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12 AGOSTO 1944 A SANT’ANNA DI STAZZEMA

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Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Agosto 2020 09:55 Scritto da Sandro Lunedì 17 Agosto 2020 09:52

PER NON DIMENTICARE LA STRAGE E IL CRIMINE DI 76 ANNI FA, 12 AGOSTO 1944 A SANT’ANNA DI STAZZEMA:

COMBATTERE SEMPRE E CONTRASTARE IN OGNI LUOGO, LA BARBARIE NAZIFASCISTA. PER RICORDARE OMERO ANGELI,

uno dei “nostri partigiani”, che intervenne in quelle zone dopo l’eccidio.

Da Usi nazionale 12/8/2020.

L’Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912, ricorda uno dei crimini nazifascisti più atroci verificatisi durante l’occupazione tedesca in Italia, che ebbe il suo culmine con l’eccidio del 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema e zone limitrofe (operazione  iniziata all'alba del 12 agosto 1944 a  Mulina e concluso nel tardo pomeriggio a Valdicastello Carducci e  Capezzano Monte). Perché di crimine e di atto terroristico vero e proprio, si trattò, commesso commesso dai soldati nazisti della  16. SS-Panzergrenadier-Division "Reichsführer-SS", comandata dal generale ( GruppenführerMax Simon, e dagli austriaci. Non di una rappresaglia, che è un crimine comunque, operato in quegli anni come risposta ad un’azione degli insorti, di ribelli, di oppositori ad un’occupazione militare e non solo, ma un ATTO TERRORISTICO VERO E PROPRIO, COMMESSO con PREMEDITAZIOE, per annientare la volontà della popolazione civile, sottomettendola grazie al “terrore”. L'obiettivo era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione per rompere ogni collegamento fra i civili e le formazioni partigiane presenti nella zona (tra cui la Gino Lombardi, formazione partigiana che operò a lungo tra le Alpi Apuane poi per dissidi interni, divenuta la X bis Brigata Garibaldi).

Le stesse indagini della magistratura militare italiana confermarono questa ipotesi, iniziate causalmente nel 1994 con il ritrovamento in uno scantinato della procura militare, mentre si cercavano documenti relativi a Priebke, di un  armadio contenente 695 fascicoli «archiviati provvisoriamente», riguardanti crimini di guerra commessi da tedeschi e  repubblichini di Salò. Tra questi viene trovata anche della documentazione relativa al massacro di Sant'Anna di Stazzema, per il quale sarà riaperta l'inchiesta che porterà a individuare alcuni dei responsabili con condanne definitive nel 2007.

Nel complesso quadro militare e bellico, la popolazione di Sant’Anna e dei borghi limitrofi, crebbe a dismisura, per l’arrivo di molti sfollati che cercavano di scampare ai bombardamenti anglo americani da un lato, dalle azioni dei tedeschi dall’altro, che erano sempre in cerca di forza lavoro con rastrellamenti per l’utilizzo nelle opere di fortificazione della linea difensiva che dal Tirreno doveva arrivare all’Adriatico e che necessitava, per espressi ordini di Hitler, di avere per un raggio di circa 10 Km dalla cosiddetta “linea gotica”, un territorio sgombro da qualsiasi insediamenti abitato da civili.  A questo scenario, non è irrilevante l’azione delle diversificate formazioni partigiane, che con sabotaggi, attentati e interventi colpivano le posizioni occupate dai tedeschi e dai fascisti, i quali rispondevano con pesantissime e sanguinose rappresagli contro la popolazione civile, su indicazione di Kesserling. La zona di Sant’Anna di Stazzema e quelle vicine, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto del 1944, era stata qualificata dallo stesso comando tedesco come “zona bianca”, cioè località adibite per accogliere sfollati provenienti da altre zone, che si stima in quel periodo fossero circa mille persone. Gli stessi partigiani avevano lasciato l’operatività in quella zona, senza effettuare azioni contro tedeschi e nazifascisti, proprio per evitare azioni di rappresaglia alla popolazione che si stava raccogliendo nei pressi di Sant’Anna.

