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E' gia l'8 marzo. Domani è già qui.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Marzo 2017 14:39 Scritto da Sandro Giovedì 09 Marzo 2017 14:36

Domani è già qui: l’8 marzo e lo sciopero delle donne

?connessioni precarie

Domani è l’8 marzo. Lo sciopero globale delle donne sta irrompendo con una forza senza precedenti in oltre 40 paesi, ma non si tratta semplicemente di un evento. Ormai da mesi l’8 marzo scandisce il tempo di milioni di donne nel mondo, accende la loro immaginazione, suscita il loro desiderio, alimenta la loro ambizione di protagonismo, accresce la loro pretesa di potere. L’8 marzo arriva domani, ma i suoi effetti sono già cominciati. Domani è l’8 marzo e ci sarà uno sciopero politico.

Le donne scioperano perché non sono più disposte ad accettare di essere sfruttate, violentate e oppresse. L’obiettivo non è l’accordo con un padrone, ma la trasformazione radicale della società. Lo sciopero delle donne non è il supporto di un tavolo di contrattazione o di una piattaforma vertenziale. Per questo la CGIL ha rifiutato di proclamarlo e continua a definirlo «simbolico», più preoccupata di salvaguardare se stessa dall’uso «indebito» dello sciopero che non a sostenere le donne che lo stanno praticando.

Eppure tantissime donne, anche iscritte alla CGIL e alla FIOM, in questi mesi si sono quotidianamente impegnate a farlo diventare reale nelle scuole e nelle fabbriche, negli uffici e nei magazzini, negli ospedali e nelle università.

Con lo sciopero di domani, queste donne negano materialmente che qualcuno possa vantare il monopolio ufficiale dello sciopero e indicano a tutti la strada per farne una pratica globale contro l’oppressione e lo sfruttamento.

Domani è l’8 marzo e ci sarà uno sciopero sociale. Le donne scioperano contro un ordine che oscilla ovunque e continuamente tra la negazione violenta della loro capacità di agire e la loro democratica inclusione in una posizione subalterna. Con lo sciopero le donne rifiutano di essere costrette nei ruoli sociali e sessuali che ostinatamente vengono attribuiti loro anche quando non lavorano, rifiutano di essere ridotte a oggetti domestici, estetici e sessuali. Per questo lo sciopero delle donne è globale: esso non riguarda solo i luoghi di lavoro, ma infrange un rapporto di potere che si riproduce attraverso una gerarchia sessuale che serve a intensificare lo sfruttamento di tutti. Con lo sciopero di domani, le donne pretendono di far valere il proprio potere contro un ordine che si sta imponendo su milioni di vite umiliate, precarizzate e impoverite. Domani è l’8 marzo e ci sarà uno sciopero transnazionale. Le donne scioperano contro un ordine neoliberale e patriarcale che in modi diversi usa i confini, costruisce muri e produce razzismo istituzionale per schiacciare la pretesa di libertà di milioni di uomini e di donne.

La forza dello sciopero ha trasformato un grido partito dall’Argentina in marea che vuole abbattere il ricatto politico del confine. Con lo sciopero le donne danno forza di massa al rifiuto di ogni forma di confinamento. Con i loro movimenti e le loro lotte le donne migranti sono le prime a praticare questo rifiuto e a indicare la possibilità di liberazione che è insieme individuale e collettiva. Dagli Stati uniti – dove le donne sono in prima fila contro il razzismo istituzionale e patriarcale di Trump – all’Europa – travolta in questi anni dalla «tempesta dei migranti» ? lo sciopero di domani trae la propria forza dalla pretesa di libertà delle donne migranti e in ogni parte del mondo sta creando le condizioni per il loro protagonismo. Domani è l’8 marzo e ci sarà uno sciopero femminista.

Le donne scioperano perché lo sciopero permette a ciascuna di dare voce alla propria condizione singolare facendo valere una forza collettiva e di massa contro una posizione insopportabile.

