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CCNL. Area Sanità

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2022 13:30 Scritto da Sandro Martedì 11 Ottobre 2022 13:21

 

Incarichi, orari e buste paga:

ecco nei dettagli cosa prevede l’Atto di indirizzo per il rinnovo

del contratto 2019-2021 dell’Area della Sanità

 

di Stefano Simonetti, Il sole 24 Ore sanità.
Proprio nello stesso giorno 6 ottobre in cui il Consiglio dei ministri rilasciava il parere favorevole per l’invio alla Corte dei Conti del CCNL del comparto, il Comitato di Settore ha diramato l’Atto di indirizzo per il rinnovo del contratto 2019-2021 dell’Area della Sanità.
Si tratta del contratto scaduto da ormai quasi due anni e riguarda 134.636 dirigenti (120.063 medici e 14.573 sanitari).
Il contratto precedente, attualmente in regime di proroga, risale al 19 dicembre 2019.
Il documento di cui parliamo è informale e, per così dire, esplorativo, perché attende un via libera da parte del Consiglio dei ministri, passaggio in realtà non prescritto dall’art. 47, comma 4, del d.lgs. 165/2001 ma che, per prassi consolidata, viene effettuato prima di ufficializzare l’Atto di indirizzo con l’invio formale all’ARAN per l’apertura delle trattative.

 

Viene così ad essere confermato quello che avevo osservato mesi fa citando il DEF 2021 (nella Sezione II – Analisi e tendenze della finanza pubblica, si legge chiaramente a pag. 28) e cioè che i rinnovi per tutte le Aree dirigenziali avverranno nel 2023. Si ricorda, a tale proposito, che resta ancora privo di notizie l’Atto di indirizzo per la dirigenza professionale, tecnica e amministrativa che dovrà preliminarmente risolvere la questione dei dirigenti sociologi alla luce dell’art. 34, comma 9-ter, della legge n. 106 del luglio 2021 che ha istituito il ruolo sociosanitario all’interno del quale troviamo il Sociologo, unitamente all’Educatore professionale, all’Assistente sociale e all’Operatore sociosanitario.

Il sociologo, non appartenendo più al ruolo tecnico, non potrà essere ricompreso nella sezione dell’Area delle Funzioni locali dedicata alla dirigenza PTA ma anche in quella della dirigenza sanitaria sembra estraneo: un bel rebus che, a parere di chi scrive, avrebbe dovuto risolvere il CCNQ del 10 agosto scorso sulla composizione delle Aree di contrattazione laddove, invece, i commi 3 e 5 dell’art. 2 non affrontano nemmeno la questione. Gli indirizzi formulati dalle Regioni sono, come sempre, un mix di prescrizioni generiche e indistinte con alcuni punti tuttavia – almeno tre – di sicuro impatto concreto per il negoziato. Vediamo in dettaglio, iniziando con la segnalazione che il quadro finanziario di riferimento è identico a quello del comparto, come si evince dalle Tavole 1 e 2; per la dirigenza sanitaria ovviamente non viene previsto lo 0,55% del monte salari che era destinato alla revisione dell’ordinamento professionale, tematica relativa al solo comparto.

Nel paragrafo 1 – Premessa viene confermata la cornice negoziale della Direttiva-madre dell’aprile 2021 che, tuttavia, è estremamente generica. Si afferma che l’Atto ha recepito gli obiettivi contenuti nel Patto per il lavoro pubblico del 10.3.2021 e ciò è vero soltanto con riferimento al superamento, parziale, della tagliola dell’art. 23, comma 2 del d.lgs. 75/2017 ma, riguardo agli altri due punti nodali, il primo non interessa le aree dirigenziali (revisione dell’ordinamento professionale) e del secondo non c’e nessuna traccia né nell’Atto di indirizzo né in tutta la legislazione intervenuta nell’ultimo anno. Sto parlando della defiscalizzazione dell’accessorio che, naturalmente, non poteva essere trattata in sede negoziale ma poteva, e doveva, costituire un prodromo per l’apertura delle trattative perché credo si possa affermare che la realizzazione di quell’impegno del Governo avrebbe di per sé rappresentato un vero e proprio rinnovo contrattuale.

