappresentanza sindacale interna, su attivazione dei dipendenti.

Né è possibile, allo stato attuale della situazione, che si possa solo ipotizzare e men che mai chiedere a posteriori l’applicazione, in via interpretativa e non attinente ormai alla situazione in atto e in essere a nostro favore, di altre sentenze citate dai vostri consulenti legali (cfr sent. 231/2013 Corte Cost.), che riguarderebbero altre fattispecie e altre ipotesi, che non sono allo stato esistenti, avendo già sottoscritto la Usi e la Rsa, che di fatto è accreditata e di diritto esercita pacificamente le attività di cui alla Legge 300/1970, anche quale interlocutore in sede di trattative e relazioni sindacali industriali o negoziali, l’accordo e verbale che ne costituisce la legittimazione anche in termini di diritto. La contestazione, pretestuosa e tardiva ormai, a situazione nei fatti in essere e in atto, non può trovare accoglimento e considerazione, non essendo stata posta mesi fa, come condizione ostativa prima della sottoscrizione del verbale di accordo dell’ottobre-novembre 2016 con Usi e Rsa interna.

Si espone la vs. Società a ricorsi in sede legale sia di condotta antisindacale, che si azioni in sede civile di risarcimento dei danni all’immagine dell’Usi, nonché per il mancato adempimento degli impegni presi nel corso degli incontri svolti nell’ambito delle relazioni sindacali industriali con SISECAM con Usi e Rsa interna, impegni e obblighi che vi si chiede di onorare e rispettare, secondo i criteri di correttezza, buona fede, diligenza, posti dal nostro vigente codice civile (articoli 1175, 1375, 1340).

Si ricorda inoltre che in Italia, sono in vigore le convenzioni internazionali sottoscritte in sede OIL n° 87 e n° 98, che vietano atti discriminatori e che sono ratificati nella legge 367 del 1958.

Pertanto, si fa espresso invito alla Società di desistere da condotte non conformi, ai danni di Usi e componenti Rsa interna, nonché a rispettare gli impegni presi, senza ulteriori tentativi, tardivi, di delegittimazione di quanto è in essere come situazione sindacale nell’azienda a S. Giorgio di Nogaro, per la sottoscrizione di accordi in sede aziendale, a conclusione delle precedenti trattative svolte e della partecipazione attiva in sede di negoziazione da parte di Usi e di Rsa Usi interna, nonché per gli ulteriori adempimenti e segnalazioni in merito al rispetto delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro e degli ambienti di lavoro, ai sensi del generale obbligo ex art. 2087 codice civile per la tutela piena ed efficace dei dipendenti, in maggioranza associati e organizzati con Usi, nonché degli obblighi di cui al Decreto Legislativo 81/2008.

Tanto vi era dovuto, a tutti gli effetti sindacali, contrattuali e di legge, quale diffida ad adempiere e come invito a desistenza da comportamenti discriminatori e antisindacali.

Si auspica che prevalga da parte dell’azienda, il senso di correttezza, buona fede e di ragionevolezza, che aveva contraddistinto l’avvio delle formali relazioni sindacali industriali. Distinti saluti

Per Usi e Rsa Usi interna Renato Grego Gabriele Rigo

I componenti della Rsa Usi interna alla SISECAM

 

 

Tre milioni per livellare le buste paga

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Fusione delle Ulss, ora scoppia la grana degli stipendi diversi.

