Benvenuti sul sito dell'Unione Sindacale Italiana!

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Gli articoli, i comunicati, le lotte, le iniziative, delle sezioni locali e nazionali, hanno un permanenza non lunga nella pagina per fare posto a nuovi documenti. Pertanto in automatico tutto viene archiviata. I/Le compagni/e interessati a documentazione non più presente nel sito, possono fare richiesta alla sede di Milano.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, Il Quarto Stato (1901), olio su tela, cm 293x545, Milano, Museo del Novecento, Palazzo dell'Arengario. « Siamo in un paese di campagna, sono circa le dieci e mezzo del mattino d'una giornata d'estate, due contadini s'avanzano verso lo spettatore, sono i due designati dall'ordinata massa di contadini che van dietro per perorare presso il Signore la causa comune...  »

L'EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI SARÁ OPERA DEI LAVORATORI STESSI

L'Unione Sindacale Italiana, sezione italiana dell'A.I.T. (Association Internacional de los Trabajadores) fondata nel 1912, disciolta dal fascismo nel 1922, si è faticosamente ricostituita alla fine degli anni settanta. 

L'USI è l'organizzazione nazionale di tutti i salariati, i precari e disoccupati, di ogni sesso e nazionalità residenti in Italia che si propongono di raggiungere con le proprie forze l'emancipazione dell'uomo liberandosi da qualsiasi dominio economico, politico, morale. (Art. 2 Principi dell'USI) 

Coerentemente con gli scopi che si prefigge, l'USI tende all'autorganizzazione dei lavoratori; pratica la democrazia diretta; si fonda sui principi dell'autogestione; non è dipendente nè tributaria di alcun partito politico,di alcun movimento specifico, di alcun dogma religioso o laico.

L'Autogestione delle Lotte per l'Autogestione del Lavoro

 

Siopero Nazionale. Scuola e Esternalizzati.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Settembre 2014 13:46 Scritto da Sandro Giovedì 18 Settembre 2014 13:41

U.S.I. - Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 – fedele ai principi dell’Ait

Confederazione di sindacati autogestiti e di federazioni intercategoriali

SINDACATO NAZIONALE USI SCUOLA e Università

Largo Veratti 25, 00146 Roma Fax 06/77201444

e mail: usiait1@virgilio.it

PROCLAMAZIONE (14 settembre) SCIOPERO NAZIONALE INTERA GIORNATA NEL COMPARTO SCUOLA e per SERVIZI ESTERNALIZZATI PER IL 10 OTTOBRE 2014. Astensione collettiva dal lavoro rivolta a tutto il personale a tempo indeterminato, determinato e atipico/precario, impiegato nel comparto Scuola e nei servizi ESTERNALIZZATI di Istituti Scolastici Statali, di Enti Locali o Amm.ni Regionali di assistenza a studenti disabili e assistenza infanzia, mense scolastiche, trasporto scolastico, pulizie, manutenzione, attività amministrative e ausiliarie svolte in appalto o affidamento.

Come chiedono in tanti l'unica risposta alla fumosa proposta della “buona scuola” di RENZI è la lotta! L’USI ha infatti dato copertura allo sciopero della scuola per il 10 ottobre, con l’adesione anche del SISA SCUOLA, sulla base delle proposte uscite dalle assemblee cittadine, dai coordinamenti dei precari, da varie realtà anche studentesche, dall’area il sindacato è un’altra cosa, da tutta la galassia COBAS, dall’esito della tre giorni dello strike meeting, dalla consultazione su fb ….

Per la costruzione unitaria dello sciopero sono previste Manifestazioni locali - a Roma presidio pomeridiano il 25 settembre al Miur ... la costruzione di laboratori territoriali sociali ...assemblee unitarie nelle scuole l’1 e il 2 ottobre (materiali e modelli ci possono essere richieste alla nostra email) . . lo sciopero del 10 ottobre si costruirà unitariamente con manifestazioni e cortei locali con gli studenti in circa 90 città ... E poi la lotta proseguirà con l’ulteriore tappa di sciopero generale sociale a novembre....

