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USI - Rimini. Marinai di salvataggio

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UNIONE SINDACALE ITALIANA

Marinai di salvataggio

Giovedi 20 Settembre una altra donna è morta in spiaggia (al bagno 33 di Rimini). Siamo profondamente dispiaciuti sia  personalmente che professionalmente. Non sappiamo al momento se sia successo in acqua o in spiaggia ma  non fa differenza alla conclusione che se c'era servizio di salvamento l'intervento di tentativo di rianimazione sarebbe forse potuto essere stato in tempi utili.  Certo non c'è obbligo di servizio in stabilimenti aperti per elioterapia ma rimane uno smacco di sistema del  soccorso pubblico e della nostra comunità della accoglienza e convivenza.

Il turismo balneare in “bassa Stagione” che non rende uguali di fronte alla morte e alla vita

Da anni ci battiamo perchè la balneazione e le spiagge aperte siano coperti da servizio di salvamento.  Lo abbiamo fatto per cercare di garantire il servizio gli anni passati da metà Settembre in avanti in caso di impianti aperti e balneazione . Questo anno ci troviamo a farlo addirittura dal 9 di Settembre.

Siamo chiamati quali cittadini di una comunità a segnalare e affrontare i problemi, non a nasconderli Ogni anno lo facciamo presente che non si possono abbandonare situazioni di balneazione e presenza in spiaggia con bagni aperti senza nessun controllo e senza che nessuna autorità si senta responsabile e prenda provvedimenti di qualche tipo.

In  ben oltre mezza Italia la stagione balneare coperta da servizio di salvamento è arrivata a Domenica 16 Settembre quando non il 30 Settembre (vedi * nota di elenco a piè  di pagina).

Invece in provincia di Rimini no!

La causa? Promesse non mantenute dall'inverno dal Comune di tenere aperto fino all'inizio delle scuole a Settembre (il 16 Settembre) e di riservarsi poi di prolungare oltre, con una ordinanza di flessibilità stagionale  in caso di condizioni favorevoli (quali poi vediamo si sono verificate) .

Tuttavia, una volta che le previsioni erano favorevoli una settimana prima del 9 Settembre il comune (Insieme a Rimini anche Riccione, Misano e Cattolica) si è tirato indietro assecondando la scelta di non contraddire gli interessi al risparmio dei concessionari di spiaggia, ignorando così gli interessi di utenti e  turisti di Settembre che sono interessi niente meno che di salvaguardia della propria vita in mare e aree degli impianti balneari. Ci siamo cosi trovati dal 9 di Settembre fino probabilmente alla prossima settimana (dovrebbe durare fino  23) con temperature estive e presenza di decine di migliaia di turisti  in acqua e in spiaggia.

Questo è permesso da un "formula tutta di casa nostra" quello della “elioterapia” che nella pratica significa per i concessionari bagnini di potere essere autorizzati a  rimanere aperti senza dovere provvedere a sorvegliare con con personale per soccorso e rianimazione il mare antistante e la loro area di  stabilimento.

Naturalmente gli ignari bagnanti stranieri non sanno nulla, nessuno li ha avvertiti che il loro pacchetto turistico è “Without rescue service” e che in caso di incidente qualcuno deve fare il numero 1530 per chiedere soccorsi che arriveranno non in tempi utili a eventuali necessità di rianimazione.

I Comuni stessi d'altra parte non danno il buon esempio nelle spiagge libere che rimangono completamente senza presidi.

Abbiamo brutte storie  però abbiamo la Università del turismo!

Pagano le fasce più deboli, quelli che vengono a Settembre attratti dal bel tempo e dai costi un poco più favorevoli. A parte Bellaria e Cesenatico e Cervia (che hanno continuato il servizio lodevolmente di propria iniziativa) tra Viserba e Cattolica decine di migliaia di bagnanti scendono in acqua ogni ora senza sapere che in una spiaggia attrezzata e attiva non è attivo il servizio di salvamento. Nessuna publifono annuncia la trappola. Eppure viene pagata una tassa di soggiorno, i turisti lasciano soldi un poco ovunque ma l'interesse sul Demanio comune del Comune non segue a quanto pare interessi della città nel suo insieme. Non c'è governo, presa in carico del problema. Ma allora perché viene lasciata libertà di gestire ai concessionari tale delicato servizio salvavita? La soluzione sarebbe la gestione diretta dei comuni insieme a 118 e autorità competenti di salvaguardia della vita in mare cosi come avviene in buona parte del mondo. Finanziati dalle tasse comunali prese anche alle attività di ristorazione e pernottamento oltre che da quelle degli affittuari di attrezzature balneari.