Servono tre milioni per livellare le buste paga

medico stipC'è stato di tutto ieri pomeriggio in Quinta commissione sanità, anche se i consiglieri regionali sembra non se ne siano accorti: nessuno ha battuto ciglio quando è stato denunciato che il Veneto potrà riempirsi di ospedali privati al di fuori della programmazione regionale. Nessuno ha chiesto lumi quanto si sono profilate battaglie a colpi di carte bollate in merito agli stipendi diversi tra infermieri e medici che lavoreranno nella stessa Ulss. E nessuno si è scusato con i sindaci che, convocati alle 17.30, sono arrivati a Palazzo ma hanno trovato la porta chiusa: la commissione era già finita da quasi un'ora e i consiglieri erano già andati a casa. Figuracce del Ferro Fini. La Quinta commissione era stata convocata per sentire tutti i soggetti coinvolti in merito al "pacchetto bilancio", cioè il collegato alla legge di stabilità 2017, la stessa legge di stabilità e il bilancio di previsione triennale. Erano previste almeno tre ore di audizioni in vista della seduta di domani che vedrà i consiglieri licenziare l'intera manovra.

STIPENDI DIVERSI - È stata la Cgil con il segretario regionale Daniele Giordano a denunciare la grana degli stipendi che scoppierà dal 1° gennaio 2017. Con l'ultima riforma sanitaria le Ulss sono state infatti ridotte da 21 a 9, ma anziché far nascere delle nuove Ulss come era successo vent'anni fa, si è proceduto alla fusione per incorporazione: nel caso di Venezia, ad esempio, resta l'Ulss 12 che assorbe l'Ulss 13 di Dolo-Mirano e l'Ulss 14 di Chioggia che invece cessano. Occhio: cessano anche i contratti aziendali locali delle Ulss 13 e 14. Il problema è: i medici e gli infermieri che passeranno a lavorare nella Ulss 12 che contratti avranno? Quelli originari della propria vecchia Ulss o quelli dell'Ulss "incorporante"? L'interrogativo non è di poco conto perché le Ulss venete oggi non hanno lo stesso contratto aziendale locale, ci sono infermieri che prendono di più e altri che prendono di meno. Ma finché erano in Ulss diverse era un conto, nella stessa Ulss la vicenda può portare a valanghe di contenziosi.

La proposta emersa negli uffici regionali competenti è di mantenere in vigore per tutto il 2017 i contratti attuali e, in corso d'opera, verificare di quante risorse c'è bisogno per non fare differenze di stipendio così che, dal 2018, si possa applicare un nuovo contratto uguale per tutti. Al Balbi stanno pensando anche di destinare una parte dei risparmi ottenuti dalla riorganizzazione delle Ulss ai miglioramenti salariali per l'omogeneizzazione dei contratti locali. Pare servano dai 3 ai 5 milioni di euro.

LARGO AI PRIVATI - Sempre il segretario regionale della Cgil Daniele Giordano ha segnalato in commissione, tra il silenzio generale, il via libera che l'articolo 28 del Collegato da alle cliniche private: d'ora in avanti, in virtù della "libera iniziativa economica privata" chiunque potrà aprirsi un ospedale anche se la programmazione regionale non lo prevede. «Siamo stati costretti ad "aprire" ai privati da una sentenza del Tar che peraltro abbiamo già impugnato al Consiglio di Stato» ha poi spiegato al Gazzettino l'assessore Luca Coletto. Tutto nasce a Mezzaselva, nell'Altopiano di Asiago, dove la società Progetto 33 chiede di riattivare nell'ex ospedale che era stato chiuso dei posti letto per la riabilitazione e, di fronte al rifiuto della Regione, va al Tar dove, grazie a una direttiva europea, vince. Morale: adesso chiunque potrà aprirsi un ospedale privato, la struttura dovrà rispettare i parametri fissati dalla Regione (gli stessi delle strutture pubbliche) ma non sarà accreditata, cioè non riceverà soldi del Fondo sanitario.

