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(in fase di nuova elaborazione)

I turchi licenziano. Protesta l’Usi.

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I turchi licenziano i dipendenti per riassumerli col Jobs act

Alla Sangalli Vetro di San Giorgio di Nogaro. La comunicazione di Sisecam è stata già inoltrata.

Protesta l’Usi: una decisione senza accordo sindacale.

SAN GIORGIO DI NOGARO. Si profila lo scontro sindacale tra l’Usi (Unione sindacale italiana) e la turca Sisecam Flat Glass Italia sul “trasferimento” dei 152 addetti dalla Sangalli Vetro Porto Nogaro spa alla nuova proprietà.

La Sisecam ha annunciato che vorrebbe «in totale violazione dell’articolo 2112 del codice civile e in virtù della riforma del lavoro del governo, licenziare e riassumere tutti i lavoratori passando per un accordo sindacale. Questa organizzazione sindacale dice no». Il sindacato non ci sta e si dice pronto a dare battaglia.

Oggi intanto i rappresentanti dell’Usi incontreranno nello stabilimento dell’Aussa Corno la nuova proprietà: nell’occasione hanno convocato anche i confederali non rappresentativi in questa azienda.

Il 28 si terrà invece un’assemblea plenaria con i lavoratori e nella serata dello stesso giorno alle 17.30 convocheranno una conferenza stampa a Udine per spiegare la situazione, dove saranno presenti i segretari e le Rsa della Sangalli.

La Sisecam Flat Glass Italia srl del gruppo turco Sisecam con sede a Istanbul, specialista mondiale del vetro da tavola, contenitori alimentari, finestre e fibre di vetro, con 21 mila addetti distribuiti in 13 Paesi, si è aggiudicata per 90 milioni di euro la Sangalli Ventro Porto Nogaro spa in concordato preventivo, battendo l’americana Guardian che offriva 54,5 milioni di euro.

La società turca risultava infatti il soggetto con maggiori garanzie sotto il profilo delle capacità di assorbimento, sviluppo e incremento del businness attualmente condotto da Sangalli.

Entro il 31 ottobre il passaggio di proprietà verrà ufficializzato dalla firma del contratto: fino ad allora la Regione resta socia attraverso Friulia al 54 per cento della Sangalli.

L’azienda ha un’esposizione debitoria

pari a 117 milioni di euro che verranno ripianati con i proventi dell’acquisto e con gli introiti derivanti dall’attività produttive ante Sisecam.

Oltre ai 152 dipendenti, Sangalli Vetro produce un indotto che conta per una cinquantina di addetti.


di Francesca Artico

 

 

Avvelenamento di acque e disastro ambientale

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Pfas in Veneto, la commissione parlamentare Ecomafie: reati di avvelenamento di acque e disastro ambientale

Acqua-analisi

«Avvelenamento di acque destinate all'alimentazione». Questo è il principale reato che secondo la Commissione parlamentare d'inchiesta sugli illeciti ambientali, o sulle «ecomafie» che dir si voglia, sussiste in merito alla contaminazione da Pfas. Un crimine al quale, peraltro, vanno aggiunti quelli di disastro ambientale reversibile e delitto colposo contro l'ambiente. La relazione pubblicata in questi giorni dall'organismo assembleare, che ha come relatori gli onorevoli Alessandro Bratti e Miriam Cominelli del Pd e Alberto Zolezzi dei Cinque stelle, dipinge un quadro inquietante. Un quadro che, peraltro, è destinato ad assumere in prospettiva tinte ancora più fosche. «Per quanto ampia (è formata da più di 460 pagine, ndr) la relazione relativa al solo Veneto scaturita dal lavoro della commissione comprende anche una parziale, per quanto significativa, anticipazione in merito agli approfondimenti compiuti sul tema-Pfas», spiega Zolezzi.

Dopo aver vagliato le varie questioni relative alla gestione dei rifiuti, infatti, la commissione ha realizzato un consistente supplemento di indagini dedicate esclusivamente all'inquinamento da sostanze perfluoro-alchiliche. Quella contaminazione dovuta a composti chimici utilizzati per una lunga serie di produzioni, «che vede un inquinamento della falda esteso per circa 160 chilometri quadrati nelle province di Verona, Vicenza e Padova». «Questa attività è durata sino a pochi giorni fa», continua Zolezzi, «per cui ora è pensabile che si possa arrivare a fare sintesi di questo consistente lavoro entro al massimo un mese».

