Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

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Gli articoli, i comunicati, le lotte, le iniziative, hanno un permanenza limitata per fare posto a nuove pubblicazioni. Pertanto in automatico tutto viene archiviata. I/Le compagni/e interessati a documentazione non più presente nel sito, possono nell'eventualità fare richiesta alla sede di Milano.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato (1901), olio su tela, cm 293x545, Milano, Museo del Novecento, Palazzo dell'Arengario. « Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune...  »

L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI SARÁ OPERA DEI LAVORATORI STESSI

L'Unione Sindacale Italiana, sezione italiana dell'A.I.T. (Association Internacional de los Trabajadores) fondata nel 1912, disciolta dal fascismo nel 1922, si è faticosamente ricostituita alla fine degli anni settanta. 

L'USI è l'organizzazione nazionale di tutti i salariati, i precari e disoccupati, di ogni sesso e nazionalità residenti in Italia che si propongono di raggiungere con le proprie forze l'emancipazione dell'uomo liberandosi da qualsiasi dominio economico, politico, morale. (Art. 2 Principi dell'USI) 

Coerentemente con gli scopi che si prefigge, l'USI tende all'autorganizzazione dei lavoratori; pratica la democrazia diretta; si fonda sui principi dell'autogestione; non è dipendente nè tributaria di alcun partito politico,di alcun movimento specifico, di alcun dogma religioso o laico.

L'Autogestione delle Lotte per l'Autogestione del Lavoro.

Collrgamento con l'altro sito dell'USI Ufficiale e Nazionale:

www.usiait.com

 

Contro la legge El Khomri. Jobs Act

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Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Maggio 2016 13:20 Scritto da Sandro Giovedì 26 Maggio 2016 08:58

Contro la legge El Khomri. Jobs Act!

I lavoratori francesi. Non s'arrestano!

Avanti con lo sciopero Generale!

ITALIANO

Art. 49.3, stato d'emergenza, brutalità poliziesca e legge El Khomri:

contro la democrazia, lo sciopero generale prolungato!

La nostra organizzazione sindacale (la confederazione nazionale del lavoro - CNT) non si è mai illusa sulla pretesa democrazia dello stato francese e sulla rappresentatività parlamentare. Tuttavia, l'impiego dell'articolo 49.3 della costituzione per imporre con la forza delle leggi che demoliscono direttamente e brutalmente i diritti e le libertà dei lavoratori e delle lavoratrici, il protrarsi dello stato d'emergenza e le brutalità poliziesche costituiscono una degradazione maggiore della situazione.

François Hollande quando era all'opposizione nel 2006, dichiarò:

« l'articolo 49.3 è una brutalità, è la negazione della democrazia ».

Oggi, lo stato e i patronato, mano nella mano, conducono la lotta di classe e cercano di vincerla attraverso le vie più autoritarie: la legge Macron (ottenuta grazie all'articolo 49.3), la legge El Khomri, le minacce sulle negoziazioni relative alle indennità di disoccupazione, etc. Non possiamo e non dobbiamo più permetterlo. Di fronte alla violenza sociale esercitata dal governo e dal patronato, rispondiamo con la forza dello sciopero e della lotta.

Per la CNT é urgente e necessario organizzare una veritiera risposta sociale e sindacale, ribaltando il rapporto di forza attraverso lo sciopero generale prolungato e questo a partire dal 17 maggio 2016.

Invitiamo tutte le organizzazioni sindacali a assumersi le loro responsabilità e invitiamo tutte le lavoratrici e lavoratori a condurre la lotta contro la legge El Khomri e contro l'insieme delle leggi patronali, nell'unità e attraverso delle Assemblee Generali all'interno delle aziende e delle riunioni d'informazione a livello di quartiere.

Chiediamo anche il prolungamento dello sciopero il 18 maggio 2016 facendo convergere la lotta contro la legge El Khomri con:

- le lotte dei ferrovieri contro il nuovo decreto e la nuova convenzione collettiva di settore ;

- le lotte degli intermittenti dello spettacolo mobilizzati contro il nuovo progetto di convenzione sulle indennità di disoccupazione.

La CNT rivendica:

- il ritiro della legge El Khomri e dell'insieme delle leggi patronali (legge Macron, legge Patto di responsabilità, legge CICE, etc.) ;

- il ritiro del progetto di convenzione sulle indennità di disoccupazione che aggraverebbe la precarietà delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare nell'industria dello spettacolo.

Unità sindacale per lo sciopero generale!

Solo la lotta paga!

 

De la CNT.F

From CNT.F

In Solidarity

 

EN--------------

Recourse to 49.3, the “Parliamentary Forceps”? Prolongation of the State of Emergency? Police Brutality? Anti-Labour Reforms? There’s only one riposte to this Demotatorship: a Rolling General Strike!

