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Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace!

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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Gennaio 2020 12:08 Scritto da Sandro Lunedì 20 Gennaio 2020 12:04

Sabato 25 gennaio 2020

giornata di mobilitazione internazionale per la pace

Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace!

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contro le guerre e le dittature

a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti


“La guerra è un male assoluto e va ‘ripudiata’, come recita la nostra Costituzione all’Art. 11: essa non deve più essere considerata una scelta possibile da parte della politica e della diplomazia”.

Il blitz del presidente Trump per uccidere il generale iraniano Soleimani, il vicecapo di una milizia irachena ed altri sei militari iraniani, è un crimine di guerra compiuto in violazione della sovranità dell’Iraq. Insieme alla ritorsione iraniana si è abbattuto anche sui giovani iracheni che da tre mesi lottano contro il sistema settario instaurato dall’occupazione Usa e contro le ingerenze iraniane, in un paese teatro di guerre per procura ed embarghi da decenni.

Irak, Iran, Siria, Libia, Yemen: cambiano i giocatori, si scambiano i ruoli, ma la partita è la stessa. Nella crisi del vecchio ordine internazionale, potenze regionali e globali si contendono con la guerra aree di influenza sulla pelle delle popolazioni locali. La sola alternativa consentita al momento è il mantenimento dei regimi teocratici o militari – comunque illiberali e non rispettosi dei diritti umani - con i quali si fanno affari, chiudendo occhi e orecchie su repressione, torture e corruzione.

La guerra non produce solo distruzione, ma cancella anche dall’agenda politica la questione sociale, oramai incontenibile ed esplosa nelle proteste delle popolazioni che hanno occupato pacificamente le piazze e le strade.

Non possiamo stare a guardare. Dobbiamo gridare il nostro no alla guerra, alla sua preparazione, a chi la provoca per giustificare la produzione e la vendita di armi. Guerre che, in ogni momento, possono fare da miccia ad un conflitto globale tanto più preoccupante per il potenziale degli armamenti nucleari oggi a disposizione dei potenti del mondo. Le vittime innocenti dell'aereo civile abbattuto "per errore" da un missile, dimostrano una volta di più che la guerra è un flagello per tutti, nessuno può chiamarsi fuori, siamo tutti coinvolti.

Manifestiamo il nostro sostegno alle popolazioni, vere vittime delle guerre, a chi si rivolta da Baghdad a Teheran, da Beirut ad Algeri, da Damasco, al Cairo, a Gerusalemme, a Gaza.

Quel che sta avvenendo nel Golfo Persico, aggiungendosi alle sanguinose guerre e alle crescenti tensioni in corso, mette in luce la drammatica attualità e il vero realismo dei ripetuti ma inascoltati appelli di Papa Francesco per l’avvio di un processo di disarmo internazionale equilibrato.

L’UE, nata per difendere la pace, deve assumere una forte iniziativa che – con azioni diplomatiche, economiche, commerciali e di sicurezza – miri ad interrompere la spirale di tensione e costruisca una soluzione politica, rispettosa dei diritti dei popoli, dell’insieme dei conflitti in corso in Medio Oriente e avviare una rapida implementazione del Piano Europeo per l’Africa (Africa Plan) accompagnandolo da un patto per una gestione condivisa dei flussi migratori.

Fermare la spirale di violenze è responsabilità anche italiana e chiediamo al nostro Governo di farlo con atti concreti:

  • opporsi alla proposta di impiego della Nato in Iraq e in Medio Oriente;
  • negare l’uso delle basi Usa in Italia per interventi in paesi terzi senza mandato ONU;
  • bloccare l’acquisto degli F35;
  • fermare la vendita di armi ai paesi in guerra o che violano i diritti umani come sancito dalla L. 185/90;
  • ritirare i nostri soldati dall’Iraq e dall’Afghanistan, richiedendo una missione di peace-keeping a mandato ONU ed inviare corpi civili di pace;
  • adoperarsi per la sicurezza del contingente italiano e internazionale in missione UNIFIL in Libano;
  • aderire al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari eliminandole dalle basi in Italia;
  • sostenere in sede europea la necessità di mantenere vivo l’accordo sul nucleare iraniano implementando da parte italiana ed europea le misure di revoca dell’embargo
  • porre all’interno dell’Unione europea la questione dei rapporti USA-UE nella NATO.