Ma in montagna in bassa stagione con le piste di neve aperte il soccorso alpino o quello delle piste è soppresso?

In questo periodo di assenza dei marinai di salvataggio (mancanza di sorveglianza, mancanza di possibilità di intervento, inesistente possibilità di pronto soccorso e rianimazione se non da presenze occasionali di professionisti), può drammaticamente succedere di tutto.

La sorveglianza in mare e aree balneari non è un contenzioso economico (come molti astutamente vogliono fare relegare) tra concessionari balneari e marinai di salvataggio appassionati del proprio lavoro, ma rimanda come responsabilità a tutta la collettività, ne è anche la allegoria di una convivenza civile della comunità.

Ci aspettiamo (da anni) che finiscano i rimpalli di responsabilità e ci si appassioni alle soluzioni. Qualche segnale a volte c'è trasversale a tutte le categorie e autorità (marinai di salvataggio, concessionari, esercenti di attività, autorità comunali e marittime e confidiamo di potere essere non il fanale di coda ma l'avanguardia sulla sicurezza in mare .

I lavoratori della sicurezza in mare che rilevano problemi di salvamento andrebbero stimolati, aiutati, promossi non ostacolati, zittiti intimoriti da pressioni occupazionali.

In conclusione due punti ci sembrano determinanti una soluzione

1)Non deve essere concessa la apertura degli stabilimenti con la motivazione della elioterapia senza sorveglianza in mare . Dove c'è balneazione e impianti balneari aperti ci deve essere sorveglianza.

2) Il servizio di salvamento deve essere internalizzato nella gestione dei Comuni e ausl di riferimento avvalendosi di tutte le risorse territoriali economiche professionali di gestione sanitaria delle emergenze.

UsiconsRimini

UNIONE SINDACALE ITALIANA Marinai di salvataggio

 

Elezioni RSU a Caltanissetta!

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Carissime Colleghe, carissimi Colleghi, Amiche e Amici, Compagne e Compagni

L’usi rompe il silenzio, visto che oramai siamo vicini alle elezioni del rinnovo della RSU 2018, elezioni che si terranno il 17, 18 e 19 APRILE nel nostro ente (Libero Consorzio Comunale di Caltanissetta) si sente il bisogno di FARE SINDACATO VERO.

Negli ultimi anni ed ancor oggi l’attività sindacale dell’USI riempie pienamente l’esistenza dei propri militanti che animo e corpo difendono diverse realtà lavorative, dislocate nel territorio della nostra isola, ove le condizioni lavorative sono realmente da terzo mondo, con salari decurtati spesso del 50% ed oltre, ove le Lavoratrici e i Lavoratori prima di avanzare vertenza ci pensano decine di volte, perché minacciate/i e non tutelate/i dalle ultime norme che regolano il mondo del lavoro, JOBS ACT varati dagli ultimi governo Filo-Padronali ed Anti-Operaisti.

Ci preme ringraziare tutti quelli che ci dimostrano ogni giorno tantissimo affetto e stima.....tutti quelli che ci hanno inviato auguri e messaggi di sostegno e di solidarietà inerentemente all'attività sindacale che svolgiAMO (vedi anche le battaglie inerenti al caro-acqua e per la sua ripubblicizzazione) non vista di buon occhio da chi la verità dà tanto fastidio.

FARE ATTIVITÀ SINDACALE NELL’USI, DOVE NON GODIAMO DI DISTACCHI SINDACALI, È PESANTE MA NON IMPOSSIBILE.