While our union has never been under any illusions about our supposed democracy or parliamentary representation, the Government’s use of the 49.3 forceps to get its laws passed, along with the extension of the state of emergency and multiple police abuses constitute a turning point: the forcible imposition of laws that directly and brutally attack the rights and freedoms of working people.

Back in 2006 when he was in the opposition, François Holland went on record by stating that the "49-3 is brutality, a denial of democracy."

Today the State and employers, hand in hand, are waging a class war, one they mean to win in the most authoritarian manner with the Macron Act (obtained by 49.3), the El Khomri Law and blackmail over the National Professional Union for Employment in Industry and Trade negotiations. We cannot and must not let this go on any longer. Confronted by the social violence of the government and employers, it is time to fight back with the full force of strike action.

For the CNT, it is urgent and necessary to fight on the social and trade union fronts and tip the balance in our favour by organizing a rolling general strike from May 17th on. We call on all trade unions to live up to their responsibility and all working people to lead the fight against the EL KHOMRI law and against all anti-labour laws, and stand united via General assemblies at work and meetings in neighborhoods.

We also call for the continuation of the strike on May 18th thereby converging the fight against the labour law reforms with that of other mobilized sectors: the rail workers strike against privatization, entertainment contract workers mobilized against the NPAUEIP cutbacks...

The CNT’s claims are as follows:

1. The withdrawal of the Labour Reform Act and all pro-employer laws (the Macron Act, the “pact of responsibility”, the CICE tax cuts for employers etc.);

2. The withdrawal of the draft NPAUEIP convention which will impoverish workers even more, especially temporary and entertainment workers;

TRADE UNION UNITY FOR A GENERAL STRIKE! Only our struggle pays!

La CNT

Secrétariat International de la CNT-F

33, rue des Vignoles

75020 Paris

www.cnt-f.org/international

   

Settimana clou per la Sangalli

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Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Maggio 2016 10:36 Scritto da Sandro Lunedì 23 Maggio 2016 10:31

I sindacati alzano la voce

SAN GIORGIO DI NOGARO. In attesa che il 15 giugno l’americana Guardian InGlass pareggi l’offerta dei 90 milioni di euro della turca Sisecam per l’acquisto della Sangalli Portonogaro, il sindacato Usi... di Francesca Artico

SAN GIORGIO DI NOGARO. In attesa che il 15 giugno l’americana Guardian InGlass pareggi l’offerta dei 90 milioni di euro della turca Sisecam per l’acquisto della Sangalli Portonogaro, il sindacato Usi mette i paletti a salvaguardia dei 140 dipendenti. Ricordiamo che a meno di un colpo di scena, la Corte d’Appello di Trieste si esprimerà mercoledì sul reclamo avanzato da Sisecam, con una sentenza che dovrà definire chi si aggiudicherà l’impresa e se sarà possibile una nuova gara. Il gruppo turco mira ad una nuova gara.

«Dagli articoli sui media locali si annunciano toni ottimistici in merito all’offerta turca per l’acquisizione dello stabilimento di San Giorgio di Nogaro della Sangalli Vetro», dice Gabriele Rigo segretario regionale Usi (Unione sindacali italiana), che rappresenta la maggioranza degli operai all’interno dello stabilimento, «ma nonostante i toni trionfalistici, le maestranze a fronte del gran vociare su milioni di euro e nonostante siano i fautori con il proprio lavoro di quella “risalita”, quella si, miracolosa se non altro per i sacrifici richiesti dalla Sangalli, vogliamo ricordare che proprio le leggi sul concordato bloccano ancora i crediti (stipendi, tredicesima mensilità, Tfr), le stesse stabiliscono che i magistrati decidano quando e come questi lavoratori possano rientrare o meno del frutto del proprio lavoro e degli essenziali diritti economici. Riteniamo sia il caso di ricordare a tutte le parti in causa che i lavoratori subiscono tali leggi ma non le approvano e che ribadiranno con forza e determinazione i propri diritti e la propria dignità siano i proprietari americani o turchi o di qualsiasi nazionalità». Proprio a seguito della nuova offerta di acquisto, il commissario Cecilia Toneatto, ha rinviato al 30 giugno l’adunanza dei creditori per votare la proposta e il piano concordatario.

Come si ricorderà a gennaio il Tribunale di Udine ha ammesso l’impresa al concordato preventivo in “continuità diretta”, dando il via libera alla proposta irrevocabile d’acquisto avanzata da Guardian, fino alla sorpresa della risposta turca agli americani: 90 milioni contro 54.

22 maggio 2016
   

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