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Adesione sciopero 20.05.2022

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Ultimo aggiornamento Martedì 03 Maggio 2022 14:59 Scritto da Sandro Martedì 03 Maggio 2022 14:43

 

 

Unione Sindacale Italiana

Milano 03.05.2022

 

Spett.le

Commissione di Garanzia

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Spett.le

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

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Spett.le

Ministro del lavoro e delle politiche sociali

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Spett.le

Presidente del Consiglio dei Ministri

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Adesione dell’Unione Sindacale Italiana allo Sciopero Generale 20 Maggio 2022 indetto dal Sindacalismo di base

Vengono accettate le limitazioni di Legge e dei CCNL sullo sciopero nei servizi minimi essenziali, esentate le zone colpite da calamità naturali e le zone oggetto di consultazioni elettorali.

L’attacco insensato della Russia all’Ucraina imprime una svolta profonda nelle guerre che investono il Paese, allargando il numero dei conflitti già presenti nel pianeta ben oltre le regioni dell’Ucraina.

È necessario per noi tutte/i prendere le distanze dalla guerra e dalla propaganda militarista gridando no alla guerra.

Prendiamo le distanze del governo Draghi e da coloro che vedono nel riarmo la soluzione del problema.

La via diplomatica alla fine del conflitto e alla pace non può essere delegata a chi vede nel riarmo la soluzione ai conflitti in atto nel nostro pianeta.

Sono i proletari che vanno in guerra e muoiono, uomini donne e bambini che vengono feriti, mutilati e uccisi.

La Guerra va condannata ovunque e sempre, non vi sono guerre buone o cattive.

Oggi come ieri, si combatte e si muore a difesa dei confini; gli uomini e le donne vengono mandati a morire per difendere una terra un confine e gli interessi del dominante di turno.

Alla fine del conflitto le nostre condizioni di vita non saranno migliori rimarremo maggiormente sfruttati e più mercificati.

L’Occidente che inneggia ai diritti nazionali dell’Ucraina, esponendo vessilli e bandiere degli ucraini si scorda degli oltre cinquanta conflitti nel mondo; dall’Irlanda alla Palestina, al Kurdistan, ai popoli oppressi dell’Africa e del Sud America popoli tutti sacrificati all’altare del profitto.

Il prezzo più alto di questa follia umana incarnata dal potere e dal profitto ricadrà pesantemente e in modo irreversibile sulla pelle di noi lavoratori sia in Russia che in Ucraina.

La corsa forsennata al riarmo impoverirà ulteriormente i nostri salari e i margini di libertà, che è il bene più prezioso, si ridurranno.

L’economia globale non escluderà nessuno dalle difficoltà economiche che ogni proletario sarà costretto ineluttabilmente a subire.

Esultano invece i produttori di farmaci e tutto ciò che è legato all’economia del dolore e della morte.

Esultano i venditori di armi, di cemento e ferro, i produttori di merci di prima necessità, i petrolieri e gli speculatori nazionali e internazionali della finanza quando avverrà la ricostruzione del paese e sarà dimenticata la guerra e i tanti morti ammassati in fosse comuni.

 

I lavoratori i proletari di tutto il mondo non hanno nazioni e confini!!

Vogliono e credono nella la cooperazione tra popoli.

 

E sono in piazza per gridare

NO AL MILITARISMO!

NO ALLA GUERRA!

NO AL RIARMO!

CONTRO OGNI IMPERIALISMO!

USI Unione Sindacale Italiana

Distinti Saluti.

Segretario Nazionale

Bruzzese Sandro

Segreteria Generale Collegiale

20148 Milano. Via Ricciarelli, n° 37 – T./Fax 02 54 10 70 87 – T./Fax 02 54 10 70 95.

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Sito nazionale: www.usiait.it; www.usiait.com

33100 Udine. Sede Legale Via G. Marchetti, n° 46 - T/Fax 0432 150 3360

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Congresso USI 2022

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Scritto da Sandro Mercoledì 27 Aprile 2022 11:37

   

I.F.A.: Contro la guerra,

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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Aprile 2022 11:20 Scritto da Sandro Giovedì 14 Aprile 2022 11:13

Date: Thu, 14 Apr 2022 08:25:01 +0300

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I.F.A.: Contro la guerra, per la solidarietà globale

La Commissione di Relazioni dell'Internazionale di Federazioni Anarchiche (CRIFA) si è riunita a Marsiglia dal 19 al 20 marzo 2022 e ha discusso sulla guerra in corso in Ucraina. Benché tra le Federazioni che compongono l'Internazionale ci siano delle visioni diverse su alcuni punti, sui quali ci impegniamo a continuare un confronto e una discussione costruttiva, dal dibattito sono emersi importanti punti comuni.

