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UN ’INERZIA PREOCCUPANTE…

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UN ’INERZIA PREOCCUPANTE…

A dieci giorni dall’importante manifestazione in Campidoglio, che ha visto una partecipazione straordinaria di lavoratrici e lavoratori Farmacap, con il pieno sostegno ottenuto dall'Assemblea Capitolina, non è pervenuta ancora nessuna azione, né segnale, da parte della Giunta, per quanto di nostra conoscenza.

Nessuna risposta è arrivata da parte dell’Assessore al Bilancio e al Coordinamento Strategico delle Partecipate, Lemmetti, alla nostra richiesta di incontro, che sollecitiamo con urgenza, per affrontare e discutere nel dettaglio il tipo d'intervento finanziario che si intenda adottare per Farmacap, come annunciato dall’Assessore stesso, nella seduta di Consiglio del 10 marzo scorso.

Rimane quindi l'incertezza inquietante sul pagamento degli stipendi di marzo 2021, visto che l’Azienda  Farmacap non ci ha fornito i dati da noi preventivamente richiesti, rispetto ai flussi di cassa mensili, in entrata e in uscita, che in base ai nostri calcoli, non giustificherebbero affatto il mancato pagamento degli stipendi. Infatti ci sono stati forniti solo alcuni dati (i ricavi dal 2016 al 2020; le   spese sostenute per gli acquisti da ditte e da grossisti per gli stessi anni; la parziale documentazione relativa alle comunicazioni tra Azienda e MPS, la banca tesoriera), che sarebbe stato doveroso mettere a disposizione, anche in ragione della trasparenza, che risulta purtroppo deficitaria all’interno dell’Azienda, come già evidenziato rispetto all’assenza di notizie sulla selezione per la nomina del nuovo DG (Direttore Generale).

Ricordiamo che il pagamento degli stipendi è un obbligo datoriale, ex art. 2099 del Codice Civile e del CCNL di settore, a fronte di prestazioni lavorative effettuate nell’ambito del rapporto di lavoro subordinato delle/i dipendenti Farmacap.

Se quest’obbligo dovesse essere violato, adiremo immediatamente alle vie legali ed anche contabili, mettendo in campo nuove forme di mobilitazione.

I danni dell’INERZIA e delle incapacità non ricadranno solo su lavoratrici e lavoratori.

RSA USI, FILCAMS - CGIL, FISASCAT - CISL, UILTuCS - UIL

 

RESOCONTO POL. SOCIALI DI ROMA CAPITALE

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"RESOCONTO INCONTRO VIA TELEMATICA TRA RSA USI APPALTO S.O.S. E UNITA' MOBILI DI STRADA E FUNZIONARI E DIRIGENTI DEL DIPARTIMENTO POL. SOCIALI DI ROMA CAPITALE, PROSEGUE IL CONFRONTO SULLA FUTURA GESTIONE DEL SERVIZIO. USI a tutela di diritti di lavoratrici e lavoratori e per qualità servizio alla cittadinanza".

A cura di Rsa Usi

In attesa della pubblicazione della indizione di gara di rinnovo affidamento, scaduto il 28 febbraio 2021, del Servizio di Sala Operativa Sociale del Comune di Roma, come RSA USI interna e USI, in data 05 marzo 2021, abbiamo incontrato la dirigente dottoressa Maria Maddalena Perna Ruggero, Responsabile della Direzione Accoglienza e Inclusione e, il dottor Fabrizio Villeggia, Responsabile dell’Ufficio di coordinamento servizi per l’accoglienza e l’emergenza sociale, Dipartimento Politiche Sociali, per un confronto, come da noi richiesto, sul futuro del Servizio. Un precedente passaggio era stato fatto con il precedente dirigente, dottor Zagari, e si è ritenuto opportuno rinnovare.

Nell’ambito dell’incontro è emersa chiara l’importanza che per il Comune di Roma assume il Servizio di Sala Operativa Sociale, anche in termini di cartina di tornasole del disagio nella Città di Roma, necessario per ripensare e organizzare i servizi sociali e di supporto.

Per questo motivo, anche questa volta, l’impianto della gara in procinto di essere pubblicata, assumerà carattere complesso e articolato, sostenuto da un importante investimento economico.

