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Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato (1901), olio su tela, cm 293x545, Milano, Museo del Novecento, Palazzo dell'Arengario. « Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune...  »

L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI SARÁ OPERA DEI LAVORATORI STESSI

L'Unione Sindacale Italiana, sezione italiana dell'A.I.T. (Association Internacional de los Trabajadores) fondata nel 1912, disciolta dal fascismo nel 1922, si è faticosamente ricostituita alla fine degli anni settanta. 

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Coerentemente con gli scopi che si prefigge, l'USI tende all'autorganizzazione dei lavoratori; pratica la democrazia diretta; si fonda sui principi dell'autogestione; non è dipendente nè tributaria di alcun partito politico,di alcun movimento specifico, di alcun dogma religioso o laico.

L'Autogestione delle Lotte per l'Autogestione del Lavoro

 

228° giorno. Frosinone. I lavoratori ex Multiservizi

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Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Novembre 2014 09:13 Scritto da Sandro Venerdì 21 Novembre 2014 09:10

 

20 novembre Presidio serale in tenda in p.zza Vi dicembre difronte Municipio di Frosinone

228° giorno Presidio dei lavoratori ex Multiservizi

Interessante appare il nuovo fronte sfondato dalla Regione Lazio che dopo vari annunci percorre la strada di una guerra fratricida agli enti (Comune di Frosinone e Alatri e Provincia), prima soci della società pubblica Frosinone Multiservizi ed ora nemici giurati. Interessante perché, in questa vicenda, che offre sempre nuovi orizzonti di battaglia, tutto appare risolversi impersonalmente, seguendo un po’ le dinamiche del salviamoci le chiappe mettendo nei guai qualcun altro senza alcun intervento della politica, politica/partitica pur responsabile del disastro della Frosinone Multiservizi.

Gli enti locali dapprima cercavano il capro espiatorio nella Regione: le avevano richiesto di riparare un debito dopo appena 7 anni di vita di ca €.8 milioni. E la Regione deliberò con DGR n. 122 del 13/03/2014 la disponibilità a concorrere ai costi della liquidazione della società Frosinone Multiservizi S.p.A. condizionandola però alla volontà degli enti locali soci a concorrere alla copertura dei costi di Liquidazione. Accipicchia! La Regione si difende e gli enti locali rimangono con il culo scoperto.

Si nicchia, si tergiversa, passano i mesi, si decide di imboccare la strada del fallimento: vengono depositati i registri in tribunale e dal 21 ottobre si attende la possibile dichiarazione di fallibilità della Società, sperando di non mettere mano al portafoglio dei debiti.E invece ecco un nuovo missile, che la Regione con una DGR lancia, “l’esercizio di un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori, liquidatori e sindaci della società Frosinone Multiservizi S.p.A. in liquidazione, da parte di Sviluppo Lazio al fine di tutelare i propri interessi quelli [errore di terzi] interessi dell’amministrazione regionale”.

Si affronta dunque il problema alla radice? Giammai! Meglio cercare di indirizzare su un bersaglio possibile, evidentemente non gli enti o almeno quelli che oggi amministrano, questo nuovo attacco, con il quale anche la Regione pensa di mettersi al riparo da un possibile, ed auspicato, intervento della Corte dei Conti, in caso di mala gestio imputabile agli organi della società da parte delle società operanti in regime di in house providing. Un riparo poco sicuro però.

Le responsabilità, le azioni, i risultati, sono conosciute e di pubblico dominio. Gli enti hanno usufruito di 10 anni di servizi (1997-2006) senza alcun onere, con lavoratori senza contributi risparmiando €.22 milioni. Nella formazione della Frosinone Multiservizi si è potuto usufruire dalla Regione circa €.5,5 milioni avuti per la stabilizzazione dei lavoratori e sgravi contributivi per tre anni. Questi risparmi sono stati allegramente gestiti nei costi di un Presidente e un consiglio d’amministrazione stipendiati abbondantemente; nell’assunzione di un personale dirigenziale eccessivo e oneroso; negli orrori gestionali dei “tecnici”; ma soprattutto nella copertura del costo dei servizi che gli enti non hanno mai pagato per intero generando debiti della società, innescando la necessità di ricorrere alla CIG in deroga. Nel contempo la Società erodeva il capitale sociale fino al momento dell’interruzione dell’erogazione dei servizi e il conseguente licenziamento collettivo, mentre la Regione a guida Polverini pensava di tirarsi fuori con una formalità senza più difendere i propri interessi nella Società.

Eppure questa parte debitoria, scaturita da un avvitamento di interessi personali e di partiti, non avrebbe scalfito la società che comunque aveva previsto un rilancio attraverso una gestione più oculata della Società, ovvero nel passaggio alla costituita Servizi Strumentali, nuova società che avrebbe salvato l’occupazione.

Dovevano arrivare prima ciclone Iannarilli (presidente della Provincia PDL) e poi tempesta Ottaviani (sindaco comune di Frosinone di centrodestra) per dare il benservito politico alla società. Con l’entrata forzata dei privati nella gestione dei servizi si doveva sacrificare qualcosa e qualcuno – ancora sotto una tenda…. I debiti sono iniziati a salire vertiginosamente.