Il paragrafo 2 tratta le Linee di contesto generale che affrontano tematiche ben conosciute senza proporre soluzioni e quanto precisato nell’ultimo capoverso più che un indirizzo, sembra un rimprovero: era un’altra la sede per verificare – e intervenire – riguardo alla circostanza, sicura e diffusa, della mancata applicazione del precedente sistema degli incarichi.

II paragrafo 3 – Quadro finanziario, ricalca lo schema del comparto e prevede anch’esso a regime aumenti pari al 3,78% del monte salari 2018 cui si aggiunge, come detto, un ulteriore 0,22% per il superamento del blocco del salario accessorio. Dopo la citazione integrale del comma 604 – francamente inutile, visto che è conosciutissimo – si entra nel vivo della finalizzazione delle risorse assegnate. Le tre indicazioni riguardano la specifica indennità per i medici che lavorano al Pronto soccorso (importo indistinto di 27 ml di €), le risorse che le leggi di Bilancio 2018 e 2019 hanno stanziato per il recupero della RIA (a regime nel 2022 per 43 ml di € + ulteriori 28) e, infine, quelle relative ai compensi che l’INAIL deve assegnare alle Regioni per i certificati di infortunio. Se sulla prima tematica non c’è molto da dire se non che verosimilmente le parti negoziali troveranno (quasi) le stesse difficoltà che hanno suggerito al tavolo del comparto di prevedere una “anticipazione”, rispetto alla seconda questione rilevo almeno due punti contraddittori: la decorrenza “a partire dall’annualità successiva alla sottoscrizione del contratto”, cioè dal 2024 e l’esclusione dei dirigenti delle professioni dalle risorse di cui al comma 435. In relazione alla terza finalizzazione, si segnala innanzitutto la impropria citazione del comma 528 che riguarda la medicina generale, ma soprattutto non si dà alcuna indicazione in merito alla diatriba che si trascina da anni (l’inclusione o meno delle Regioni a Statuto speciale dello stanziamento) e che ha messo in stallo la ripartizione in sede di Conferenza Stato/Regioni. Senza commento la precisazione che queste risorse devono essere destinate “prioritariamente verso i servizi di pronto soccorso”: e a chi dovrebbe andare visto che i certificati sono rilasciati soltanto da loto ?

Nel paragrafo 4 – Linee principali di intervento, si inizia nella lettera a) con il sistema degli incarichi. I riferimenti al decreto 165/2001 sono piuttosto pericolosi perché i contenuti dell’art. 19 del 165 potrebbero costituire una dirompente variabile in un sistema degli incarichi consolidato da decenni. Dei tre punti suggeriti, il primo è molto generico e privo di concretezza, il secondo è al contrario estremamente preciso perché indica con chiarezza che l’importo della minima contrattuale deve essere aumentato rispetto agli attuali 1.500 € annui. La terza, poi, parla di una generale “armonizzazione” dei valori massimi degli incarichi ma poiché il riferimento comprende anche la maggiorazione per i capi dipartimento, non è dato comprendere come possa avvenire “con esclusione, comunque, di maggiori oneri a carico dei bilanci degli enti del S.s.n.”. La successiva lettera b) tratta dei Fondi contrattuali che si confermano in tre (posizione, risultato, condizioni di lavoro). Di rilievo è il richiamo all’obbligo di spendere tutto e di disciplinare attentamente la gestione dei residui che è sempre stata una pietra tombale della contrattazione integrativa aziendale. Viene considerata una “priorità assoluta” quella di valorizzare le condizioni di lavoro e, in particolare, quelle dell’emergenza/urgenza e le sedi disagiate. In proposito si forniscono sei specifiche indicazioni: la prima è una ripetizione priva di contenuto concreto, le successive tre ribadiscono li finalizzazioni già dette (Pronto soccorso, RIA, certificazioni INAIL), la quinta consente di aumentare il valore delle indennità del Fondo 3 ma nel limite della sua capienza (quindi senza incrementi “freschi”), la sesta indica alle parti negoziali di finalizzare il fondo di perequazione della libera professione “privilegiando” i medici del Pronto soccorso.