ChiediAMO il sostegno a Voi Colleghe, Colleghi, Amiche, Amici, Compagne e Compagni, chiediAMO il sostegno anche a chi non la pensa come noi, perché abbiAMO a cuore anche le tue condizioni lavorative e trattamenti.

L’USI preannuncia una CAMPAGNA di LOTTA e di CONTRASTO verso questo ente che sta facendo acqua da tutte le parti (vedi STRADE, EDIFICI e SERVIZI di nostra pertinenza).

L’USI si IMPEGNA REALMENTE a riprendere la campagna in favore del Buono Pasto ed auspica la partecipazione di Voi Tutte/i.

L’USI si IMPEGNA REALMENTE in favore della riattivazione del godimento dell’INDENNITÀ DI DISAGIO in favore dei Colleghi Cantonieri a cui l’allora Ing. Capo Tomasella, appena insediato la  tolse, come se fosse una optional, mantenendola giustamente nel contempo ai Capi-Cantonieri.

Sta dell’incredibile che le condizione lavorative dei Colleghi Cantonieri non sono considerate disagiate, che svolgono la loro attività sotto il sole, col vento, con i fanghi, subendo attacchi dagli insetti fastidiosi che attratti dai loro sudori s’avvicinano a loro per succhiare i loro sali e sudori o per pungerli, senza aria condizionata, senza termosifoni, ecc… ed ecc…, scusate dimenticavo e senza cessi, che per fare i propri bisogni si arrangiano

 

E  POI, E  POI, E POI …………….,  VEDREMO.

SE LA LISTA  USI AVRA’ SUCCESSO DIPENDE da TUTTI  NOIIIIIIIIII.

 

Candidati USI 2018

DIFRANCESCO

Calogero

Sutera 21.09.1954

FALCONE

Michele Giuseppe

San Cataldo 16.04.1973

PETIX

Lorenzo Rosario

Caltanissetta 27.10.1957

RIZZA

Francesca

Caltanissetta 05.09.1965

 

Si possono dare due preferenze, VOTATECIIIIIIIII

 

 

8 MARZO 2018,

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8  MARZO  2018 Sciopero Generale

e Festa della Donna

NESSUNA DONNA PUÒ ESSERE PROPRIETÀ O

OSTAGGIO DI UN UOMO,

DI UNO STATO, NÈ TANTOMENTO

DI UNA RELIGIONE

"Queste righe sono dedicate a voi AMICHE donne che credete nei valori inviolabili della vita, principalmente nel rispetto del proprio simile, senza sé e senza ma. Per chi crede che c’è ancora tanto da cambiare, che le conquiste fatte non siano ancora sufficienti, li dedico soprattutto a chi NON ci crede, a quelle donne che si sono arrese e a quelle convinte di potersi accontentare.

A quelle donne che hanno conquistato con le unghie e con i denti molti diritti civili che hanno permesso di passare da una condizione di eterne "minorenni" sotto "tutela" a una forma di autodeterminazione sempre più definita, e che hanno conquistato diverse libertà, oggi minacciate dal padronato, come la tutela delle "lavoratrici madri".

E mentre altri parlano di diritto alla vita, di "valori morali", oggi necessita invocare il diritto della DONNA, e non solo, di decidere la propria sessualità.

L’UMANITA’ INTERA ha grandi debiti con le donne e con quelle che ci hanno preceduto, perché procreatrice del GENERE UMANO, dobbiamo tutelare il materno corpo delle donne.

Cambiare la mostruosità giuridica su la trasmissione obbligatoria del cognome paterno, la perdurante violabilità del corpo femminile nella pratica sociale di molti uomini, oggi più che mai siamo contro ogni tipo di pratica della vendita del corpo femminile e non solo, siamo per lo STATO AUTORGANIZZATO e LAVORATORE.

Pensiamo poi ai problemi sul lavoro e, dunque, ai datori che temono le assenze, i congedi per maternità, le malattie di figli e congiunti vari, cosicché le donne spesso scelgono un impiego a tempo parziale, penalizzando la propria carriera.

Un altro problema, è quello delle violenze, specie in famiglia, dei FEMMINICIDI.