LO SGARBO - Alle 17.20 varca il portone del Ferro Fini Nicola De Paoli, sindaco di Masera, in rappresentanza della Conferenza dei sindaci dell'Ulss 16 di Padova. Pochi minuti dopo entra il sindaco Alessandro Bolis per l'Ulss 15. Sono stati convocati tutti alle 17.30, ma la commissione è già finita. Nell'atrio c'è solo il capogruppo di Forza Italia Massiliamo Barison, che peraltro stava uscendo pure lui: «Ci era stato detto che non sarebbe venuto più nessuno». Sbagliato. Sbotta Bolis: «E la segretaria aveva pure confermato la mia partecipazione. Se lo facessi io in municipio mi chiederebbero le dimissioni». Dalla cartella estraggono il materiale che avrebbero consegnato ai consiglieri: i servizi sociali sul territorio, dalla medicina di gruppo agli ospedali di comunità, vanno garantiti. E, aggiunge De Paoli, la quota indistinta del fondo sociale va divisa in base alla popolazione e non sulla base storica.

Il Gazzettino – 23 novembre 2016

 

NO!! RENZI GRAZIE!

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NO!! RENZI GRAZIE

L’Unione Sindacale Italiana per un chiaro NO (sociale)

ALLA MODIFICA PEGGIORATIVA DELLA COSTITUZIONE ITALIANA.

Il 4 dicembre vai a votare e vota NO

al referendum costituzionale voluto da renzi

La Costituzione è nostra e non si tocca

DICIAMO NO: alla “controriforma” della Costituzione, voluta dal governo Renzi, da confindustria, dalle banche e dall’unione europea (che pretendono maggiore mano libera per portare avanti i loro progetti e la difesa dei “loro” interessi”, che non coincidono con gli interessi delle classi lavoratrici e dei settori disagiati e sfiancati dalla crisi);

al “JOBS ACT”, alla legge MADIA (che vuole privatizzare e liberalizzare i servizi pubblici e le aziende pubbliche…), alla legge “FORNERO” , alle GRANDI OPERE INUTILI, ai tagli alla SANITA’, ALL’ISTRUZIONE sempre più mercificata e sempre meno pubblica (“labuonascuoladirenzi” L. 107/2015, sta producendo effetti nefasti dagli asili nido all’università, alla ricerca e anche alla cultura…), agli interventi sulle pensioni a favore… delle banche (o delle grandi compagnie di assicurazione, con un modello di tutela “all’americana”)

NO ad accordi di negoziazione internazionale sul libero mercato (TTIP, CETA), NO alle spese e alle missioni militari, alla guerra e alla Nato;

LOTTIAMO PER: ottenere un salario minimo intercategoriale a 1300 euro (netti), la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e di ritmi lavorativi, per l’occupazione e la “stabilizzazione” dei precari e precarie, per la piena ed efficace tutela della SALUTE e della SICUREZZA per chi lavora, negli ambienti di lavoro e sui territori, per una maggiore distribuzione delle risorse e della “ricchezza sociale” prodotta, per un reddito minimo per disoccupati e precari, per riconquistare in concreto diritti, salari, dignità e per misure di politica economica che non siano funzionali solo a chi detiene il potere economico/finanziario;

SI APRE UNA CAMPAGNA DI LUNGA DURATA DI MOBILITAZIONI E SERVE LA PARTECIPAZIONE DIRETTA DI TUTTI-E, L’AUTORGANIZZAZIONE VA PRATICATA IN MASSA…

L’Usi ricorda che il 25 novembre è la giornata internazionale contro le violenze (e le discriminazioni) sulle donne, il 26 novembre corteo nazionale a Roma.

Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912

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UDINE. VERTENZA SANGALLI VETRO.

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VERTENZA VINTA PASSAGGIO 152 OPERAI SANGALLI VETRO

di SAN GIORGIO NOGARO (UDINE)
A MULTINAZIONALE TURCA SISECAM FLAT GLASS ITALIA

(gruppo SISECAM)

SENZA APPLICAZIONE DI JOBS ACT

E ASSUNZIONE A TEMPO INDETERMINATO DEI 30 PRECARI.