L’orario di lavoro è oggetto della lettera c) e sembra che il Comitato di settore sia interessato soltanto a non sconvolgere lo status quo dell’orario di lavoro dei primari, problematica aperta da più di quindici anni e mai definita in modo trasparente e “comprensibile” a tutti. Nel secondo capoverso di questa lettera c) è presente una indicazione che lascia sbalorditi perché si presume che il continuo e massiccio abbandono del S.s.n. sia dovuto alla mancata armonizzazione tra esigenze di vita e di lavoro e si auspica un aumento del part time. O si fa finta di non capire quale è il problema o non lo si vuole risolvere. Tra l’altro l’indicazione proviene dai soggetti che un anno fa per superare la carenza di medici hanno proposto al Governo la soluzione di farli lavorare di più. Interessante è quanto prescritto nella lettera d) sulle Prestazioni aggiuntive. Premesso che sono sconosciute “le norme di legge che regolano la materia”, sembra che questo istituto contrattuale venga contingentato perché per ben tre volte si ricorda l’invarianza finanziaria complessiva. Ma la vera novità è quella dell’ultimo capoverso, laddove si ipotizza di coinvolgere gli extramoenisti nelle prestazioni aggiuntive per garantire le guardie notturne. In disparte da questioni ideologiche, per prevedere come potrebbe essere l’accoglienza sul campo di questa estensione ci si dovrebbe solo chiedere perché un dirigente a rapporto non esclusivo ha scelto quella tipologia di rapporto. La conclusiva lettera e) tratta di una non meglio precisata uniformità dell’indennità di esclusività. Forse ci si riferisce al comma 407 della legge 178/2020 (legge di bilancio 2021) che ha incrementato l’indennità di cui si parla del 27% ma differenziando i destinatari in modo irragionevole per incarico e anzianità, cioè per variabili che non hanno nulla a che fare con l’emergenza; tanto per capirci questi sono stati gli aumenti nelle buste paga di gennaio 2021:

direttore di SC = 4.987 annui

sopra i 15 anni = 3.634

sopra i 5 anni = 1.561

fino a 5 anni = 461

Cioè, per intenderci, un medico sotto i cinque anni di anzianità ha avuto un beneficio di 35 € lordi (!!!) al mese: e il colmo è che nella relazione illustrativa alla norma si parlava dell’”obiettivo di rendere più attrattivo il SSN per i giovani specialisti”. Questo obiettivo, se due anni e mezzo fa era importante, oggi è addirittura drammatico e si continua a non fare nulla di mirato e concreto.

Sul contenuto del paragrafo 5 – Il sistema delle relazioni sindacali, credo si debba prendere atto che le funzioni dell’Organismo paritetico non interessano nessuno, né i sindacati né le aziende. Nel conclusivo paragrafo 6 si ricorda la sistemazione dei dipendenti assunti in tutte e otto le professioni con il solo terzo anno di specializzazione perché è evidente che non possono avere il trattamento giuridico ed economico di un professionista assunto per concorso e in possesso della specializzazione; quanto meno l’indennità di esclusività e quella di specificità medica sono da approfondire. Infine, viene citato il Dirigente ambientale, tematica assolutamente incomprensibile perché tale figura appartiene al ruolo tecnico ed è disciplinata nell’art. 72 del CCNL dell’Area delle Funzioni locali.

Nemmeno una parola viene spesa per la questione delle violenze nei confronti dei sanitari o come contrastare il ricorso ormai diffusissimo alle cooperative.

