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LOTTARE… ANCHE CON LA MASCHERINA!

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ANDIAMO AVANTI! L’USI NON SMETTE DI LOTTARE…

ANCHE CON LA MASCHERINA!

Care/i colleghe/i , il 17/4 si è tenuto un tavolo RSU “da remoto” che non ha consentito la partecipazione di tutti gli RSU. Forse non tutti sanno che le “trattative” si devono svolgere alla presenza delle Organizzazioni Sindacali e delle RSU regolarmente elette. Per quanto periodo emergenziale, personalmente ritengo fondamentale ripristinare l’intero tavolo e l’ho fatto presente anche nel corso della riunione del 17/4.

In questo momento “critico”, infatti, la motivazione collegata al “COVID 19” rischia di far dimenticare alcuni principi basilari. Le nostre paure non possono giustificare l’abbassamento della guardia di fronte a situazioni a rischio per la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, o, come emerso nel tavolo scorso, attacchi al salario di chi, nonostante tutto, ha anche messo a disposizione i propri mezzi per lavorare e supportare l’Azienda. E’ vero, possiamo anche sacrificarci, per “aiutare l’Azienda”...ma deve essere data ad ognuno la possibilità di farlo secondo le proprie di possibilità...non solo a quadri e dirigenti.

Condivido con voi tutti ciò che ho risposto al resoconto che l’Azienda ci ha fatto pervenire dopo l’incontro. Attendiamo, insieme, la prossima convocazione.  Serenetta Monti (RSU/USI Zètema e dirigente sindacale ...in trincea)

 

Mail inviata il 20/4:ai responsabili aziendali  di Zètema alle Rsu e alle altre OO.SS.

“Gentile dr.ssa Di Cicco, gentili tutti, la mia risposta la metto in lettura a tutti perché altro non è che la rappresentazione che ritengo utile condividere, per opportuna conoscenza, con tutte le altre RSU che non hanno potuto partecipare in videoconferenza vista la delegazione ristretta, delle considerazioni che ho fatto in qualità di RSU USI durante la riunione medesima.

Vorrei premettere che, dall’inizio dell’emergenza sanitaria (fatto salvo il tavolo – sempre in modalità ristretta- tenutosi il 9/3 u.s.) la sessione da remoto tenutasi il 17 aprile è stata la prima occasione in cui l’Azienda ha “condiviso” con le OO.SS. e le due RSU presenti, la fotografia attuale.

Mi riferisco, per esempio, alle modalità di lavoro agile per alcuni settori già attivi in tal senso e le modalità per i settori in fase di avvio. Modalità che non sono state condivise in fase propedeutica e funzionale ad un’adeguata organizzazione delle turnazioni che avrebbe potuto evitare decurtazioni sulle voci di salario accessorio tra i settori coinvolti.

Vorrei, infatti, iniziare dal tema dello smart working per chi sta in biglietteria. E’ emerso, durante la discussione, che i lavoratori avrebbero chiesto di non lavorare la domenica. Puntualizzazione che ha voluto fare la dr.ssa Rubino, quando si è sollevato il tema delle indennità dovute o no.

A meno che non ci si riferisca alle richieste promosse dai lavoratori durante le aperture “normali”, però, a me non risulta che in fase di avvio dello smart working, gli stessi, abbiano chiesto, collettivamente, all’Azienda di non svolgere la turnazione anche di domenica. Mi risulta, viceversa, che, il 5/4 u.s., la loro referente (Laura Silvestro) abbia inviato una mail con le prime istruzioni che recitavano quanto segue:”Come già detto il lavoro mantiene invariate le stesse turnazioni, continuiamo ad erogare il servizio nei giorni e negli orari previsti da contratto anche se in modalità differente” .

Ritengo, quindi, necessario un chiarimento da parte dell’azienda in merito l’organizzazione dei turni dei lavoratori di biglietteria e quadro complessivo di ciò che intende erogare per la prestazione svolta. A tal riguardo, credo sia necessario, inoltre, ricevere il dettaglio di tutti i settori coinvolti (ormai la quasi totalità) per verificare le indennità di cui lavoratori e lavoratrici continuano a mantenere il diritto. Durante la discussione del 17/4, infatti, si è parlato di “richieste della committenza” che l’Azienda non ha ancora condiviso con il Tavolo RSU (TUTTO), nonostante io stessa abbia promosso ufficialmente tale richiesta. Ci si trova, quindi, oggi, a dover ragionare su eventuali decurtazioni senza neanche sapere le richieste effettive dell’Amministrazione Capitolina.