Inoltre, la società fa passare pubblicità sessiste o che incitano allo stupro; pornografie e immagini che banalizzano le violenze alle donne.

Necessita ricordare che le donne sono di sesso femminile prima ancora di essere mogli, madri e sorelle.

a te amica DONNA che credi o non credi nella lotta,

a te amica DONNA che credi che tanto ancora c’è da cambiare,

a te amica DONNA che credi nelle conquiste che altre donne hanno fatto e che ancora non sono sufficienti,

a te amica DONNA che ti sei arresa,

a te amica DONNA convinta di poterti accontentare,

a te amica DONNA che pensi che il "femminismo" sia l’estremo opposto del "maschilismo".

CON LA SPERANZA CHE LA

MIMOSA

NON FIORISCA UN GIORNO SOLO

AUGURI  AMICA  DONNA

UNICO VERO  FUTURO  DELL'UMANITA'

Unione Sindacale Italiana – Sicilia

Via Re DItalia n.10 Caltanissetta

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SAN GIORGIO DI NOGARO. USI - SCIOPERO

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Sciopero alla vetreria: momenti di tensione con Digos e carabinieri

USI - SCIOPERO

Via al presidio di 24 ore delle maestranze.

Il sindacato: manca sicurezza.

La solidarietà del sindaco

05 Febbraio, 2018

SAN GIORGIO DI NOGARO.

Momenti di tensione, ieri mattina, tra le maestranze della Vetreria Sisecam (ex Sangalli) di San Giorgio di Nogaro per l’arrivo delle forze dell’ordine, Digos e Carabinieri, durante lo sciopero indetto dall’Unione sindacale italiana per il mancato corrispettivo dei premi di produzione e per “le carenze nell’applicazione delle norme sulla sicurezza”.

Stop all’attività produttiva e all’ingresso dei mezzi pesanti nello stabilimento dell’Aussa Corno.



La presenza delle forte dell’ordine durante la manifestazione ha lasciato perplessi i lavoratori che non ritenevano necessario un simile dispiegamento (sei mezzi e diversi uomini) «per una protesta pacifica per i propri diritti». E c’è chi ha collegato il fatto alla visita in Italia del presidente Erdogan (Sisecam è un gruppo turco).

Il presidio dei 150 lavoratori, iniziato alle 22 di domenica, si concluderà oggi alle 6, dopo che nella giornata di ieri la direzione Sisecam è stato a lungo a colloquio con il segretario nazionale Usi Renato Grego, per sbloccare la situazione.

Nulla è stato raggiunto: ci si rivedrà il 10 febbraio per un ulteriore confronto.

Si stanno valutando ulteriori azioni di protesta per i prossimi giorni.



A portare solidarietà ai lavoratori anche il sindaco Pietro Del Frate, che si è recato a parlare con le maestranze per capire le motivazioni dello sciopero.

L’Usi in un comunicato afferma che a seguito di molteplici e infruttuosi incontri con la direzione aziendale, «dopo aver indetto lo sciopero con stop a tutte le attività produttive, intende continuare un percorso di lotta in difesa dei diritti dei lavoratori in risposta al totale disinteresse da parte dell’azienda ai problemi inerenti la crescita sociale, personale ed economica dei lavoratori stessi.

La Sisecam Flat Glass Italy– si afferma– aveva promesso di erogare il premio di produttività 2017 entro gennaio 2018.

Ancora ad oggi la direzione non ha nemmeno comunicato i parametri di valutazione e calcolo di questo premio.

 

Ma vi è di più.

Ad ottobre, dopo varie segnalazioni da parte di questo sindacato inerenti le falle che ci sono in materia di sicurezza all’interno dello stabilimento, un lavoratore ha subito un infortunio.

A seguito di ciò L’Usi ha presentato un esposto alla Procura di Udine. Il sospetto è che la Sisecam in una sorta di ritorsione a seguito delle denunce, ha volutamente prolungato le trattative per la determinazione del premio di produttività».

Il Picchetto dei Lavoratori davanti alla portineria.