Riassumendo, al netto di quanto era già stato deciso dalle leggi di bilancio, i punti di rilevanza concreta che dovrà realizzare il contratto sembrano essere:

•l’aumento della retribuzione di parte fissa;

•la finalizzazione nel fondo 2 dei residui dei fondi 1 e 3;

•la priorità dell’utilizzo del fondo di perequazione per i servizi di pronto soccorso;

•l’accesso degli extramoenisti alle prestazioni aggiuntive.

 

Veramente poco per tentare di salvare il S.s.n. dalla sua costante e inarrestabile criticità.

Il rinnovo del CCNL dovrebbe prendere in considerazione ma se si pensa che i grandi e drammatici problemi dei medici possano essere risolti investendo il 4% del monte salari quando già oggi l’inflazione supera l’8%, allora si dovrebbe avere il coraggio civile di smantellare tutto e dire chiaramente ai cittadini che è meglio che tutti comincino a stipulare polizze assicurative.

 

 

RFI DI VITERBO! Solidarietà

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Ultimo aggiornamento Martedì 11 Ottobre 2022 13:19 Scritto da Sandro Martedì 11 Ottobre 2022 13:12

SOSTENIAMO I NOSTRI COLLEGHI DELLA MANUTENZIONE

RFI DI VITERBO!

Il 21 settembre scorso un nostro collega di Viterbo, in servizio presso il Nucleo Manutentivo Armamento da oltre trent'anni, è stato licenziato in tronco in seguito a una contestazione disciplinare giunta otto mesi dopo i fatti contestati.

Altri 5 colleghi sono stati sospesi da 8 a 10 giorni.

A questo proposito ci preme sottolineare alcuni elementi:
- il tempo trascorso tra la contestazione e l’atto del licenziamento e delle sospensioni va ben oltre il periodo stabilito dalla norma contrattuale;
- i lavoratori di quell’impianto avevano precedentemente richiesto ai loro rappresentanti sindacali un intervento nei confronti dell’azienda su violazioni in materia di sicurezza e sulle pretese aziendali di avere mano libera in mancanza di accordi territoriali;
- il nostro collega licenziato, come gli altri sospesi, in questi 8 mesi ha continuato a lavorare ricoprendo il ruolo di tecnico della manutenzione (godendo, quindi, implicitamente ed esplicitamente della fiducia dell’azienda in questo delicato ambito);
- nel marzo scorso, un lavoratore con contratto di apprendistato presente durante i fatti, non è stato confermato (quindi licenziato) senza che si verificassero eventi che motivassero tale decisione.

Il collega licenziato è già pronto ad affrontare l’azienda in Tribunale ma, con questo comunicato, ci preme – oltre che rendere nota la vicenda – esplicitare il nostro convinto e deciso sostegno ai nostri colleghi e ci uniamo a quanti stanno combattendo per rivendicare con forza e determinazione la loro riassunzione.

Oltre ad esprimere tutta la nostra solidarietà, invitiamo tutti e tutte a sostenere questi lavoratori che hanno subìto il provvedimento gravissimo del licenziamento e della sospensione, atti ritorsivi ed intimidatori che rappresentano un’arroganza da parte aziendale che ben conosciamo e contro la quale non smetteremo mai di batterci.

Solidarietà militante!

Non lasciarli soli è un imperativo.

La Cassa di Solidarietà tra Ferrovieri è con voi.

05 ottobre 2022 Il Direttivo della Cassa di Solidarietà

 

   

In Rissia e in Ucraina. No alla Guerra!

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Agosto 2022 13:50 Scritto da Sandro Mercoledì 24 Agosto 2022 13:18

RISTAMPA ARTICOLI - DALL'UCRAINA E DALLA RUSSIA.