In merito i buoni pasto, invece, per i quali il dr. Taglizcozzo, inizialmente aveva parlato di un allineamento con quanto fatto dall’Amministrazione Capitolina, ribadisco la necessità di rispettare il dettato del D.L. 18 del 17/3/2020 e la successiva circolare 2/2020 della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ministro della P.A.) in merito il “confronto con le Organizzazioni Sindacali”. Non ci è stato comunicato che tipo di destinazione avrebbero i “risparmi” derivanti da un'eventuale non corresponsione. Come RSU/USI avevo proposto anche un’alternativa: quella di chiedere l’adesione volontaria di TUTTI i lavoratori come accade, in occasioni più spiacevoli, con “donazioni” di ore o giornate di lavoro. A maggior ragione, quando è emerso che l’eventuale non corresponsione del buono pasto, non sarebbe andata in beneficenza, ma sarebbe finita accantonata per eventuali esigenze aziendali, onde evitare il ricorso ad ammortizzatori sociali.

Vorrei sottolineare che i lavoratori non hanno potuto scegliere e hanno aderito al lavoro agile, mettendo a disposizione i propri strumenti e connessioni. Il che ha anche rappresentato un risparmio per l’Azienda. Nella maggior parte dei casi si sono anche mantenuti gli orari giornalieri svolti comunemente, quindi, il minimo sarebbe stato dare indicazioni certe sulle eventuali variazioni salariali che si sarebbero subite.

Attendo, inoltre, che l’Azienda comunichi la destinazione delle somme accantonate mediante la donazione volontaria di una percentuale variabile delle retribuzioni di dirigenti e quadri. Credo, infatti, che si dovrà capire se, in rapporto alla consistenza delle retribuzioni di un comune impiegato (decurtate per decisione aziendale e non su offerta volontaria dello stesso di un sostegno all’Azienda per cui lavora) rispetto alle donazioni volontarie di quadri e dirigenti, l’Azienda avrà realmente tutelato gli anelli più deboli della catena.

Sono sicura che le azioni ad oggi intraprese di implementazione tecnologica da parte dell’Azienda per mettere in condizione di lavorare in sicurezza anche i lavoratori del Call Center siano le basi per un impegno da mantenere anche in futuro anche quando si attuerà una riapertura parziale o complessiva. E tale visione a lunga scadenza deve accompagnare tutti i settori oggi coinvolti nello Smart Working. Occorrerà in tal senso un confronto periodico e puntuale del Tavolo RSU per affrontare insieme una corretta gestione e pianificazione.

E’ per questo che ribadisco quanto chiesto durante la riunione del 17/4 di ripristinare il Tavolo RSU al completo, anche nelle riunioni da remoto: la piattaforma è in grado di reggere tutti i partecipanti e le decisioni da prendere sarebbero legittimate dalla presenza degli RSU, eletti dai lavoratori. Faccio notare che nel tavolo del 17/4 le uniche RSU presenti erano la sottoscritta per l’USI ed Enrico Vizzaccaro per la CISL. Le altre segreterie hanno inviato i loro delegati: per UGL Amedeo Gismondi, Per Uil Stefano Rufo e per la CGIL Valeria Giunta che devo ringraziare per avere rilanciato quanto avevo proposto all’Azienda ed alla RSU tutta il 23/3 u.s. per consentire l’avvio dello smart working del settore di Assistenza di sala, coordinamento etc.:” Per il settore museale, sarebbe bastato predisporre delle dispense formative con eventuali test.”. Ogni azione utile a consentire in questa fase a mettere in sicurezza i lavoratori è fondamentale. Ed è una battaglia in cui, da sempre, l’USI è in prima linea.

A riguardo vorrei capire se ci siano stati nuovi investimenti o si stia mettendo a frutto ciò che l’Azienda aveva concordato per ottenere le risorse mediante il fondo FORTE. Chiedo, inoltre, di conoscere quanto sia venuto a costare l’acquisto di mascherine ad oggi e come intenda regolarsi per le future forniture l’Azienda, visto che, seppur lavabili, quelle consegnate, avranno comunque una soglia di deterioramento ancora non comunicata.