A seguito della gestione Iannarilli della Provincia si è pensato bene di mandare via i lavoratori da un giorno all’altro a calci nel culo. Questi hanno intentato cause milionarie fino a far lievitare il debito di altri €.4,5 milioni! L’intervento dello spacchettamento a cooperative sociali a Frosinone ha generato maggiori oneri per gli enti e centinaia di ingarbugliati contenziosi cui è chiamato a rispondere l’ente. Anche qui i rischi sono di milioni di euro!

Come finirà questa imperdibile saga? Le puntate purtroppo saranno ancora molte. E molte le possibili sorprese. Una tra le tante potrebbe essere quella della società non dichiarata fallibile – come dovrebbe essere! -. Il debito a quel punto lo si dovrebbe onorare per intero, con le seguenti quote degli enti soci: 20% Provincia € 1.634.206,93; 20% Frosinone € 1.634.206,93 11%; Alatri € 898.813,81; 49% Regione € 4.003.806,98.

Alcuno si augura tutto ciò. Men che meno i lavoratori, le vere ed uniche vittime di tutta questa vicenda, che sotto la tenda cercano il senso di dignità e decoro per la loro storia lavorativa e per una città e per le sue istituzioni, altrimenti sprofondate completamente nella vergogna e nella farsa.

Quei lavoratori che da tempo suggeriscono e difendono l’unica strada possibile da intraprendere nell’interesse generale per mantenere l’occupazione e il reddito, svolgere adeguatamente i servizi, dimezzare il debito e non esporre altri a contenziosi giuslavoristici pesanti e incombenti.

Tale strada, che può essere percorsa dalla politica solamente con il bus pubblico, necessita di percorsi condivisi, orizzonti comuni, interesse per la cittadinanza, dovere per il risparmio: è troppo chiedere ciò?

Gli articoli della vicenda sono reperibili al sito www.cobasfrosinone.com

Le foto ed altro sulla pagina facebook, https://www.facebook.com/comitato.d.frosinone

   

l'USI ricorda Vincenzo Mangiapane

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Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Novembre 2014 09:14 Scritto da Sandro Giovedì 20 Novembre 2014 16:34

 

“FORUM PROVINCIALE

ACQUA e BENI COMUNI di

CALTANISSETTA”

Forum  Provinciale  Acqua  e  Beni  Comuni  di  Caltanissetta

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OGGETTO: Comunicato  Stampa

CALTANISSETTA

Giovedì 20 Novembre 2014

 

Il “Forum Provinciale dei Movimenti per l’Acqua e i Beni Comuni di Caltanissetta”, ricorda Vincenzo Mangiapane detto “Cinuzzu” morto a 62 anni in solitudine a Mussomeli, finito in carcere alla tenera età di due anni, affetto da Paralisi Infantile, che gli permetteva di stare in piedi ma non di camminare, insieme alla propria madre Angela Torquato ed alla nonna materna, colpevoli per aver LOTTATO sessant'anni fa a Mussomeli per il diritto all’ACQUA PUBBLICA.

 

Da una parte il Comune dall’altra l’Ente Acquedotti Siciliani, che fra di essi si erano accordati sottoscrivendo un documento, l'EAS si impegnò a realizzare una nuova condotta in cambio di un canone di 3.000 lire per le utenze private e di 500 lire per chi utilizzava l'acqua dalle pubbliche fontane.

La popolazione mussomelese giunse davanti al Comune per protestare il pagamento delle bollette dell’acqua notificate, dopo che essa mancava da tanti giorni.

Il sindaco Giuseppe Sorce si impegnò a risolvere il tutto, pagamento e crisi idrica, invitando i Mussomelesi a ritornare l’indomani al comune. E così l’indomani, giorno16 febbraio del 1954, la gente ritornò con la speranza di avere da parte del Sindaco notizie confortanti, l’impegno preso fu disatteso e di conseguenza spontaneamente esplosero i tumulti, i carabinieri spararono i lacrimogeni, la folla presa dal panico scappando calpestò tre donne ed un giovane manovale uccidendoli, nel contempo al Governo era stato eletto Mario Scelba deciso a reprimere ogni protesta anche con l’uso della forza. Il fatto ebbe clamore nazionale.

Nelle settimane successive i carabinieri durante una retata arrestarono a Mussomeli 44 persone con l'accusa di essere i presunti sobillatori, e tra queste appunto la giovane Angela Torquato ed il suo bambino Cinuzzo, di due anni.

Ricordiamo in questa occasione anche la grande Letizia Colaianni che in quegli anni faceva parte del Comitato di Solidarietà, che portò in carcere un paio di scarpe al piccolo CINUZZU, dopo che una detenuta aveva scritto a lei della necessità.

Adesso CINUZZU riposa in pace lontano da questa Società POLITICO-PADRONAL-BANCARIA

che priva al POPOLO ONESTO di godere del diritto all’ACQUA PUBBLICA, voluto a furor di popolo col 96,13% con il referendum dell’11 giugno del 2011, per ribadire mantenere l’acqua fuori dal mercato e che nessuno debba fare profitti sulla gestione.

Ma tanti Sindaci Siciliani, della Regione Siciliana, di ROMA e della Comunità Bancaria Europea, passati ed attuali hanno detto e dicono NO a questo diritto primario.

Gli ARROGANTI dell’ACQUA, hanno vinto ancora.

Per il Forum  Provinciale  Acqua  e  Beni  Comuni  di  Caltanissetta

Il referente provinciale

Lorenzo PETIX (3283682259)

(Segretario Regionale dell’Unione Sindacale Italiana)

   

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