USI Rimini. Intervengono sulla sicurezza Balneare.

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I MARINAI DI SALVATAGGIO.

La discussione è aperta sul mese di settembre.

RIMINI

"Nel settembre 2011 a stagione balneare ufficiale chiusa, ma con migliaia di persone in acqua, molte città della costa non sono riuscite a intervenire in alcun modo a salvaguardia della vita in mare.

Non è ammessibile che ciò si ripeta". A sostenerlo è l'Unione sindacale italiana dei marinai di salvataggio che chiede di cambiare l'ordinanza regionale.

Così come l'associazione dei marinai di salvataggio e la Nettuno società cooperativa.

Voglio che "l'ordinanza balneare regionale 2012 preveda esplicitamente che i Comuni, con propria ordinanza integrativa, possano anticipare e/o prolungare l'attività obbligatoria del servizio di salvataggio in rapporto all'ampliamento della durata della stagione balneare e del periodo di apertura degli stabilimenti balneari oltre i termini minimi previsti".

E non c'è motivazione che possa portare a ripetere i rischi dell'anno scorso. "Le categorie dei concessionari dicono di non avere risorse per garantire il servizio di salvamento sia pure con le attività aperte?

- fa notare l'Unione sindacale -.

La stagione balneare si è fortunamente protratta con positiva ricaduta economica per tutta la città? Allora è necessario intervenire, ogni parte sociale faccia quello che può e che questo non sia l'indifferenza letale".

In pratica ciò che è successo durante l'ultima stagione estiva.

"Nessuno è intervenuto se non alcuni marinai di salvataggio che, dopo avere denunciato pubblicamente il pericolo, hanno cercato di fare ciò che potevano, anche presidiando gratuitamente, in nome della sicurezza in mare, in tre weekend alcune zone affollate".

Dal quotidiano di Rimini.