Certa comprenderà la necessità, ora più che mai, di interlocuzioni chiare e trasparenti, porgo cordiali saluti.

Serenetta Monti (RSU/USI Zètema).

http://www.serenettamonti.it

 

 

I profitti non si fermano!.

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Covid-19

Governo, padroni e sindacati collaborazionisti all’unisono:

I profitti non si fermano!

 

Il protocollo firmato da Governo, Confindustria, Confapi e Cgil, Cisl e Uil il 14 Marzo rappresenta una capitolazione di fronte gli interessi delle aziende. Si scrive che “la prosecuzione delle attività produttive può avvenire in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione” ma la sostanza è che la produzione continua, aumentando così la diffusione del contagio.

Il senso di questo vergognoso accordo è riassunto bene, dallo slogan "l'Italia non si ferma". Uno slogan che vuol dire che i lavoratori, gli operai, i tanti precari devono continuare a produrre, per non far perdere profitti alle aziende anche a rischio della propria salute o della propria vita.

Si lascia, infatti, la gestione della sicurezza e dell’emergenza sanitaria nelle fabbriche e sugli altri luoghi di lavoro alla totale discrezione degli imprenditori stessi (quella stessa gestione che in periodi normali causa 3 morti al giorno sul lavoro).

Sottolineiamo che il testo in sé non ha alcun carattere prescrittivo, tra l’altro Cgil, Cisl e Uil, lavandosi le mani(con l’amuchina?), hanno demandato tutto alle Rsa interne e ai Rls.

Questo protocollo in continuità con i decreti governativi è una ricetta bella e buona per la diffusione del contagio tra i lavoratori.

Con questo accordo si dà totale discrezionalità alle aziende, poiché la gestione della sicurezza è tutta nelle loro mani, si calpesta l’art. 5 dello statuto dei lavoratori, si pone il divieto di qualsiasi riunione in azienda e quindi anche alle assemblee sindacali in spazi che consentano la distanza tra un lavoratore un altro, si da applicazione anche ai lavoratori delle vergognose disposizioni per il personale sanitario del DL del 9 marzo, agli operatori sanitari, infatti, entrati in contatto con un paziente positivo non si applica più la misura della quarantena, ma la sola sorveglianza sanitaria, e questi lavoratori continuano la loro attività lavorativa e sono sospesi solo nel caso di sintomatologia respiratoria, è incentivato l’utilizzo delle ferie senza nemmeno specificare se si tratta di quelle vecchie o di quelle maturate quest’anno o magari ancora da maturare.

Questo protocollo non solo non migliora nulla ma addirittura peggiora ulteriormente le norme sulla salute, la sicurezza e i diritti dei lavoratori!

In Ferrari come in molte altre aziende grazie al lavoro dei rappresentanti sindacali si è firmato un accordo per cui l’azienda chiude 2 settimane e tutti i lavoratori saranno retribuiti al 100%!

Dire, come ha fatto Landini, che ci sono esigenze di produzione "imprescindibili" significa mischiare piani diversi: la produzione di alimenti e generi di prima necessità, strumentazioni mediche, etc., (che non può effettivamente cessare) con la produzione di tutte quelle altre merci di cui l'accordo siglato garantisce la continuità.

I padroni ottengono anche di poter scaricare sulla cassa integrazione e altri ammortizzatori sociali e "sgravi alle imprese" gli eventuali costi per qualche eventuale sospensione "per bonificare" le aziende.

 

A difesa della sicurezza nei luoghi di lavoro:

Spetta al Sindacato intervenire e far includere i Lavoratori/trici nel DPCM dell'11 marzo 2020.

Spetta al Sindacato rendere centrale la piena tutela degli interessi economici di lavoratori/lavoratrici.

Spetta al Sindacato dare indicazioni per difendersi, dagli interessi delle aziende.

Spetta al Sindacato mettere al primo posto la difesa della salute sul luogo del lavoro.

I punti cardine da rispettare da cittadini e lavoratori-lavoratrici: La distanza uno dall’altro, la mascherina, i guanti, il disinfettante, tute e camici monouso.