Al fine di poter utilizzare a supporto,  in corso d’opera, anche fondi europei dedicati oltre , la modalità scelta per il nuovo affidamento del Servizio, è rappresentata dall’Accordo Quadro, contemplato dal Codice Unico degli Appalti. A riguardo, come RSA USI, abbiamo espresso le nostre perplessità sulla modalità scelta, in particolare sotto l’aspetto del mantenimento dei livelli occupazionali e di un decremento degli standard, in virtù del fatto che i contratti gestionali dovranno essere sottoscritti ogni anno, per i tre anni previsti di affidamento. La dottoressa Perna Ruggiero, a riguardo, ha tenuto a sottolineare che, al contrario, non è prevista alcuna contrazione degli Operatori bensì, un loro incremento, in virtù di una implementazione del Servizio, finalizzata a renderlo ancora più efficiente e rispondente alle esigenze dell’emergenza sociale nella città di Roma e che, le garanzie richieste e le disposizioni, non potranno essere modificate in ambito dei contratti successivi.

Abbiamo chiesto, quindi, conferme sull’inserimento della clausola di riassorbimento del personale attualmente impiegato nelle varie articolazioni del servizio, attenzione all’applicazione delle norme sulla salute e sicurezza, soprattutto in questo particolare momento caratterizzato dal Coronavirus. La dirigente ha garantito che saranno rispettate, e faranno rispettare, le norme vigenti, e l’applicazione delle disposizioni del CCNL Cooperative Sociali, tenendo ad aggiungere che porrà particolare attenzione D.lgs 81/08.

Anche il dottor Villeggia ha confermato l’impegno in atto per riorganizzare e migliorare il Servizio. In merito ai tempi di affidamento, attualmente il Servizio è in regime di proroga fino al mese di agosto 2021, ha tenuto a precisare che potrebbe subire ulteriore slittamento, dovuto alla complessità della procedura di gara, ai tempi della commissione aggiudicatrice e, ad eventuali ricorsi.

Si è trattato di un incontro aperto e chiaro, nel quale è stato ribadito la nostra attenzione ad una apertura di un confronto sindacale, che riteniamo quanto mai importante in questa fase passaggio da un affidamento ad un altro, a conferma dell’impegno della RSA interne USI e dell’USI stessa, garantito in questi annidi svolgimento del Servizio. Manterremo alta l’attenzione e il proseguimento del dialogo che si è aperto.

Roma, 8 marzo 2021

Unione Sindacale Italiana USI fondata nel 1912 e mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

RSA USI interna Front Office e Unità  di Strada Servizio  Sala Operativa Sociale - appalto  Roma Capitale

 

RISTORAZIONE SCOLASTICA

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RISTORAZIONE SCOLASTICA E APPALTI ROMA CAPITALE: Usi chiude positivamente la vertenza facendo ottenere a cuoche degli asili nido, dipendenti nel lotto 10 Mun XI  della società GSI, l'adeguamento a 7 ore giornaliere pari a quanto effettivamente lavorato.

Un passo in avanti, sui diritti e le condizioni di lavoro di donne e lavoratrici, ma resta sempre sullo sfondo il "peccato originale" del meccanismo della Roma Multiservizi, dove ancora oggi migliaia di operai e operaie, non hanno avuto il giusto riconoscimento e l'adeguamento del monte ore effettivo. Mentre le lavoratrici (ex Roma Multiservizi) passate dal gennaio del 2020, nel settore della ristorazione scolastica, su iniziativa di Usi che aveva attivato la procedura di segnalazione all'Osservatorio comunale sul lavoro a Dicembre del 2020, hanno poi regolarizzato la situazione riportando la questione nell'ambito di relazioni sindacali corrette con la GSI, che detiene l'appalto in uno dei lotti nel Municipio Roma XI, con la formalizzazione e accordi di conciliazione migliorativi. Tale risultato positivo, ottenuto senza utilizzare forme cruente o violente di lotta, ma con la forza dei rapporti numerici di adesione e di compattezza nelle argomentazioni sostenute dal sindacato autorganizzato, segue l'azione svolta nella fase di cambio di appalto fatta un anno fa, dove a queste lavoratrici era stato già riconosciuto su iniziativa di Usi,  il IV livello del CCNL Turismo pubblici esercizi - ristorazione collettiva. Ma rimane il "peccato originale" dalla società Roma Multiservizi SpA, sul quale si sta ancora battagliando.