A maggior ragione, l’azione terroristica e stragista compiuta dall’alba al tardo pomeriggio del 12 agosto 1944, ha la sua caratteristica e qualificazione riconosciuta pure dalle tardive indagini della procura militare italiana, escludendo che fosse indicata come un’azione, criminosa anch’essa, di rappresaglia nei confronti di civili durante un conflitto bellico (e ricordiamolo, in Italia una guerra di liberazione nazionale vera e propria, non una “guerra civile”, come certi storici revisionisti vorrebbero accreditare).  Alle sette de mattino il paese era circondato. Quando le SS giunsero a Sant'Anna, gli uomini del paese si rifugiarono nei boschi per non essere deportati, mentre donne, vecchi e bambini, sicuri che nulla sarebbe capitato loro in quanto civili inermi, restarono nelle loro case. In poco più di mezza giornata vennero uccisi centinaia di civili, di cui solo 350 poterono essere in seguito identificati; tra le vittime 65 erano bambini minori di 10 anni di età. Dai documenti tedeschi peraltro non è facile ricostruire con precisione gli eventi: in data 12 agosto 1944, il comando della 14ª Armata tedesca comunicò l'effettuazione con pieno successo di un'"operazione contro le bande" da parte di reparti della 16. SS-Panzergrenadier-Division Reichsführer SS nella "zona 183", dove si trova il territorio del comune di S. Anna di Stazzema; l'ufficio informazioni del comando tedesco affermò che nell'operazione 270 "banditi" erano stati uccisi, 68 presi prigionieri e 208 "uomini sospetti" assegnati al lavoro coatto. Una successiva comunicazione dello stesso ufficio in data 13 agosto 1944, precisò che "altri 353 civili sospettati di connivenza con le bande" erano stati catturati, di cui 209 trasferiti nel campo di raccolta di Lucca.

I nazisti rastrellarono i civili, li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case, li uccisero con colpi di mitra, bombe a mano, colpi di rivoltella e altre modalità di stampo terroristico. La vittima più giovane, Anna Pardini, aveva solo 20 giorni (23 luglio-12 agosto 1944). Gravemente ferita, la rinvenne agonizzante la sorella maggiore Cesira (Medaglia d’Oro al Merito Civile) miracolosamente superstite, tra le braccia della madre ormai morta. Morì pochi giorni dopo nell'ospedale di  Valdicastello. Infine, incendi appiccati a più riprese causarono ulteriori danni a cose e persone.

Dopo oltre 13 anni di inchieste e con processo presso la Procura militare di La Spezia prima e con la sentenza dell'8 novembre 2007, con cui furono confermate dalla  Corte di Cassazione,  gli ergastoli all'ufficiale Gerhard Sommer e ai sottufficiali nazisti Georg Rauch e  Karl Gropler. La Cassazione rigetta le tesi difensive e conferma che l'eccidio è stato un atto terroristico premeditato. Non così la magistratura tedesca, che a Stoccarda nel 2012, archiviò il procedimento. Secondo i giudici tedeschi, non sarebbe stato possibile accertare se la strage sia stata effettivamente un atto premeditato contro la popolazione civile, in quanto (sempre secondo la Procura di Stoccarda) è possibile che gli obiettivi dell'azione militare siano stati solo la lotta antipartigiana e il rastrellamento di uomini da deportare ai lavori forzati in Germania e che non è stato possibile indicare il …numero esatto delle vittime. Tale decisione, che è in contrasto con le risultanze processuali della magistratura italiana, ha suscitato incredulità e sdegno fra i sopravvissuti alla strage e prese di posizione contrarie da parte di vari esponenti politici in Italia.

RIMANE LA VALUTAZIONE STORICO POLITICA DI QUESTRA STRAGE E DI ECCIDIO DI CIVILI, che ci fa ribadire che VA CONTRASTATA E COMBATTUTA SEMPRE, LA BARBARIE NAZIFASCISTA e la sua sub-cultura di violenza, sopraffazione e di dominio, sotto qualsiasi forma si presenti o in qualsiasi modalità, anche formalmente legale, si nasconda. La memoria storica e il ricordo, hanno un valore rilevante, se come per le stragi di stato o quelle di stampo criminale e mafioso, servono come esempio per le generazioni future e come stimolo a contrastarle sempre, per un futuro migliore e una società basata sui diritti, sulla libertà, sulla solidarietà e la giustizia sociale.

