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Giornata Mondiale del Rifugiato

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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Giugno 2018 08:23 Scritto da Sandro Giovedì 21 Giugno 2018 08:15

Confederazione Usi nazionale

20 giugno Giornata Mondiale del Rifugiato

 

20 giugno Giornata Mondiale del Rifugiato, con iniziative istituzionali e delle associazioni di sostegno, che hanno la solidarietà internazionale (nel nostro caso anche internazionalista, data l'antica origine del sindacato Usi, fondato nel 1912 e che ha il suo riferimento nella I Internazionale di lavoratori e lavoratrici) come principio e pratica quotidiana.

  • Mai come in questa fase, questa giornata assume la sua importanza, al di là delle celebrazioni rituali, per le condizioni di costante fuga da Paesi e luoghi dove libertà civili, diritti umani e libertà politiche, religiose e anche sindacali, condizioni di vita sono messe seriamente a rischio o negate, con masse crescenti di persone che cercano protezione internazionale e umanitaria, negli Stati che si reputano "civili e democratici".

Convenzioni internazionali sono state sottoscritte e sono in perenne discussione e modifica, man mano che la situazione diventa  più grave, anche per effetto di atteggiamenti, dichiarazioni e intenti, da parte di esponenti politici  a livello europeo e mondiale, che, in alcuni casi, dovrebbero ricordarsi dei giuramenti fatti alle rispettive Costituzioni e regole principali di diritto, che respingono il razzismo, l'intolleranza e le discriminazioni di qualsiasi natura, anche come indicazione operativa di protezione internazionale, umanitaria e di rispetto per le persone, i loro diritti e le libertà universali.

Il nostro impegno prosegue nelle mille forme di intervento che un sindacato rigorosamente autorganizzato, autogestito, autofinanziato, indipendente e solidale, dalle antiche e salde radici di solidarietà sociale e di autodifesa collettiva fa ogni giorno, pur con tutti i limiti e le difficoltà che questa azione e pratica continua comporta, senza avere alcuna pretesa di arroganza o di presupponenza, ma nell'ambito di percorsi che siano collettivi, ampi e che diano vita a forme di collegamento e coordinamento con quanti hanno in comune i nostri sani principi, le buone pratiche e la solidarietà internazionale.

  • OGGI E' LA GIORNATA MONDIALE DEL RIFUGIATO, ma ogni giorno questa giornata dovrebbe avere un senso e una sua concretezza, nel rispetto dei principi del vivere tra persone civili e in comunità organizzate non chiuse e ottuse.

Chissà se questi principi, codificati anche nella nostra attuale Costituzione Repubblicana in vigore, li hanno detti a personaggi come l'attuale ministro degli Interni Salvini, ricordandogli che ha giurato di essere fedele a quei principi e alle leggi, anche quelle che disciplinano la protezione internazionale e umanjtaria...come li abbiamo ricordati al suo predecessore Minniti, del resto noi non abbiamo "governi amici".

ORA E SEMPRE RESISTENZA, SOLIDARIETA' INTERNAZIONALE E INTERNAZIONALISTA

Unione Sindacale Italiana USI Confederazione sindacale fondata nel 1912

segreteria nazionale collegiale confederale

Udine/Milano/Roma/Caserta

Italia 20 giugno 2018

sito ufficiale

www.usiait.it

www.unionesindacaleitaliana.eu

 

Ucciso a fucilate.

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Ultimo aggiornamento Martedì 05 Giugno 2018 08:26 Scritto da Sandro Martedì 05 Giugno 2018 07:43

UCCISO A FUCILATE!

Si spara ancora sui braccianti sindacalizzati.

Sacko Soumalya, anni 29. Difendeva i suoi fratelli braccianti.

Un lavoratore di 29 anni, originario del Mali, laureato in giurisprudenza e già attivista politico nel suo Paese, fuggito prima in Algeria e poi arrivato in Italia, da tempo attivista sindacale (con Usb) nelle lotte per i diritti dei braccianti agricoli, contro lo sfruttamento, la servitù della gleba, il caporalato e il lavoro sottopagato al nero, nelle campagne della zona di Vibo Valentia, come avviene in molte regioni del "Bel Paese"

E' STATO UCCISO A FUCILATE IERI

Siamo nel 1948? NON SIAMO NEL GIUGNO DEL 2018!

Se siamo solo capaci di indignarci e il suo sindacato confederale non proclama sciopero, ma lo sciopero dei braccianti agricoli, quando viene ammazzato uno di loro, che è pure uno "di noi" a prescindere dalla nazionalità e dal colore della pelle, dell'età anagrafica e del settore di lavoro, se nel mondo politico e sindacale (compresi noi) non siamo nemmeno  capaci di fare nulla di più che ricordarlo per un pò di tempo  nelle iniziative e nelle lotte, contnuando tenacemente e senza arrenderci, la lotta quotidiana contro lo sfruttamento bestiale delle persone, degli animali e dei territori, in nome del profitto e della speculazione, di interessi economici e finanziari, opposti agli interessi generali e collettivi delle classi lavoratrici e dei settori sfruttati che proviamo a rappresentare, senza fermare "le macchine"

...ALLORA VUOL DIRE CHE LA SITUAZIONE E' MOLTO PIU' GRAVE DI QUANTO POSSIAMO IMMAGINARE, CHE ABBIAMO TUTTE-I UN LUNGO, TENACE LAVORO DI COLLEGAMENTO E DI RESISTENZA PERMANENTE, che metta anche la lotta contro le leggi antisciopero in italia, per dare priorità nell'ambito della lotta su salute e sicurezza sul lavoro e sui territori, anche la nostra dignità di persone.

il giovane lavoratore del Mali, ucciso a fucilate con la giustificazione di una presunta "proprietà privata",

E' MORTO UCCISO COME TANTI SINDACALISTI DEL SETTORE BRACCIANTILE IN ITALIA, sembra di essere tornati agli anni '40 e '50, all'epoca di Scelba e di Portella Della Ginestra, come tanti lavoratori e lavoratrici, attivisti sindacali, in ogni parte del mondo, che si battono non per la loro carriera o il tornaconto personale, ma per i DIRITTI E LE LIBERTA' DI TUTTI E TUTTE.

GIUSEPPE DI VITTORIO, tra i fondatori dell'Usi nel 1912 , insegnava ai contadini, ai braccianti, ai giornalieri a non togliersi il cappello quando passava il padrone  e a non piegarsi ai caporali.

RIPRENDIAMO LE ANTICHE USANZE DEL MOVIMENTO OPERAIO E SINDACALE, COLLEGHIAMO LE LOTTE, NON SCORAGGIAMOCI DI FRONTE ALLE PROSSIME STRETTE LIBERTICIDE E REPRESSIVE, in nome di una "ripresa economica" sulla nostra pelle, diamo un senso, per il futuro, al termine SOLIDARIETA' ATTIVA. Che l'assassinio anche di questo lavoratore, non sia reso vano,

è il modo attualmente migliore, per ricordarlo degnamente, a prescindere anche dalla sua collocazione sindacale o dalla sua nazionalità o dal settore lavorativo, è un morto che ci riguarda, un morto da lavoro salariato e da chi vuole tenere la forza lavoro, in un regime perenne di sfruttamento semischiavistico.

Unione Sindacale Italiana (U.S.I.)

Confederazione autorganizzata nazionale

fondata nel 1912

4 Giugno 2018

   

Sciopero Scuola

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Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Maggio 2018 14:47 Scritto da Sandro Lunedì 28 Maggio 2018 14:44

   

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