DALLA PAURA ALLE RESPONSABILITÀ. «L'allarme nelle popolazioni interessate da tale fenomeno è notevolissimo», afferma nella sua relazione la commissione. La quale non cita solo le fonti istituzionali venete, come la Regione e l'Arpav, ma anche le indagini compiute dall'Istituto di ricerca sulle acque del Cnr (Irsa) e, sottolineando la mancanza di limiti di potabilità nazionali e comunitari, afferma che «nel bacino Agno- Fratta-Gorzone i limiti di riferimento statunitensi e tedeschi sono stati ampiamente superati».

«L'origine della contaminazione è stata individuata dall'Arpav negli scarichi dell' azienda chimica Miteni spa di Trissino», ricorda la commissione. La quale, pur spiegando che la ditta si è attivata installando dei pozzi-barriera a Sud dello stabilimento, afferma che secondo l'Arpav è responsabile anche della presenza dei Pfas nei reflui trasportati nel Veronese dal «tubo». Il collettore che fa finire a Cologna, scaricandoli nel Fratta-Gorzone, gli scarichi di cinque depuratori della provincia berica.

INTERVENTI E PERICOLI. L'adozione da parte della Miteni di contromisure imposte dall' Arpav ha provocato «qualche miglioramento». Il quale è però dovuto anche al fatto che la ditta ora produce sostanze parzialmente diverse. «Considerato che essa è posta in un'area di ricarica, resta però altamente probabile che questa situazione contribuisca all'inquinamento della falda acquifera a valle, tanto più che è possibile presagire una contaminazione di natura storica», ammoniscono i parlamentari. I quali ricordano che anche attualmente acque di raffreddamento degli impianti di Miteni vengono scaricate direttamente nell'ambiente, nel torrente Poscola, senza nessuna depurazione.

SOLUZIONI E AZIONI GIUDIZIARIE. «Appare necessario installare idonei impianti di trattamento, che abbattano efficaciemente tutti Pfas», sia quelli che venivano prodotti negli anni passati che quelli che attualmente lavora la Miteni. Per imporre tali misure alla ditta, però, «è necessario che la Regione fissi innanzitutto i limiti, così come indicati dall'Istituto superiore di Sanità, anche per gli scarichi che confluiscono al depuratore consortile». La commissione, dopo aver ricordato che gli acquedotti sono stati dotati di filtri a carboni attivi ed aver invocato una nuova campagna di analisi degli scarichi da parte di Arpav, rimarca, comunque, che tutte queste considerazioni «prescindono totalmente dall'intervento del ministero o della Regione». Insomma, secondo la commissione, i reati sono già perseguibili dalla magistratura.

Luca Fiorin – L’Arena – 7 luglio 2016

 

Continuazione del servizio di salvamento.

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RIMINI 8 Settembre 2015

Al Sindaco di Rimini Gnassi Andrea

Assessore Demanio Biagini

epc . Comandante Porto Rimini

Associzione Marinai di Salvataggio Prov. Rimini

 

Oggetto: ordinanza Balneare Comune di Rimini. Urgente Richiesta di continuazione servizio di salvamento dal 14 al 20 Settembre.

Elenchiamo sinteticamente le motivazioni della richiesta sopra in oggetto scaturita da attento confronto e riflessione.

1) Le previsioni del tempo per la prossima settimana sono buone.

2) Se la stagione coperta da servizio di salvamento dovesse finire il 13 Settembre ci sarebbero 7 giorni in meno rispetto all'anno scorso . Questo significherebbe che la “Città Turistica di Rimini “ riserverebbe 7 giorni in meno di risorse destinate alla salvaguardia della vita in mare. Chiediamo quindi che non vengano “sottratti” 7 giorni di servizi per i turisti presenti con conseguente diminuzione anche di reddito agli addetti marinai di salvataggio.

3) Poniamo attenzione del fatto che molti alberghi hanno il tutto esaurito fino al 20 Settembre.

