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USI - RAI. Astensione il 13.11.2020.

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Novembre 2020 10:11 Scritto da Sandro Mercoledì 18 Novembre 2020 10:05

SICUREZZA, AUTOTUTELA SANITARIA E OPPORTUNITA'

D'INTERROMPERE IL PUBBLICO SERVIZIO DURANTE LA PANDEMIA

Stiamo vivendo un'emergenza sanitaria mondiale in cui ogni gesto apparentemente normale rischia di diventare occasione per trasmettere o contrarre un'infezione che per­ alcuni soggetti particolarmente fragili o immunodepressi potrebbe rivelarsi molto pericolosa.

Abbiamo apprezzato gli sforzi finora messi in atto dalla Rai Tv per tutelare la salute dei lavoratori con gli strumenti idonei ad evitare il propagarsi dell'infezione e ancor più abbiamo gradito la scelta aziendale di porre la maggior parte dei dipendenti e collaboratori nella condizione di svolgere il loro lavoro da casa o di conferire loro delle soluzioni alternative ad un turno lavorativo che avrebbe previsto la presenza delle lavoratrici e dei lavoratori all'interno dei siti ove si trovano gli uffici, i teatri di posa o i set esterni delle produzioni radiotelevisive.

Ci sembra di capire che l'agitazione in corso sia stata voluta dalle RLS e dalle RSU della Rai per ottenere la possibilità di poter sottoporre chi abbia avuto contatti stretti con soggetti a rischio a un tampone rapido oppure ad un tampone molecolare che possa dissipare ogni dubbio sulle effettive condizioni di salute personale e in questo modo tutelare anche la salute di coloro che entrano in contatto stretto con eventuali colleghi positivi al Covid-19. La richiesta è del tutto corretta e legittima; resta tuttavia la necessità di tutelare anche gli interessi di coloro che proprio in un momento estremamente difficile per il Paese necessitano di disporre di un Servizio Pubblico attento, efficace e puntuale.

·   Riteniamo pertanto che in questo momento di grandi difficoltà economiche per la nostra azienda non sia il caso di aggravare la situazione con scelte che possono rivelarsi controproducenti anche dal punto di vista dell'immagine che ha la Rai, leader nazionale nel campo dell'informazione e della cultura, editore che si rivolge ad un pubblico che già è stato privato dell'offerta degli spettacoli nei teatri, negli stadi, nelle piazze e nei cinema.

·    Condividiamo la necessità di garantire ai lavoratori un ambiente di lavoro sicuro, ma in riferimento allo sciopero/astensione previsto per il 13/12/2020, riteniamo sia opportuno non interrompere il Servizio Pubblico.

  • Riteniamo invece che proprio in prospettiva della situazione di Emergenza in corso, si sarebbe dovuto evitare la saturazione del nostro Centro di Produzione, anziché auspicare a posteriori un ridimensionamento degli impegni produttivi che una temporanea chiusura potrebbe mettere a rischio.
  • Chiediamo ai responsabili degli studi di farsi carico della loro funzione, interrompendo le produzioni, al fine di proteggere il personale, laddove si verifichino condizioni che impediscano di lavorare in sicurezza.
  • Suggeriamo alle lavoratrici e ai lavoratori di auto-tutelare la propria salute, nel caso siano entrati in contatto diretto con soggetti positivi al virus, come aveva già indicato di fare nei mesi precedenti la Task Force aziendale, rivolgendosi al proprio medico curante.

Nel rispetto dell'opinione e delle scelte di tutti non ci sentiamo di dare indicazioni sul comportamento da tenere in questo frangente a chi si senta seriamente preoccupato dal rischio di contrarre il virus nei locali aziendali, consapevoli che in un momento come questo il pubblico si aspetta che anche noi, al pari di altre categorie indispensabili, si faccia la nostra parte fornendo un servizio puntuale che possa magari anche alleviare la monotonia delle giornate di chi è a casa.

Milano 18.11.2020

USI - C.T. & S.

La segreteria aziendale

 

Sciopero del 25 novembre 2020. Limitazione.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Novembre 2020 15:10 Scritto da Sandro Lunedì 09 Novembre 2020 15:07

Milano 09.11.2020

 

Spett.le

Commissione di Garanzia

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Prot. 386/20

 

Spett.le

Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

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Prot. 387/20

 

Spett.le

Ministro del lavoro e delle politiche sociali

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Prot. 388/20

 

Spett.le

Presidente del Consiglio dei Ministri

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Prot.389/20

 

USI Segreteria Nazionale (Udine)

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Prot.390/20

 

USI Segreteria Roma

Prot. 391/20

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Oggetto: sciopero del 25 Marzo 2020 precisazione.

 

La scrivente segreteria USI C.T. & S. Nazionale comunica a tutti i soggetti in indirizzo che all’indizione di sciopero del 13 ottobre 2020 con data 25 novembre non vedrà la partecipazione della scrivente O.S. in tutte le zone a limitazione per il COVID 19. In modo specifico in quelle zone definite Rosse dal D.C.P.M.