Per tutto questo invitiamo a aderire ed a partecipare alla giornata di mobilitazione internazionale di sabato 25 gennaio 2020, promossa dal movimento pacifista statunitense contro la guerra, che per noi sarà una grande mobilitazione contro tutte le guerre e tutte le dittature, a fianco dei popoli che si battono per il proprio futuro.

 

 

Sit-in dei lavoratori di Fortè e LOTTA.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Dicembre 2019 12:16 Scritto da Sandro Lunedì 23 Dicembre 2019 11:03

La crisi della grande distribuzione:

a Catania sarà un Natale di ansia e proteste.

23/12/2019 - 07:00

di Maria Elena Quaiotti

Oggi sit-in dei lavoratori di Fortè

 

 

 

Sarà un Natale tra scioperi e manifestazioni per la grande distribuzione, in particolare per i dipendenti di Fortè.

Per Fortè si attende, non con le mani in mano, la data critica del 7 gennaio, quando il Tribunale di Catania deciderà in merito alla concessione dell'amministrazione straordinaria richiesta dalla società Meridi, facente capo a Nino Pulvirenti.

“Saltato” l'accordo di cessione al Gruppo Apulia sono ora i lavoratori, quasi 600 in tutta la Sicilia e circa 100 solo a Catania e provincia, a scendere in campo, su due fronti: da un lato ieri i sindacati regionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo sciopero a oltranza, riservandosi ulteriori iniziative di protesta.

Dall'altro lato il sindacato, USI (Unione Sindacale Italiana), che rappresentano la maggioranza dei dipendenti Fortè, a annunciare sit-in davanti alle Prefetture di Catania e Palermo sia oggi che il 30, «per sensibilizzare - scrive Marco Rosario Vizzini, USI - le istituzioni sulla questione della società Meridi Srl, detentrice del marchio dei supermercati Fortè.

L'azienda nelle scorse settimane aveva disposto la chiusura di circa 40 punti vendita su 87 totali, chiusura scongiurata a seguito di una serrata trattativa con l'azienda. In questo modo si è garantita l'erogazione dei bonifici pari a 600 euro ai lavoratori, come acconto del mese di dicembre.

L'USI persegue il mantenimento dei punti vendita aperti, nonostante la merce ormai scarseggi, almeno fino a quando il Tribunale non si pronuncerà.

I sit-in hanno lo scopo di sollecitare un intervento delle istituzioni, che in un momento così tragico - denunciano - risultano totalmente assenti».

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CATANIA 30.12.2019 ore 8.00

ULTIME NOTIZIE.

Il Segretario Nazionale USI aggiunge ed informa.

Circa 200 lavoratori dell'USI-C.T. & S. dalle ore 8.00 sono in presidio davanti alla Prefettura di Catania per denunciare le difficoltà che migliai di lavoratori e lavoratrici stanno attraversando in questo momento e le prossime prospettive occupazionali che la Società ha in mente di attuare.

L'azione di protesta e coordinata dalle RSA USI-C.T. & S. di Catania e Palermo e dagli altri punti vendita della Sicilia.

La Prefettura ha dato l'assenso ad un corteo cittadino per le strade di Catania.

Il sindacato rendera partecipi gli stessi cittadini delle loro preoccupazioni e lo stato delle trattative tra proprietà-lavoratori e sindacato.

Al prefetto l'Unione Sindacale Italiana chiede l'apertura immediata di un tavolo di trattativa congiunto tra Proprietà e Sindacato.