La nostra piattaforma di lotta: per sviluppo, valorizzazione e rilancio dell’istruzione pubblica, per finanziamento adeguato e contrasto a tagli di risorse per scuola pubblica; per eliminazione investimenti con risorse pubbliche a favore di scuole paritarie private, in applicazione del dettato Costituzionale (inserite in L.F., e/o bilanci Regionali e di EE.LL.), per potenziamento scuole infanzia e primarie pubbliche; per adeguati miglioramenti salariali (almeno duecento euro), per il ripristino di meccanismi di adeguamento automatico salariale connesso agli aumenti dei prezzi e al “costo della vita” e non legati al merito, per godimento diritto alle ferie al personale a tempo determinato o loro pagamento, per contrasto a disparità di trattamento su ferie e altri istituti connessi all’applicazione delle leggi e disposizioni sul rapporto a tempo determinato (D. lgs. 368/2001 e s.m.i.) al personale della scuola; per ottenere la stabilizzazione del precariato utilizzato nelle scuole e nei servizi esternalizzati o in appalto, per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari su tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto e di fatto, a partire da quelli delle graduatorie ad esaurimento che hanno i tre anni di incarico come si prevede da prossima sentenza della Corte di Giustizia Europea, per blocco concorsi nei casi di mancato esaurimento graduatorie; per il ripristino degli scatti di anzianità, per il ripristino del V anno per tutti gli indirizzi, contro l’aumento dell’orario e dei carichi di lavoro, per il ritiro dei provvedimenti e dei tagli previsti della c.d. “riforma GELMINI”, della cancellazione anche degli effetti delle riforme MORATTI, PROFUMO e delle riforme ed effetti negativi del progetto la “buona scuola” RENZI-GIANNINI senza un vero confronto con la categoria e le O.S. di base, l’eliminazione dei tagli negli organici, anche nelle classi e per le ore negli istituti tecnici e professionali (in ottemperanza alle sentenze emesse dai tar anche nel 2013 e dal consiglio di stato nel luglio 2011); per il ritiro sistema INVALSI, per la riduzione del numero degli alunni per classe, per il ripristino totale del sostegno a studenti - studentesse diversamente abili e richiesta di ritiro di direttive e circolari sui B.E.S., anche sugli organici di fatto; per il diritto di assemblea e piene agibilità sindacali di cui al titolo III della Legge 300/70, a favore di tutte le organizzazioni di lavoratori/lavoratrici legalmente costituite, per piena applicazione e rispetto della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, anche nel Comparto Scuola e nei servizi esternalizzati, per l’internalizzazione di servizi gestiti da soggetti terzi.

Segreteria nazionale USI Scuola e Università (in via di trasformazione in USI S.U.R.F.,

Scuola Università Ricerca e Formazione, come approvato nel congresso confederale Usi del luglio 2014,

che lancia anche una campagna nazionale di tesseramento ad un sindacato veramente autorganizzato e indipendente)

pagina fb: USI SCUOLA & UNIVERSITA’ –

SITO NAZIONALE www.usiait.it

blog: www.unionesindacaleitaliana.blogspot.com

giornale: www.lottadiclasse.net

archivio storico: www.usistoriaememoria.blogspot.com

 

   

Il Frankenstein del PD. da sinistrainrete.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Settembre 2014 15:21 Scritto da Sandro Lunedì 15 Settembre 2014 15:16

Il Frankenstein del PD

di Valerio Guizzardi

In Emilia Romagna c’è una guerra, ormai da tempo, che oppone il Pd a una parte consistente e maggioritaria della Procura e della magistratura giudicante. Per il momento il secondo “esercito” pare vincente: ha detronizzato il Presidente Vasco Errani e ora si avvia, a colpi di avvisi di garanzia, a mettere mano alle primarie per l’elezione del prossimo Presidente. Infatti Matteo Richetti e Stefano Bonaccini, due dei tre candidati avatar di Renzi, sono stati colpiti e affondati. Vedremo in seguito che si deciderà del terzo candidato Roberto Balzani.