Date: Wed, 24 Aug 2022 07:56:55 +0300

Russia-Ucraina: sempre più persone non vogliono la guerra (ca, de, en, pt, tr)[traduzione automatica]

Message-ID: < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Stiamo ristampando un articolo dal sito web Resistance Chronicle che mostra che l'antimilitarismo è più forte di quanto alcuni anarchici ammettano. Non scegliamo il "male minore", guerra di guerra! ---- Gli abitanti di Russia, Ucraina e Donbass non hanno un ardente desiderio di combattere per le "loro" élite borghesi e gli oligarchi capitalisti che le governano. In Russia, nonostante la repressione delle manifestazioni e numerose condanne penali, continuano le proteste sotto varie forme. A Luhansk e Donetsk, le donne chiedono ai governanti perché e per cosa hanno mandato i loro uomini e bambini al fronte; le attività rimaste senza lavoratori stanno chiudendo.

E nella stessa Ucraina, l'evasione alla leva è diventata così diffusa e persistente che le autorità stanno conducendo incursioni su coloro che dovrebbero ricevere ordini di leva. Procedimenti penali sono stati avviati contro coloro che evadono i prelievi.

UCRAINA

Secondo il Movimento pacifista ucraino, a maggio 2022 più di 2.500 persone sono state accusate, di cui 851 per diserzione, 711 per aver lasciato un'unità militare o un luogo operativo, 397 per evasione alla leva, 256 per assistenza illegale al valico di frontiera, 56 per evasione alla leva per danni fisici, 55 per evasione dal servizio militare da parte di ufficiali e 9 per elusione della registrazione o dell'addestramento. Inoltre, tra febbraio e maggio, più di 3.300 uomini sono stati arrestati mentre cercavano di lasciare il Paese per evitare la mobilitazione (https://de.connection-ev.org/article-3585;

Secondo la rete tedesca Connection, che fornisce assistenza agli obiettori di coscienza e ai disertori di tutti i paesi, a maggio e giugno almeno due obiettori di coscienza sono stati condannati a pene detentive con sospensione prolungata in Ucraina. Questo fatto è emerso grazie alla pubblicazione delle sentenze nel registro statale delle sentenze dei tribunali in Ucraina. Entrambi dichiararono apertamente al commissariato militare di rifiutare il servizio militare. Uno di loro è stato condannato a tre anni di reclusione con la sospensione della pena di un anno, l'altro a quattro anni con la sospensione della pena di tre anni.

Entrambi richiamabili, si troveranno ad affrontare l'effettiva esecuzione delle sentenze già comminate e delle nuove condanne.

Rudi Friedrich della rete ha condannato fermamente la persecuzione degli obiettori di coscienza in Ucraina, anche nei casi in cui dovrebbero avere un diritto limitato di rifiutare il servizio militare. Ha chiesto al governo ucraino di garantire il rispetto delle proprie leggi. "La riserva di coscienza è un diritto umano e dovrebbe applicarsi anche in tempo di guerra", ha affermato un pacifista tedesco (https://de.connection-ev.org/article-3594).

Nel frattempo, la consegna forzata della citazione in giudizio assume il carattere di un'incursione di massa. I rapporti provengono da varie città e villaggi nell'est, nel sud e nell'ovest dell'Ucraina.

Secondo l'"assemblea" del sito web indipendente di Kharkiv, in questa città, le dispense sono spesso distribuite negli stessi luoghi. Le citazioni forzate sono eseguite da polizia militare, soldati armati, combattenti della "difesa territoriale" e agenti di polizia - in auto e di pattuglia.

Secondo un testimone oculare, coloro che hanno distribuito le convocazioni a Odessa all'ingresso di Klas erano molto indignati di non poter catturare nessuno.

A giudicare dai feedback degli utenti sul canale Telegram, queste azioni stanno causando una crescente indignazione pubblica.

Il reclutamento avviene presso distributori di benzina, associazioni di garage, strade e incroci, negozi, luoghi in cui vengono distribuiti aiuti umanitari...