Il sindacato chiede al Prefetto di farsi garante di una situazione esplosiva che vede a rischio migliaia di posti di lavoro con grosse ricadute sociali sul territorio Siciliano.

La protesta ha le seguenti parole d'ordine:

Le Lavoratrici e i Lavoratori vogliono sicurezza del posto di lavoro;

Le Lavoratrici e i Lavoratori vogliono impedire che la società chiuda i punti vendita;

Le Lavoratrici e i Lavoratori lottando a difesa del loro salario;

Le Lavoratrici e i Lavoratori lottano contro i licenziamenti collettivi;

La Società deve garantire salario e l'occupazione.

La Società deve rifornire i punti vendita.

Nessun posto di lavoro deve essere perduto.

La Segreteria Nazionale dell'Unione Sindacale Italiana.

Renato Greco - Bruzzese Sandro

   

Precari della scuola 15 dicembre a Milano

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Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Dicembre 2019 12:50 Scritto da Sandro Lunedì 09 Dicembre 2019 12:44

Assemblea nazionale precari della scuola 15 dicembre a Milano

Salve a tutt*,

Si invia APPELLO UNITARIO firmato dai Coordinamenti dei precari della conoscenza di Torino, Milano, Firenze e Cagliari.

Domenica 15 dicembre alle ore 10 presso Camera del Non Lavoro in via Galvano Fiamma 5, VI INVITIAMO alla prima assemblea nazionale dei precari.

L’assemblea è aperta a lavoratori, lavoratrici ed a tutte le componenti democratiche della società civile che intendono condurre insieme a noi la lotta per la stabilizzazione partendo dalla Direttiva Europea 1999/70.

In tale sede si decideranno le iniziative di lotta da portare avanti e la possibilità della convocazione di una giornata di SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DELLA CONOSCENZA per la stabilizzazione di tutti i precari della scuola, per un vero aumento dei salari di categoria e contro ogni progetto di autonomia differenziata.

Saluti

Coordinamento Precari della Scuola Autoconvocati

APPELLO UNITARIO A LAVORATORI, RSU, SIGLE SINDACALI, PARTITI, ASSOCIAZIONI E COLLETTIVI COSTRUIRE OVUNQUE COORDINAMENTI DI LOTTA FINO AD UN COORDINAMENTO NAZIONALE PRECARI, PER LA MOBILITAZIONE PROLUNGATA E LO SCIOPERO GENERALE DELL’ISTRUZIONE E DELLA RICERCA, PER UNA REALE STABILIZZAZIONE DEL PRECARIATO ED IL RINNOVO DEL CONTRATTO! NO ALL'AUTONOMIA DIFFERENZIATA, NO ALLA SECESSIONE DEI RICCHI!

L'accordo col Governo raggiunto in ottobre da CGIL, CISL, UIL, Snals e Gilda senza un'ora di sciopero non è sufficiente a risolvere l'emergenza sociale rappresentata dalla presenza di ancora 150mila precari nella scuola e di altre migliaia nell'intero settore della conoscenza. Le 24mila cattedre che il DL 126/2019 prevede sono assolutamente insufficienti. Siamo di fronte a un forte abuso di precariato da parte dello Stato e ad un abbassamento costante della qualità, della sicurezza e del funzionamento della scuola pubblica. Il decreto va riscritto, a partire dal numero di posti messi a disposizione.

Di seguito i punti proposti:

1. Prevedere l’assunzione di almeno 150mila lavoratori della scuola per la copertura degli attuali posti scoperti e vacanti attraverso la costituzione di una graduatoria permanente provinciale per docenti precari che possono vantare 180x3 giorni di servizio nelle scuole pubbliche negli ultimi dieci anni, svolti entro l’anno scolastico 2019-2020, su materia e sostegno. La graduatoria terrà conto dei titoli culturali e i titoli di servizio e sarà finalizzata alle assunzioni a tempo indeterminato per costoro, fino all’esaurimento della stessa

2. Assunzione a tempo indeterminato per i vincitori dei concorsi 2016 e 2018 e per i docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento.