Per non perderci in chiacchiere e senza scomodare analisi raffinate potremmo riassumere così: il Pd sta alla Magistratura come gli Usa stanno all’Isis. Prima li hanno creati, organizzati e armati scagliandoli contro il nemico di turno. Poi autonomizzatisi, gli “amici” di un tempo si sono rivolti contro i loro creatori in una strategia di comando e potere propria. Con gli stessi metodi: la decapitazione pubblica mediatizzata.

Questa tattica suicida del Pd è però una storia antica: rimanda infatti almeno ai “favolosi Settanta” quando Pci e Cgil usarono la fazione Picista di Magistratura Democratica contro l’autonomia di classe, nella sua caleidoscopica composizione politica. L’intento, purtroppo riuscito, era di sbarazzarsi non solo delle forme autonome che in quegli anni agivano un conflitto volto ad “abolire lo stato delle cose presenti” ma anche della sua stessa base sociale in continuità strategica con il Compromesso Storico, e la consegna dell’intera classe al modo capitalistico di produzione, allora in piena transizione verso l’era neoliberista.

Oggi hanno cambiato il nome ma non il metodo: sbarazzarsi del nemico, che sia Berlusconi o i movimenti, usando la magistratura come una clava. Ma qualcosa è cambiato. Sì, perché quando si crea un Frankenstein e poi se ne perde il controllo si va incontro a grossi guai. Infatti hanno spinto di fatto la Magistratura a evolversi da un Ordine dello Stato a un Potere autonomo vero e proprio, che ha come obiettivi strategici l’autoconservazione corporativa, anche a mezzo di utili torsioni del Codice penale, comando e privilegi. Ma soprattutto il monopolio della verità in sentenza, la quale viene misurata in ragione della sua utilità alla piena conservazione dello status quo. Che, tra l’altro, sono anche i mezzi di selezione utili ad ottenere di volta in volta, di elezioni dopo elezioni, una “qualità” di governo più morbida e accomodante verso se stesso.

Altrimenti sono guai: infatti, per esempio, ogni volta che il Governo di turno annuncia la riforma di quel Potere partono grappoli di arresti o avvisi di garanzia a scopo dissuasivo verso chiunque voglia provarci. Tattica di guerra si direbbe fino ad ora ben riuscita, visti i risultati.

Ma torniamo da dove eravamo partiti: il piano regionale. Certo qui si gioca una partita importante, foriera di risvolti nazionali di non poco conto. Pare evidente che la Magistratura locale stia tentando di modificare gli antichi equilibri che hanno garantito – dal Pci al Pd – il monopolio del potere dal 25 aprile 1945. E, attraverso questo, il regno incontrastato dei potentati economici di diretto riferimento: il cosiddetto Modello cooperativo emiliano. Quest’ultimo ha, incontestabilmente, trasformato nel tempo quello che dalla seconda metà dell’Ottocento era una virtuosa idea di economia sociale inclusiva, a tratti anche sovversiva dell’allora ordine esistente, in una piovra neoliberista che pompa giganteschi profitti a mezzo di predazione e sfruttamento fino all’osso del lavoro vivo.

Sia chiaro, qui nessuno grida al complotto. Questa guerra tra Magistratura e Pd non ha nulla di nascosto: gli eserciti in campo sono noti, tattiche e strategie evidenti. Per il momento la Magistratura pare vincente, le teste che cadono non si contano più.

Il Pd grida berluschianamente «Giustizia a orologeria» e le sue fila sono allo sbando.

Vedremo come evolverà la situazione.

A noi non resta che approfittarne e organizzarci per un autunno di lotte che promettiamo molto caldo.

   

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