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Adeguamento allo Sciopero Generale dell'11.10.2021

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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Settembre 2021 08:38 Scritto da Sandro Lunedì 20 Settembre 2021 08:03

U.S.I. - Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

Confederazione di sindacati nazionali e di federazioni locali intercategoriali Segreteria gen Naz.

Roma Largo G. Veratti 25, 00146 Fax 06/77201444 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Udine Via G. Marchetti 46 33100 tel/fax 0432/1503360 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Milano Via Ricciarelli 37 tel. 02/54107087 fax 02/54107095 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Roma, 15 Settembre 2021 pagina 1 totale

Alla Commissione di Garanzia (applicazione L. 146/90 e s.m.i.)

via fax 06 94539680 e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – via e mail Pec

Al Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili via e mail Pec

Osservatorio sui conflitti sindacali via e mail

Al Ministero dello Sviluppo Economico via e mail Pec

Al Ministero dell’Economia e Finanze via e mail Pec

Al Ministero dell’Interno via e mail Pec

Al Ministero della Salute via e mail Pec

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dip. Funzione Pubblica e mail

p.c. Presidente del Senato della Repubblica fax

p.c. Presidente della Camera dei Deputati fax

Presidenza del Consiglio dei Ministri via fax uff. coordinamento 06 67793543 e per e mail

OGGETTO: ADEGUAMENTO ED ESCLUSIONE da SCIOPERO GENERALE NAZIONALE INTERA GIORNATA PER IL GIORNO 11 OTTOBRE 2021, PROCLAMATO DA CONFEDERAZIONE SINDACALE USI fondata nel 1912 in data 14/8/2021, come da nota della CdG prot. 0010508/gen DEL 13 SETTEMBRE 2021, rif. Pos. 1037/21 Settore GEN., ai sensi dell’art. 13 comma 1, lett. D) L. 146/90 e modificazioni con Legge 83/2000, di tutti i settori (Regioni Autonomie Locali, Trasporto Pubblico Locale, Igiene Ambientale,Telecomunicazioni, Elettricità, Gas-Acqua, Energia e Petrolio, Funerario, Ministeri, Trasporto Marittimo, C.N. Vigili del Fuoco, Trasporto Aereo, Trasporto Ferroviario, Appalti Ferroviari, Carburanti, Taxi, Elicotteri, Metalmeccanici, NCC Noleggio con conducente), comunque indicati nella nota citata della CdG del 13/9/2021, in relazione ai decreti dei Presidenti delle Regioni Autonome Trentino – Alto Adige e Sardegna e dell’Assessore delle AA.LL. della Funzione Pubblica della Regione Sicilia (per i Comuni delle regioni citate per consultazioni elettorali nei giorni 10 e 11 ottobre 2021). Richiesta di chiusura e archiviazione del procedimento a carico di Usi fondata nel 1912, in base all’ipotesi di violazione citata, di cui alla L. 146/90 e 83/2000 e a seguito di presente atto di adeguamento, ottemperanza ed esclusione come richiesto.

La Confederazione sindacale Usi Unione Sindacale Italiana, fondata nel 1912, adegua la proclamazione di sciopero, OTTEMPERANDO alla nota della Commissione di Garanzia per l’applicazione delle leggi 146 90 e 83 2000, nota CdG prot. prot. 0010508/gen DEL 13 SETTEMBRE 2021, rif. Pos. 1037/21 Settore GEN, ESCLUDENDO dallo sciopero del giorno 11/10/2021, tutti i settori (Regioni Autonomie Locali, Trasporto Pubblico Locale, Igiene Ambientale,Telecomunicazioni, Elettricità, Gas-Acqua, Energia e Petrolio, Funerario, Ministeri, Trasporto Marittimo, C.N. Vigili del Fuoco, Trasporto Aereo, Trasporto Ferroviario, Appalti Ferroviari, Carburanti, Taxi, Elicotteri, Metalmeccanici, NCC Noleggio con conducente), comunque indicati nella nota citata della CdG del 13/9/2021, in relazione ai decreti dei Presidenti delle Regioni Autonome Trentino – Alto Adige e Sardegna e dell’Assessore delle AA.LL. della Funzione Pubblica della Regione Sicilia (per i Comuni delle regioni citate per consultazioni elettorali nei giorni 10 e 11 ottobre 2021. Si invita la CdG a prendere atto di quanto indicato nella presente nota di adeguamento e ottemperanza ai sensi dell’art. 13 c. 1 lett. D) della Legge 146/90 e ss.mm.ii., a integrarla nelle esclusioni inserite nell’elenco scioperi e ad archiviare il procedimento, proprio perché data la natura “politico sindacale” dell’astensione collettiva dal lavoro del giorno 11/10/2021, non vi era alcuna volontà, avendo già operato la proclamazione dello sciopero in data 14 agosto 2021, non si sa se in data antecedente ai decreti citati per le Regioni a statuto speciale Trentino Alto Adige, Sardegna e Sicilia, per quanto riguarda l’ipotesi indicata di “rarefazione oggettiva”, da parte della struttura sindacale Usi, come soggetto proclamate né dei sindacati di categoria e comparto aderenti.