 

Strage di VIAREGGIO. Riceviamo e Pubblichiamo.

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UNIONE SINDACALE ITALIANA

aderente e promotrice della Rete nazionale

per la salute e la sicurezza sul lavoro sui terrtori

a Roma Comitato 5 aprilee

mail nazionale: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Riceviamo e volentieri inoltriamo il materiale prodotto dai ferrovieri e dalla redazione della rivista ANCORA IN MARCIA, sulla strage di VIAREGGIO.

Ne condividiamo le valutazioni, non essendo Usi confederazione sindacale di stampo giustizialista, la condanna penale ci interessa relativamente, quello che ha valore è l'accertamento delle responsabilità (mettere sullo stesso piano i padroni e l'operaio materiale esecutore della manovra...è una giustizia  formale ma una ingiustizia sociale, nella sostanza) e la prosecuzione per la messa in sicurezza delle reti e del sistema ferroviario, oltre che la salute di chi ci lavora, dei passeggeri e del personale viaggiante (anche quando si tratta di treni merci ...), della cittadinanza.

ORA E SEMPRE RESISTENZA, 8 MARZO SCIOPERO GENERALE E SOCIALE PER RI-CONQUISTARE DIRITTI, DIGNITA', LIBERTA', LAVORO, SALARIO, SERVIZI PUBBLICI PER TUTTI E TUTTE (specie classi lavoratrici e settori sfruttati), CONTRO LE DISCRIMINAZIONI E LE VIOLENZE SULLE DONNE, NELLE STRADE, SUI POSTI DI LAVORO, IN CASA...

LO SCIOPERO GENERALE E SOCIALE E' UN'AZIONE DI LOTTA SOLIDALE, COLLETTIVA, UTILE 8 MARZO 2017 PRATICHIAMOLA IN MASSA IN OCCASIONE DI GIORNATA DI MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE

USI Confederazione sindacale autorganizzata, autogestita, indipendente fondata nel 1912
sito nazionale ufficiale www.unionesindacaleitaliana.eu

e mail segreteria nazionale collegiale:

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ancora

IN MARCIA !
GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908

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STRAGE DI VIAREGGIO, IN DETTAGLIO LE CONDANNE, LE ASSOLUZIONI E IL NEO DELLA SENTENZA

Il Dispositivo della sentenza - Le condanne nel dettaglio

STRAGE DI VIAREGGIO, DOPO LA SENTENZA, SUL SITO www.inmarcia.it, I DETTAGLI E ALCUNI COMMENTI.  FRA 90 GIORNI SARÀ PUBBLICATO L'INTERO PROVVEDIMENTO

LA SENTENZA

Il Tribunale di Lucca, dopo un processo durato oltre sette anni, ha emesso la sentenza sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Nel disastro ferroviario morirono 32 persone a causa delle esplosioni e delle fiamme che avvolsero l'intero quartiere di Via Ponchielli,  adiacente alla stazione. La causa fu la rottura di un asse, il conseguente ribaltamento e la fuoriuscita di circa 30.000 litri di GPL da una delle 14 cisterne squarciate nell'urto... leggi tutto...


23 CONDANNE E 10 ASSOLUZIONI

In un'aula gremita di persone all'inverosimile ma in un silenzio assoluto e quasi irreale, alle 15 in punto il Presidente del Collegio Gerardo Boragine, ha letto il verdetto che ha condannato 23 imputati tra 5 e 9 anni, tra loro Mauro Moretti (7anni), Michele Elia (7 anni e 6 mesi), Vincenzo Soprano (7 anni e 6 mesi) e Giulio Margarita (6 anni e 6 mesi) e assolto gli altri dieci.
Condannate per responsabilità amministrative pure cinque società, tre assolte... leggi tutto...

CONFERMATA SOSTANZA DELLE ACCUSE
- Pur riducendo la maggior parte delle pene richieste,  la sentenza ha confermato l'impianto accusatorio e l'individuazione delle responsabilità anche per gli amministratori... leggi tutto...

Leggi               tutto
MINUZIOSA DIFFERENZIAZIONE DELLE RESPONSABILITA'
- Qui sotto il quadro completo delle condanne per ciascuno degli imputati... leggi tutto...