Usi, nel ricordare anche questa strage del 12 agosto 1944, dedica questo comunicato per ricordare la figura di Omero Angeli, scomparso nell’estate di anni fa e utente della Casa di Riposo comunale di Roma 1, associato a Usi e all’Usicons, che fu tra i partigiani attivi nelle formazioni che lottarono e combatterono in quelle zone per la liberazione dell’Italia dal nazifascismo (ndr che ci raccontò quegli episodi di vita da partigiano combattente per la libertà, in occasione di una iniziativa pubblica fatta a Piazza Caterina Cicetti a Roma di presentazione del libro “Le borgate del fascismo”di Luciano Villani) e che trovò nel nostro sindacato, una valida sponda per proseguire dopo la fine del conflitto bellico, la lotta per l’emancipazione delle classi lavoratrici dallo sfruttamento e dall’oppressione.

Unione Sindacale Italiana

Segreteria nazionale confederale

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Il DECRETO 7 AGOSTO 2020

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Ultimo aggiornamento Lunedì 17 Agosto 2020 09:20 Scritto da Sandro Lunedì 17 Agosto 2020 09:15

Misure urgenti economia, il Decreto Agosto

È stato approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta n. 61 del 7 agosto 2020 il Decreto legge Agosto che riporta misure urgenti per l’economia.

La sintesi dei provvedimenti:

  • sgravio 30% contributi pensionistici aziende aree svantaggiate;
  • fino a diciotto settimane cassa integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga;
  • esonero contributi previdenziali aziende che non chiederanno estensione della cassa integrazione;
  • esclusione contributi fino a sei mesi per assunzioni a tempo indeterminato e aumento occupazione netta;
  • blocco licenziamenti per lavoratori che non hanno fruito di tutta la cassa integrazione e sospensione licenziamenti avviati dopo il 23 febbraio (sì per cessazione di impresa);
  • rinnovo lavoro subordinato a tempo determinato anche in assenza di causale per 12 mesi e limite di 24;
  • ulteriori due mesi per Naspi e DIS-COLL collaboratori coordinati e continuativi;
  • 1.000 euro indennità stagionali turismo, stabilimenti termali, spettacolo, stagionali, intermittenti e vendita a domicilio;
  • 600 euro marittimi e stagionali sportivi;
  • più 500 milioni 2020-2021a l Fondo nuove competenze;
  • contributo minimo 2500 euro per ristorazione acquisto prodotti agricoli;
  • contributo per esercenti centri storici;
  • 64 milioni per la Nuova Sabatini;
  • 7,8 miliardi Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese;
  • proroga sospensione mutui e prestiti Pmi fino al 31 gennaio 2021 e 31 marzo 2021 per il turismo;
  • credito imposta 60% locazione turismo;
  • esonero pagamento seconda rata Imu ed esonero 2021-2022 aziende turistico-ricettive, immobili fiere espositive, manifestazioni sportive, discoteche e sale da ballo, cinema e teatri;
  • ulteriori 265 milioni per agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche;
  • Fondo emergenze imprese e istituzioni culturali e 335 milioni per il Fondo emergenze cinema, spettacolo e audiovisivo;
  • 200 milioni per attività di trasporto;
  • rateizzazione versamenti sospesi marzo aprile e maggio e versamento del 50% senza sanzioni entro il 16 settembre 2020 o prima rata e rateizzazione in 24 mesi;
  • rinvio versamenti ISA;
  • proroga 15 ottobre 2020 termini dei versamenti da cartelle di pagamento;
  • proroga 31 dicembre 2020 Tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP) e Canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP);
  • 1,67 miliardi al Fondo esercizio delle funzioni degli enti locali;
  • 2,8 miliardi Fondo esercizio delle funzioni delle Regioni e delle Province autonome;
  • risorse per piccole opere, messa in sicurezza edifici e territorio,
  • finanziamento della progettazione definitiva ed esecutiva e messa in sicurezza delle scuole.
   