Condanniamo l'aggressione criminale all'Ucraina promossa dal governo russo, così come condanniamo tutti i militarismi, solidali con oppress* e sfruttat* su entrambi i lati del confine, promuoviamo un sostegno attivo alle vittime del conflitto, alle persone in fuga, rifugiate, prigioniere e a chi diserta da ogni lato di questa guerra e della sua possibile espansione. Nei contesti territoriali in cui le nostre diverse federazioni sono presenti, denunciamo e contrastiamo il ruolo che NATO, Stati Uniti e UE hanno giocato, anche nel creare le precondizioni che hanno permesso allo Stato russo di attaccare il suo vicino più debole con la complicità del suo burattino la Bielorussia.

  • Denunciamo la crescita dell'autoritarismo nel mondo negli ultimi anni, che ha visto rafforzarsi il ruolo degli eserciti nelle politiche pubbliche.
  • Nella situazione attuale sottolineiamo in particolare la crescente militarizzazione della società, la corsa al riarmo in tutta l'UE e le richieste generalizzate di un esercito europeo che andranno ancora una volta a tagliare la spesa sociale.

Le classi oppresse e povere del mondo sono sempre perdenti nelle guerre.

Sono carne da cannone, sradicate dalle proprie case, costrette ad affrontare povertà e malattie a causa della guerra. Allo stesso tempo, i padroni del mondo continuano a fare affari per controllare le risorse mondiali. Ci opponiamo al capitalismo globale e al nazionalismo, cause della guerra. Quella che dobbiamo invece combattere è la guerra di classe, contrastando l'industria bellica, le spese militari e l'intera logica della guerra, e promuovere lotte orizzontali più ampie di lavoratori e di lavoratrici e collettività.

Evidenziamo allo stesso modo quanto sia pericoloso l'errore di difendere la "nostra" nazione o il "nostro" paese, e rivendichiamo le nostre posizioni antinazionaliste, disfattiste e per la diserzione, poiché il nemico è nel "nostro" paese ed è il "nostro" stato, la "nostra" borghesia nazionale. Invece invitiamo a creare solidarietà tra tutte le proletar*, e a denunciare il carattere globale del capitalismo e dello stato.

Confermando i nostri valori storici di internazionalismo, solidarietà e fratellanza globale oltre ogni confine, confermiamo la nostra opposizione a tutti i crimini e i massacri perpetrati dal capitale e dallo stato, a partire dal genocidio delle popolazioni nere e indigene che continua tutt'oggi in Brasile, in America Latina e in tutto il "Sud" del mondo, alla devastazione ambientale perpetrata dalla logica del profitto, dei mercati e degli Stati, che minaccia la vita stessa del nostro pianeta.

Nella perenne guerra degli oppressori contro le oppress*, assistiamo al peggioramento delle condizioni di vita dei poveri nel mondo a causa della pandemia e delle guerre regionali iniziate negli ultimi anni, che assieme alle spese per armamenti causate dell'economia di guerra hanno contribuito a determinare il costo crescente dei beni di prima necessità. Sottolineiamo in particolare la tragedia dei migranti, delle persone emarginate e razializzate a cui vengono negati i diritti più elementari, e siamo al fianco degli ultimi, dei dimenticati, dei discriminati, contro gli stati, il capitalismo, il fascismo, il razzismo, il patriarcato e lo sfruttamento.

Commissione di Relazioni dell'Internazionale di Federazioni Anarchiche (CRIFA) Marsiglia, 19 e 20 marzo 2022

https://i-f-a.org/2022/04/04/against-the-war-for-global-solidarity/

   

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