IL NEO DELLA SENTENZA
- Un neo della sentenza, che per questo aspetto mostra una visione miope della realtà e delle dinamiche in atto nei luoghi di lavoro, lo rileviamo dalla pesante condanna dell'operaio Uwe Kriebel, l'esecutore manuale del controllo ad ultrasuoni, ovvero l'ultimo anello della catena, estraneo a ruoli di comandoe di responsabilità... leggi tutto...

L'OPERAIO ED IL PADRONE, NESSUNA DIFFERENZA
- Un operatore può senz'altro sbagliare ed essere per questo sanzionato, anche penalmente, ma riteniamo ingiusto non discernere la differenza tra chi può commettere un errore manuale e chi pur avendone il potere, i mezzi e l'obbligo giuridico e morale - trattandosi di manutenzioni delicatissime e ad alto impatto sulla sicurezza - non predispone tutte le misure idonee a 'filtrare' e 'correggere' tutti i possibili errori o le imprecisioni in cui l'operatore può incappare... leggi tutto...

UNA CONDANNA "INGIUSTAMENTE EGUALITARIA"
- Le scala delle profonde differenze di ruoli gerarchici, di potere, di mansioni e di salario su cui si regge l'intero sistema ecomomico occidentale, sembra scomparire all'improvviso
di fronte alla legge al momento di graduare le responsabilità e comminare le pene... leggi tutto...

ORA IL SISTEMA FERROVIARIO DEVE CAMBIARE
- Questa sentenza ha messo sotto accusa l'intero sistema ferroviario internazionale,  nelle sue articolazioni industriali e finanziarie ed il condizionamento politico economico operato verso le istituzioni preposte ai controlli,  a partire dall'Agenzia ferroviaria europea (E.R.A.)... leggi tutto...

LA NOSTRA BATTAGLIA PER LA SICUREZZA CONTINUA
- In attesa delle motivazioni della sentenza, è necessaria una vera e propria 'campagna d'opinione',  per correggere e modificare le normative europee sul trasporto di merci pericolose, iniziando dal mettere in discussione l'ERA, le sue regole e - prosumibilmente - i suoi stessi membri... leggi tutto...

A FIANCO AI FAMILIARI DELLE VITTIME
- La sentenza pur segnando un punto fermo sulle responsabilità, ha lasciato parzialmente insoddisfatto chi ha perso tra le fiamme una o più persone care. La nostra rivista proseguirà nell'impegno profuso fino ad oggi per sostenere i familiari, i cittadini di Viareggio ed i ferrovieri organizzari nell'Assemblea 29 giugno. Saremo al loro fianco... leggi tutto...

Quadro riepilogativo delle pene per ciascun imputato

 

Imputato

Qualifica

Sentenza Tribunale

di Lucca

31-01-2017

Richiesta della Procura

1

Andronico Salvatore

Responsabile struttura Sicurezza Trenitalia Cargo

6 anni

9 anni

2

Andreas Barth

Dipendente Jungenthal Gmbh, primo sostituto del responsabile di officina

assolto

assoluzione

3

Helmut Broedel

Responsabile officina sale di Jungenthal

8 anni

9 anni

4

Andreas Carlsson

Responsabile di stabilimento dell'Officina Jungenthal Gmbh

assolto

assoluzione

5

Castaldo Mario

Direttore Divisione Cargo, ex ad di Cargo Chemical

7 anni

9 anni

6

Costa Giovanni

Responsabile Unità produttiva Divisione tecnica Rfi Spa

6 anni

9 anni

7

Di Marco Giorgio

Ex responsabile Unità Produttiva Direzione tecnica Rfi Spa

6 anni

9 anni

8

Di Venuta Calogero

Ex direttore compartimentale infrastruttura Firenze

assolto

5 anni

9

Elia Mario Michele

Amministratore delegato di Rfi, ex responsabile Armamento ed ex responsabile della Direzione tecnica Rfi (più di recente ex ad del Gruppo Ferrovie)