Ciò che unisce le donne in ogni parte del mondo non è un’identità sessuale o di genere, ma la pretesa di sovvertire un ordine globale che vuole tutte le donne, come donne, subordinate, sfruttate e oppresse. Per questo lo sciopero delle donne non è soltanto l’evento dell’8 marzo: è un desiderio senza fine di essere libere, è l’affermazione di una libertà che è anche il potere di trasformare ogni momento del presente. L’8 marzo arriva domani, ma gli effetti di questo sciopero politico, sociale, transnazionale e femminista sono già cominciati. A partire dalle donne, non soltanto per le donne.

 

Verso l'8 MARZO 2017.

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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Marzo 2017 14:18 Scritto da Sandro Martedì 07 Marzo 2017 14:17

W l'8 Marzo rosso, di lotta, proletario, Internazionalista!

Il punto libreria militante Metropolis sostiene lo sciopero delle donne dell'8 marzo. Sarà presente con un banchetto di libri e pubblicazioni al concentramento del corteo degli studenti h.9.30 in Cairoli e in piazza Duca D'Aosta h.18 perchè "Chi ha interesse alla teoria rivoluzionaria sono le donne"

W l'8 Marzo rosso, di lotta, proletario, Internazionalista!

W lo sciopero delle donne!

I compagni del punto libreria militante Metropolis- Milano

 

   

Verso l'8 Marzo. LA STORIA DELLE Donne.

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Ultimo aggiornamento Martedì 07 Marzo 2017 14:14 Scritto da Sandro Martedì 07 Marzo 2017 14:12

Italian translation, in solidarity FdCA:

LA STORIA DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE DONNE


La giornata internazionale dele donne esiste fin dai primi del '900, un periodo di grande espansione e turbolenza nel mondo industrializzato che vide un'esplosione demografica e la nascita delle idelogie radicali.

1908
Grande impegno e grande dibattito critico tra le donne. L'oppressione e la disuguaglianza subite spingono le donne a diventare più attive e protagoniste nelle campagne per il cambiamento.  15.000 donne marciarono attraverso New York City chiedendo riduzione dell'orario di lavoro, migliori salari e diritto di voto.

1909
La prima giornata nazionale delle donne venne indetta in tutti gli Stati Uniti per la domenica del 28 Febbraio. La data dell'ultma domenica di febbraio rimase in vigore fino al 1913.

1910
In un convegno socialista a Copenhagen, venne proposta una giornata internazionale delle donne senza data prefissata per onorare il movimento per i diritti delle donne e per dare appoggio al suffragio universale.  Oltre 100 donne di 17 paesi diversi approvarono la proposta all'unanimità.

1911
Dopo la decisione assunta a  Copenhagen nel 1911, la Giornata Internazionale delle Donne venne onorata per la prima volta in Austria, Danimarca, Germania e Svizzera il 19 Marzo. Più di un milione di donne e uomini parteciparono alle manifestazioni per i diritti delle donne nel lavoro, per il diritto di voto, per il diritto all'istruzione, per il diritto ad avere incarichi pubblici, per la fine delle discriminazioni. Purtoppo, solo pochi giorni dopo, il 25 Marzo, il tragico "Triangolo di fuoco" a New York City si prese le vite di più di 140 operaie, per lo più immigrate italiane ed ebree. Questo evento disastroso spostò ancor di più l'attenzione sulle condizioni di lavoro delle donne e sulla legislazione sul lavoro negli Stati Uniti, diventando il tema delle successive giornate internazionali delle donne. Sempre nel 1911 ci fu la campagna della donne denominata "Il pane e le rose"

1913 - 1914
Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, le donne russe che manifestavano per la pace tennero la loro prima giornata internazionale delle donne l'ultima domenica di febbraio del 1913. Nel  1914 tour di donne per tutta l'Europa per manifestare contro la guerra e per esprimere solidarietà a tutte le donne.