4) La casistica degli anni scorsi ci riporta casi di turisti affogati dopo avere richiesto inutilmente aiuto (20 Settembre 2013, 17 Settembre 2014).

5) Le spiagge libere sarebbero completamente senza presidio. Alcuni colleghi della scrivente sono in passato intervenuti volontariamente a presidiare zone affollate fuori stagione ma in seguito a incidenti gravi tale pratica non è più accettabile.

6) Non ci sembra possibile che la città ospiti turisti che vengono ignari in spiaggia pensando che ci siano servizi- Troveranno infatti torrette montate e mosconi ma niente personale e nessuna indicazione o avviso d'impatto efficace del pericolo.

Confidiamo che le riflessioni e le informazioni riportate possano essere utili alla applicazione della flessibilità di continuazione con emanazione di ordinanza balneare integrativa nell'interesse della Città Turistica, degli Ospiti Turisti e dei lavoratori Marinai di salvataggio-

Unione Sindacale Italiana

Marinai di salvataggio

autogestiti

 

   

NO ALL'ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA

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Firma e diffondi!

http://www.coordinamentonoausterity.org/noaccordorappresentanza/

 

APPELLO ALLA LOTTA

CONTRO L'ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA

Sostieni anche tu la campagna!

DIFENDIAMO IL SINDACALISMO CONFLITTUALE E DI LOTTA PER CONTRASTARE LE POLITICHE DI AUSTERITY, RAZZISTE, DI SFRUTTAMENTO E DI REPRESSIONE!

DIFENDIAMO LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE E IL DIRITTO DI SCIOPERO!

 

Il 10 gennaio 2014 i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Ugl hanno firmato, insieme con i rappresentanti di Confindustria, un accordo ("Testo unico sulla rappresentanza") che azzera la democrazia sindacale nelle aziende private, estendendo - e peggiorando - il modello Fiat-Pomigliano a tutte le aziende private. Confindustria (poi anche Confcooperative, Lega Coop e Agci), Cgil, Cisl e Uil, Ugl con questo testo hanno deciso di cancellare la democrazia sindacale nei luoghi di lavoro.

 

Cosa prevede questo accordo?

 

Soltanto i sindacati che "accettino espressamente, formalmente e integralmente i contenuti del presente accordo" e i conseguenti regolamenti elettorali possono:

a) concorrere senza veti e limitazioni alle rsu/rsa;

b) partecipare (se considerati "rappresentativi" di almeno il 5% dei lavoratori di un settore) alla contrattazione collettiva e aziendale;

c) essere riconosciuti dalle aziende come sindacati rappresentativi ed aver diritto alle trattenute in busta paga.

In cambio di questo, i sindacati firmatari del Testo Unico sulla Rappresentanza devono rinunciare al diritto di indire liberamente lo sciopero e si impegnano a moderare l'ostilità contro le aziende, rinunciando di fatto alla lotta. I sindacati firmatari, infatti, non potranno più organizzare iniziative di sciopero o di contrasto contro un contratto/accordo (aziendale o nazionale) sottoscritto dal 50% + 1 delle rsu/rsa o dai sindacati maggioritari di categoria, salvo incorrere nella soppressione dei diritti sindacali e in sanzioni economiche che possono ricadere anche sui lavoratori. Addirittura, i sindacati firmatari non potranno organizzare proteste o scioperi durante le fasi di trattativa!

E' un ulteriore attacco al diritto di sciopero nel lavoro privato, che si aggiunge alle già pesanti limitazioni nel pubblico impiego, nei trasporti, nella sanità e nei cosiddetti "servizi essenziali", settori dove non è possibile organizzare scioperi prolungati e che oggi subiscono un ulteriore attacco da parte del governo.

Firmare questo accordo significa contribuire alla distruzione del sindacato come strumento di lotta a difesa dei lavoratori e della lavoratrici!

Un grave attacco ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici

 

Il Testo Unico attacca soprattutto i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, a cui sarà negata la possibilità di scegliere liberamente i propri rappresentanti sindacali nei posti di lavoro e che, soprattutto, rischiano di dover subire in silenzio accordi al ribasso, sia sul piano salariale che dei diritti.