Infatti, in aggiramento della legge nazionale che disciplina il part time  (D. lgs. 81 2015, articoli da 4 a 12), la società attualmente partecipata di Roma Capitale, prosegue nel "giochetto" di contrattualizzare con un monte orario settimanale e mensile al minimo (a partire da 15 ore), mentre poi il personale specie nell'appalto in global service(vari servizi nei nidi, nelle scuole, nel trasporto scolastico), svolge durante la settimana e con carattere di continuità, un numero di ore  nettamente superiore, pagando con la detassazione da imposte e tasse, le ore come se fossero ore supplementari (lo straordinario dei part time). Fatto che provoca un'anomalia sulla regolarità delle buste paga, sul salario regolare del personale operaio (un conto è avere 15 ore di parametro contrattuale formale, un altro è averne invece 25 CONTRATTUALIZZATE E RICONOSCIUTE A TUTTI GLI EFFETTI), con uno sfasamento per i contributi pensionistici e previdenziali, sul totale del reddito imponibile ai fini anche fiscali (significa non page contributi reali ai lavoratori in sede INPS e non pagare imposte e tasse allo Stato...ai limiti di una truffa legalizzata) e un meccanismo di stampo clientelare e feudale, su coloro che sono ammessi, "se stanno buoni e si comportano bene"  a giudizio insindacabile dei capi e capetti operai. Solo a seguito di un contenzioso giudiziario messo in campo da alcune decine di operai più combattivi e svegli che si sono visti riconoscere ma dai giudici tale adeguamento, la Roma Multiservizi è corsa ai ripari, anche in questo caso aiutata dai classici sindacati concertativi e firma tutto, che hanno avallato con conciliazioni individuali al ribasso e accordi a svendere, ma solo ad una parte del personale part time avente diritto, riconoscendo 4 ore rispetto alle 3 precedenti da contratto individuale, quindi con un effettivo "risparmio" sulla media di 5 ore giornaliere e 25 settimanali che da anni, le operaie svolgevano nei nidi e nelle scuole dell'appalto in global service e che risultavano coerenti con le verifiche fatte, con documenti consegnati a inizio anno scolastico anche a Roma Capitale. Monte ore di 25 ore settimanali e 5 ore minime giornaliere, che comprendevano anche il maggior carico di lavoro e di attività richieste dall'Ente Locale per il contrasto al covid 19 (con disposizioni comunali di agosto 2020), una richiesta sindacale ragionevole e rispettosa delle condizioni di lavoro, delle rinnovate attività nelle scuole e negli asili nido comunali, anche in termini di salute e sicurezza sul lavoro e negli ambienti di lavoro.

Usi ha aperto la controversia anche per questa situazione rimasta ingarbugliata, non potendo delegare la questione al solo contenzioso giudiziario, dando indicazione al personale di manifestare la volontà e l'interesse a tale doveroso adeguamento del monte ore effettivo rispetto a quello formale, su modello predisposto.

Iniziativa di mobilitazione e di pressione,  rivolta a tutto il personale dell'appalto in global service, specie a coloro che non hanno nemmeno beneficiato del pateracchio sindacati-azienda al ribasso e con conciliazioni "tombali" per il passato, preparatoria delle azioni finalizzate all'adeguamento al monte ore effettivo svolto.

Situazione che trova conforto, anche a fronte del riconoscimento da parte della stessa Roma Capitale, di un numero di ore maggiore rispetto al passato nell'appalto in global service, per dare un contributo fondamentale se messo in opera concretamente, ad eliminare o ridurre drasticamente nei fatti, la gestione feudale e clientelare delle ore a titolo di ore supplementari-straordinarie dei tanti e tante part time a Roma Multiservizi.

Una situazione che pure per il buon andamento del servizio al pubblico e ai piccoli utenti e alunni-e, porterebbe un giovamento di continuità di servizio nel settore educativo scolastico, con personale che in tempi di pandemia, non si troverebbe sempre al lavoro in emergenza, su una stabilità di orario e di sedi di lavoro.

Una battaglia lunga, vedremo se la Roma Multiservizi e la stessa Amministrazione capitolina, saranno attenti e lungimiranti a regolarizzare questo modo scandaloso di gestire la forza lavoro e la necessità di lavoro e reddito di operai e operaie, cambiando la situazione e riportandola alla trasparenza, certezza regolarità e giustizia sostanziale o se invece,  prevarranno i classici interessi di bottega, alla vigilia di una campagna elettorale per il rinnovo del Sindaco e dei vertici nelle aziende pubbliche e municipalizzate a vari livelli.

LE COSE CAMBIERANNO SE I RAPPORTI DI FORZA E LA TENACIA DEGLI OPERAI NON OMOLOGATI AL RICONOSCIMENTO PIENO DEI LORO DIRITTI, AVRANNO LA PREVALENZA come interessi meritevoli di tutela. L'AUTORGANIZZAZIONE SINDACALE BATTE UN COLPO, vediamo chi risponde schierandosi dalla parte giusta.

