No offese a controparte. Risarcimento danni

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L'OFFESA ALL'ONORE E AL DECORO DELLA CONTROPARTE, NEGLI SCRITTI
DIFENSIVI, COMPORTA L'OBBLIGO DI RISARCIRE IL DANNO NELLA SOLA
IPOTESI IN CUI LE ESPRESSIONI OFFENSIVE NON ABBIANO ALCUNA
RELAZIONE CON L'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI DIFESA

- In base all'art. 89 cod.
proc. civ. (Cassazione Sezione Terza Civile n. 14552 del 22 giugno 2009, Pres.
Varrone, Rel. Filadoro).



Nel conflitto tra il diritto a svolgere la difesa giudiziale nel modo più largo ad insindacabile ed il diritto della controparte al decoro ed all'onore, l'art. 89 cod. proc. civ. ha attribuito la prevalenza al primo, nel senso che l'offesa all'onore ed al decoro della controparte comporta l'obbligo del risarcimento del danno nella sola ipotesi in cui le espressioni offensive non abbiamo alcuna relazione con l'esercizio del diritto di difesa. Siffatto obbligo non sussiste, invece, nel caso in cui le suddette espressioni, pur non trovandosi in un rapporto di necessità con le esigenze della difesa, presentino, tuttavia, una qualche attinenza con l'oggetto della controversia e costituiscano, pertanto, uno strumento per indirizzare la decisione del giudice a vincere la lite.



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