Si tratta di un accordo liberticida che obbliga tutti i sindacati firmatari alla concertazione, cancella la democrazia della rappresentanza e il diritto di dissenso dei lavoratori, priva lavoratori e lavoratrici dei principali strumenti a loro disposizione per respingere gli attacchi dei padroni e del governo: gli scioperi e l'azione sindacale conflittuale.

Troppi sindacati lo hanno firmato!

 

Purtroppo, dopo una forte iniziale mobilitazione unitaria contro il Testo Unico - che ha coinvolto numerosi sindacati, dalla Fiom ai sindacati di base - e nonostante il successo della campagna contro la firma dell'accordo vergogna, promossa dal Coordinamento No Austerity e sostenuta da varie sigle sindacali e comitati di lotta, persino alcuni sindacati conflittuali hanno deciso di firmare il testo unico.

La Fiom si sta presentando nella maggioranza delle elezioni rsu e rsa sottoscrivendo i contenuti dell'accordo, dopo che la direzione nazionale Fiom ha abbandonato la battaglia contro la firma all'interno della Cgil. Persino le direzioni nazionali di Cobas Lavoro Privato, Snater, Orsa e recentemente di Usb hanno deciso di cedere al ricatto padronale, firmando questo accordo vergognoso.

Noi pensiamo che quanti più sindacati firmano questo accordo vergognoso tanto più si indebolisce la lotta contro il Jobs Act, contro i licenziamenti, contro il razzismo e contro tutte le misure governative di austerity e privatizzazione. I dirigenti sindacali che firmano l'accordo rinunciano di fatto a lottare per respingerlo e aprono la strada a una nuova legge contro il diritto di sciopero, di rappresentanza e di libera espressione: una legge già annunciata dal governo, che, come dimostrano le sempre più frequenti dichiarazioni di ministri e parlamentari, tenterà di cancellare ogni minimale diritto di dissenso.

 

Rilanciamo la campagna contro l'accordo della vergogna e per la difesa del diritto di sciopero!

 

Contro lo sfruttamento di padroni e governo i lavoratori devono organizzarsi autonomamente attraverso rappresentanti che siano espressione delle lotte e non con finti delegati, servi dei diktat aziendali, con le mani legate e privi di concreti strumenti di opposizione sindacale.

E' necessario e urgente rilanciare la battaglia contro l'accordo della vergogna sulla rappresentanza, parallelamente alla campagna contro la repressione delle lotte e del dissenso. Difendere il sindacalismo conflittuale e il diritto di sciopero è un primo fondamentale passo per una mobilitazione unitaria e coordinata contro le politiche di austerity imposte dal governo (tra cui il Jobs Act) e contro la privatizzazione di Sanità, Trasporti, Scuola (la cosiddetta "Buona scuola"), che speculano sul costo del lavoro e dismettono i servizi pubblici essenziali.

Mobilitiamoci a difesa dei diritti democratici e delle lotte antifasciste e solidali, contro il razzismo e contro il maschilismo!

 

Il nostro appello: firmalo anche tu!

 

I sottoscrittori di questo appello:

1) Chiedono a tutti i lavoratori e alle organizzazioni sindacali di lotta di mobilitarsi per la democrazia della rappresentanza e per il diritto di sciopero, combattendo l'accordo vergogna sulla rappresentanza e tutte le misure antisciopero.

2) Chiedono ai gruppi dirigenti nazionali di Fiom, Cobas Lavoro Privato, Usb, Snater, Orsa, di ritirare la firma al Testo unico sulla rappresentanza in qualsiasi istanza (nazionale, di categoria, aziendale) e agli attivisti sindacali delle organizzazioni sindacali firmatarie di non riconoscere nelle singole realtà aziendali la legittimità di elezioni rsu/rsa conformi all'accordo vergogna.

3) Sostengono e diffondono unitariamente tutte le iniziative, anche interne alle organizzazioni sindacali, contro l'accordo della vergogna, dando la disponibilità a costruire momenti di informazione per i lavoratori nei luoghi di lavoro e nei territori.

4) Rilanciano la battaglia contro il Jobs Act e contro tutte le politiche di austerity, razziste e autoritarie del governo Renzi!

