PER UN MONDO SENZA FRONTIERE

Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Maggio 2022 15:57 Scritto da Sandro Mercoledì 04 Maggio 2022 15:51

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Unione Sindacale Italiana

Segreteria Nazionale Collegiale


PER UN MONDO SENZA FRONTIERE

L’attacco insensato della Russia all’Ucraina imprime una svolta profonda nelle guerre che investono il Paese, allargando il numero dei conflitti già presenti nel pianeta ben oltre le regioni dell’Ucraina.

È necessario per noi tutte/i prendere le distanze dalla guerra e dalla propaganda militarista gridando no alla guerra.

Prendiamo le distanze del governo Draghi e da coloro che vedono nel riarmo la soluzione del problema.

La via diplomatica alla fine del conflitto e alla pace non può essere delegata a chi vede nel riarmo la soluzione ai conflitti in atto nel nostro pianeta.

Sono i proletari che vanno in guerra e muoiono, uomini donne e bambini che vengono feriti, mutilati e uccisi.

La Guerra va condannata ovunque e sempre, non vi sono guerre buone o cattive.

Oggi come ieri, si combatte e si muore a difesa dei confini; gli uomini e le donne vengono mandati a morire per difendere una terra un confine e gli interessi del dominante di turno.

Alla fine del conflitto le nostre condizioni di vita non saranno migliori rimarremo maggiormente sfruttati e più mercificati.

L’Occidente che inneggia ai diritti nazionali dell’Ucraina, esponendo vessilli e bandiere degli ucraini si scorda degli oltre cinquanta conflitti nel mondo; dall’Irlanda alla Palestina, al Kurdistan, ai popoli oppressi dell’Africa e del Sud America popoli tutti sacrificati all’altare del profitto.

Il prezzo più alto di questa follia umana incarnata dal potere e dal profitto ricadrà pesantemente e in modo irreversibile sulla pelle di noi lavoratori sia in Russia che in Ucraina.

La corsa forsennata al riarmo impoverirà ulteriormente i nostri salari e i margini di libertà, che è il bene più prezioso, si ridurranno.

L’economia globale non escluderà nessuno dalle difficoltà economiche che ogni proletario sarà costretto ineluttabilmente a subire.

Esultano invece i produttori di farmaci e tutto ciò che è legato all’economia del dolore e della morte.

Esultano i venditori di armi, di cemento e ferro, i produttori di merci di prima necessità, i petrolieri e gli speculatori nazionali e internazionali della finanza quando avverrà la ricostruzione del paese e sarà dimenticata la guerra e i tanti morti ammassati in fosse comuni.

I lavoratori i proletari di tutto il mondo non hanno nazioni e confini!!

Vogliono e credono nella la cooperazione tra popoli.

E sono in piazza per gridare

NO AL MILITARISMO!

NO ALLA GUERRA!

NO AL RIARMO!

CONTRO OGNI IMPERIALISMO!

USI Unione Sindacale Italiana

20.05.2022.cicloinpropio

 

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