I lavoratori e le lavoratrici che vorranno aderire potranno fare a livello individuale.

 

Distinti Saluti.

Il Segreteria Nazionale di categoria

Bruzzese Emanuele

   

COVID e Quarantena. L'INPS cosa dice.

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Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Novembre 2020 14:05 Scritto da Sandro Giovedì 05 Novembre 2020 13:49

Covid, la quarantena a casa non è malattia (o non sempre).

La “stretta” nelle nuove linee guida Inps su isolamento domiciliare e tutela previdenziale

 

La quarantena? Non è automaticamente uguale a malattia. A precisarlo è stata l’Inps in una nota che, di fatto, equivale a una sorta di “stretta sulla quarantena” e che segna un limite rispetto a quanto detto dal Cura Italia, il decreto-legge del 17 marzo 2020, che invece equiparava proprio la quarantena alla malattia. Dunque, in caso di isolamento domiciliare è bene avere le idee chiare sui diritti dei lavoratori rispetto alla tutela previdenziale della malattia a carico dell’Istituto, con conseguente riconoscimento o meno del’indennità economica, comprensiva di contribuzione figurativa, e l’eventuale integrazione retributiva dovuta dal datore di lavoro.

Messaggio INPS numero 3653 del 09-10-2020

Vediamo dunque nel dettaglio quali sono state le precisazioni dell'INPS.

Quali sono le condizioni per poter richiedere la malattia?

In caso di nuovi lockdown per emergenza Covid che impediscano alle persone di svolgere la propria attività lavorativa, l’isolamento domiciliare non sarà automaticamente equiparato alla malattia.

L’Inps è stato chiaro:

in tutti i casi di ordinanze o provvedimenti di autorità amministrative che di fatto impediscano alle persone di svolgere la propria attività lavorativa non si procederà con il riconoscimento della tutela della quarantena con la malattia prevista dal Cura Italia «in quanto la stessa prevede un provvedimento dell’operatore di sanità pubblica».

Per fare un esempio, è il caso di chi viene a contatto stretto con soggetti positivi al coronavirus.

  • In questo caso, è l’Asl, il medico generale o quello dell’ospedale a decidere tramite un provvedimento la quarantena del soggetto che, dunque, si vede riconosciuta la tutela della malattia durante quarantena.
  • Quando invece è un Comune o una Regione a decretare la quarantena, non si ha diritto al trattamento.
La malattia é riconosciuta ai lavoratori fragili in smart working?

Per quanto riguarda i lavoratori fragili la quarantena e la sorveglianza precauzionale «non configurano un’incapacità temporanea al lavoro per una patologia in fase acuta tale da impedire in assoluto lo svolgimento dell’attività lavorativa, ma situazioni di rischio per il lavoratore e per la collettività che il legislatore ha inteso tutelare equiparando, ai fini del trattamento economico, tali fattispecie alla malattia», spiega l’Inps.

Non è dunque possibile ricorrere alla tutela previdenziale della malattia nei casi in cui il lavoratore in quarantena (o in sorveglianza precauzionale) perché soggetto fragile continui a svolgere, sulla base degli accordi con il proprio datore di lavoro, l’attività lavorativa presso il proprio domicilio, nei modi alternativi alla presenza in ufficio già previsti.

Se la malattia é conclamata si ha dirittoal trasttamento?

In caso di malattia conclamata, con il lavoratore temporaneamente incapace al lavoro, spiega ancora l’Inps, viene assicurato «il diritto ad accedere alla corrispondente prestazione previdenziale, compensativa della perdita di guadagno».

Chi si trova in quarantena all'estero ha diritoo alla malattia?

Trovarsi in quarantena all’estero non può essere un problema previdenziale dell’Inps. L’Istituto infatti ha precisato che una quarantena fuori dall’Italia e per richiesta del Paese di destinazione esclude «l’accesso alla tutela per malattia», perché quest’ultima «non può che provenire sempre da un procedimento eseguito dalle preposte autorità sanitarie italiane».

Chi é in cassa integrazione ha diritto alla malattia in caso di contaggio?

Il lavoratore che è in cassa integrazione non può chiedere la tutela della malattia anche se dovesse essere ricoverato in ospedale.

L’Inps spiega questo ricordando che c’è una prevalenza del trattamento di integrazione salariale sull’indennità di malattia.

«La circostanza che il lavoratore sia destinatario di un trattamento di cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo), straordinaria (Cigs), in deroga (Cigd) o di assegno ordinario garantito dai fondi di solidarietà, determinando di per sé la sospensione degli obblighi contrattuali con l’azienda, – si legge nel messaggio dell’Inps – comporta il venir meno della possibilità di poter richiedere la specifica tutela prevista in caso di evento di malattia». Si tratta infatti, spiega l’Istituto, «del principio della prevalenza del trattamento di integrazione salariale sull’indennità di malattia, disposto altresì dall’articolo 3, comma 7, del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148».

Fonti: Inps e Corriere della Sera

   

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