Nelle aziende dove mancando questi presupposti minimi così come declinato dal DPCM dell’11 marzo 2020 ogni lavoratore può astenersi dal prestare la propria attività lavorativa, restando in azienda e denunciando la mancata applicazione del DPCM.

TUTTI-E A CASA…

In attesa che il padronato attui tutte le misure di sicurezza a tutela della nostra salute nei luoghi di lavoro, e il Governo riconosca ai lavoratori e alle lavoratrici, la piena cittadinanza anche sui posti di lavoro, ogni mezzo di autotutela è legittimo:

Dallo sciopero aziendale, seguito da denuncia a tutte le autorità competenti dove si evidenziano la mancata tutela della salute e della sicurezza; Dall’astensione dal prestare attività lavorativa restando in azienda; (si aggiunge anche la modalità e buona pratica di chiedere, con specifica manifestazione di volontà e dichiarazione da inoltrare al proprio datore di lavoro, la retribuzione per evento eccezionale e di forza maggiore, non dipendente dalla volontà del prestatore di lavoro, come da articolo 1256 codice civile e per i servizi in appalto, convenzione, affidamento, anche in solido agli enti committenti art. 30 comma 5 e 6 D.lgs. 50/2016, in caso di inadempienza datoriale); Alla quarantena nella propria abitazione, a seguito di certificato medico, secondo le normali procedure di comunicazione di assenza per malattia (a tutela della SALUTE).

Le giuste lotte per la salvaguardia dei nostri diritti e della nostra salute

non vanno in quarantena!

 

Per la RSA USI-CT&S

 

Appalto delle Portinerie e Servizi ausiliari Roma3

 

Gianmaria Venturi e Giovanni Perozzi

Roma 18/03/2020

 

Comunicato sindacale contro il Corona Virus

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LAVORATRICI E LAVORATORI FARMACAP IN TRINCEA, CONTRO IL CORONAVIRUS!

Le/i farmaciste/i dell’Azienda pubblica farma-socio-sanitaria-capitolina, sono da giorni ‘in trincea” nella battaglia contro il COVID-19 e garantendo il servizio alla cittadinanza, pur con numerose criticità e debolezze organizzative preesistenti, a partire da una cronica carenza di personale.

C'è una continuità di servizio garantita anche da turni di lavoro straordinario, a cui deve corrispondere il giusto riconoscimento economico.

Come RSA e OO.SS. abbiamo richiesto all’Azienda, fornendo anche indicazioni pratiche, di intraprendere e mettere in atto tempestivamente, le misure necessarie di prevenzione e sicurezza per tutti le/i lavoratrici/ori, al fine di ridurre drasticamente il rischio infettivologico, in ottemperanza ai provvedimenti del Governo e a quelli della Regione Lazio.

Riteniamo siano stati fatti passi avanti con:

* l’introduzione dei contingentamenti per gli accessi in farmacia prima, la successiva disposizione di lavorare a battenti chiusi, come avviene attualmente (che sicuramente garantisce maggiormente la salute di lavoratrici/ori, in questa fase con maggiore rischio di contagio);

* la rimodulazione degli orari, abolendo di fatto gli orari spezzati nelle sedi con orario continuato, generalizzando l’orario di chiusura alle h 19:30, per tutte le sedi;

* l’introduzione dello smart working per il servizio sociale di prossimità, garantendo con i necessari accorgimenti organizzativi, la tele-compagnia, la continuità del segretariato socio-sanitario e il supporto psicologico, in particolar modo all’utenza anziana, particolarmente colpita dall’emergenza in corso;

* l'introduzione dello smart working per alcune attività amministrative.

È fondamentale che tutte queste misure non vengano ridimensionate da scelte successive, con l'effetto di aumentare anziché ridurre, il rischio infettivologico da COVID-19. Come nel caso dell’installazione di pannelli di plexiglas nelle sedi farmaceutiche, posti a separazione dell’utenza dal personale.

Riteniamo che questa misura precauzionale possa essere accettabile, se predisposta per la tutela delle/i lavoratrici/ori in previsione di una fase calante dell’epidemia e al di fuori dall’attuale emergenza, non certo a sostituzione della disposizione che impone il lavoro “a battenti chiusi”. In caso contrario ci troveremmo fermamente contrari, considerando le previsioni sull'aumento del contagio e la stessa penuria di mascherine di protezione.