Marcinelle 1956.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Agosto 2020 07:38 Scritto da Sandro Lunedì 10 Agosto 2020 07:31

MARCINELLE (Belgio) 8 AGOSTO 1956 STRAGE DI MINATORI E DI EMIGRATI (262 MORTI, 136 IMMIGRATI  ITALIANI):

CONTINUIAMO A TENERE VIVA LA MEMORIA, ANCHE CON LA PRATICA DELLA LOTTA DI CLASSE, SOLIDALE,

INTERNAZIONALE E INTERNAZIONALISTA, per la  DIGNITA’, la SALUTE E LA SICUREZZA SUL LAVORO.

UNITI PER UN ALTRO FUTURO…ENSEMBLE, POUR UN AUTRE FUTUR.


RICORDIAMO UNA DATA, l’8 AGOSTO 1956. 64 anni fa, la strage su lavoro nella miniera di MARCINELLE in Belgio.

Il bilancio totale fu di 262 morti, di cui 136 di emigrati italiani.

Causa della strage operaia, un incendio scoppiato a quota 975 della miniera, nel distretto carbonifero di Charleroi, i minatori morirono a causa di un banale e  prevedibile incidente,  dovuta alla mancata applicazione di semplici misure di protezione, dalla disorganizzazione che utilizzava e sfruttava, allora come oggi, la forza lavoro, specie soggetta a  emigrazione dai paesi di origine, posta sempre in competizione tra le diverse nazionalità ed etnie e con lavoratori-trici italiani, una merce umana di scambio per accordi internazionali e l’ottenimento o il mantenimento di margini di profitto di pochi, a danno di tanti e tante.

Allora, erano gli  accordi tra i Governi belga e italiano, forza lavoro e braccia in cambio di quote di carbone , l’ORO NERO dell’epoca, per la "ripresa economica”. Una storia di emigrazione e di immigrazione (italiana, questa volta per MARCINELLE) che dovrebbe farci riflettere, anche in tempi di presunta “emergenza” sanitaria da pandemia, che sembra voler far passare in secondo piano che in ITALIA, come in tanti altri paesi, SI CONTINUA A MORIRE DI LAVORO E …DA LAVORO SALARIATO, anche nella fase 3 della “ripresa e ripartenza”.

Ciò nonostante le tante direttive sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, applicate parzialmente e in modo discontinuo come il D. Lgs. 81 2008.

Fino a che la SALUTE SARA’ CONSIDERATA UNA MERCE, LA SICUREZZA UN “COSTO”, da ridurre, abbattere o cercare di contenere per mantenere profitti e utili, sulla pelle di chi lavora, la strada sarà ancora lunga da percorrere. Sono le facce della stessa medaglia, sono fattori di sfruttamento sul lavoro e del lavoro, che vanno combattuti sempre e in funzione preventiva, all’interno della generale e da generalizzarsi pratica costante, della “lotta di classe”, per la  liberazione da sfruttamento e dominio.

PER RICORDARE SEMPRE, per mantenere viva la memoria delle stragi operaie e la necessità, oggi ancora più di ieri, di autorganizzarsi sui posti di lavoro, di organizzarsi sul lavoro mantenendo una natura, per noi Usi imprescindibile non solo per vincolo statutario (articolo 1) fin dal 1912, ma come pratica solidale e internazionale, ha come effetto da mettere in conto e in preventivo,  quello che  la reazione padronale e governativa mette in campo per stroncare qualsiasi tentativo di opposizione.

CHI NON HA MEMORIA, NON HA UN FUTURO E NONOSTANTE TUTTO, SIAMO ANCORA TENACEMENTE DETERMINATI, A LOTTARE COLLETTIVAMENTE,  SOLIDALI e ORGANIZZATI A LIVELLO ITALIANO E INTERNAZIONALE.

UNITI PER UN ALTRO FUTURO...ENSEMBLE, POUR UN AUTRE FUTUR.

Roma 8 Agosto 2020

Usi Unione Sindacale Italiana segreteria nazionale confederale

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