Si ringrazia per l’attenzione, si inviano distinti saluti.

La presente nota sarà trasmessa ai soggetti indicati dalla stessa CdG e citati nel presente atto, nei termini di legge previsti.

Per la segreteria collegiale generale naz. confederale di UNIONE SINDACALE ITALIANA USI fondata nel 1912

Prof. Giuseppe Martelli (responsabile organizzativo nazionale p.t.)

 

MALATESTA AL TEMPO DEL COVID-19

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Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Settembre 2021 11:38 Scritto da Sandro Venerdì 17 Settembre 2021 11:32

GRUPPO ANARCHICO CARLO CAFIERO BARI

ATTUALITÀ DI MALATESTA AL TEMPO DEL COVID-19

 

ANTIAUTORITARISMO E ANTICAPITALISMO, LIBERTÀ ED EMACIPAZIONE DALLA SCHIAVITÙ, COMUNISMO-ANARCHICO E AUTOGESTIONE SOCIALE - IN COSTRUZIONE ---- Medicina e anarchismo ---- (Pensiero e Volontà, 1° Marzo 1924)

Riceviamo degli inviti a far la propaganda a favore di questo o quel sistema curativo, fregiato degli aggettivi «razionale», «naturale», ecc., accompagnati da critiche, giuste o ingiuste, contro «la scienza ufficiale».

Noi non ne faremo nulla, perché non crediamo che l'essere anarchici dia a noi o ad altri il dono soprannaturale di sapere quello che non si è studiato.

Comprendiamo tutto il male che l'attuale organizzazione sociale, fondata sull'egoismo e sul contrasto degli interessi, fa allo sviluppo della scienza ed alla sincerità degli scienziati.

Sappiamo che molti medici, spinti dall'avidità e spesso forzati dal bisogno, prostituiscono quella che dovrebbe essere una delle più nobili missioni umane, e ne fanno un vile mercimonio. Ma tutto questo non ci impedisce di comprendere che la medicina è una scienza ed un'arte difficilissima che richiede lungo ed arduo tirocinio e non si apprende per intuizione - e per conto nostro, quando fosse il caso, preferiremmo ancora affidare la nostra salute ad un medico disonesto, piuttosto che ad un'onestissimo ignorante il quale credesse che il fegato si trova nella punta dei piedi.

Secondo noi hanno torto quei compagni che prendon partito per un dato sistema terapeutico solo perché l'inventore professa, più o meno sinceramente, idee anarchiche e si dà l'aria del ribelle e tuona contro «la scienza ufficiale». Noi, al contrario, ci mettiamo subito in guardia se vediamo che uno vuole avvalersi delle sue idee politiche per far accettare le sue idee scientifiche e ne fa una questione di partito.

Del resto, conosciamo qualcuno che, trovando comodo di guadagnarsi la vita facendo il medico senza esserlo, ha inventato un qualsiasi sistema di medicina «naturale» ed ha molto sbraitato contro i medici; ma poi, quando si è indotto a studiare ed ha potuto ottenere i diplomi, si è messo a fare il medico comegli altri.

Date: Fri, 17 Sep 2021 08:29:40

https://carlocafierobari.noblogs.org

   

Dl green pass.Tamponi a carico dei lavoratori

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Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Settembre 2021 08:55 Scritto da Sandro Giovedì 16 Settembre 2021 08:50

Dl green pass, sanzioni per chi non ce l’ha.

Tamponi a carico dei lavoratori

Green pass obbligatorio da ottobre, probabilmente dalla metà del mese, in tutti i luoghi di lavoro, pubblici e privati (dagli uffici alle fabbriche, agli studi professionali). Sanzioni per chi entra al lavoro per più giorni consecutivi senza la certificazione verde: una multa, che dovrebbe andare dai 400 ai 1000 euro, e disciplinari, che saranno modulate sulle diverse categorie. Sarà espressamente previsto il divieto di licenziare, recependo così una preoccupazione sindacale. E tamponi per ottenere la certificazione verde a carico dei lavoratori.

Sono queste alcune delle soluzioni che potrebbero rientrare nel decreto che oggi 16 settembre, alle 10.30, approderà sul tavolo della cabina di regia tra il premier Mario Draghi e i capidelegazione delle forze di maggioranza, in vista del Consiglio dei ministri convocato per le 16.

