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UNA SCUOLA SOTTO ASSEDIO!

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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Gennaio 2018 09:06 Scritto da Sandro Venerdì 26 Gennaio 2018 09:02

REPRESSIONE E DENUNCIE

UNA SCUOLA SOTTO ASSEDIO!

Sono state recapitate le denuncie nei confronti dei lavoratori della scuola che il 10 novembre hanno scioperato e manifestato davanti al Miur.

I capi d accusa sono manifestazione non autorizzata e resistenza a pubblico ufficiale,imputazioni spropositate per fatti irrilevanti,ma che hanno visto uno dei manifestanti riportare ferite abbastanza serie.

Chiaro che  l’ intento è quello  intimidatorio,  finalizzato a criminalizzare ogni dissenso verso i piani di distruzione continua  del sistema scolastico. Noi come Usinnon resteremo a guardare mentre ci vengono fatti passare provvedimenti umilianti per la nostra dignità di lavoratori, non accetteremo firme di contratti che peggiorano le nostre già terribili condizioni di lavoro, per avere un obolo miserabile!l L’USI, da sempre a fianco delle lotte dei lavoratori della scuola,(vedi l’appoggio come sindacato Usi SURF alle lotte delle maestre precarie e la proclamazione anche nel comparto scuola dello sciopero generale per l’8 marzo) esprime piena solidarietà ai denunciati.

Non bastano polizia e sindacati venduti a fermare la nostra lotta.

Roma 25.01.2018

SEGRETERIA USI SURF

 

 

Ricchi sempre più ricch. E' una guerra!

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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Gennaio 2018 15:12 Scritto da Sandro Martedì 23 Gennaio 2018 15:06

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri.

Ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri. Il divario cresce, nel mondo e anche in Italia.

 

  • L’1% più ricco della popolazione mondiale continua a possedere quando il restante 99%.
  • Ma si arricchisce sempre di più: l’82% dell’incremento di ricchezza netta registrato nel mondo tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato in tasca a questi Paperoni.
  • Nemmeno un centesimo, invece, è finito alla metà più povera del pianeta, che conta 3,7 miliardi di persone.

 

Il contrasto è evidente visto che, conti alla mano, ogni due giorni si registra l’arrivo di un nuovo miliardario.

Davos, i protagonisti del Forum economico: che ci fanno Elton John e Cate Blanchett?

 

Disuguaglianze

L’ong britannica Oxfam ha pubblicato un nuovo rapporto sulla ricchezza nel mondo alla vigilia del World Economic Forum di Davos, che vedrà riuniti nella cittadina svizzera il gotha mondiale dell’economia e della politica proprio per discutere di disuguaglianze. «Ricompensare il lavoro, non la ricchezza», è il titolo del report che utilizza i dati elaborati dal Credit Suisse tenendo conto di nuove informazioni che arrivano sui nuovi ricchi di Russia, Cina e India. Il rapporto si sintetizza in due parole: «miseri e disuguali». «Un miliardario ogni due giorni non è sintomo di un’economia fiorente se a pagarne il prezzo sono le fasce più povere e vulnerabili dell’umanità», afferma la presidente di Oxfam Italia, Maurizia Iachino.

 

Qui Italia

La sezione italiana dell’organizzazione, in vista delle elezioni , ha inviato una lettera ai candidati premier: un’indagine realizzata da Demopolis per l’organizzazione indica che i l 61% degli italiani percepisce una crescita della disuguaglianza nel Paese. Per questo la lettera propone interventi su fisco, lavoro, spesa pubblica. L’Italia è infatti parte integrante della fotografia mondiale che vede contrasti. La ricchezza è sempre più concentrata in poche mani.

 

  • A metà 2017 il 20% più ricco degli italiani deteneva oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, il successivo 20% ne controllava il 18,8%, lasciando al 60% più povero appena il 14,8% della ricchezza nazionale.
  • In Italia - è un’altro dei dati allarmanti - la quota di ricchezza dell’1% più ricco degli italiani supera di 240 volte quella detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione.

 

Il divario, poi, cresce.

Nel periodo 2006-2016 la quota di reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuita del 28%, mentre oltre il 40% dell’incremento di reddito complessivo registrato nello stesso periodo è andato al 20% dei percettori di reddito più elevato. Così nel 2016 - gli ultimi dati confrontabili disponibili - l’Italia occupava la ventesima posizione su 28 paesi Ue per la disuguaglianza di reddito disponibile.

 

Moda sotto la lente

L’indice di Oxfam, in quest’ultimo rapporto, è puntato sul lavoro, sempre più sotto-retribuito e precario, pieno di abusi e rischi. «Basta pensare - spiega Maurizia Iachino - che oggi il 94% degli occupati nei processi produttivi delle maggiori 50 compagnie del mondo è costituito da persone «invisibili’ impiegate in lavori ad alta vulnerabilità senza adeguata protezione».

Un dato rende bene il paradosso di un lavoro meno pagato della ricchezza. Nel settore dell’abbigliamento gli azionisti dei cinque principali «marchi» hanno riscosso nel 2016 dividendi per 2,2 miliardi di dollari: basterebbe un terzo di questa cifra per garantire un salario dignitoso a 2,5 milioni di vietnamiti che lavorano nello stesso settore, producendo un capo che magari ora stiamo indossando.