Intanto, per le donne e lavoratrici della società GSI della ristorazione scolastica, associatesi a Usi, si registra un risultato positivo, che può essere da stimolo per altre donne, alle prese con guai anche sul lavoro, se si autorganizzassero, per difendere diritti e ottenerne di nuovi...

IL NOSTRO 8 MARZO QUEST'ANNO 2021, ANNO  2 DELLA PANDEMIA, SI CONFIGURA ANCHE IN QUESTO MODO...

Roma, 16 febbraio 2021  

Unione Sindacale Italiana Usi

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RESPONSABILI NELLE BIBLIOTECHE

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SUL REPERIMENTO RESPONSABILI NELLE BIBLIOTECHE COMUNALI DI ROMA

 

A

Direttrice ISBCC Biblioteche di Roma

Commissario straordinario p.t.

 

e p.c.

Servizio Risorse Umane

Segreteria Direzione

 

Tutto il Personale con invito all'invio alle Biblioteche di Roma

 

Scriventi OO.SS. e RSU,

esprimono la propria forte perplessità a fronte alle modalità scelte per il reperimento di Responsabili delle Biblioteche. Come da impegni reciproci eravamo in attesa di una proposta generale di riorganizzazione e dei conseguenti bandi per le PO e i responsabili di Biblioteche e Servizi Centrali.

 

In attesa di questo si ritiene una forzatura, non il reperimento in sè, ma la variazione delle prassi precedenti che vedevamo in almeno un anno di servizio l’esperienza necessaria a divenire Responsabili di Biblioteca o servizio corrispondente.

 

Questo naturalmente non per togliere valore al personale che ha meno di un anno di servizio anzi, ma a tutela dello stesso, perché ci sembra particolarmente importante un'esperienza in tal senso di almeno un anno, per chi dovrà gestire, sviluppare e migliorare non solo i servizi bibliotecari e il coordinamento del personale che vi lavora, ma anche le complesse e varie relazioni col territorio e le altre istituzioni culturali e sociali.

 

Teniamo presente che per una semplice PEO, Roma Capitale richiede almeno due anni di anzianità di servizio nella categoria, mentre l'incarico di Responsabile è molto complesso ed impegnativo.

 

Tra l’altro in questo periodo di pandemia i sei mesi di servizio sono stati molto particolari a causa delle contingenze che si vivono lavorativamente nei nostri servizi centrali e nelle Biblioteche.

 

Inoltre l’attuale situazione organizzativa di Biblioteche di Roma espone ancora di più le giovani ed i giovani colleghi a difficoltà dovute a un ruolo estremamente complesso.

 

Pensiamo inoltre che anche il tempo previsto per rispondere al reperimento da parte delle colleghe/i sia estremamente breve.

 

Con l’occasione si richiede al più presto la ripresa del confronto sulla riorganizzazione del servizio, del fondo di produttività e sul piano di formazione del personale che a questo punto assume particolare rilievo.

 

La richiesta segue gli impegni assunti sia da codesta Direzione che dal Commissario dell'Istituzione.

Distinti saluti.

 

CGIL Moscovini - Tinchitella

CISL  Trimarco - Di Silvestro

RSU USI  Francesco Sordi

Roma, 12 Febbraio 2021

 

2021... ODISSEA NEI DIRITTI

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2021... ODISSEA NEI DIRITTI DI LAVORATORI/TRICI delle cooperative sociali


Il 23 dicembre 2020, durante l'incontro annuale tra cooperativa, RSA USB e RSA USI per la definizione di permessi,  alcuni dei quali  come  quelli studio variabili di  anno  in anno in base alle richieste, necessitando quindi  di periodica ridefinizione, è stato perpetrato un vile attacco alle agibilità sindacali e alle conquiste ottenute con l'accordo del 6 Marzo 2018, attacco che ha trovato forza nei soliti firma tutto “filo aziendali”.

L'iter che portò all'accordo e alla messa in regola della Cooperativa Eureka I su determinati istituti contrattuali non è per noi negoziabile, come riteniamo sempre valido e dicevamo allora

LA COSA FUNZIONA COSÌ, NON È UNA CONCESSIONE “PADRONALE” IL RICONOSCIMENTO DELLE 25 ORE EX FESTIVITÀ SOPPRESSE A TUTTO IL PERSONALE MA LA CORRETTA APPLICAZIONE della Legge 54/77 e dell’articolo 60 del CCNL Cooperative Sociali, quindi  DI CONTRATTI E LEGGI SUL LAVORO CHE OGNI SOGGETTO CHE HA IN ATTO O PARTECIPI A BANDI DI APPALTO, AFFIDAMENTI E CONVENZIONI CON ROMA CAPITALE È TENUTO AD APPLICARE, PENA L'ESCLUSIONE O LA REVOCA (o le sanzioni pecuniarie del codice degli appalti). Del resto il monte ore annuale delle 4 giornate ex festività soppresse, E’ FRUTTO DI UN NORMALE CALCOLO ARITMETICO, APPLICANDO I PARAMETRI DEL CCNL e vale per tutti-e, a prescindere dal regime contrattuale.

