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vile aggressione a Roma

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Ultimo aggiornamento Martedì 06 Luglio 2021 08:05 Scritto da Sandro Lunedì 05 Luglio 2021 10:14

Vile Aggressione contro

due lavoratori militanti dell’USI

 

Durante la manifestazione di sabato 19 giugno a Roma, indetta dal S.I. COBAS, per protestare contro l’assassinio del sindacalista Adil Belakhdim, un gruppo di soggetti appartenenti alla Palestra Quarticciolo, ha vigliaccamente aggredito due lavoratori, due compagni, aderenti all’USI (tra cui un nostro dirigente), proprio mentre erano in piazza al corteo in solidarietà con i lavoratori della logistica.

 

I due compagni sono stati aggrediti da una decina di persone, un vero e proprio pestaggio, a freddo, attuato alle spalle, forti della superiorità numerica. Un’azione doppiamente vile e intollerabile, per la modalità e il contesto in cui si è svolto: durante un corteo in solidarietà contro l’omicidio di un attivista sindacale.

 

Quest’episodio non è il primo che vede per protagonisti questi balordi che si fregiano del titolo di compagni. Negli anni passati abbiamo già subito vicende simili sempre da questi personaggi, tra cui l’irruzione in una nostra sede proprio a Quarticciolo. Lo scopo, in quell’occasione, era appropriarsi di quegli spazi occupati, dove svolgevamo attività da 15 anni, insieme alle nostre cose.

 

Questo fatto evidenzia ancora di più le modalità di questi soggetti, tipiche dei delinquenti al soldo del padrone, che cercano di intimidire i lavoratori con la violenza e la prepotenza.

 

Una vicenda grave che denunciamo con l’intento di fare luce sulla reale natura di questi soggetti e il loro modo di agire.

 

Convinti che la verità sia lo strumento migliore contro le tante chiacchiere dietro le quali si nascondono certi personaggi.

 

Sempre al fianco di chi lotta per giuste rivendicazioni, noi non faremo un passo indietro.

Unione Sindacale Italiana

Segreteria Nazionale

05 Luglio 2021

 

STRAGE FERROVIARIA DI VIAREGGIO.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 05 Luglio 2021 10:51 Scritto da Sandro Martedì 29 Giugno 2021 11:19

STRAGE FERROVIARIA DI VIAREGGIO, SONO PASSATI 12 ANNI, DOPO LA SENTENZA DISCUTIBILE DELLA CASSAZIONE, SI E’ IN ATTESA DA SEI MESI DELLE MOTIVAZIONI. NOI RICORDIAMO SEMPRE, PER OTTENERE GIUSTIZIA E VERITA’, al là di quella “processuale”. Da Usi nazionale 29/6/2021

 

29 giugno 2009: 12 anni fa, quella che è la “strage ferroviaria di Viareggio”, uno dei disastri più sanguinosi nel settore ferroviario in Italia (un treno carico di GPL, deragliò nei pressi della stazione, provocando la morte di 32 persone, centinaia i feriti,  con incendio che divampò distrusse un intero quartiere di Viareggio), ha avuto il suo discutibile epilogo della vicenda in sede processuale, anche se si è ancora in attesa, dopo sei mesi dalla sentenza di Cassazione, delle MOTIVAZIONI che hanno portato a quel risultato giudiziario, che non rende giustizia ai morti, alle loro famiglie, alla cittadinanza di Viareggio, ai ferrovieri e a tutte-i coloro che sono schierati per la salute e la sicurezza sul lavoro, degli ambienti di lavoro e dei territori interessati.

La verità processuale, non ci restituirà mai i 32 morti, ma consegnerà la memoria e il ricordo di quella strage ferroviaria, la consapevolezza della VERITA’ EFFETTIVA, LE RESPONSABILITA’ E LA GIUSTIZIA, perché rivendichiamo, ora e sempre, che è necessaria più sicurezza nelle ferrovie comunque organizzate, maggiore salute sui territori e condizioni anche di lavoro ottimali per le tante figure che lavorano sui binari o sopra di essi, personale macchinista e del “viaggiante”, come quello addetto alla manutenzione e agli stessi abitanti delle zone attraversate dalle linee ferrovie, sia per il trasporto merci che per quello dei passeggeri.