Tra i due appuntamenti, la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini incontrerà i presidenti delle Regioni.

La soluzione dell’estensione generalizzata dell’obbligo di Green pass è emersa in occasione dell’incontro tra il presidente del Consiglio e i sindacati, che si è svolto a Palazzo Chigi alla vigilia del via libera del provvedimento. Intanto prosegue il lavoro tecnico sul decreto per il «super» Green pass: tra le ipotesi c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l’1 e 15 ottobre.

La strategia delineata dal governo, contraria alla richiesta dei sindacati, sarebbe quella di prevedere tamponi a carico dei lavoratori per chi, non vaccinato, si sottoporrà ai test per ottenere il green pass con cui recarsi sul posto di lavoro. Il provvedimento che arriverà in cabina di regia dovrebbe prevedere che i tamponi non gravino né sulle casse dello Stato né tantomeno sulle imprese. Esclusi, naturalmente, quei lavoratori che, per comprovati motivi di salute, non possono vaccinarsi. Draghi e la maggior parte dei ministri, hanno spiegato fonti sindacali, sono convinti che azzerare il costo potrebbe annullare l’incentivo alla vaccinazione costituito dal green pass. Quindi sì ad accordi per il prezzo calmierato come per la scuola, no alla gratuità, anche se non è detto che alla fine il pressing della Lega e dei sindacati per tamponi gratuiti possa determinare un compromesso: un periodo transitorio di gratuità non si può escludere. Deciderà la cabina di regia.

Sui tempi dell’entrata in vigore dell’estensione del green pass per i lavoratori pubblici e privati dal governo il segretario della Cgil Maurizio Landini ha spiegato:

«Hanno parlato genericamente del mese di ottobre ma non hanno indicato date». Tra le ipotesi c’è quella di differenziare l’entrata in vigore delle misure, scaglionandole tra l’1 e 15 ottobre.

Per quanto riguarda i controlli, la procedura dovrebbe essere analoga a quella adottata per il personale scolastico (docenti e amministrativi). Il lavoratore raggiunge l’ufficio o la fabbrica. Il responsabile dell’ufficio o quello del reparto, individuato in precedenza, controllerà se ha il certificato verde o meno, ed effettuerà una verifica dell’identità. Chi non ha il Green pass non può entrare e, così come accade già per la scuola, è considerato assente ingiustificato. Trascorsi cinque giorni senza che il lavoratore si sia munito del certificato verde, scatta la sospensione del rapporto di lavoro, con la conseguenza che non è dovuta la retribuzione. Se poi il lavoratore acquisisce il Green pass, torna in servizio.

Il nuovo decreto farebbe scattare l’ennesima estensione della certificazione verde.

Il 6 agosto è stato previsto l’obbligo del green pass per entrare in zona bianca e gialla in ristoranti e piscine al chiuso, musei, teatri, cinema palestre, sale giochi, fiere. Nonché per partecipare a spettacoli dal vivo, concorsi, sagre. Dal primo settembre è scattato per il personale scolastico e per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, sulle navi e in aereo anche nelle tratte nazionali. Ancora un decreto approvato dal Governo il 9 settembre lo ha previsto per scuole (anche per i genitori che entrano negli istituti), università e Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali), in quest’ultimo caso dal 10 ottobre.

Ora l’ennesima estensione dell’obbligo nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

Da metà di ottobre bisognerà essere vaccinati, aver fatto un tampone o essere guariti dal Covid, per entrare in uffici pubblici e privati, ma l’obbligo dovrebbe essere esteso anche a studi professionali, negozi, ristoranti.

Sono circa 18 milioni i lavoratori pubblici e privati interessati dalle norme sul green pass:

13,9 milioni già lo hanno, mentre quelli senza sono 4,115 milioni.

Sono dati diffusi dal Governo. I lavoratori dipendenti del settore privato con il certificato verde sono 11 milioni (80%), 3,7 milioni quelli senza.

Dei dipendenti pubblici che già sarebbero obbligati alla vaccinazione, 2,3 milioni hanno il green pass, 115mila no.

Mentre fra i dipendenti pubblici non obbligati, in 600mila hanno il lasciapassare e 300mila no.

I dati riguardano anche la popolazione inattiva:

10,8 milioni col green pass e 2,7 milioni senza.

I disoccupati: 1,8 milioni con e 500 mila senza. I pensionati: 12 milioni con e un milione senza.

I ragazzi e le ragazze fra i 12 e i 19 anni: 3 milioni con e 1,5 milioni senza.

   

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