3. Per gli aspiranti docenti neolaureati o senza il requisito dei 180x3 giorni di servizio ripristinare il doppio canale per l’immissione in ruolo. Prevedere da un lato la valorizzazione del servizio prestato attraverso un percorso di abilitazione sotto la guida di un tutor che si concluderà con il raggiungimento del terzo anno di servizio. Ad esso seguirà l’immissione in ruolo. Per gli aspiranti docenti che invece non hanno servizio, individuare un percorso chiaro e definitivo di abilitazione e stabilizzazione, da predisporre con le Università, i Conservatori e le Accademie.

4. Abolire definitivamente la distinzione tra organico di fatto e organico di diritto. Pubblicare la quantità di posti vacanti su CDC (classi di concorso) e sostegno così da permettere un corretto reclutamento già a partire dall’anno scolastico 2020-2021.

5. Per il sostegno vale quanto riportato nei punti 1) e 3). Si chiede inoltre di prevedere un percorso di specializzazione a carico dello Stato ed un tutor interno alla scuola in cui si presta servizio.

6. In relazione agli AFAM, definizione di tutto il comparto e dell’idoneità all’insegnamento del titolo di vecchio e nuovo ordinamento. Assunzione straordinaria anche per gli AFAM secondo quanto riportato nel punto 1).

7. In relazione a quanto detto al punto 1) si chiede un piano straordinario di assunzioni, internalizzazioni e stabilizzazioni di tutto il personale ATA, dei DSGA facenti funzione e un piano strutturale di internalizzazione degli educatori.

8. Garantire a tutto il personale del comparto scuola un aumento salariale significativo, in modo da avvicinare sostanzialmente gli stipendi del settore agli standard europei. Gli aumenti dovranno andare ben oltre il semplice recupero del potere di acquisto (inflazione) ed essere calcolati sulla quota base dello stipendio (validi quindi anche ai fini di tutte le componenti indirette e derivate).

Il famigerato progetto di autonomia differenziata lanciato dal governo Lega-M5S sta facendo i primi passi con l'attuale governo, continuando a rappresentare un attacco frontale al mantenimento del diritto universale all'istruzione e alla salute. Per rimettere al centro della spesa pubblica i lavoratori e i diritti universali come istruzione e sanità, occorre fare ripartire in tutto il paese una mobilitazione generale continua. In tutte le città è necessario che i lavoratori della conoscenza, a partire dai precari, costituiscano comitati e coordinamenti di lotta democratici, aperti ma indipendenti da tutti.

Occorre discutere e decidere una piattaforma di lotta nazionale, che sia espressione diretta dei lavoratori e delle loro rivendicazioni.

Lanciamo la mobilitazione permanente in tutte le sue forme democratiche: presidi, cortei, flash-mob, controinformazione sui social, fino allo sciopero generale di tutta la categoria.

Chiediamo l'attivazione delle RSU nelle scuole per favorire e organizzare insieme la mobilitazione dei precari. Ci rivolgiamo alle organizzazioni sindacali firmatarie dell’accordo affinché neghino l'approvazione a questo decreto e rilancino la mobilitazione per la STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI .

Chiediamo che tutte le realtà sindacali, i partiti, le associazioni e i collettivi appoggino le nostre rivendicazioni e sostengano attivamente la mobilitazione.

ASSEMBLEA NAZIONALE DOMENICA 15 DICEMBRE A MILANO, presso la CAMERA DEL NON Lavoro, alle ORE 10.00, per la costruzione di un coordinamento nazionale precari

L’assemblea sarà aperta a tutti lavoratori e le lavoratrici ed a tutte le componenti democratiche della società civile che intendono condurre insieme a noi la lotta per la stabilizzazione.

NON ABBIAMO NE' DEPUTATI, NE' SENATORI, NE' GOVERNI AMICI

COORDINAMENTI PRECARI di Torino, Milano, Firenze, Cagliari

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