Infine l'Azienda ha sospeso alcune attività amministrative e il servizio Recup in farmacia, invitando nel contempo le/i lavoratrici/ori interessati a fruire delle ferie o di congedi fino al prossimo 25 marzo, purtroppo in assenza di preavviso e proposte alternative.

RSA FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL, UILTuCS-UIL, USI

   

Applicazioni misure a tutela della salute - Contrasto COVID - 19

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Roma 16/03/2020

Alla c.a. del Direttore Generale

Università Roma Tre

Dott. PASQUALE BASILICATA

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e al Dott. ABERTO ATTANASIO

Area Patrimonio

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Dott. GIUSEPPE COLAPIETRO

Area Affari Generali

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resp.le del S.P.P. Università Roma3

Arch. Anna Perluigi

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all’Ufficio del personale

Coopsevice scpa

alla c.a. di Marco Cozzolino

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all’ Uff. di coordinamento

via ostiense 131L

alla c.a. Arianna Iervolino

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al R.S.P.P. di Coopservice scpa

Roberto Oseli

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A CNS

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e p.c. ASL Roma 2

UOC Servizi Igene e Sanità Pubblica

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A O.S. USI

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al RLS CoopserviceValter Aquilini

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OGGETTO: RICHIESTA URGENTISSIMA DI APPLICAZIONE DI TUTTE LE MISURE NECESSARIE AL CONTRASTO DEL COVID-19 E PER LA SALVAGUARDIA DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI IMPIEGATI NELL’APPALTO DEI ‘SERVIZI INTEGRATI DI GESTIONE DEL PATRIMONIO IMMOBILIARE D’ATENEO’.

DIFFIDA A MANTENEREAPERTE SEDI E ATTIVI I SERVIZIANCHE A FRONTE DELLA MANCANZA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE CON CUI E’ STATO COSTRETTO A LAVORARE IL PERSONALE ESTERNALIZZATO.

RICHIESTA DI INFORMAZIONI A TUTTE LE OO.SS. DELLE MISURE INTRAPRESE E DA INTRAPRENDERE DA PARTE DELL’ENTE COMMITTENTE E SOCIETA’ APPALTATRICI AL FINE DI TUTELARE I LAVORATORI.

La RSA USI Coopservice scpa, legalmente costituita ai sensi dell’art 19 L.300/70 presso l’appalto delle Portinerie e servizi ausiliari dell’Università Roma3, a fronte delle mancate e tardive misure intraprese dall’Ateneo e dalle società appaltatrici Coopservicescpa e CNS Consorzio Nazionale Servizi, che hanno già esposto i lavoratori a rischi di contaminazione virale, diffida, A FRONTE ANCHE DELLA QUARANTENA A CUI SONO SOTTOPOSTI DUE LAVORATORI DI COOPSERVICE SCPA IMPIEGATI NELL’APPALTO, l’Università Roma3 e le aziende appaltatrici a mantenere aperte sedi e alla sospensione di tutte le attività che possono ulteriormente esporre i lavoratori al pericolo d’infezione da COVID-19

Si richiede urgentemente informazioni sull’attivazione e l’applicazione di tutte le misure necessarie, già avviate e da avviare, volte a tutelare i lavoratori impiegati e alla salvaguardia della loro salute e sicurezza nell’appalto dei ‘Servizi integrati di gestione del patrimonio immobiliare di Ateneo’, dandone comunicazione a tutte le RSA interne e a Valter Aquilini RLS designato.

Si richiede anche la garanzia degli stipendi in base a quanto previsto dall’art. 1256 del Codice Civile e con responsabilità in solido del datore di lavoro con Ente Committente ai sensi dell’art. 30, comma 5 e 6 del D.LGS 50/2016.

In attesa di un positivo riscontro, inviamo distinti saluti.

Per la RSA USI CT&S Coopservice scpa

Appalto Portinerie e servizi ausiliari Roma3

Gianmaria Venturi e Giovanni Perozzi

 

MUSEI, ULTIMA FRONTIERA!

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MUSEI, ULTIMA FRONTIERA!