Alcune persone cercano di non accettare la chiamata, ad esempio stando seduti in macchina e non aprendo i finestrini. Alcuni cercano di difendersi. In risposta, le mogli degli uomini arruolati si sono spezzate le mani e sono state minacciate

Un altro partecipante al canale ha condiviso un'esperienza personale: "Oggi sono andato al Mercato Centrale. Scesi dall'auto e vidi che c'erano dei "postini" con poliziotti in piedi su entrambi i lati. Vado al lato del negozio e quei demoni mi rallentano. Dico subito loro: non ho bisogno dei servizi di una società privata chiamata "polizia di stato" in questo momento! Ho detto ai "verdi" (cioè ai soldati): non ho bisogno dei vostri volantini. Ho detto al poliziotto: posso mostrarti i documenti se ne hai bisogno, ma se dai i miei dati a terzi, questi "verdi", sarai penalmente responsabile. Erano arrabbiati e hanno detto: "Vai avanti!" (https://t.me/kharkovgde/1088)

L'avvocato di Kharkiv Andriy Sitnikov ha dichiarato:

"Conosco molti casi diversi (non da Internet) in cui le persone sono state portate via dalle loro auto immediatamente durante l'ispezione. So come sono arrivati ??alle imprese e hanno portato via immediatamente coloro che non erano abbastanza forti per scappare. So dove a Pasqua venivano al cimitero e distribuivano le citazioni. So come si distribuivano nei negozi, andavano di casa in casa - questo è certo. Quando venivano presi dalle macchine o dalle fabbriche, nessuno guardava se servivano o meno, prendevano tutti. Naturalmente, nel 99% dei casi, la diagnosi alla commissione medica è stata "sana". Una volta abbiamo persino chiamato il servizio di sicurezza dell'Ucraina per informarli che avevano preso una persona che non prestava servizio nell'esercito e l'hanno portato via senza essere stato convocato, ma ci hanno detto che non avevano tempo per occuparsene ora. Ora, però, non si tratta di legalità, ma di principio di selezione nei comuni. Ho parlato con i commissari militari di alcuni distretti della regione e mi hanno spiegato che c'era un piano per inviare lì 200 uomini a settimana. Il loro compito è mandarli lì e lasciare che decidano se ne hanno bisogno o meno. Nei villaggi, le persone in età di leva difficilmente vanno al lavoro e generalmente preferiscono non lasciare le loro case. Ma quando ero in questi villaggi, ho visto che i coscritti in età di leva guidano belle macchine straniere e non hanno paura di niente. Ho parlato con la gente comune e tutto mi era chiaro. Mi hanno spiegato che questi erano i figli di contadini, mercanti e funzionari locali. Ciò significa che sono stati pagati in modo che le loro occupazioni non li toccassero. È chiaro che la casta degli intoccabili non è scomparsa».

(https://assembly.org.ua/kak-vruchayut-povestki-na-uliczah-kharkova-i-chto-ob-etom-govoryat-yuristy/)

A Odessa, si dice che le citazioni siano state distribuite ai vacanzieri proprio sulla spiaggia (a proposito, le autorità hanno proibito di nuotare in mare). Un video pubblicato su un canale Telegram locale mostra un uomo sulla spiaggia che si tuffa in mare per sfuggire all'ufficio di reclutamento militare! (https://t.me/xydessa/21611)

A Zaporozhye i giovani sono stati portati fuori dai mezzi pubblici, i loro documenti sono stati controllati e hanno ricevuto una citazione contro la conferma. In altri casi, le persone sono riuscite a parlare e non sono state perseguite.

Nella regione di Chernivtsi, l'esercito ha lanciato droni sul fiume, ha osservato la folla e poi è andato lì con citazioni. Sono stati inviati avvisi nel canale Telegram affinché le persone stiano attente e non vengano catturate.

Nella regione di Zakarpattia, polizia e soldati hanno aggredito persone radunate in una radura vicino a una cascata mentre cercavano di servire una citazione.