7 anni e 6 mesi

15 anni

10

Farneti Giuseppe

Ex responsabile Armamento Rfi

assolto

6 anni e mezzo

11

Favo Francesco

Ex responsabile della struttura di Certificazione sicurezza imprese ferroviarie e dell'Istituto sperimentale della Direzione tecnica di Rfi Spa

6 anni

9 anni

12

Fumi Alvaro

Responsabile Istituto sperimentale della Direzione tecnica Rfi Spa

6 anni

9 anni

13

Galloni Gilberto

Ex amminstratore delegato di FS Logistica Spa

assolto

8 anni e 6 mesi

14

Gobbi Frattini Daniele

Responsabile tecnico e responsabile Commessa carri, della Cima riparazioni Spa

6 anni e 6 mesi

8 anni e 6 mesi

15

Koennecke Uwe

Responsabile Officina Jungenthal Gmbh

9 anni

9 anni

16

Kogelheide Rainer

Amministratore delegato Gatx Rail Germania

9 anni e 6 mesi

10 anni

17

Kriebel Uwe

Operaio addetto alla verifica con ultrasuoni dell'Officina Jungenthal

8 anni

6 anni e 8 mesi

18

Lehmann Joachim

Supervisore e responsabile esami non distruttivi presso Officina Jungenthal

assolto

8 anni e 3 mesi

19

Linowski Peter

Responsabile sistema manutenzione Gatx Rail

9 anni e 6 mesi

9 anni

20

Maestrini Emilio

Responsabile Direzione ingegneria, sicurezza e qualità di sistema di Trenitalia Spa

6 anni e 6 mesi

8 anni

21

Mansbart Johannes

Amministratore delegato Gatx Rail Austria

9 anni

10 anni

22

Margarita Giulio

Ex direttore Sistema gestione sicurezza circolazione treni ed esercizio ferroviario della Direzione tecnica di Rfi. Oggi dirigente ANSF

6 anni e 6 mesi

13 anni

23

Marzilli Enzo

Responsabile struttura direzione norme, standard, sviluppo e omologazione Rfi

6 anni

9 anni

24

Mayer Roman

Responsabile manutenzione flotta carri merci Gatx Rail Austria

9 anni

8 anni e 3 mesi

25

Moretti Mauro

Ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Spa, ed ex amministratore delegato di Rfi Spa

7 anni

16 anni

26

Pacchioni Giuseppe

Ex Direttore generale della Cima Riparazioni Spa

7 anni

assoluzione

27

Pezzati Angelo

Capo commessa settore carri e responsabile tecnico del reparto sale di Cima Riparazioni

assolto

8 anni

28

Pizzadini Paolo

Capo commessa settore carri e responsabile tecnico del reparto sale di Cima Riparazioni Spa

6 anni e 6 mesi

8 anni

29

Rossi Stefano

Ex responsabile Armamento Rfi

assolto

assoluzione

30

Schroeter Andreas

Tecnico di 2° livello e sostituto supervisore esami non distruttivi eseguiti da Uwe Kriebel nell'Officina Jungenthal Gmbh

8 anni

7 anni e 6 mesi

31

Soprano Vincenzo

Amministratore delegato di Trenitalia Spa ed ex amministratore delegato di FS Logistica Spa

7 anni e 6 mesi

8 anni

32

Testa Mario

Responsabile Armamento Rfi

assolto

5 anni

33

Vighini Massimo

Caposquadra reparto carri di Cima Riparazioni Spa

assolto

7 anni

Imprese imputate per responsabilità amministrativa ex legge 231/2001

Gatx Rail Austria

 

sanzione pecuniaria pari a 400 quote del valore di 1.200 euro ciascuna – 480.000 Euro

 

 

 

 

Sanzione amministrativa pari a un Milione di Euro per ciascuna impresa

Gatx Rail Germania

Jungenthal Waggon

Trenitalia Spa

sanzione pecuniaria pari a 700 quote del valore di 1.000 euro ciascuna – 700.000 Euro

Rfi Spa

Fs Logistica

 

assolte

Fs Spa

Cima Riparazioni Spa

   

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