Non ci ha mai interessato molto, che i treni viaggino sempre più veloci, ci riguarda e ci interessa, anche come utenti e passeggeri oltre che lavoratori e lavoratrici, che viaggino SICURI.

I ferrovieri che passeranno per Viareggio e nelle zone limitrofe, faranno sentire la loro vicinanza e solidarietà, facendo fischiare le sirene dei treni.

Molti-e di noi, più umilmente, ricorderanno quella strage, una delle tante che a vario titolo hanno insanguinato l’Italia, questa volta non per una organica “strategia della tensione”, ma solo per l’IN-SICUREZZA dei trasporti finalizzata al profitto, sulla pelle di chi lavora e chi ci abita lungo le tratte ferroviarie, con un comunicato, siamo vicini a chi oggi, 29 GIUGNO 2021, FARA’ UN PERCORSO DI CORTEO E MANIFESTAZIONE PUBBLICA, questa SI’ IN SICUREZZA, A VIAREGGIO DALLE ORE 21.

RICORDIAMO SEMPRE CHE: “LA SALUTE NON E’ UNA MERCE, LA SICUREZZA NON E UN COSTO DA RIDURRE PER OTTENERE UN LUCRO E UN PROFITTO”.

Ai familiari delle 32 persone morte e chi è stato solidale anche in questa tragedia, il nostro ricordo e la nostra vicinanza, anche nelle tante altre lotte che si fanno quotidianamente sui posti di lavoro e sui territori, senza dimenticare il “costo” che hanno sopportato da generazioni i ferrovieri non omologati al sistema dominante, tra cui Riccardo Antonini, a suo tempo licenziato per essersi schierato “dalla parte giusta” a favore dei familiari delle vittime come consulente, a titolo gratuito, di parte civile.

Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912

segreteria nazionale confederale

Udine/Milano/Roma/Caserta

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Sito nazionale ufficiale www.usiait.it

USI è aderente alla Rete nazionale salute e sicurezza sul lavoro e sui territori

e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

   

Ikea da un milione di euro

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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Giugno 2021 13:39 Scritto da Sandro Martedì 15 Giugno 2021 11:47

Francia, multa ad Ikea da un milione di euro per spionaggio dipendenti

15.06.2021

La filiale francese di Ikea e uno dei suoi ex presidenti sono stati condannati oggi a un milione di euro di multa e a pene detentive con la condizionale per aver fatto spiare diverse centinaia di dipendenti fra il 2009 e il 2012.

 

 

da Rai News ikea francia logo insegna (gettyimages)

Il tribunale di Versailles li ha riconosciuti colpevoli di "ricettazione di dati personali in modo fraudolento", condannandoli però a pene meno pesanti di quelle richieste dall'accusa, escludendo in particolare l'imputazione più grave, la "sorveglianza di massa".

In quel caso, gli imputati avrebbero rischiato fino a dieci anni di reclusione.

L'unico dei dirigenti ad aver ammesso lo spionaggio, Jean-Francois Paris, ha confessato ai giudici francesi che oltre 500.000 euro all'anno erano destinati da Ikea a queste indagini "parallele".

La filiale francese di Ikea impiega più di 10.000 persone in 34 negozi sparsi per tutto il paese.

I sindacati hanno accusato Ikea France di aver raccolto dati personali con mezzi fraudolenti, in particolare attraverso file della polizia ottenuti illegalmente (pagando!) e di aver divulgato illecitamente informazioni personali.

Gli avvocati di Ikea Francia hanno negato che l'azienda avesse una strategia di ``spionaggio "generalizzato''.

"Ora tremeranno anche altre aziende"

Un avvocato dei sindacati, Solene Debarre, ha espresso la speranza che il verdetto del Tribunale di Versailles possa ``far "tremare anche altre aziende".

"Un milione di euro non è molto per Ikea, ma è un simbolo", ha dichiarato l'avvocato Debarre, riferendosi alla multa comminata al gigante svedese dell'arredamento.

Abel Amara, u**n ex dipendente dell'Ikea che ha contribuito a denunciare il misfatto**, ha definito la sentenza un grande passo in difesa del cittadino.

"Mi rende felice il fatto che ci sia giustizia in Francia!, ha dichiarato Amara, subito dopo la sentenza.