1917
L'ultima domenica di febbraio, le donne russe organizzarono uno sciopero per  "il pane e la pace" in risposta alla morte di oltre 2 milioni di soldati russi durante la guerra.  Nonostante l'opposizione dei leader politici, le donne proseguirono lo sciopero per altri 4 giorni fino a che lo Zar venne costretto ad abdicare ed il governo provvisorio concesse alle donne il diritto di voto. La data dell'inizio dello sciopero delle donne russe era il  23 Febbraio secondo il calendario giuliano in uso allora in Russia. Quella data corrispondeva nel calendario gregoriano in uso in altri paesi all'8 marzo.

1918 -1982
Fin dalla sua origine, la Giornata Internazionale delle Donne si è evoluta come giornata globale di riconoscimento e di celebrazione in tutti i paesi sviluppati ed in quelli in via di sviluppo. Per decenni questa giornata si è rafforzata ogni anno di più. Per molti anni l'ONU ha organizzato una conferenza annuale sulla giornata internazionale delle donne per coordinare  gli sforzi internazionali per i diritti delle donne, per la loro partecipazione ai processi sociali, politici ed economici nella società. Il  1975 venne intitolato dall'ONU "Anno Internazionale delle Donne". Le organizzazioni delle donne in tutto il mondo hanno anche celebrato  la data dell'8 marzo ogni anno organizzando eventi di grande risonanza per onorare le conquiste delle donne e per tenere alta la vigilanza e l'impegno al fine di assicurare che l'uguaglianza delle donne sia acquisita e mantenuta in tutti gli aspetti della vita. Nel 1982 è stato stilato il manifesto anarco-femminista ed è stata creata a Oslo l'Internazionale Anarcofémminista, la IAF, vedi http://www.anarchy.no/maf.html e http://www.anarchy.no/iaf.html .

1983 - 2008
La Giornata Internazionale delle Donne è ora festa ufficiale anche in Armenia, Russia, Azerbaijan, Bielorussia, Bulgaria, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Macedonia, Moldova, Mongolia, Tajikistan, Ucraina, Uzbekistan e Vietnam. Per tradizione, gli uomini onorano le madri, le mogli, le fidanzate, le colleghe con fiori e piccoli doni. In alcuni paesi la giornata internazionale delle donne è l'equivalente della festa della mamma, in cui bambini fanno piccoli regali per le mamme e le nonne.

Il nuovo millennio è testimone di un significativo cambiamento nel modo di pensare tra le donne e nella società riguardo all'uguaglianza ed all'emancipazione delle donne. Tra le giovani generazioni è diffusa la convinzione che tutte le battaglie delle donne siano state vinte, invece molte femministe degli anni '70 sanno fin troppo bene quanto il patriarcato sia duro a morire e maledettamente intrecciato con tutti gli aspetti della società contemporanea. Ancora oggi è un fatto sciagurato che le donne non siano retribuite al pari degli uomini, che non siano presenti in ugual numero nelle attività politiche o economiche, che l'istruzione per le donne e l'accesso alla sanità sia peggiore rispetto agli uomini e che  la violenza contro le donne sia globalmente  in fase di recrudescenza.

Tuttavia, sono stati fatti grandi passi avanti. Ci sono donne astronauta, le studentesse possono acedere alle università, le donne possono lavorare ed avere una famiglia, le donne possono veramente scegliere. E quindi il tono e la natura della Giornata Internazionale delle Donne è mutato negli ultimi anni da memoria dei fatti negativi a riconoscimento dei fatti positivi.  Ogni anno, l'8 marzo, ci sono migliaia di iniziative in tutto il mondo per fare appello alle donne a celebrare le loro conquiste. E insieme alle iniziative su vasta scala, esiste una fabbrica ricca e diversificata di attività a livello locale che mette insieme le donne di tutto il mondo, in raduni politici, conferenze sull'economia, attività di governo e reti di eventi per il protagonismo delle donne nelle attività commerciali, nelle performance teatrali, nelle sfilate di moda e così via.

Certo che fa la differenza, pensare globalmente ed agire localmente !! Che ogni giorno sia la giornata internazionale delle donne. Facciamo tutt* qualcosa per assicurare alle bambine di oggi un futuro luminoso di uguaglianza e riconoscimento.

IAF - Internazionale Anarcofemminista - Oslo

(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

   

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