 

Prime adesioni collettive all'appello:

 

No Austerity - Coordinamento delle Lotte

Confederazione sindacale USI

Cub Toscana

Cub Piemonte

Coordinamento Operai Cub Pirelli (Bollate)

Alp-Cub (Associazione Lavoratori Pinerolesi aderente alla Cub)

Flmuniti-Cub Ferrari

Cub Sur Modena

Coordinamento provinciale Flmu-Cub Frosinone

Cub Sanità Salerno dell'AOU Ruggi d'Aragona

Flmuniti Cub Parma

Allca-Cub Bolzano

Cub Caltanissetta

Cub Sanità Cremona

Rsu Cub Istituti Ospedalieri di Cremona

Attivisti Cub Vicenza

Slai Cobas Tpl Toscana

Slai Cobas - Coordinamento provinciale di Chieti

Slai Cobas - Coordinamento provinciale Termoli-Campobasso

Rsa Fiom Ferrari

Rsu Fiom OM Carrelli Bari

Il sindacato è un'altra cosa Opposizione Cgil (Cremona)

Rsa Fisac-Cgil Equitalia Nord - Cremona

Rsu Fiom La protec di S.Giovanni in croce

Operai Fiat Irisbus Resistenza Operaia

Si.Cobas Esselunga di Pioltello

Lavoratori delle cooperative in lotta

Usb P.I. Vimodrone

Coordinamento Pugliese Lavoratori in Lotta

Rete Operaia Val Seriana

Precari della scuola in lotta

Coordinamento Migranti di Verona

Operaie Jabil-Nokia di Cassina de' Pecchi

Rete di sostegno attivo Jabil-Nokia-Siemens

Associazione Mariano Ferreyra

Donne in Lotta di No Austerity

Associazione Terra Nuestra (Donne Immigrate)

 

L'USI Sicilia prende atto.

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La  PIAZZETTA  U.S.I.  –  La  NOSTRA  VOCE  –  COMUNICATO n.9

Mercoledì - 17 giugno 2015

Carissime Colleghe e Colleghi,

LEGGETE  ATTENTAMENTE

L'Unione Sindacale Italiana,

inerentemente allo sciopero regionale di categoria, degli addetti alle ex Province Regionali della Sicilia, proclamato da cgil, cisl, uil e csa, per giorno 23 giugno prossimo,

E S P R I M E

il proprio dissenso per come è portata avanti la gestione dell'EPOCALE VERTENZA da parte delle sopra-elencate sigle sindacali, non solo per non aver MAI CONSULTATO e COINVOLTO i Sindacati di Base e neanche il Coordinamento interprovinciale delle RSU, ma ancor più grave per aver indetto lo sciopero senza aver coinvolto le altre sigle sindacali, di fatto si muovono settariamente, di fatto hanno sancito la  FINE DELLA PACE SINDACALE prima di cominciare.

Si ricorda che, giorno 21 maggio scorso, tali sigle hanno chiesto IN SORDINA, all'Assessore Regionale al ramo Ettore Leotta di essere ricevuti, ma la cosa grave è che si sono mossi alla stessa stregua anche quando ci sono stati i sit-in avanti le prefetture siciliane.

L'USI Sicilia prende atto di ciò e ANNUNCIA

che proseguirà la Lotta, per la salvaguardia del nostro posto di lavoro, insieme alle  realtà sindacali di base e non, che vorranno percorrere un cammino univoco.

Per TALI  MOTIVI  l’U.S.I. Sicilia dichiara la propria totale indipendenza sindacale ed annuncia anche che non aderirà ad alcuna iniziativa intrapresa da organizzazioni che non sono disponibili al dialogo con l’USI Sicilia a cominciare dallo scioperò del 23 giugno prossimo, l’USI annuncia che attiverà iniziative autonome.

Ci rivolgiamo a Te Collega, UNISCITI a NOI contattaci e lavoriamo insieme alla luce del sole Senza Tradimenti, il Sindacato Sei Tu, VIVILO.

ADERISCI  all’USI, fallo forte, diventa Protagonista della Tua Lotta.

DIFENDIAMO INSIEME IL NOSTRO POSTO DI LAVORO

gradita Vostra opinione

Contattaci

USI  Sicilia

(Segr. Regionale USI Sicilia)

Lorenzo Petix

3283682259

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