Ma il divario è anche tra lavoro e lavoro: basta un giorno da amministratore delegato in Usa per guadagnare quanto un lavoratore della stessa compagnia in un solo anno.

Proprio per questo, tra le proposte di Oxfam, c’è quella di porre un tetto ai superstipendi dei top manager per impedire che il divario superi il rapporto 20 a 1.

 

   

Pensioni 2018 e ....................

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Gennaio 2018 16:31 Scritto da Sandro Giovedì 18 Gennaio 2018 15:43

Pensioni 2018 in 10 risposte

Regole

  • Con la firma lo scorso 12 gennaio degli accordi tra ministeri Abi e Ania per la copertura finanziaria e assicurativa dell'Ape volontario o aziendale è scattato l'ultimo conto alla rovescia per l'attivazione di queste due innovative modalità di anticipo flessibile dell'uscita dal mercato del lavoro. Nelle dieci domande (e dieci risposte) che seguono le principali novità sul fronte dei trattamenti previdenziali. Ma per chi vuole saperne di più è in edicola l’instant book «Pensioni 2018:
  • regole, aumenti, età, requisiti, uscite anticipate dal lavoro».

1 Quest'anno aumentano i requisiti per andare in pensione?

In linea generale no. Il prossimo adeguamento dei requisiti alla variazione della speranza di vita scatterà nel 2019, anche se è già stato deciso. Dall'anno prossimo serviranno 5 mesi in più di età o di contributi (per la pensione anticipata, anche quella dei lavoratori precoci). Quest'anno, però, sono aumentati i requisiti anagrafici per la pensione di vecchiaia delle donne del settore privato e delle autonome in quanto sono richiesti 66 anni e 7 mesi. Un aumento dovuto al percorso di equiparazione dei requisiti tra uomini e donne iniziato nel 2010 e che si conclude ora.

2 Quando devo fare domanda per l'Ape volontario? Introdotto oltre un anno fa dalla legge di bilancio 2017, l'anticipo finanziario a garanzia pensionistica non è ancora utilizzabile in quanto non è stato completato il percorso attuativo. Ora si attende che venga fissato il tasso di interesse da applicare al prestito su cui si basa l'Ape volontario e poi l'Inps dovrà pubblicare una circolare con le istruzioni per l'uso.

3 A che età si deve avere iniziato a lavorare per essere considerato “precoce”? Non c'è un'età precisa in quanto sono considerati lavoratori precoci quelli che hanno accumulato almeno 12 mesi di contributi derivanti da attività effettiva prima di compiere i 19 anni. Questi lavoratori, se si trovano in determinate condizioni, possono ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età anagrafica.

4 Cosa succede se il datore di lavoro non versa i miei contributi previdenziali?

Le prestazioni pensionistiche sono erogate comunque, ma i contributi omessi non devono risalire a più di 5 o 10 anni (in caso di denuncia da parte dell'interessato) prima perché in tal caso scatta la prescrizione.

5 Per incassare la pensione integrativa si deve prima andare in pensione nel regime obbligatorio? Sì, ma ora si può utilizzare la previdenza complementare anche per ottenere la Rita, una rendita da utilizzare come scivolo verso la pensione per chi vuole smettere di lavorare (o perde l'impiego) prima di aver maturato i requisiti minimi per la pensione

6 Il sistema di calcolo contributivo si applica solo a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995?

No, si applica a tutti anche se con modalità differenti, in base all'anzianità contributiva. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995 ha tutta la pensione calcolata con il sistema contributivo; per chi ha meno di 18 anni di contributi al 1995, il contributivo si applica dal 1996 in poi; per chi ha più di 18 anni di contributi al 1995 il contributivo si applica ai versamenti effettuati dal 2012

7 Cos'è l'isopensione? E' uno scivolo verso la pensione che possono utilizzare le aziende con più di quindici addetti per gestire il personale in esubero. I dipendenti distanti non più di sette anni dalla pensione di vecchiaia o anticipata smettono di lavorare e ricevono un assegno ponte dall'azienda, chiamato isopensione, fino alla pensione vera e propria. Durante tale periodo il datore di lavoro versa anche i contributi in favore dei dipendenti

8 La pensione viene pagata sempre lo stesso giorno ogni mese? No, è messa in pagamento il primo giorno bancabile, tranne a gennaio in cui viene pagata il secondo giorno bancabile. Dato che gli uffici postali sono aperti di sabato e le banche no, i pensionati possono ricevere l'assegno in giorni diversi, in base all'istituto dove lo si riscuote

9 Ho versato contributi a una Cassa di previdenza dei professionisti.

Posso chiedere la pensione in regime di cumulo?La domanda può essere presentata, ma la pensione in cumulo non è ancora operativa, in quanto Casse di previdenza e Inps devono ancora definire alcuni aspetti.

10 Da che età si può chiedere l'Ape sociale? Sono necessari almeno 63 anni.

Tale requisito non cambia, anche se l'età minima per la pensione si allontana quale effetto dell'adeguamento alla speranza di vita (come accadrà nel 2019-2020 quando il trattamento di vecchiaia si raggiungerà a 67 anni invece dei 66 anni e 7 mesi sufficienti ora).

In grassetto i punti salienti della normativa pensionistica.

   

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