Non bastasse, da parte dell'ex presidentessa, presente alla riunione con le RSA malgrado non sia neanche membro del CdA  ma “delegata per le relazioni con i sindacati”, è arrivata la pretesa di limitare il riconoscimento delle assemblee sindacali  e la gestione del monte ore annuale (10 ore retribuite) di lavoratori e lavoratrici, definendo unilateralmente in quali casi siano da considerarsi legittime assemblee per la loro retribuzione (quindi con una violazione di rilevanza costituzionale, dell’articolo 20 della Legge 300 1970, dello stesso articolato del CCNL all’articolo 20 e della convenzione 87 sottoscritta dall’Italia in sede OIL nel 1948 e ratificata con L. 367/1958, che vietano le discriminazioni o patti e atti contrari alla legge, pure per la partecipazione alle assemblee…). Ciò in vista anche  di un anno 2021 che si prefigura peggiore del 2020, su condizioni lavorative, salari, diritti e dignità (compresa la salute e la sicurezza). Consideriamo ciò una grave  lesione dell'attività sindacale e una condotta non opportuna e illecita, se confermata da successivi atti concreti della cooperativa sociale. Diversamente la rappresentanza USB l'ha invece immediatamente accolta e appoggiata. Per Cooperativa e USB vanno riconosciute le assemblee sindacali ai soli lavoratori/trici che contestualmente all'assemblea hanno un turno lavorativo, fatta eccezione per chi si riunisca in pausa pranzo non disturbando l'attività produttiva. Viene attaccato il diritto di organizzarsi e confrontarsi in sede diverse dai locali della cooperativa. Dichiara, la sesta componente di fatto del CdA, che assemblee sindacali dei lavoratori in concomitanza di presidi e manifestazioni (!?!), non sono legate all'attività aziendale ma attività politico sindacale, quindi nulla va riconosciuto  al lavoratore che vi si rechi qualora non abbia turni da coprire, ottenendo ancora il pieno supporto dall'altra RSA, che nella premura di non far freddare troppo la penna, ci consiglia pure la formula da utilizzare per firmare un verbale visti i vari punti dell'accordo che non riteniamo sottoscrivibili, perché fuori dal nostro quadro normativo italiano e internazionale. Del resto il CCNL parla di monte ore individuale di 10 ore annue e la scelta è di spettanza del singolo operatore od operatrice, di come utilizzarle per difendersi diritti e condizioni di lavoro, non è possibile legittimare che sia il datore di lavoro a dirti a quali assemblee andare e quali no, per avere la normale retribuzione delle ore di assemblea sindacale, convocate secondo legge 300/70!

La nostra posizione e dichiarazione a verbale, è chiara su questi punti e abbiamo il pieno sostegno del nostro sindacato di riferimento Usi, di molte altre rappresentanze sui posti di lavoro, che condividono il nostro orientamento, anche dal punto di vista strettamente tecnico giuridico, oltre che “politico sindacale”.

Osteggeremo in tutte le forme possibili tali “amenità”, che riteniamo siano solo il preludio a quanto potrà accadere nei prossimi mesi, nel falso nome dell'economicità causa pandemia e dei ridotti introiti, celando il vero obiettivo: l'annientamento dell'emancipazione dei lavoratori e della pratica della lotta di classe nel terzo settore e nelle cooperative sociali, in nome di una fasulla unità nazionale o aziendale, del “siamo tutti sulla stessa barca”, di condizioni di lavoro che, nel sistema di appalti  su servizi socio assistenziali – educativi e socio sanitari con committenti pubblici, su servizi strategici a minori, disabili, anziani, di contrasto alle nuove povertà, a livello nazionale e anche nella Capitale d’Italia, ci sta facendo pagare un prezzo troppo alto, in termini di salario, libertà e dignità, diritti individuali e collettivi, su salute e sicurezza sul-del lavoro.

Roma, gennaio 2021

Unione Sindacale Italiana Usi fondata nel 1912 sito ufficiale www.usiait.it

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