Nel marasma generale di questi giorni, in cui si sono susseguiti decreti e ordinanze inerenti il coronavirus, il 2/3 scorso si è tenuto anche il tavolo RSU. SCONFORTANTE! Durante un’emergenza come questa, abbiamo dovuto recepire come buona notizia la fornitura degli igienizzanti per il personale che lavora con il pubblico (e neanche tutti perchè, ad oggi, ai colleghi delle biblioteche non è stato fatto pervenire nulla, per questo motivo ho dovuto sollecitare l’Azienda). Il tavolo è stato sconfortante perché buona parte del tempo è stata impegnata dalla presentazione di una “scheda di valutazione” da parte della dr.ssa Rubino, su cui tutta la RSU  e le OO.SS. presenti hanno espresso parere critico, avendo l’azienda gestito, in maniera del tutto unilaterale, la stesura della stessa ed avendoci già speso sopra risorse economiche per fare formazione ai nostri dirigenti che, pensate un po’, non erano “abituati a valutare e ad essere valutati”. Viste queste affermazioni, ho, quindi, chiesto provocatoriamente il rimborso delle decurtazioni dei premi di produzione degli anni precedenti, ma, ahimè… “scurdamm’ce ‘o passat”…

In merito i disciplinari legati direttamente al contratto di servizio, siamo stati messi al corrente che sarebbero stati firmati quasi tutti (mancano quelli dei dipartimenti Sport e Scuola) ed ovviamente non ci sono stati consegnati quelli firmati.

Rinnovo contratto di servizio biblioteche, a breve, ma del relativo disciplinare e della sua approvazione non si sa niente.

Fori: allo stato attuale, l’organizzazione del lavoro non soddisfa nessuna delle OO.SS. ed anche io come RSU/USI sono intervenuta a riguardo, sostenendo la richiesta di ri organizzare il servizio, eliminando le postazioni fisse e predisponendo una sorta di ronda che, periodicamente, faccia il giro dell’area ed in caso di intemperie non rimanga esposta ma abbia un luogo dove ripararsi. E’ stato chiesto, inoltre, da tutti che vengano messi a disposizione locali idonei (spogliatoio), in sito, onde evitare di dover arrivare ai Mercati di Traiano per cambiarsi o fare pausa.

Coronavirus e misure precauzionali? Quali? Per ora l’inoltro del decalogo del Ministero della Salute e  la consegna dell’igienizzante per le mani. Alle mie pressanti richieste di mettere in sicurezza, in primis, i colleghi immunodepressi, con patologie pregresse (e questo lo chiedevo prima del decreto emanato il 4 marzo, in cui è raccomandato!) evitando, per esempio di mettere colleghi custodi in quelle postazioni a diretto contatto con il pubblico (ingressi, controllo biglietti ed altre) ho ricevuto  solamente sguardi interrogativi. Gli stessi sguardi che ho ricevuto quando ho chiesto di contingentare ingressi, soprattutto per quei siti (quindi non solo museali) le cui dimensioni rischiano sovraffollamenti anche con poche persone.

Mentre per la richiesta di utilizzo dello smart working, il dr. Tagliacozzo in persona ha risposto che “l’Azienda non è pronta”, “manca l’infrastruttura”. Ciononostante, poiché, proprio il 4 marzo, è stato promulgato altro decreto del ministro della Pubblica Amministrazione con cui si invitano le amministrazioni pubbliche a favorirne l’utilizzo anche per quei lavoratori che mettessero a disposizione risorse informatiche proprie, io ho riscritto al dr. Tagliacozzo, dicendo che tale decreto andava incontro anche alle carenze della nostra azienda. Carenze su cui dovremo tornare a discutere, però … visto che si aspetta ancora il monitoraggio di quei settori dove si sarebbe dovuto ragionare per l’applicazione dello smart working … dal 2018.

Spero che il buonsenso ed il decreto varato ieri, portino l’Azienda a prendere le opportune misure precauzionali, concordandole con il medico competente, unica figura a dover conoscere lo stato di salute dei dipendenti. Io non smetterò di pretenderle per tutti … visto che siamo rimasti aperti solo noi (cinema e teatri sono stati chiusi) …

Musei, ultima frontiera!

Serenetta Monti (RSU/USI Zètema)

 

   

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