 

UN ALTRO RISULTATO A FAVORE DI OPERAI, IN MAGGIORANZA AUTORGANIZZATI CON UNIONE SINDACALE ITALIANA, CONTRO LE ESIGENZE DEI PADRONI DELLE MULTINAZIONALI

L'Usi di Udine e il sindacato USI METALMECCANICI E INDUSTRIA, segnalano che dopo una vertenza durata molti mesi di procedure di risanamento, cassa integrazione e di controllo costante della rappresentanbza sindacale aziendale (in maggioranza aderente all'Usi come del resto la forza lavoro)  si è respinto un ultimo tentativo, di peggiorare rapporti di lavoro.

Nella procedura di acquisto si era aggiudicata con offerta di 90 milioni di euro, la SISECAM GLASS FLAT ITALIA (aderente alla multinazionale turca SIsecam Gorup, specializzata in lavorazione del vetro e derivati) che, in base a quanto è stabilito dal nostro attuale codice civile (articolo 2112)  avrebbe dovuto riassorbire la forza lavoro alle medesime condizioni precedenti, con un passaggio diretto delle maestranze, esperte nell'azienda udinese, una delle poche in Italia nel settore ancora "recuperabile" alla produzione e con una percentuale del 54% di proprietà della Regione Friuli Venezia Giulia.

Invece la neo proprietà turca, voleva licenziare tutti i 152 operai (ci sono anche 30 con contratti a tempo determinato e circa 50 addetti dell'indotto dell'azienda) e...RIASSUMERLI CON L'APPLICAZIONE DEL JOBS ACT (D. legislativo 183 2014), COME SE FOSSERO NUOVI ASSUNTI E CON TUTTE LE PENALIZZAZIONI E MINORI TUTELE DI QUELLA LEGGE, SPONSORIZZATA DAL GOVERNO RENZI.

Netta l'opposizione del sindacato che organizza la maggioranza degli operai e che ha una maggioranza assoluta nella rappresentanza sindacale interna, L'Unione Sindacale Italiana.

Si mantiene lo stato di agitazione, si preannuciano ricorsi legali e iniziative di tutela, si mettono in stato di mobilitazione gli operai...

Dopo uno scambio di "opinioni" tra Usi e neo proprietari, si risolve con una DISPONIBILITA' DEI RESPONSABILI DELLE POLITICHE INDUSTRIALI DELLA SOCIETA' DEL GRUPPO TURNO,  AL PASSAGGIO DIRETTO DI TUTTA LA FORZA LAVORO, OLTRE ALLA CONVERSIONE A TEMPO INDETERMINATO DEI 30 A TEMPO DETERMINATO (precari).

Accordo che sarà siglato il 6 ottobre 2016.

Il segretario dell'Usi Renato Grego (28 anni di acciaieria e una notevole esperienza di lotte operaie) mantiene lo stato di agitazione e verificherà se sarà operativo il passaggio diretto dalla società italiana a quella turca e la sottoscrizione dei nuovi contratti, compresa la stabilizzazione dei precari, come promesso dai nuovi proprietari.

Una frecciata lanciata anche ai sindacati cgil cisl uil, che negli anni scorsi avevano firmato accordi per la riduzione del personale e avevano fatto poca tutela della condizione salariale, normativa e di difesa della forza lavoro, prima dell'ingresso e dell'autorganizzazione operaia di massa, con Usi.

I RAPPORTI DI FORZA HANNO PERMESSO ANCHE QUESTA VOLTA, IN QUESTA IMPORTANTE AZIENDA FRIULANA DEL SETTORE, AGLI OPERAI DI RESPINGERE LE PESSIME LEGGI COME IL JOBS ACT, grazie al sostegno e alle indicazioni dell'Usi e la pratica di massa dell'autodifesa collettiva e dell'autorganizzazione. Come ha dichiarato il segretario dell'Usi, si è seduto al tavolo con il management e i responsabili della SIsecam, per difendere gli operai e dare una dimostrazione di buone fede e correttezza con i dirigenti del gruppo multinazionale turco, il 6 ottobre lo farà  per sottoscrivere
l'accordo sindacale, ma quella sarà l'ultima volta che siederà ad un tavolo con  quei sindacati  messi in minoranza dagli stessi operai.

