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Sciopero 8.03.22

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Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Marzo 2022 10:51 Scritto da Sandro Giovedì 03 Marzo 2022 10:47

8 marzo 2022.

BASTA DELEGA RIPRENDIAMO CIO’ CHE È NOSTRO!

 

L’Unione Sindacale Italiana aderisce allo sciopero nazionale indetto dal sindacalismo di base.

Noi donne non più l’anello debole del mercato del lavoro, dal COVID alla Guerra Tutto ricade su di NOI!

ORA BASTA1

Negli Ospedale nelle case di cura nella grande distribuzione nelle famiglie, nel sociale, nelle scuole, nel pubblico impego, abbiamo dato tutta, senza chiedere in cambio nulla.

ORA BASTA1

La violenza di genere è atto disumano contro di NOI tutte ovunque esso risiede e chiunque è il soggetto che lo metta in pratica sia esso il singolo o il potere politico economico.

SOVVERTIRLO È POSSIBILE1

Prendiamoci:

In ogni luogo di lavoro sicurezza salute e dignità;

Lavoro uguale a salario uguale;

Lotta a ogni forma di discriminazione di genere;

ANCORA.

L’8 marzo è il momento per rivendicare come DONNE una società diversa senza la scure dei licenziamenti sia per noi che per tutte/i Lavoratrici e Lavoratori.

L’8 marzo dobbiamo gridare forte che a tutti spetta una vita migliore e migliore condizioni di vita.

°°°°°°

L’8 marzo da NOI Donne deve alzarsi FORTE il nostro GRIDO di LOTTA.

 

L’età pensionabile a 55 anni.

La nostra attività domestica deve essere conteggiata al pari di ogni attività lavorativa.

Una Pensione a parità di salario per tutte e tutti.

NO AL PATRIARCATO!

NO ALLA DISCRIMINAZIONE DI GENERE!

W l’8 marzo giornata di LOTTA e dei DIRITTI.

TUTTE ASSIEME E NON UNA DI MENO1

NO ALLA GUERRA

cicloinprop

Milano 08.03.22

 

Caro carburante:

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Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Febbraio 2022 14:50 Scritto da Sandro Giovedì 24 Febbraio 2022 14:29

Caro carburante: blocco Tir nel porto di Palermo

 

PALERMO, 24 FEB - Blocco dei tir nel porto di Palermo.

Una ventina di autotrasportatori ha fermato i mezzi pesanti tir tra due varchi mentre un altro gruppo si è piazzato davanti all'ingresso nella zona del molo Santa Maria.

A presidiare carabinieri, polizia di stato, capitaneria di porto e guardia di finanza.

Gli autotrasportatori protestano, come i colleghi a Catania che presidiano il casello di San Gregorio, per il caro carburante.

La protesta avrà effetti sulle merci e stazioni di servizio senza carburante.

I presidi di protesta si sono triplicati in 3 giorni e non sono più controllabili dalle associazioni sindacali. (ANSA).

 

 

La protesta dei camionisti contro il caro carburanti, partita nei giorni scorsi dalla Sicilia e risalita fino alla Puglia, rischia di allargarsi in poche ore a tutta l’Italia.

Con conseguenze sugli scaffali dei supermercati: perché senza camion che trasportano i prodotti alimentari, presto resteranno vuoti.

Il primo effetto concreto arriva dal Molise: il pastificio La Molisana da domani ferma la produzione.

«I nostri camionisti — spiega l’amministratore delegato Giuseppe Ferro — non possono uscire dallo stabilimento perché verrebbero fermati dai loro colleghi che stanno bloccando strade e autostrade a partire dalla Puglia: non potendo portare la semola dal mulino allo stabilimento e la pasta dallo stabilimento ai distributori, abbiamo deciso di bloccare la produzione da domani. E penso che non saremo l’unica azienda a farlo».

   

Covid: in quarantena senza stipendio, né contributi

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Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Febbraio 2022 16:01 Scritto da Sandro Lunedì 14 Febbraio 2022 15:56

14 feb.  2022

Covid: in quarantena senza stipendio, né contributi

È scaduto a dicembre 2021 il periodo durante il quale c'è stata l'equiparazione della quarantena alla malattia per i lavoratori privati. Le precisazioni Inps

· Nessuna tutela in caso di quarantena

· Quarantena, quadro normativo per il 2022

· Quarantene, cosa succede da gennaio

Nessuna tutela in caso di quarantena

Nessuna tutela o contributo previsto per chi è a casa in quarantena da covid. Dunque, per i giorni in cui si rimane in casa, non si avrà diritto né a retribuzione e né a contribuzione.

Tutto questo succede perchè è scaduto a dicembre 2021 il periodo durante il quale c'è stata l'equiparazione della quarantena alla malattia per i lavoratori privati. Da gennaio 2022 i datori di lavoro non possono più trattare la quarantena come malattia il periodo di quarantena.

A stabilirlo è l'Inps nel messaggio n. 679 dell'11 febbraio (in allegato), con riferimento anche ai lavoratori c.d. fragili, per i quali l'unica tutela prorogata è quella della possibilità di svolgere l'attività in smartworking.

Quarantena, quadro normativo per il 2022 come aveva già chiarito l'Istituto, il riconoscimento delle tutele di cui ai commi 1 (tutela per i lavoratori in quarantena) e 2 (tutela per i lavoratori c.d. fragili) dell'articolo 26 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, è stato previsto dal legislatore fino al 31 dicembre 2021.

Per l'anno 2022, il legislatore ha previsto, al comma 1 dell'articolo 17 del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, la proroga unicamente delle disposizioni di cui al comma 2-bis dell'articolo 26 del decreto-legge n. 18/2020, che attengono alla modalità di svolgimento dell'attività di lavoro per i soggetti c.d. fragili, e ha disposto, al comma 2 del medesimo articolo 17, che "con decreto del Ministro della salute, di concerto con i Ministri del lavoro e delle politiche sociali e per la pubblica amministrazione sono individuate le patologie in presenza delle quali, fino al 28 febbraio 2022, la prestazione lavorativa è normalmente svolta, secondo la disciplina definita nei Contratti collettivi, ove presente, in modalità agile".

Si tratta, tuttavia, di aspetti giuslavoristici e contrattuali che non rientrano tra le competenze dell'Istituto.

Quarantene, cosa succede da gennaio

A partire dal 1° gennaio, invece, le tutele non sono state riproposte ovvero rifinanziate e l'Inps, non avendo a disposizione fondi, non può riconoscere l'indennità di malattia.

Di conseguenza, neppure i datori di lavoro possono più riconoscere come malattia il periodo di quarantena, salvo che non decidano di caricarlo sulle casse aziendali.

Qualora, nonostante ciò, dovessero riconoscere l'indennità di malattia e porla a carico Inps, l'Inps ha avvertito che considererà l'operazione indebita richiedendo a rimborso quanto conguagliato su UniEmens.

   

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