Molti sono dovuti scappare nudi! (https://t.me/stranaua/51118)

Un video pubblicato sul canale Telegram "Politica del Paese" mostra come le donne nella regione di Zakarpattia non permettano ai soldati di entrare nel loro villaggio per consegnare gli ordini di leva agli uomini (https://t.me/stranaua/50963).

RUSSIA

Secondo il sito (che le autorità russe hanno dichiarato "agente straniero" l'anno scorso e bandito un tribunale di Mosca a luglio), almeno 1.309 manifestanti contro la guerra sono stati arrestati entro il 23 giugno 2022. Le detenzioni sono state registrate in 207 località in tutto il paese. Sono stati avviati 183 procedimenti penali. Inoltre, 2.457 casi sono stati avviati ai sensi dell'articolo "screditare" l'esercito e 1.781 persone sono state portate alla responsabilità amministrativa. L'importo medio della sanzione è stato di 35562 rubli (https://data.ovdinfo.org/svodka-antivoennyh-sobytiy-iyun-2022).

L'ultimo episodio interessante è stata la sentenza emessa dal tribunale di Mosca l'8 luglio 2022 nei confronti del deputato cittadino Alexei Gorinov. È stato condannato a sette anni di carcere per aver diffuso "informazioni false sull'uso delle forze armate" (https://www.kommersant.ru/doc/5457028). Durante la lettura del verdetto, la corte lo ha accusato di aver definito gli eventi una "guerra" e di aver menzionato che durante essa sono stati uccisi bambini, che secondo loro "non sono comparsi" nei rapporti ufficiali della dirigenza militare.

Nel frattempo, iscrizioni e disegni contro la guerra continuano ad apparire sui muri di case ed edifici nelle città russe. Ci sono notizie di nuovi incendi dolosi contro centri di reclutamento militare. Secondo i siti di notizie locali, dal 13 maggio sono stati registrati casi di incendio doloso o tentato incendio doloso presso gli uffici di registrazione militare e coscrizione a Omsk, Gukov (regione di Rostov), ??Volgograd, Shchelkov, Zeleznogorsk-Ilimsk, Igra (Udmurtsk), Simferopol, Yasnogorsk , Vladivostok, Belgorod, Perm... Si ritiene che sia opera di persone che cercano di evitare la coscrizione (https://news1-ru.turbopages.org/news1.ru/s/archives/82015). Sono stati attaccati anche altri organi amministrativi e repressivi.

Fonti ucraine forniscono informazioni frammentarie sui casi di diserzioni di massa da parte di unità russe in Ucraina - vicino a Izjum, vicino a Melitopol e vicino a Kherson (https://libcom.org/article/direct-action-stops-invasion-russian-advancement-comes-stand -parte -10). La parte russa non ha commentato né smentito.

Un episodio interessante è avvenuto all'inizio di giugno, quando un abitante di un villaggio ucraino a Shestakov, nella regione di Kharkiv, ha nascosto nella sua casa un soldato russo disertore di diciannove anni, che poi si è spacciato per suo figlio. Lo ha nascosto alle forze russe e ucraine, ma alla fine entrambi sono stati catturati e sono oggetto di indagine da parte delle autorità ucraine (https://opentv.media/na-dnepropetrovshhine-v-pole-nashli-fragment-rossijskoj-rakety).

Come si può vedere, i sentimenti umani semplici e naturali sono ostili a tutti gli stati di guerra!

Anche in questo caso, ci sono segnalazioni di proteste di donne i cui parenti maschi sono stati mandati a combattere. Ad esempio, le mogli dei soldati di Burjatsk chiedono che i loro mariti vengano riportati a casa dal fronte. (https://t.me/bnkbel/89585)..

https://www.aitrus.info/node/5987

https://oafed.noblogs.org/post/2022/08/14/rusko-ukrajina-stale-vice-lidi-nechce-valku/

   

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