UN ALTRO COLPO A FAVORE DEGLI OPERAI E DELLA PRATICA DELL'AUTORGANIZZAZIONE SINDACALE, che come 100 anni fa, hanno trovato nell'Unione Sindacale Italiana la loro organizzazione di riferimento, in grado di fornire valido ausilio e strumento per lo sviluppo di lotte e conflitti e di permettere i giusti rapporti di forza, utili per la difesa di condizioni di lavoro, di sicurezza e salariali. Si è consapevoli però che non bisogna mai abbassare la guardia e   che ogni risultato positivo, ogni vittoria nelle vertenze, va verificata, controllata, mantenuta e  consolidata, per farne un esempio praticabile anche in altri posti di lavoro, oltre che per mantenere e rafforzare i risultati ottenuti con la lotta, la tenacia di lavoratori, lavoratrici nei luoghi di lavoro e nei territori dove essi sono inseriti

(In allegato, articolo da Il Messaggero Veneto)

Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

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sito nazionale ufficiale

www.unionesindacaleitaliana.ue

 

I turchi licenziano. Protesta l’Usi.

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I turchi licenziano i dipendenti per riassumerli col Jobs act

Alla Sangalli Vetro di San Giorgio di Nogaro. La comunicazione di Sisecam è stata già inoltrata.

Protesta l’Usi: una decisione senza accordo sindacale.

SAN GIORGIO DI NOGARO. Si profila lo scontro sindacale tra l’Usi (Unione sindacale italiana) e la turca Sisecam Flat Glass Italia sul “trasferimento” dei 152 addetti dalla Sangalli Vetro Porto Nogaro spa alla nuova proprietà.

La Sisecam ha annunciato che vorrebbe «in totale violazione dell’articolo 2112 del codice civile e in virtù della riforma del lavoro del governo, licenziare e riassumere tutti i lavoratori passando per un accordo sindacale. Questa organizzazione sindacale dice no». Il sindacato non ci sta e si dice pronto a dare battaglia.

Oggi intanto i rappresentanti dell’Usi incontreranno nello stabilimento dell’Aussa Corno la nuova proprietà: nell’occasione hanno convocato anche i confederali non rappresentativi in questa azienda.

Il 28 si terrà invece un’assemblea plenaria con i lavoratori e nella serata dello stesso giorno alle 17.30 convocheranno una conferenza stampa a Udine per spiegare la situazione, dove saranno presenti i segretari e le Rsa della Sangalli.

La Sisecam Flat Glass Italia srl del gruppo turco Sisecam con sede a Istanbul, specialista mondiale del vetro da tavola, contenitori alimentari, finestre e fibre di vetro, con 21 mila addetti distribuiti in 13 Paesi, si è aggiudicata per 90 milioni di euro la Sangalli Ventro Porto Nogaro spa in concordato preventivo, battendo l’americana Guardian che offriva 54,5 milioni di euro.

La società turca risultava infatti il soggetto con maggiori garanzie sotto il profilo delle capacità di assorbimento, sviluppo e incremento del businness attualmente condotto da Sangalli.

Entro il 31 ottobre il passaggio di proprietà verrà ufficializzato dalla firma del contratto: fino ad allora la Regione resta socia attraverso Friulia al 54 per cento della Sangalli.

L’azienda ha un’esposizione debitoria

pari a 117 milioni di euro che verranno ripianati con i proventi dell’acquisto e con gli introiti derivanti dall’attività produttive ante Sisecam.

Oltre ai 152 dipendenti, Sangalli Vetro produce un indotto che conta per una cinquantina di addetti.


di Francesca Artico

 

   

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