L'azienda, che ha confermato di aver collaborato alle indagini, ha rischiato una multa fino a 3 milioni e 750.000 euro (4,5 milioni di dollari).

Il procuratore Pamela Tabardel aveva chiesto alla Corte di emettere ``una sentenza esemplare e dare "un messaggio forte a tutte le aziende''.

L'avvocato di Ikea Francia, Emmanuel Daoud, ha detto che la società non ha ancora deciso se fare appello.

Ikea ha fatto piazza pulita

Nell'emettere la tutto sommato mite sentenza, la Corte ha preso in considerazione il piano d'azione (e di pulizia) che Ikea ha messo in atto dopo la rivelazione dei fatti, a partire dal 2012.

L'azienda, infatti, ha licenziato quattro dirigenti e cambiato la politica interna, subito dopo che la Procura francese ha aperto l'indagine penale.

Porsche e Bmw "discutibili" per i dipendenti

In una situazione particolare, Ikea France è stata accusata di utilizzare informazioni non autorizzate su un dipendente che aveva chiesto l'indennità di disoccupazione, ma era proprietario di una Porsche...

In un altro presunto caso di "ricerca" illegale, la filiale francese avrebbe indagato sulla fedina penale di un dipendente per determinare come fosse in grado di possedere una BMW, pur con un basso reddito...

Ikea rischia ora di affrontare potenziali cause civili separate, presentate dai sindacati e da 74 dipendenti.

In quel caso, gli imputati avrebbero rischiato fino a dieci anni di reclusione.

L'unico dei dirigenti ad aver ammesso lo spionaggio, Jean-Francois Paris, ha confessato ai giudici francesi che oltre 500.000 euro all'anno erano destinati da Ikea a queste indagini "parallele".

La filiale francese di Ikea impiega più di 10.000 persone in 34 negozi sparsi per tutto il paese.

I sindacati hanno accusato Ikea France di aver raccolto dati personali con mezzi fraudolenti, in particolare attraverso file della polizia ottenuti illegalmente (pagando!) e di aver divulgato illecitamente informazioni personali.

Gli avvocati di Ikea Francia hanno negato che l'azienda avesse una strategia di ``spionaggio "generalizzato''.

"Ora tremeranno anche altre aziende"

Un avvocato dei sindacati, Solene Debarre, ha espresso la speranza che il verdetto del Tribunale di Versailles possa ``far "tremare anche altre aziende".

"Un milione di euro non è molto per Ikea, ma è un simbolo", ha dichiarato l'avvocato Debarre, riferendosi alla multa comminata al gigante svedese dell'arredamento.

Abel Amara, u**n ex dipendente dell'Ikea che ha contribuito a denunciare il misfatto**, ha definito la sentenza un grande passo in difesa del cittadino.

"Mi rende felice il fatto che ci sia giustizia in Francia!, ha dichiarato Amara, subito dopo la sentenza.

L'azienda, che ha confermato di aver collaborato alle indagini, ha rischiato una multa fino a 3 milioni e 750.000 euro (4,5 milioni di dollari).

Il procuratore Pamela Tabardel aveva chiesto alla Corte di emettere ``una sentenza esemplare e dare "un messaggio forte a tutte le aziende''.

L'avvocato di Ikea Francia, Emmanuel Daoud, ha detto che la società non ha ancora deciso se fare appello.

Ikea ha fatto piazza pulita

Nell'emettere la tutto sommato mite sentenza, la Corte ha preso in considerazione il piano d'azione (e di pulizia) che Ikea ha messo in atto dopo la rivelazione dei fatti, a partire dal 2012.

L'azienda, infatti, ha licenziato quattro dirigenti e cambiato la politica interna, subito dopo che la Procura francese ha aperto l'indagine penale.

Porsche e Bmw "discutibili" per i dipendenti

In una situazione particolare, Ikea France è stata accusata di utilizzare informazioni non autorizzate su un dipendente che aveva chiesto l'indennità di disoccupazione, ma era proprietario di una Porsche...

In un altro presunto caso di "ricerca" illegale, la filiale francese avrebbe indagato sulla fedina penale di un dipendente per determinare come fosse in grado di possedere una BMW, pur con un basso reddito...

Ikea rischia ora di affrontare potenziali cause civili separate, presentate dai sindacati e da 74 dipendenti.

   

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